Domenica simpatica e tranquilla, i convocati giungono a Cimpello da più parti e già si fa casino: noi siamo qua, ma non c’è nessuno… voi dove siete? Siamo in una rotonda! Anche noi, ma non vi vediamo… prendete la strada dritta e venite avanti… si, ma avanti quanto? Prendete a destra all’incrocio… si, ma quale incrocio? Dipende da quale incrocio avete davanti, non lo so…
Fortuna che c’era il canale libero…
Bene, ci si trova tutti ad un bar (chiuso, peccato…) e via verso Cordenons.
Squarci di brina sul terreno ghiacciato, sabbia che pare una gettata di cemento.
Miseriaccia, ho il Discender a culo, è enorme ancora un po’ e mi sale sul tetto!!
L’unico modo per farlo sembrare normale è salire su un terrapieno e fermarmici sopra bloccando la strada, così lui sembra più basso: ecco fatto!

Si prosegue, si cercano passaggi intricati ed incasinati, eccone uno bello stretto per incastrare bene i berlinoni e i pullman: difatti io mi incastro, finisco come un pollo in un twist, provo con pesi e zavorramenti vari, con la pala cerco di farmi terreno buono sotto le ruote sospese e scavo sotto a quelle appoggiate, ma niente da fare, devo farmi stroppare. Bastano 20 cm, buono buono con le pive nel sacco faccio retromarcia, mi volto e vedo il discender che sale con tranquillità mentre incrocia il Vyper in un fossato appena dietro …

Vista la mala parata, i 110 si accodano a me e ci allontaniamo dal luogo, cancellando l’onta e dissimulando indifferenza….
Girelli vari allietano la mattina e fanno venire ora di pranzo, al campo carri: visione panoramica

Si prosegue ancora verso nord, si trovano argini ripidi e scoscesi, alcuni cercano di salire e la tenacia dei piloti consente la vittoria.

Mi fermo a guardare cotanta potenza e altezza da terra e vedo il discender in una posizione innaturale e con le ruote ferme, che non schizzano fango né sassi: strano, stranissimo!
Pare che abbia un albero sotto al telaio, ma siccome c’erano dei cespugli lì vicino, dico: ne avrà travolto uno, è normale… poi però il discender resta ancora fermo, infine scende lentamente e vedo l’albero scendere con lui. Vuoi vedere che si è infilato un tronco tra le ruote? Macchè albero, o meglio sì, è veramente un albero quello sotto alla macchina: l’albero di trasmissione aneriore!!! Dannazione, è saltata la crociera! Ecco cos’erano quegli strani rumori, stamattina… E Stefano li aveva anche sentiti been, praticamente sapeva tutto, ma…! Smontiamo l’albero, la giornata si avvia alla fine e … toh, compare MauUd! Bed-maniac fino alle 1530, niente male davvero! Ma se non fosse venuto, ne avremmo sentito la mancanza.

una presa di corrente, non si sa mai che serva. Ed infatti serve a dare corrente ad un miniverricello per raddrizzare la barra di sterzo del Vyper, marciante e travolgente come al solito, che si lascia docilmente dirigere da MauUd sulla via dell’uscita.
Grandi gli equipaggi trentini, che hanno affrontato km e km di asfalto per venire in delegazione da noi, nella bassa: arrivederci alla prossima!
Carletto praticamente non l'ho quasi mai visto, tanto veloce schizzava tra le frasche e i sassi: solo la barra a banana l'ha fermato per una misera mezz'oretta!
Voglio fare pubblicamente le mie scuse a Fulvio per quando gli ho risposto seccamente NO alla sua voglia di trascinarmi fuori dal twist e dentro il canale appena lì vicino; nuovamente a lui e suo fratello Gabriele col range quando mi sono arrabbiato poichè preoccupato dei sassi che la potente regina sparava a poca distanza da noi sulla salita dell’argine. La mia paura era che, con un sasso giusto, fosse possibile centrare il parabrezza del carriolon, fermo a pochi metri da lì mentre io sbullonavo l’albero del discender…
Infine, mi scuso con tutti per la rapida manovra di abbandono della giornata. Il motivo è stato che la mia zavorra (Laura) è tormentata da un mese da un forte mal di schiena. Il greto di oggi non deve certo aver giovato alla cosa, difatti appena a casa si è stesa in branda.
ALLA PROSSIMA!
Umberto
So quando parto e da dove, ma non quando arrivo, nè dove. Però torno sempre, col mio land.