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senza le piastre

MessaggioInviato: 03/09/2005, 0:41
da wolf54321
Tempo fa volevo fare quel corso guida su sabbia di Cattone, poi non ho potuto e mi è però rimasta la curiosità di sapere su cosa è basato, si tratta di un affinamento della sensibilità di guida per non insabbiarsi o di altro? E se ci si insabbia nonostante tutto come si procede per disincagliare il mezzo? Se c'è rimedio perchè preoccuparsi, se non c'è rimedio perchè preoccuparsi

MessaggioInviato: 06/09/2005, 17:32
da Gegio
Io da una semi-piantata in Po sono uscito sgonfiando le gomme e spalando la sabbia che le bloccava, le piastre le avevo ma non avevo voglia di tirarle giù dal portapacchi... Ciao Roberto 300Tdi MY1995 205kkm "E sempre, sopra di noi, il grande cielo africano..." - N.Cirani

MessaggioInviato: 06/09/2005, 18:00
da cigipi60
Sarebbe bello rispondesse Raskebir, che di "Tecnica Cattone" credo ne sappia quanto basta. Gli segnaleró la discussione. Intanto ne sparo qualcuna io: non perché sia particolarmente esperto, ma le orecchie aperte almeno ce l'ho... Da quel che ne so io, sicuramente la tecnica e la sensibilitá (=esperienza) sono fattori determinanti su sabbia come ovunque. L'esatta valutazione del fondo dall'aspetto e dall'esposizione ai venti, le inclinazioni del terreno e la colorazione della sabbia sono tutti fattori che fanno la differenza tra un guidatore esperto ed uno improvvisato. Poi vi sono i piccoli tucchi ed accortezze tipo la remata per tenere il piú libero possibile i fianchi delle gomme dalla sabbia, la delicatezza delle manovre, tecniche di squotimento dal tetto dell'auto per "scollare" il sottoscocca insabbiato risparmiando a volte il lavoro di pala... Ma nei gruppi numerosi c'é anche la "forza di 1000 braccia" che spesso sono la cosa piú efficace e veloce per trarre d'impaccio anche i meno esperti. Sempre a portata di mano, leggere, sensibili come nessuna piastra o pala... Viceversa persone meno esperte, piccoli gruppi o singoli troveranno nella piastra un grande amico sempre disponibile! (peró che fatica!) Carlo "GranPasso", 110 TD5 SW MY03

MessaggioInviato: 06/09/2005, 19:01
da raskebir
Effettivamente, dopo averlo visto all'opera in tanti viaggi, posso dire di considerare Cattone uno dei massimi esperti di guida su sabbia, con inoltre il raro dono di riuscire, con consigli mirati e psicologia, a far camminare anche i più negati. Esperienza di guida su sabbia significa poi anche abilità nella scelta dei passaggi e delle traiettorie, sfruttando opportunamente i piani inclinati esistenti a volte anche cordoni che sembrano invalicabili vengono superati con facilità. Prima di parlare di insabbiamenti, occorre dire che la prima cosa che viene insegnata è lo sfruttamento delle pendenze, ovviamente quando esistono, per acquisire quel tanto di abbrivio che serve oltre alla spinta del motore per superare l'ostacolo. Se si è in un catino l'importante è non fermarsi nel punto più basso, poi "giocando di sponda" retrocedere anche in salita per quanto possibile, e riprovare. Se il catino è ampio, si può provare a girare in cerchio acquistando velocità e salendo sempre più in alto, finchè al momento conveniente arrivati alla parte opposta dell'ostacolo ci si butta giù a tutto gas, passando assolutamente nel punto più basso del catino e puntando verso il punto più alto dell'uscita onde evitare il più possibile i laterali. Più o meno quando ci si insabbia la tecnica da usare, in varie combinazioni, è questa: - se si è in leggera salita, subito marcia indietro per sfruttare la pendenza favorevole per fermarsi in zona più compatta - se si è con le lunghe, mettere le ridotte e provare con un filo di gas verso la pendenza favorevole - provare a "remare" con le ruote anteriori per allargare il solco nella sabbia - lasciare innestata la marcia più bassa delle ridotte con motore al minimo e scendere, spingere ritmicamente il tetto dell'auto per farla oscillare in modo che parte della sabbia intorno alle ruote ci finisca sotto, ovviamente poi quando si è usciti occorre risalire - se si è un gruppo numeroso, spingere nel senso favorevole, ovviamente con la marcia più bassa al minimo, è una veloce alternativa al verricello o alla strop - se la pressione non è ancora al minimo, provare ad abbassarla - se la pressione è già al minimo e non si riesce con altri sistemi, provare a scendere a 0,3-0,4 bar, gas al minimo, poi ovviamente occorrerà rigonfiare - con la combinazione di queste tecniche ormai più nessuno porta piastre da sabbia, io sono stato uno degli ultimi ad arrendermi, ma mi sono reso conto che portavo a spasso del peso inutile. Diverso è invece il discorso per gli insabbiamenti in piano, e con poche auto: se non basta sgonfiare ancora e non è possibile farsi aiutare da un'altra auto, l'unica soluzione sono le piastre da sabbia, va detto però che con un minimo di esperienza gli insabbiamenti in piano, specialmente se si ha un minimo di velocità, sono abbastanza rari. Happy Rovering. raskebir Def 90 "Jamais Contente" Nord-Ovest

MessaggioInviato: 06/09/2005, 19:19
da wolf54321
Grazie 1000 Raskebir Se c'è rimedio perchè preoccuparsi, se non c'è rimedio perchè preoccuparsi

MessaggioInviato: 07/09/2005, 0:17
da BCCCRL
ho seguito con interesse la discussione... ...peccato non poter mettere in pratica quanto appreso (se non andando nella lontana Africa)...credo che le "sabbie nostrane" non abbiano una finezza e una incosistenza tale da poter provare....credo! Carlo e Vyper

MessaggioInviato: 07/09/2005, 10:07
da Gegio
Mah, nel piacentino è tutto chiuso, divieti a destra e a manca, ma di là da Po in terra lombarda qualcosa di transitabile si trova, credo si tratti di politiche regionali o provinciali. Per quel che riguarda le prove io ho fatto ben poca sabbia sia qui che in Tunisia e dovrei esser l'ultimo a parlare ma la nostra di Po mi sembra più bastarda pur essendo più grossolana. Ciao Roberto 300Tdi MY1995 205kkm "E sempre, sopra di noi, il grande cielo africano..." - N.Cirani

MessaggioInviato: 07/09/2005, 13:33
da cigipi60
Non ho mai provato la sabbia di fiume, ma direi ad occhio che ha poco o niente in comune a quella dei deserti, sia come consistenza che come disposizione fisica. Dire che una é piú difficile dell'altra credo non abbia molto senso: sono due cose diverse e basta. Carlo "GranPasso", 110 TD5 SW MY03

MessaggioInviato: 07/09/2005, 13:41
da tato68
Sgonfiare, sgonfiare, sgonfiare...sempre!...e le gomme giuste! In Africa ti cambia la vita!

MessaggioInviato: 18/09/2005, 1:32
da encati
OK su tutto quanto precedentemente descritto, ma se toccano i ponti non resta che spalare. In ogni caso non andrei mai in africa senza le piastre mentre il verricello serve a poco e pesa molto.

MessaggioInviato: 18/09/2005, 2:09
da porcupine
Non si dovrebbe mai arrivare ai ponti, ma fermarsi prima; se poi c'è il catino e ti trovi bloccato ai ponti in pochi metri quasi sempre in retro piano riesci ad uscire. Verricello inutile e piastre un paio per ogni gruppo; se viaggiatori solitari piastre si. C'è chi sostiene sempre da soli verro si per uscire con ruota di scorta insabbiata in profondità, ma oltre ad essere teoria non ho mai visto nessuno ne sentito nessuno che ha effettuato tale manovra. Pino

MessaggioInviato: 18/09/2005, 12:13
da franz
....non vedo l'ora di riprovare.... la 88 andava da sola, il 110 sarà un po' più difficile da portare forse. Acc... per quel poco che ho provato... adoro la sabbia! LR110 SW '86 19J Microbus II°

MessaggioInviato: 18/09/2005, 12:33
da caoos
quote:
C'è chi sostiene sempre da soli verro si per uscire con ruota di scorta insabbiata in profondità, ma oltre ad essere teoria non ho mai visto nessuno ne sentito nessuno che ha effettuato tale manovra. Pino
In effetti sembra proprio cosi.....guarda un amico crucco cosa ha dovuto fare in Mauritania.....ma che fatica....

MessaggioInviato: 18/09/2005, 12:35
da franz
mitico! però diciamolo.... visto dove si trovava il mezzo se l'è andata un po' a cercare... no? LR110 SW '86 19J Microbus II°

MessaggioInviato: 18/09/2005, 14:11
da raskebir
Chissà se era bassa marea con l'alta che arrivava...., aiuta a scavare più in fretta... Devo dire però che ad Agosto 2004 siamo andati con un folto gruppo praticamente dal Marocco fino a Dakar, centinaia di km. tutti sulle spiagge e nessuno sì è insabbiato sul bagnasciuga, l'unico problema è stato la corrosione dovuta all'inevitabile salinità anche avendo cura di non mettere mai le ruote in acqua. Happy Rovering. raskebir Def 90 "Jamais Contente" Nord-Ovest

MessaggioInviato: 18/09/2005, 14:33
da AndreaC
La difficoltà del Banc d'Arguin dipende dal coefficiente di marea del giorno nel quale lo si affronta. Se il mare non si ritira molto si è costretti a viaggiare sul bagnasciuga, viceversa se il mare è molto ritirato si riesce a viaggiare tranquillamente senza dover andare tra i cavalloni dell'oceano (capita anche questo). AndreaC 88" Diesel SIII 1983

MessaggioInviato: 18/09/2005, 23:40
da hoggar
Sulla sabbia è fondamentale:1) individuare il percorso migliore 2)imparare a riconoscere a vista il tipo di consistenza,un pò come sulla neve in freeride 3)sgonfiare 4)gomme giuste,alte di spalla ma che non stallonino facilmente se sgonfie,battistrada poco scolpito 5)uso "scientifico" del regime motore e dei rapporti 6)talvolta remare con l'avantreno aiuta Infine tanta esperienza sul campo.Personalmente porto piastre in alluminio autocostruite,ma ho avuto poco bisogno di usarle.L'ultimo giro col PS10 avevo sotto delle normalissime Ameritrak di serie,stradali,che non mi hanno fatto rimpiangere le mitiche Michelin XS.A tutt'oggi ritengo che siano davvero poche le 4X4 che rendono su sabbia come le Land o il Santana che ha la stessa struttura.Gran parte dei miei viaggi è fatta con veicolo unico,ovvio che in due o più tutto è estremamente più facile e forse il verricello in quei casi può semplificare la vita. nessun luogo è lontano

MessaggioInviato: 19/09/2005, 3:15
da beyond
non sono sempre favorevole a scrivere di cose che, secondo me, solo l'esperienza insegna, ma visto che la discussione si fa interessante, mi sento di condividere alcuni dei punti fermi che ho raggiunto. TECNICA: la maggior parte delle volte si riesce a riemergere sgonfiando e andando avanti e indietro (di mezzo giro ruota) con le ridotte. ATTREZZATURA: non è assolutamente vero che il verricello è un peso inutile...in tante situazioni mi è risultato essenziale per poter uscire da insabbiamenti atrimenti impossibili senza l'ausilio di altri mezzi!! certo che se tutte le volte si deve pensare a movimentare le ruote di scorta è da pazzi!!! ma matti forte!!! una normalissima balla fa a dovere!!! si mette sulla sabbia e si inizia a spalare sotto...la sabbia si mette dentro la balla..una volta piena si cinge con la strop e si adagia nella buca. è importante fare un solco per far si che la trazione si scarichi sul bordo della fossa..come si fa in caso di corpi morti su neve. vi posso assicurare che porta via anche un unimog!!!!!!!!! PALA: l'ho usata raramente....il più delle volte uso un'attrezzo autocostruito ( che dovrei brevettare invece di divulgare sul forum). ho fatto una specie di rastrello, al posto dei denti ha una piastra d'alluminio incernierata come un cancelletto...infila agevolmente fra telaio e sabbia, e quando tiri indietro si apre e porta via la sabbia...è eccezionale..si ottiene il doppio del risutato con la metà dello sforzo!!!! vi prego solo di apporre sui vostri futuri RUSPINI (così l'ho chiamato) il marchio "beyond-experience" certo che se si viaggia in gruppo è tutto piu semplice e non importa allambiccarsi il cervello.... P.S. una volta provato il "ruspino" non lo si lascia più! vi ringrazzieri se ad ogni " prototipo" si postasse una foto così da ottimizzare l'arnese secondo le esperienze.