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RED WINCHES 12V - 320A ALTERNATOR

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Messaggioil 15/11/2016, 0:15

franktd5 ha scritto:
blackdef ha scritto:c'è un gel che si usa nelle scatole stagne è trasparente e ovviamente dielettrico, potrebbe fare al caso tuo.


Blackdef, ci siamo scritti addosso. Anch'io ho fatto riferimento a quel tipo di gel ma nel settore elettrico "serio" sono un po' mal visti perché non impediscono il movimento dei conduttori e del giunto all'interno del gel.

Pertanto, in caso d'applicazione semifissa (il caso di Marco, come fa a verificare se si siano mossi i cavi dopo aver collocato la cassetta?), c'è il rischio che conduttore e giunto "migrino" al di fuori del gel, vanificandone la funzione.

Personalmente sono per le resine indurenti con catalizzatore tipo 3M per capirci. Almeno il giunto/morsetto rimane bloccato anche meccanicamente.


se riempie totalmente la cassetta non ci sono problemi :D :D :D
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Messaggioil 15/11/2016, 9:45

franktd5 ha scritto:Gian, la tua pericolosissima "miscela tonante" è quella che si ricombina sulle piastre di una batteria sigillata formando nuovamente acqua. Questo è il principio di una batteria a ricombinazione e credo che tu lo sappia.

Quindi, seguendo il tuo ragionamento, tutti coloro che guidano un Defender, a prescindere dal fatto che la batteria si trovi o meno in una cassa supplementare più o meno stagna, si portano sotto il culo una BOMBA!

Una batteria a ricombinazione è munita di una valvola di sicurezza che può occasionalmente scaricare in ambiente eventuali sovrappressioni. Per questo le casse stagne per batterie sono munite di sfiato.

Io darò anche cattivi consigli, ma tu fai terrorismo gratuito... e non si capisce nemmeno bene per quale motivo certi tuoi post trasudino di una certa spocchia un po' antipatica...

Giffissimo mi sembra abbia parlato di elettrolisi, io più blandamente mi sono riferito a fenomeni elettrochimici... poi ti rispondo anche in merito a questo.

Ciao.



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beh, se ritieni che essere contraddetto in modo circostanziato su cose che dimostri di non conoscere sia un comportamento spocchioso e antipatico è un problema tuo, forse non te ne sei ancora accorto, ma su questo Forum ciascuno è libero di scrire ciò che vuole, ma se scrive corbellerie qualchuno che le contesta lo trova sempre.

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Messaggioil 15/11/2016, 9:53

Giffissimo ha scritto:
Vero non ci avevo pensato .... comunque il motorino d'avviamento e connesso alla batteria con un cavo di rame ci potrebbe essere un po' di caduta di tensione :roll:
l'unica e' fare un esperimento
chi si offre volontario ad immergere una batteria carica in una bacinella di acqua salata?


certamente c'è caduta di tensione, ma solo nel periodo in cui funziona il motorino di avviamento, in tutte la altre condizioni, ovvero quando non circola corrente, la legge di ohm ci dice che la caduta di tensione è zero, detto in altro modo il morsetto del motorino ed il polo positivo della batteria hanno la stessa identica tensione.

Landsaluti

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Messaggioil 15/11/2016, 15:11

gian td5 ha scritto: beh, se ritieni che essere contraddetto in modo circostanziato su cose che dimostri di non conoscere sia un comportamento spocchioso e antipatico è un problema tuo, forse non te ne sei ancora accorto, ma su questo Forum ciascuno è libero di scrire ciò che vuole, ma se scrive corbellerie qualchuno che le contesta lo trova sempre. gian


Gian, non temo d'essere contraddetto. M'accade spesso e fa parte del normale confronto fra persone. Però penso che converrai che ci sono diversi modi per farlo e che i limiti del mezzo (forma scritta in un forum, sinteticità d'esposizione, eccetera) non consentono a volte di far trasparire ciò che de visu si riesce a far comprendere con un semplice gesto od un inflessione vocale.

In quanto allo "circostanziato", quello che sto per scrivere ne è un piccolo esempio ed è nulla più di ciò che so (o credo di sapere). Se hai passato la vita a progettare accumulatori (io no), sarò felice di drenare da te quanta più conoscenza possibile! ;) (Nota: l'emoticon - che ti invito ad utilizzare a condizione che tu non li ritenga una forma melensa di comunicazione - ha la funzione di indicare che non sono animato da uno spirito sarcastico, altrimenti usavo il diavoletto)

Ora cerco di portare il conforto di qualche numero - che ti prego di commentare nel merito qualora li ritenessi sbagliati - circa il problema delle miscele tonanti. Cerco d'essere sintetico nei limiti del possibile e spero di non fare errori di ordine di grandezza perché vado un po' a braccio. Elenco concetti per te sicuramente scontati, nel tentativo di far seguire il discorso anche agli altri interessati. Il confronto non è fra me e te, è per e fra tutti.

L'idrogeno ci pone di fronte ad un potenziale rischio d'esplosione quando raggiunge una concentrazione del 4% in aria. A questo punto basta una scintilla... e diciamo che non abbiamo problemi a procurarcela.

L'idrogeno, insieme all'ossigeno in misura pari a circa il 50% rispetto al primo elemento, è emesso da un accumulatore al piombo principalmente durante la fase di carica. Durante la fase di scarica, anche forte, si ha formazione di idrogeno in misura nettamente inferiore.

L'emissione di idrogeno, durante la fase di carica di una batteria al piombo alla tensione di 2,4 V per elemento (carica a fondo), è pari a circa 0,45 l*Ah (litri per amperora di corrente) per ciascun elemento da 2 V di tensione nominale. Ho verificato questo valore su un testo, perché non me lo ricordavo. S'intende valido a 20°C di temperatura ambiente alla pressione dei soliti 1013 mbar.

Ora per semplicità considero le due batterie da 110 Ah di Marco come se fossero un'unica batteria da 220 Ah.

Ipotizzando di caricare la batteria con una corrente molto elevata pari al 20% della sua capacità nominale (tralascio i rendimenti), abbiamo 220 * 0,2 = 44 Ah di corrente fornita dall'alternatore alla tensione di 14,4 V (14,4 V/ 6 elementi da 2 V = 2,4 V per elemento).

L'idrogeno rilasciato all'interno della batteria nel tempo di un'ora è quindi pari a 0,45 * 6 * 44 = 119 l.

Come scrivevo, le odierne batterie sigillate sono del tipo a ricombinazione. L'idrogeno e l'ossigeno prodotti durante la fase di carica si ricombinano e tornano ad essere acqua. Questo è il motivo per cui una batteria sigillata non richiede rabbocchi di acqua demineralizzata. L'efficienza di riconversione (e qui i costruttori fanno a gara) è prossima al 100%, sempre superiore al 99%.

Ipotizzando il 99% di efficienza di riconversione, possiamo affermare che dei 119 l di gas prodotto durante la fase di carica solo 119 * 0,01 = 1,19 l vengono rilasciati in ambiente nel tempo di un'ora, attraverso la valvola (generalmente unica per tutti gli elementi e dotata di parafiamma) posta nel coperchio della batteria.

Ora ammettiamo che la scatola stagna (che poi stagna non è perché è ventilata) sia dotata di un condotto di ventilazione di 20 mm di diametro. Per sicurezza (anche se nella pratica ho riscontrato che non serve), prevediamo un foro di entrata ed uno di uscita, ipotizzando che per effetto camino si stabilisca un flusso d'aria pari a 0,1 m/s. Attraverso un condotto di 20 mm di diametro, trascurando le perdite di carico, possono quindi transitare (0,02 / 2)² * 3,14 * 0,1 * 3600 = 0,113 m³/h di aria pari a 113 l/h. Se la velocità sembra alta, nulla vieta di aumentare il diametro dei condotti di ventilazione. Le realizzazioni che ho visto io hanno tubi anche più piccoli.

Tornando ai conti, la concentrazione di idrogeno vale pertanto: 1,19 / 113 * 100 = 1,053%. Il valore è ben inferiore al 4%. Secondo me - anzi In My Humble Opinion, così sottolineo il tono estremamente dimesso delle mie affermazioni ;) - non c'è rischio di esplosione. Se un K di sicurezza pari a 4 sembra poco, si può aumentare a piacere variando il diametro dei condotti di ventilazione oppure prevedendo una ventilazione forzata. Nell'industria, ambiente dove bazzico normalmente, per i locali batterie si considera un K di sicurezza solitamente pari a 5.

Lo scenario di cui sopra è un caso limite. Nella pratica è molto difficile che la corrente di carica fornita dall'alternatore superi i 20-30 A ed è anche difficile che la carica avvenga a 14,4 V (2,4 V per elemento) poiché bisogna mettere in gioco la caduta di tensione sui cavi di collegamento. Diminuendo la tensione di carica, la produzione di idrogeno crolla verticalmente. Sul testo dove ho preso il valore specifico di emissione di idrogeno c'era un bel grafico che mostrava le variazioni in funzione della tensione di carica, potrei scansirlo o magari cercare qualcosa del genere sul WEB per postarlo... ora non ho proprio il tempo.

Aggiungo che molti costruttori di batterie automotive dichiarano addirittura che non c'è necessità di ventilazione per le loro batterie sigillate. Le casse stagne con foro di ventilazione sono una realtà e sono in commercio da molto tempo. La costruzione è certamente uniformata a qualche standard. Bisognerebbe cercare, ma sono quasi certo che ci sia qualche norma IEC, DIN, BS od altro che ne definisce i requisiti.

All'epoca della progettazione dei nostri mezzi, credo che non si siano nemmeno posti il problema. E anni fa circolavano batterie con manutenzione e chi di noi c'era svitava tappi gialli o rossi per aggiungere acqua distillata.

Ora vado a mangiare qualcosa... per scrivere questa roba mi sono già giocato mezz'ora della pausa. Non appena ho di nuovo un momento di tranquillità finisco di replicare al resto.
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Messaggioil 15/11/2016, 20:49

Veniamo alla seconda parte della replica.

Ho fatto un accenno a fenomeni elettrochimici e Gian mi ha subito scagliato un'anatema perché secondo lui implicitamente intendevo fenomeni di riduzione massiccia per elettrolisi. Qualche esperienza in merito l'ho fatta (ramatura per usi ludici di piccoli oggetti in bagno alcalino e acido), quindi una vaga idea del fenomeno potrei anche averla.

Intanto, visto che mi si dice che qui dentro è usuale "contestare le corbellerie" ;) , faccio presente che il discorso sulla distanza fra anodo e catodo non calza con l'esempio del motorino d'avviamento: Marco collocherà le batterie in una cassa metallica di dimensioni "stirate" -> la cassa sarà imbullonata al telaio -> il verricello sarà imbullonato al paraurti che è imbullonato al telaio -> la cassa del motore del verricello è a massa -> quindi i due sistemi elettrici distinti hanno il negativo in comune -> ergo la distanza eventualmente da prendere in esame non sarà quella fra i due poli della batteria ma sarà pari alla minore distanza fra il morsetto del polo positivo della batteria e la parete (negativa) della cassa metallica. Di questo comunque non ce ne frega un ca##o... non era lì che volevo arrivare. E' solo per mostrare che tutti siamo capaci a mettere i puntini sulle "i", anche quando non serve! :D

In realtà, siccome l'altro giorno stavamo discutendo della possibilità di stagnare solo i poli, dopo il post di Giffissimo il mio pensiero è andato alle variopinte formazioni saline che aggrediscono i terminali delle batterie.

Le limitate emissioni di una batteria sigillata non si fermano all'idrogeno ed all'ossigeno. Escono anche vapori di acido solforico. Questi vapori riescono ad insinuarsi anche attraverso le tenute in plastica dei poli di piombo delle batterie, specialmente quando i poli vengono maltrattati termicamente per effetto di forti correnti di scarica impulsive (avviamenti ripetuti, uso verricello). Tanto peggio se ci sono resistenze di connessione elevate fra poli della batteria e relativi morsetti. Ancora di più se si fa leva maldestramente sui poli quando si serrano i morsetti con una chiave.

I conduttori di rame (anche i capicorda a compressione in rame), quando sono percorsi da una corrente ed esposti all'acido solforico, intraprendono la loro strada verso il sacrificio cedendo materiale che forma solfato di rame. Se non c'è acqua/umidità il colore del sale è verde. Se si combina anche l'acqua, i cristalli tendono al colore azzurro (i chimici parlano di anidro e idrato).

Questa roba crea problemi, specialmente quando attraverso i conduttori in questione devono transitare centinaia di ampere. Il motivo è banale: aumenta la resistenza di connessione e di conseguenza la caduta di tensione sul giunto.

Per combattere questo tipo di corrosione, s'ingrassano i poli delle batterie o si applicano spray tecnici specifici. Ma se le batterie vanno sistematicamente a bagno (la sotto bastano anche gli spruzzi delle pozzanghere) e non si usa una cassa stagna ventilata, il grasso/olio se ne va e la reazione del solfato di rame ricomincia. Nel caso di Marco, il top delle batterie è impossibile da ispezionare. Bisogna tirare giù tutto, non basta togliere il cuscino del sedile. Quindi mi sembra una vera e propria rottura di pa##e dover rimuovere una cassa molto pesante per ingrassare i poli.

Inoltre, un guado non lo fai in acqua demineralizzata, lo fai in un corso d'acqua, in un lago o - molto peggio - in una foce salmastra come diceva Giffissimo (nella mia vita quest'ultima cosa mi è capitata almeno tre/quattro volte... e una volta ero proprio sul mare dalle parti di Marco e mi vergognavo tantissimo... ruote sulla battigia... ma non conducevo io il giro :? ). Spesso l'acqua non è pulita e porta con se detriti e fango. Il top delle batterie risulterà a breve "intonacato" con questa roba.

Ora mi e vi domando: è il caso di accettare questa condizione su un sistema elettrico? Se mi chiedete se una batteria a 12 V DC funziona sott'acqua, vi rispondo affermativamente: probabilmente per lungo tempo, meno se in acqua di mare. Se mi viene chiesto se uno strato di fanghino (quando piove bagnaticcio) possa porre in corto circuito una batteria rispondo negativamente. Ma sicuramente stabilisce una corrente di scarica indesiderata per perdita di isolamento fra le polarità DC e contribuisce ad attivare le piccole reazioni elettrochimiche cui accennavo prima.

Inoltre la cassa finirà per riempirsi di fango e detriti, negli interspazi presenti tra le batterie, a svantaggio della dissipazione termica.

Marco, la macchina è la tua... ;)

P.S.: Gian, probabilmente sei il Guru del Forum e senz'altro rispetto la funzione. Leggo la tua età anagrafica ed i tuoi interventi, quindi ti rispetto ancora di più. Però non fare il processo alle intenzioni nemmeno paventate... e ricorda che la mia anzianità d'iscrizione al forum è maggiore della tua! :mrgreen:
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Messaggioil 15/11/2016, 22:07

Mazza Frank
Menomale che magni ogni tanto :D :D :D
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Messaggioil 17/11/2016, 17:27

MarcoLauretano ha scritto:Diametro esterno puleggia albero motore : 168 mm .
Diametro esterno puleggia alternatore : 49 mm e 57 mm (ne ho acquistate due) .
Gole 7 .
Interasse albero motore - albero alternatore : 265 mm .


Ho fatto la verifica col softwarino utilizzando una cinghia Poly-V a 6 nervature, profilo PK, ipotizzando 7 kW meccanici da trasmettere @ 3500 RPM e usando la puleggia da 57 mm: la tensione minima della cinghia, necessaria su questo punto di lavoro, è di 220 N.

La puleggia da 49 mm è un po' piccola e richiederebbe una cinghia con più nervature. Tra l'altro, molti costruttori consigliano 50 mm come diametro minimo della puleggia.

Ciao.
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Messaggioil 17/11/2016, 19:09

Grazie Frank, sono fuori, quando torno continuo il lavoro ;) .
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Messaggioil 21/11/2016, 19:49

Immagine
Frank le pulegge sono a 7 gole (tranne quella originale che è a 6 gole) quindi utilizzerò una cinghia Poly-V a 7 nervature non a 6, l'aderenza è maggiore e il rischio di slittamenti è minore ...
Posso usare anche la puleggia da 49 mm (pensa che quella originale a 6 gole che montava inizialmente l'alternatore 320 amp era una 44 mm) ...
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Messaggioil 22/11/2016, 0:07

Immagine[/quote]

Bel paracolpi! :lol: Seguo ogni tanto le tue realizzazioni e spesso prendo anche spunto per le mie... però sta volta hai un po esagerato con le batterie! :lol: oltre tutto sono anche un oggetto discretamente pesante!
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Messaggioil 22/11/2016, 3:35

Ciao, lo so che sono pesantissime e per questo motivo non verranno collocate lì sotto a mano come se fossero degli scatoli di cartone anche perché c'è il problema dei cablaggi, lì verrà realizzata una base di acciaio incernierata alla traversa centrale con le guide per accogliere le batterie, l'estremità libera della base verrà poggiata su un crick e dopo aver sistemato le batterie sulla base e realizzato i relativi cablaggi, si solleverà il tutto col crick e si imbullonerà l'estremità libera della base alla relativa staffa di sostegno ;) , comunque è più facile a farlo che a spiegarlo :lol: , è solo il tempo che ultimamente mi manca, tra scuola e altri lavori, che guarda caso stanno capitando tutti adesso :roll: :) ;) ...
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Messaggioil 23/11/2016, 4:12

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Messaggioil 23/11/2016, 10:23

:o
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Messaggioil 23/11/2016, 14:18

Franz è stata tornita solo la parte posteriore della puleggia per adattarla all'alternatore, perché ti stupisci ?
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Messaggioil 23/11/2016, 22:27

pensavo l'avessi costruita di sana pianta partendo da una lattina di chinotto :D
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Messaggioil 23/11/2016, 23:33

A me questo alternatore sembra una grande cineseria..come quei verricelli da 15000 libbre tutti colorati che tirano meno di un Warn 9000.

Magari sbaglio pero'...
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Messaggioil 23/11/2016, 23:50

A me par di sognare...
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Messaggioil 24/11/2016, 0:41

Albertotdi300 ha scritto:A me questo alternatore sembra una grande cineseria..come quei verricelli da 15000 libbre tutti colorati che tirano meno di un Warn 9000.

Magari sbaglio pero'...


Temo di sì... stesso continente di Warn Industries.

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Messaggioil 24/11/2016, 12:05

beh non l'ha mica pagato 50 euro...
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Messaggioil 24/11/2016, 12:23

quello_là ha scritto:beh non l'ha mica pagato 50 euro...


Infatti, intendevo che non è una cineseria. E' assemblato in Tennessee utilizzando carcasse commerciali. Non potrà certo sostenere 320 A per un tempo indefinito, ma è un bell'alternatore. Indietro ci sono le foto delle piastre diodi.

Ogni tanto si leggono sul forum interventi che con 5 secondi di Google troverebbero risposta... :roll:
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