Resoconto .... mi forzerò per essere breve

Scherzi a parte, diciamo che nonostante tutto è andato tutto bene. Purtroppo le condizioni meteo, nonostante quello che si vede in una parte di filmati, sono state quasi proibitive, almeno per chi era alla prima esperienza. Che facesse freddo di notte ce lo aspettavamo ed anche gli altri equipaggi erano stati preparati a dovere. Ma alzarsi la mattina con un dito di brina sulle casse non è stato incoraggiante. Il vero problema è che non si riusciva a recuperare il caldo di giorno. Con il sole saremo arrivati si e no a 15 gradi...con il nuvolo, il vento e la pioggia beh la temperatura percepita arrivava a 10 gradi. Per questo abbiamo ridotto di un giorno la sabbia, da 7 giorni a 6. Ovviamente usciti dalle dune, è saltato fuori il sole e il caldo...maledetto Murphy, si facesse i cazzi suoi ogni tanto!
Siamo partiti in due equipaggi con Pelo110 da Civitavecchia il pomeriggio del 24. La differenza di prezzo rispetto a Genova era enorme: quasi 800€ per singola tratta per una cabina quadrupla e due auto da Genova contro i 360€ alle medesime condizioni. Arrivati a Tunisi e sbrigate le faccende doganali abbastanza alla svelta, visto che la nave era piccola e non c'era molta gente, per le 16 siamo fuori. Gasolio e via verso Sidi Bousaid, in attesa che arrivino le due coppie di Milano con i 90 che partivano da Genova la sera del 24 (Johnny300 e Claudino). Loro attraccano alle 18:00....peccato che sono riusciti alle 21:00 passate! Partiamo verso Nabeul e per il camping hotel Le Jasmin dove avevo chiesto alla guida di prenotare per la prima notte. Ci eravamo stati l'anno scorso con Fabio e Lucia ed è un posto grazioso, accogliente ed economico. Stanze tutte con la veranda e la prima sera passa in veranda da noi a stappar bottiglie di prosecco

La mattina dopo, quella del 26, inizia la cavalcata verso sud che ci porterà a Douz a sera inoltrata. Gli ultimi 100 km sono stati su pista al tramonto e su sabbia di notte: una figata pazzesca! Arriviamo alle 19 ed incontriamo la guida per conoscerci e farci accompagnare in campeggio, ai bordi del palmeto e dietro la piazza del mercato. Comodissimo anche a piedi.
A Douz il 27 c'è l'ultima giornata del festival del Sahara e il traffico di veicoli, persone e animali è impressionante. Il campeggio così vicino ci ha permesso di spostarci a piedi senza problemi. Mattinata alla fiera della festa e pomeriggio al festival a vedere le giostre di cavalli e dromedari e la caccia alle lepri coi levrieri....tranne per me e Johnny300 che passiamo il pomeriggio da un negozio di elettronica a cercar di far andare il baracco! Cena in campeggio e sveglia all'alba il 28.... si parte per il deserto!
Facciamo il pieno, la spesa di frutta e verdura e di pane fresco e alle 10:00 via verso le piste. Arriviamo sino al bivio con Ksar Ghilane, ma noi puntiamo verso Tembaine. Lasciamo la pista all'altezza di un cafe du desert e ci tuffiamo tra le dune quasi all'imbrunire. Si prepara campo mentre si alza un brutto vento freddo, che ci seguirà per tutti i successivi giorni. Nuvole nere all'orizzonte non presagiscono nulla di buono. Mettiamo su la pasta mentre le guide preparano per loro e per noi la zuppa tunisina.
Si riparte la mattina del 29 da El Mida, ma faremo poca strada. Una flangia del mozzo posteriore decide di mollarmi e si trita dentro al semiasse. Merda. Non possiamo fare altro che mandare le guide a Douz a cercare il ricambio ed aspettare che tornino. Con il senno di poi è stato quasi un bene. Il 29 è stata l'unica vera giornata di sole e caldo dei 6 giorni di sabbia e sarebbe stato un peccato sprecarla in macchina

. Non avendo molto da fare ci dedichiamo al mangiare e bere (tanto), al prendere il sole e al cazzeggiare tra le dunette circostanti con le altre auto. Alcuni si sono addirittura fatti la doccia! Incrociamo anche Boxer, Rommel1 e un suo amico che stanno andando a Sif es Souane.
Le condi meteo ci danno giusto il tempo di aprire il tendone e cucinare qualcosa per cena....si alza di nuovo un vento freddo, ma molto più forte e verso le 20 inizia a piovere a dirotto. Speriamo che le Quechua tengano. Con la pancia piena e mezzi sbronzi andiamo a dormire.
Ci svegliamo la mattina dopo al suono del clacson delle guide. Hanno suonato per farsi sentire....visto che c'era una nebbia surreale. Ma siamo in Tunisia o in tangenziale a Milano???? Caffè per tutti e ci mettiamo al lavoro per cambiare flangia e semiasse (per scrupolo ne avevo fatto prendere uno) a Bis. Venti minuti e il gioco è fatto. Smontiamo il campo mentre la nebbia si alza e lascia il campo ad un panorama di sabbia fradicia e nuvoloni neri. Partiamo con la decisa intenzione di arrivare ai laghi la sera. E, nonostante le carovane di tour operator che ci ostacolano la strada alle 15:30 scendiamo nella piana di Ain Ouadette. Con la sabbia in condizioni normali ci sarebbero voluti due giorni e invece ci abbiamo messo 5 ore. Pazzesco. Nel frattempo il cielo si è aperto e la serata si preannuncia serena, ma gelida. Facciamo campo accanto ad uno dei laghi e con le guide mettiamo su il fuoco. Noi prepariamo una bella minestra calda e loro il cous cous. Eccellente, mai mangiato un cous cous migliore, forse suggestionati dal fatto che era stato cucinato sul fuoco nel deserto non so. Altra bella strinata di vini, prosecchi e grappe e si va a letto. La notte è stata ventosa e umida, ma passa.
Il 31 è giornata di arrivederci. Con le guide usciamo dritti dai cordoni: vista la sabbia e il fatto che abbiamo tutti acquisito una buona confidenza con quel tipo di guida, l'autista azzarda passaggi più dritti e tecnici e tra catini e discesoni alle 13:00 siamo a Tembaine. Saliamo sulla montagna per le foto di rito, visitiamo il pozzo e usciamo dagli ultimi cordoni. Ci salutiamo sulla pista a sud del Jebil con la promessa di rivederci qualche giorno più tardi. In caso di bisogno, visto che eravamo a zonzo da soli, avremmo potuto chiamarli. Peccato che ci siamo resi conto che i cellulari non prendevano solo dopo che se erano andate. Pazienza, ci aspettavano almeno 48 ore di scounting in solitaria e in qualche modo ce la saremmo cavata. Passiamo la sera di capodanno li vicino, nascosti tra le dunette al traffico di fuoristrada che andavano a festeggiare capodanno a Tembaine. Menù di capodanno: tris di primi, affettati e formaggi, panettone e una quantità infinita di bottiglie (in tutto 16 in otto persone solo quella sera) oltre a grappa e whiskey e .... Insomma, finiamo la serata di capodanno addormentati attorno alle braci de fuoco sbronzi e sotto la pioggia battente. Se non siamo morti assiderati è stato un miracolo

Ci svegliamo con comodo la mattina dell'1 intorno alle 10 (considerando che le sveglie precedenti erano state al massimo alle 7:30) e tra caffè, the e rimasugli di cena, smontiamo e partiamo quasi alle 13. Destinazione valle delle rose! C'eravamo stati l'anno scorso ed avevamo il punto esatto delle cave, avevamo anche le tracce ma la sabbia si sposta ed era una bella incognita. In quel momento è iniziata la vera parte divertente: ansia per non avere i riferimenti della guida, adrenalina per verificare a piedi chilometri di dune, scegliere i passaggi, provarli e ogni tanto tornare indietro, anche con manovre complicate, esultanza quando scavallavamo i cordoni (in media abbiamo viaggiato ad oltre 150 slm che non è poco da soli)...il tutto sotto la pioggia e la foschia! Alle 16:30 arriviamo alle cave con mezzo sole pallido e mentre le ragazze scavano per cercare le rose (e ne hanno trovato molte) noi ometti andiamo a fare legna per la sera imminente. Le foto parlano da sole: due ceppi enormi uno sul cofano del 90 di Claudino e uno al guinzaglio del 110 di Pelo tirati fuori con i verri di Bis e di Jonas...sui cofani dei quali abbiamo messo gigantesche fascine per fare brace. Facciamo campo nel mezzo della cava e accendiamo la bellezza di due fuochi: uno piccolo accanto alle tende rigorosamente sottovento ed un gigante in una specie di braciere naturale. Il tempo di aprire il tendone ed iniziare a cucinare che ricomincia a piovere. Ceniamo, beviamo e ci riuniamo attorno al fuoco nonostante la pioggia e il vento. E che azz... Nel momento di andare a dormire mi accorgo di un piccolo errore: quando avevamo messo le tende, avevo lasciato la nostra aperta per farla asciugare .... e me la sono dimenticata così! Quindi ora era piena di sabbia e con i sacchi a pelo mezzi bagnati. Merda! Andiamo a dormire con i piedi in acqua. Quella è stata l'ultima notte nel deserto. Il freddo patito quella notte è stato massacrante per tutti. Nella notte aveva smesso di piovere e si era alzato un forte vento gelido e la mattina abbiamo trovato acqua e olio gelati e un dito di brina sulle casse. Quella mattina abbiamo deciso purtroppo di uscire dalla sabbia e andare a cercare un letto. Le ragazze erano distrutte e anche a noi maschietti un letto e una doccia non avrebbero fatto schifo. Ripartiamo sotto una pioggerellina sottile e a turno apriamo la strada verso l'asfalto. Verso pranzo esce il sole e la sabbia inizia ad asciugare. L'ultimo tratto, il più fetente con la sabbia bianca molle, decido di aprirlo io. C'è fetch fetch dappertutto e oltre gli ultimi cordoni ci aspetta una spianata di sabbia fangosa dove i land affondano quasi 20 cm. Però almeno c'è il sole. Passiamo la spianata e ci aspetta un punto di sabbia e fitta vegetazione: un po di camel trophy ci voleva! Troviamo anche il tempo di fare qualche variantina piccante sulle dune. Arriviamo ad un bivio circa alle 15:00: continuiamo sulla sabbia e arriviamo a Douz via dune o asfalto? Siamo stanchi, infreddoliti e le macchine non hanno danni e vanno bene. Meglio non rischiare oltre. Torniamo sull'asfalto, gonfiamo le gomme e via a Douz. Torniamo sulla piazza del mercato per prendere un the con la guida che si fa in quattro per contrattare i prezzi degli alberghi. Finiamo al Jasmine, il secondo albergo più bello di Douz dopo il Mehari: pernottamento, cena e prima colazione a 80€ a camera. E che azz.., si va! Dopo quasi mezz'ora di doccia andiamo a cena, grappetta dopo mangiato e poi tutti in branda alle 22:00.
La mattina dopo, quella del 3 gennaio, ci concediamo mezza giornata di cazzeggio puro. Torniamo in piazza e facciamo una seconda colazione con la guida, che poi ci accompagna a fare shopping di regalini, spezie, prodotti tipici e tutto quello che ci viene in mente. Partiamo da Douz poco prima di pranzo con destinazione nord, non avendo bene in mente dove fermarci. Attraversiamo il Chot el Jerid lungo la lingua d'asfalto e decidiamo di fare la Pista Rommel in salita e all'imbrunire. Uno spettacolo meraviglioso! In cima al passo decidiamo che ci saremmo fermati a Gafsa: sulla Lonely abbiamo letto di un albergo molto kitch nonostante le 5 stelle. Decidiamo che quello è il nostro posto! Arriviamo a sera inoltrata e contrattiamo 75€ a camera per pernottamento, cena e prima colazione. Non male. Il posto è davvero surreale, a cavallo tra il cattivo gusto ed il set cinematografico tanto è esagerato.
Il mattino si riparte alla volta di Kairouan, città santa e quarta in ordine di importanza per l'intero mondo islamico dopo la Mecca. Arriviamo nella tarda mattinata e in albergo troviamo due amici di Milano landoroveristi anche loro di ritorno da un giro nel deserto, più soft rispetto al nostro. Ce ne andiamo a zonzo per la città e ci strafoghiamo di kebab fuori dalla città vecchia. Tornati in albergo facciamo finta di fare manutenzione alle macchine, tutte scuse per farci una birra al tramonto tutti assieme a raccontarci cosa abbiamo fatto e cosa abbiamo visto. La sera ceniamo in un ristorantino li vicino, poi dopo un paio di grappe tutti a nanna.
La mattina del 5 facciamo un ultimo giro nella città vecchia, ma senza visitare la Grande Moschea (dell'VIII secolo DC peccato) visto che da quest'anno è a pagamento e ci hanno chiesto ben 15 dinari a testa (15€ a coppia)....troppi. Verso le 11:00 ci mettiamo in macchina in direzione Tunisi. Propongo ai miei compagni di fare un'altra strada rispetto all'autostrada dell'andata. Era una traccia dell'anno prima lungo una strada scorrevole ma molto panoramica attraverso le montagne e le vallate verdi del nord. Era solo più lunga. Accettano di buon grado ed il viaggio verso Tunisi è piacevole e malinconico...si stava tornando a casa e alle 18:00 saremmo ripartiti verso Genova. Avventura finita. Ci divincoliamo dal traffico di Tunisi e dalle menate burocratiche della dogana giusto in tempo .... ci siamo imbarcati alle 17:30!!!!
In nave decidiamo di prenderci l'ultima sbronza di Franziskaner venduta al bar del traghetto. Io ho perso il conto alla 5° birra da 66 cc ... a stomaco vuoto!!! Ci hanno detto che la sera c'è stato mare grosso. E chi lo ha sentito?! Ondeggiavamo già abbastanza di nostro.
Arriviamo puntuali alle 19 a Genova, nessun controllo e in poco siamo fuori dal porto. Baci, abbracci, sorrisi e tante lacrime ci promettiamo di tenerci in contatto e una volta al mese di fare serata nelle rispettive città: prima Verona, poi Milano e poi Genova questa primavera.
Stiamo già lavorando al prossimo viaggio...
