Recuperato un vecchio post andato perso col crash del forum, buona lettura.
Ci sono andato nel 2004 col Defender nuovo nuovo, e per quel che riguarda la Norvegia consiglio di andarci prima del 15 agosto, perchè dopo per loro la stagione è finita ed è tutto chiuso o quasi.
Siamo stati via 40 gg. ed abbiamo percorso 15382 km. consumando 1345 litri di gasolio (sant'overdrive GKN), abbiamo fatto la Germania fino alla Danimarca per la strada più breve, da Malmo siamo entrati in Svezia e per autostrada abbiamo raggiunto Stoccolma da cui ci siamo imbarcati per Turku, e qui è finito il viaggio di trasferimento.
Abbiamo passato qualche giorno al sud e poi seguendo la via Carelia con qualche divagazione ci siamo diretti a Tulppio, semipaesino più o meno al centro di una zona di produzione del legname e completamente fuori da qualsivoglia circuito turistico, forse anche perchè per raggiungerlo non ci sono che interminabili strade sterrate percorse solamente dagli autotreni che trasportano i tronchi.
Qui ci si può passare qualche giorno o anche qualche settimana a seguire queste stradine, bisogna giusto fare attenzione a non perdersi e a non rimanere senza gasolio. Nel 2004 a Tulppio era segnato un distributore, ma in realtà non si trattava che di un bar che aveva qualche fusto di gasolio..... c'era anche un campeggio frequentato da pescatori che partivano alle 4 di mattina e dove ho aiutato un boscaiolo che lavorava in "Novaja Rossia", in vacanza col nipote a ridurre la sua scorta di birra fatta in casa come è uso in Finlandia, una vera brodaglia.....
Fin qui il paesaggio è laghi e boschi, ma essendo la strada sempre nel bosco si vede poco o nulla.
A nord del lago Inari, verso la Norvegia sulla strada di Sevettijärvi la vegetazione scompare per lasciare il posto alla tundra, ed il paesaggio, cosparso da vari laghetti da cui ogni tanto affiorano i resti di una motoslitta assume un aspetto quasi lunare, tipico del nord, e così sono passati i primi 10 giorni.
In Norvegia passando da Kirkenes ci siamo diretti verso il parco di Ovne Pasvik, ma arrivati più o meno all'altezza della cittadina russa di Nikel, che abbiamo visto dall'alto di una garrita che in altri tempi aveva sicuramente scopi diversi dal sollazzare i turisti, siamo tornati indietro perchè il paesaggio tornava ad essere boscoso come in Finlandia....
Seguendo per quanto possibile la costa anche lungo stradine minori, che permettono di scoprire posti come Bugøynes, paesino abitato prevalentemente da finlandesi incentivati a stabilirvisi da una campagna volta a favorire il popolamento della zona, siamo arrivati all'isola di Magerøya, dove dopo aver raggiunto a piedi il vero CapoNord abbiamo visitato anche il falso e turistico, più spettacolare ma meno a nord.
Scendendo ci sono due possibilità, o si percorre la via del mare più lenta a causa dei frequenti traghetti, oppure la via artica che passa all'interno, noi abbiamo scelto la via del mare passando sia dalle isole Vesterålen che dalle Lofoten e poi piano piano, tra fiordi, ghiacciai ed altipiani, cercando di non perderci nulla siamo scesi fino a Kristiansand dove ci siamo imbarcati per la Danimarca.
Anche la Danimarca ci ha riservato una sorpresa, perchè abbiamo scoperto che sulla costa ovest esistono centinaia di chilometri di una spiaggia di sabbia bianca larga più di un centinaio di metri che è possibile percorrere in auto, alla faccia degli ecointegralisti nostrani............ogni tanto un paesino che da accesso all'entroterra.
Quel che ho capito della Finlandia è che si tratta di un paese relativamente povero e molto influenzato dalla vicinanza dell'ex Unione Sovietica dalla quale ha ereditato uno stato sociale abbastanza consistente, vi è una visibile tendenza nell'abuso dell'alcool ed a sparire nei boschi abbigliati come Indiana Jones, a volte si trova gente che ti squadra con aria truce........
Si può mangiare nei "ravintola", piccoli self service lungo la strada; nei bar,sopratutto al sud mi è stato detto che è facile imbattersi in attaccabrighe ubriachi, ma non ho sperimentato di persona perchè effettivamente non ispiravano per nulla.
In Norvegia invece ho avuto la fortuna di imbattermi in un genovese che ci si era trasferito da tre anni e mi ha spiegato per benino come funzionava, almeno nel 2004.
Prima di tutto è un paese ricco, è ai primi posti tra i paesi esportatori di petrolio, ha una popolazione di circa 5 milioni di abitanti mediamente dotati di alto senso civico che esprime una classe politica affidabile che gli consente di avere uno stato sociale formidabile, senza che peraltro nessuno ne approfitti, senza contare le infrastrutture che a volte sembrano le tipiche cattedrali nel deserto.
Per un cittadino europeo è possibile stabilircisi a tempo indeterminato dopo aver superato un corso di circa 1000 ore, in cui si imparano i rudimenti della lingua, relativamente recente e formata da un miscuglio di inglese, svedese e tedesco, e delle leggi; sono presenti anche diversi extracomunitari con contratti di lavoro a tempo determinato, scaduti i quali vengono inesorabilmente rimpatriati.
La popolazione è costituita da norvegesi (principalmente immigrati svedesi) e sami, gli originari, la cui economia era ed in parte è basata sulla renna, abbastanza in conflitto tra loro.
I primi accusano i i secondi di essere sporchi (vero) e primitivi, mentre i sami dicono "questa è la nostra terra e viviamo come ci pare, se non vi piaceva non dovevate venirci". La nazione sami, che in realtà non è riconosciuta come istituzione, comprende il nord di Finlandia, Svezia e Norvegia ed ha la sede del proprio parlamento a Karasjok in Norvegia, dove fino a pochi decenni fa la cultura sami era repressa fino ad impedirne l'uso della lingua, mentre ora si tende a valorizzarla. Fuori da molte abitazioni è montata la tipica tenda sami o sventola la bandiera norvegese; questo indica l'appartenenza degli abitanti a questo o a quel gruppo etnico e la voglia di affermarlo.
I norvegesi sono grandi cultori della forma fisica e della vita all'aria aperta, e se in Finlandia un problema sociale può essere il cattivo rapporto con l'alcool, in Norvegia potrebbe esserlo la tendenza alla depressione, che in larga parte si dice causata dall'inverno artico;
non sono per nulla espansivi, quasi al limite dell'antipatia, mi diceva il genovese che lì è assolutamente normale che due negozianti che hanno magari da dieci anni i loro esercizi uno accanto all'altro si ignorino completamente, non perchè uno ce l'abbia con l'altro, ma perchè lì è normale così. Me ne sono accorto osservando i pedoni che attraversavano la strada davanti al defender, mai un cenno di ringraziamento, l'abbozzo di un sorriso.......inizialmente pensavo ad una forma di razzismo o che so, una sorta di risentimento verso i fuoristrada, poi il genovese mi ha spiegato
La natura è bellissima e sempre presente, tanto che ad un certo punto quasi la si ignora, tanto la si dà per scontata.
Per il cibo è indispensabile essere autonomi, perchè i ristoranti sono tanto cari quanto rari, mi è capitato di arrivare ad un agglomerato di case attigue ad un faro dove la guida della Loneley Planet indicava un ristorante e di trovarlo chiuso con l'erba che cresceva davanti all'uscio ed un cartello che invitava chi cercava il ristorante a telefonare, considerando che il paesino più vicino sarà stato a 70-80 km, significa che per bene che andava, avremmo mangiato il giorno dopo.
Se andate al nord non mancate di assaggiare le more artiche e relativa confettura, introvabili da noi.
Dormivamo nelle "hitte", specie di bungalow con possibilità di cucinare, a volte poco più baracche, sopratutto al nord e se gestite da sami, a volte veri e propri chalet nel sud, a volte anche in ostelli lindi e puliti; il tutto sempre discretamente caro.
In Norvegia i limiti di velocità sono molto bassi, 80 km/h se non erro, e se al nord, pressochè disabitato, dopo essere stati superati da qualche norvegese a 130-140 km/h ho capito che era possibile ignorarli, man mano che si scende gli autovelox diventano fin troppo frequenti, credo che in questi casi un navigatore si paghi da solo.
Altra singolarità sono le strade a pedaggio; sugli altipiani del sud mi è capitato di trovarmi all'imbocco di piccole strade, come se fossero state costruite dall'ENEL per intenderci, dove erano posti cartelli che indicavano che la strada era soggetta a pedaggio e che andava pagato presso un bar posto 80 km indietro sulla strada da cui venivo

, nel dubbio ho chiesto conferma in un esercizio poco distante ed era proprio così. Il cartello diceva anche che se avessi proseguito senza pagare sarei stato ripreso dalle telecamere, peraltro ben visibili, e sarei stato sanzionato.........sono ancora in attesa

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La stessa cosa mi è successa a Kristiansand se non erro, l'ingresso in città è a pagamento ma non ho trovato dove pagare, potevo mica buttare i soldi dal finestrino......
Ovviamente nella rigida Norvegia anche il fuoristrada è rigidamente vietato.