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Messaggioil 13/04/2006, 14:12

N'Djamena, 09:12 CIAD: I RIBELLI SFONDANO ED ENTRANO A N'DJAMENA All'estrema periferia di N'Djamena, capitale del Ciad, continuano a infuriare i combattimenti divampati dall'alba tra truppe regolari e ribelli del Fuc, il Fronte Unito per il Cambiamento, alcune avanguardie dei quali sono pero' gia' riuscite a sfondare la resistenza dei governativi e a penetrare in citta'. Lo hanno annunciato fonti militari, mentre giornalisti presenti sul posto hanno riferito che ormai l'eco dei colpi di artiglieria pesante e delle raffiche di mitragliatrice e' udibile distintamente non solo alle porte di N'Djamena, ma all'interno steso della capitale. Stando a testimoni oculari, si vedono colonne di fumo levarsi dalle case verso il cielo. Ieri da Parigi era giunta notizia che i miliziani del Fuc si trovavano ad appena un'ora e mezza di marcia dalla capitale, che puntano a espugnare per rovesciare il presidente in carica, Idriss Deby Itno; il giorno prima avevano attaccato e saccheggiato la localita' di Mongo, 400 chilometri piu' a est. Deby ha accusato il confinante Sudan di appoggiare i ribelli con l'intento di assumere il controllo sui giacimenti ciadiani d'idrocarburi; il Paese africano e' ricco anche di uranio. Un cordiale lampeggio di fari da Maki !!! LR DEF 110 SW "Jazzy white lady"
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Messaggioil 14/04/2006, 8:25

«Caccia francesi hanno bombardato due città» Ciad: scontri con i ribelli nella capitale Continuano i combattimenti attorno a N'Djamena ma il presidente Deby Itno ha detto alla radio che la situazione è sotto controllo N'DJAMENA - Il Ciad è in preda al caos. Sull'esito dei combattimenti tra ribelli e forze governative nella capitale e dal paese africano giungono notizie contraddittorie. «Il presidente è fuggito con un gruppo di guardie repubblicane, ed il palazzo presidenziale è vuoto, mentre teniamo sotto controllo il parlamento». Lo ha detto in collegamento telefonico con la tv araba Al Jazeera Ali Ahmed Agbash, presentato come «uno dei leader del Fronte Unito per il cambiamento in Ciad». Il presidente del Ciad, Idriss Deby, ha però successivamente parlato alla radio di stato, dichiarando che la capitale è sotto controllo. BOMBE FRANCESI - Il rappresentante degli insorti a Parigi, Laona Gong, ha detto che caccia dell'Aeronautica Militare francese avrebbero bombardato almeno due località del Ciad orientale conquistate durante l'avanzata degli ultimi giorni dai ribelli del Fuc, il Fronte Unito per il Cambiamento. «Abbiamo appena appreso che dalla mattinata odierna aerei delle Forze Armate della Francia hanno condotto un intervento militare all'est», ha detto Gong. «Deploriamo le numerose vittime civili dei bombardamenti francesi sulle città di Adrè e di Moudeina», ha aggiunto. I presunti raid dei velivoli dell'ex potenza coloniale sarebbero coincisi con l'assalto del Fuc a N'Djamena, scattato all'alba di giovedì e sfociato in furibondi combattimenti contro le truppe regolari ciadiane alla periferia della capitale; avanguardie dei guerriglieri sarebbero tuttavia riuscite a sfondare in alcuni punti le barriere difensive dei governativi, avanzando verso l'interno e portando gli scontri a estendersi all'interno dello stesso perimetro urbano. A detta di Deby in persona, tuttavia, l'offensiva del Fuc sarebbe stata respinta, almeno per il momento. Deby ha accusato il confinante Sudan di appoggiare i ribelli con l'intento di assumere il controllo sui giacimenti ciadiani d'idrocarburi; il Paese africano è ricco anche di uranio. 13 aprile 2006 Un cordiale lampeggio di fari da Maki !!! LR DEF 110 SW "Jazzy white lady"
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Messaggioil 14/04/2006, 10:54

AndreaC 88" Diesel SIII 1983
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Messaggioil 15/04/2006, 14:15

Reuters - 32 minuti fa N'DJAMENA (Reuters) - Il presidente del Ciad Idriss Deby ha interrotto i rapporti diplomatici con il vicino Sudan e ha minacciato di non dare più ospitalità a migliaia di rifugiati sudanesi. All'indomani degli scontri tra esercito e ribelli nella capitale, il governo ha esibito ieri in piazza dell'Indipendenza a N'Djamena 160 rivoltosi catturati e 14 veicoli militari. Deby accusa il governo sudanese di appoggiare la rivolta e ha ritratto il suo paese come la vittima del conflitto etnico e politico nella regione sudanese del Darfur, che finora ha spinto oltre 200.000 profughi al suo confine. "Abbiamo preso la decisione di rompere i nostri rapporti diplomatici con il Sudan e di procedere alla chiusura delle frontiere", ha detto Deby ieri, indossando un abito e occhiali scuri. Il Sudan, che ha respinto l'accusa di appoggiare la rivolta anti-Deby, ha risposto preannunciando l'espulsione dell'ambasciatore del Ciad. Il Ciad ha anche minacciato di fermare la produzione di 160.000-170.000 barili al giorno dell'oleodotto gestito da un consorzio a guida Usa, se la Banca Mondiale non accetterà un accordo che pone fine a tre mesi di dispute sull'impiego delle entrate petrolifere. La Banca Mondiale ha sospeso i prestiti al Ciad a gennaio dopo che il governo di Deby ha modificato la legge che regolamentava l'utilizzo dei proventi petroliferi. L'esercito è riuscito a respingere l'attacco dei ribelli di giovedì, che ha provocato un centinaio di morti e circa 200 feriti secondo le stime ufficiali . Un generale ha però citato 300 morti e 400 feriti tra i ribelli. L'attacco alla capitale è stato il più audace da parte dei ribelli che vogliono la caduta di Deby, al potere da 16 anni, e chiedono l'annullamento delle elezioni presidenziali previste il 3 maggio. Gli oppositori di Deby denunciano un regime autocratico e accusano il presidente di corruzione. Deby, salito al potere dopo una rivolta militare nel 1990, ha promesso che le elezioni si terranno ugualmente. Il presidente dovrà vedersela con quattro candidati, vicini al suo governo, mentre l'opposizione si prepara a boicottare le consultazioni. Gli Stati Uniti da parte loro hanno invitato il Ciad, il Sudan e gli altri paesi africani a cercare di mettere fine alle violenze, dicendo che la chiusura dei confini con il Sudan non fa che esacerbare le tensioni. La Francia, ex potenza coloniale, il segretario generale dell'Onu Kofi Annan e l'Unione africana hanno fermamente condannato ogni tentativo di rovesciare Deby con la forza. AndreaC 88" Diesel SIII 1983
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Messaggioil 15/04/2006, 15:11

brutta storia... I dubbi son traditori, e spesso ci fanno perdere ciò che potremmo avere se non avessimo paura di tentare.William Shakespeare
liuke
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Messaggioil 16/04/2006, 0:20

Ciad chiede 100 mln dollari o bloccherà produzione di petrolio sabato, 15 aprile 2006 6.45 13 N'DJAMENA (Reuters) - Il Ciad chiede a un consorzio petrolifero guidato dagli Usa di pagare almeno 100 milioni di dollari entro martedì minacciando in caso contrario di bloccare la produzione di greggio. La Banca Mondiale ha congelato i guadagni dalle attività di un oleodotto in Ciad, depositati su un conto bancario londinese, a seguito della disputa sull'impiego di queste risorse che il Paese vuole fare modificando le regole concordate con la Banca. "Vogliamo almeno 100 milioni di dollari (dal consorzio petrolifero) entro martedì a mezzogiorno", ha detto il ministro del petrolio Mahamat Nasser Hassan in un'intervista telefonica a Reuters. "Abbiamo chiesto a Exxon Mobil, Petronas e Chevron di mettere i soldi direttamente sul conto del Tesoro. Se non accetteranno entro martedì a mezzogiorno, fermeremo la produzione di petrolio", ha detto. Una portavoce di Exxon Mobil ha detto successivamente che è in corso un dialogo con il governo del Ciad e membri del consorzio. Oltre a congelare il conto, la Banca mondiale ha sospeso i prestiti al Ciad il 12 gennaio scorso, sostenendo che il governo abbia violato gli accordi nel modificare una legge sull'impiego dei profitti delle attività petrolifere, che dovrebbero andare a beneficio dei poveri. Il Ciad, che produce tra 160.000 e 170.000 barili di crudo al giorno, ha minacciato ieri di fermare la produzione se non sarà raggiunto un accordo con la banca entro martedì. Lo stato africano è in allerta dopo che ribelli hanno attaccato la capitale N'Djamena giovedì per protesta contro i 16 anni di governo del presidente Idriss Deby. Un cordiale lampeggio di fari da Maki !!! LR DEF 110 SW "Jazzy white lady"
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Messaggioil 17/04/2006, 13:32

Chad reassures UN; no expulsion of Darfur refugees Mon Apr 17, 2006 12:07 PM GMT14 Printer Friendly GENEVA (Reuters) - Chad has told the United Nations that some 200,000 refugees from Sudan's Darfur will not be expelled despite an earlier warning that they might have to go in June, the U.N. refugee agency said on Monday. The U.N. High Commissioner for Refugees (UNHCR) said in a statement that Chad's President Idriss Deby, who accuses Sudan of backing rebels that attacked the capital N'Djamena last week, had promised that nobody would be forced to leave. "I ... am pleased to report that he (Deby) has reaffirmed that refugees will not be 'refouled' (forcibly returned) and Chad will abide by international principles," said High Commissioner Antonio Guterres. But Guterres, who spoke to Deby on Sunday night, said that the Chad leader had repeated his concerns about the difficulty of providing security for both the refugees and the humanitarian organisations that are helping them. "UNHCR strongly appeals to the international community and its various organisations to do everything possible to urgently establish peace and security in Darfur," the former Portuguese prime minister said in the statement. Thursday's attack on the capital was the boldest yet by rebels who have vowed to end Deby's nearly 16-year rule and block a May 3 presidential poll in which he is standing for re-election. Deby says the international community has been slow to react to the border crisis with Sudan, a spillover from the Darfur conflict in which pro-Khartoum Arab militias battle other ethnic groups. He had warned that if the international community did not solve the long-running Darfur crisis by June, and guarantee security on the border, then his country would no longer be able to shelter Sudanese refugees living in UNHCR-run camps. Un cordiale lampeggio di fari da Maki !!! LR DEF 110 SW "Jazzy white lady"
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