Walter Mitty - la sindrome del viaggiatore/sognatore
Lo scorso mese ho visto al cinema questo film e ne sono rimasto affascinato: sembrava l'autobiografia mia e di tanti amici sognatori quanto me!
Sono uscito dalla sala con il proposito che il giorno seguente sarei andato a correre ed allenarmi per un viaggio in Islanda o nel Sahara, per fare il cammino di Santiago de Compostela, per..... per.... per....
Poi mi sono SVEGLIATO e mi sono ritrovato davanti alla mia quotidianità con le solite consuetudini.........proprio come Walter Mitty quando "rientra" dal sogno che per pochi istanti lo ha fatto VIVERE, forse c'è speranza anche per me
il film è uscito ora anche in DVD e se ve lo siete perso vi consiglio di vederlo, immagini e soundtrack esaltanti a raccontare i sogni di tutti noi.
Un film romantico epico ed anche spiritoso da tenere accanto al libro di Cirani o Chatwin, non può mancare al "sognatore"
Walter Mitty, protagonista di un racconto di James Thurber, pubblicato sul New Yorker nel 1939, che ha per titolo – per l’appunto – The Secret Life of Walter Mitty.
ne parla Ennio Flaiano, in un articolo per Il mondo, del 9 aprile 1949:
[...] Walter Mitty, certamente il personaggio più notevole del nostro tempo, se si eccettua Charlot, che del resto è suo padre. Walter Mitty ha questo di particolare, che ha ormai ripudiato la vita reale, ricca soltanto di difficoltà, di sgradevoli compagnie e di mortificazioni, per la vita che sa offrirsi con l’immaginazione, momento per momento. Egli ha sceso l’ultimo scalino della degradazione romantica e non ha altro conforto, che di vedersi vivere: però sotto altre spoglie e in ben altre circostanze che non siano quelle della sua mediocre esistenza. Soltanto in sogno Walter Mitty si concede la forza, l’intelligenza, la bellezza e l’audacia che pure sa di possedere. E, come Madame Bovary che legge Walter Scott e non sa immaginarsi l’amore se non in meravigliosi scenari gotici all’italiana, così Walter Mitty non può immaginarsi la vita se non negli scenari che gli suggerisce ogni sera il Cinema: perché Walter Mitty è il vero uomo nuovo del secolo, la dolce vittima del Cinema, e tutta la sua immaginazione è incatenata ai modelli eroici che ormai lo schermo ha proposto all’umanità.
e ancora:
È imprudente amare, è imprudente odiare, agire, parlare, tacere, vivere. È prudente morire. Così dice, pressappoco, un personaggio di Shaw. Walter Mitty non si lascia incantare da questa pavida filosofia. Egli sa che è prudente sognare, e perciò ama, odia, agisce, parla, tace soltanto in sogno. Quanto alla vita quotidiana, quella di tutti, egli la trascorre in un isolamento implacabile, mal tollerato da un prossimo che, dopotutto, non s’accorge della sua presenza se non per metterla in dubbio o per rifiutare il suo amore. Togliete a Walter Mitty la facoltà di sognare e ne farete un autore di lettere anonime.
Sono uscito dalla sala con il proposito che il giorno seguente sarei andato a correre ed allenarmi per un viaggio in Islanda o nel Sahara, per fare il cammino di Santiago de Compostela, per..... per.... per....
Poi mi sono SVEGLIATO e mi sono ritrovato davanti alla mia quotidianità con le solite consuetudini.........proprio come Walter Mitty quando "rientra" dal sogno che per pochi istanti lo ha fatto VIVERE, forse c'è speranza anche per me
il film è uscito ora anche in DVD e se ve lo siete perso vi consiglio di vederlo, immagini e soundtrack esaltanti a raccontare i sogni di tutti noi.
Un film romantico epico ed anche spiritoso da tenere accanto al libro di Cirani o Chatwin, non può mancare al "sognatore"
Walter Mitty, protagonista di un racconto di James Thurber, pubblicato sul New Yorker nel 1939, che ha per titolo – per l’appunto – The Secret Life of Walter Mitty.
ne parla Ennio Flaiano, in un articolo per Il mondo, del 9 aprile 1949:
[...] Walter Mitty, certamente il personaggio più notevole del nostro tempo, se si eccettua Charlot, che del resto è suo padre. Walter Mitty ha questo di particolare, che ha ormai ripudiato la vita reale, ricca soltanto di difficoltà, di sgradevoli compagnie e di mortificazioni, per la vita che sa offrirsi con l’immaginazione, momento per momento. Egli ha sceso l’ultimo scalino della degradazione romantica e non ha altro conforto, che di vedersi vivere: però sotto altre spoglie e in ben altre circostanze che non siano quelle della sua mediocre esistenza. Soltanto in sogno Walter Mitty si concede la forza, l’intelligenza, la bellezza e l’audacia che pure sa di possedere. E, come Madame Bovary che legge Walter Scott e non sa immaginarsi l’amore se non in meravigliosi scenari gotici all’italiana, così Walter Mitty non può immaginarsi la vita se non negli scenari che gli suggerisce ogni sera il Cinema: perché Walter Mitty è il vero uomo nuovo del secolo, la dolce vittima del Cinema, e tutta la sua immaginazione è incatenata ai modelli eroici che ormai lo schermo ha proposto all’umanità.
e ancora:
È imprudente amare, è imprudente odiare, agire, parlare, tacere, vivere. È prudente morire. Così dice, pressappoco, un personaggio di Shaw. Walter Mitty non si lascia incantare da questa pavida filosofia. Egli sa che è prudente sognare, e perciò ama, odia, agisce, parla, tace soltanto in sogno. Quanto alla vita quotidiana, quella di tutti, egli la trascorre in un isolamento implacabile, mal tollerato da un prossimo che, dopotutto, non s’accorge della sua presenza se non per metterla in dubbio o per rifiutare il suo amore. Togliete a Walter Mitty la facoltà di sognare e ne farete un autore di lettere anonime.
