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Mauritania in III Serie - rewind after reset forum

Diari ed Appunti di Viaggio

Messaggioil 18/04/2014, 15:52

Ho trovato questo link che descrive il viaggio di AndreaC in Mauritania, qualcuno con tanta pazienza potrebbe reinserirlo? Riesco a vedere la prima pagina ma è bella lunga e piacevole da vedere.

Mauritania.jpg
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ociodesoto
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Messaggioil 18/04/2014, 16:19

Nel 2005 AndreaC scrisse:

Tornati da poco più di 24 ore tutto appare un po' confuso e strano ma ci proviamo comunque .
Forse per cominciare è meglio dare un po' di numeri:
42 i giorni di viaggio
12500 i km percorsi
88 ovviamente il passo del land
3 i componenti dell'equipaggio: Francesco, Lorenzo e io
64 gli anni se sommiamo l'età di tutti e tre
I paesi attraversati: Francia, Spagna, Marocco, Sahara Occidentale e Mauritania.
Il mezzo è un 88 diesel 5 supporti del 1983 tutto originale eccetto: balestre paraboliche, biscottini posteriori maggiorati (109 1 ton) e ammo armstrong hd.
Di seguito una carta della mauritania con su riportato il percorso da noi seguito in verde.

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Partenza il giorno 22 Luglio nel pomeriggio da Albenga.
In autostrada verso Algeciras che alla media di 80 km/h raggiungiamo il 24 nel primo pomeriggio.
Affrontiamo la dogana con la tecnica "turista che non parla una sola lingua e non capisce una cippa", il doganiere così spazientito ci caccia in pochi minuti.
Notte in campeggio a Kenitra.
Il 25 a Rabat per i visti per il Mali (poi inutilizzati per mancanza di tempo).
Dovendo aspettare 24 h per le pratiche ci svaghiamo un po'.
Interessante e piacevole il souk di cui vi propongo il salsicciaro magistralmente immortalato da Fra.

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Ed ecco la spiaggia dei pescatori dove tra l'altro si può mangiare ottimo pesce in quantità notevolissime

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Il 26 quindi tappa a Marrakech.
Al campeggio incontriamo 2 ragazzi tedeschi in 109 con cui naturalmente fraternizziamo, come tutti i propietari di Series fanno quando incontrano altri poveretti ammalati come loro.
Visitiamo poi la mitica piazza Jemaa el-Fna e mangiamo ad una bancarella. Naturalmente tra tutte quelle disponibili scegliamo quella in cui si scatena una lite violentissima tra la propietaria e non si sa bene chi, quando dalle mani però passano alle bottiglie rotte decidiamo di pagare e allontanarci.
La città la sera è comunque affascinante e piena di vita (leggasi casinista), da vedere.
Voi però non potrete vederla perchè avevamo dimenticato la macchina fotografica al campeggio

27 Luglio
Altro lungo trasferimento fino a Tan-Tan.
Quest'ultima è una città piena di vecchie series quasi tutte Santana, comunissime peraltro in tutto il Sahara occ. Prendiamo quindi una stanza in un hotel per un prezzo forfettario che il padrone ci fa dopo averci fissato un po'. Il tizio è molto simpatico e parla anche un po' in italiano.
Ci fa un lungo discorso sulle tradizioni dicendo che è un peccato che la gente perda le proprie origini etc etc, ci rimane solo un dubbio: ma perchè ha chiamato il suo hotel "TEXAS HOTEL"? Vabbè...

Approfitto per ringraziare tutti per gli immeritati complimenti (anche dell'altro 3d), in fondo siamo andati in vacanza!
In realtà spesso prendo in giro l'88 o me stesso come seriaiolo ma in realtà si è dimostrato veramente un ottimo mezzo, che fa bene ciò per cui è stato costruito. Non è poi così strano utilizzare quindi secondo me un mezzo di 22 anni per un viaggio così, mi spiego: una cosa che mi diverte dell'Africa è che puoi incontrare viaggiatori forniti dei più disparati mezzi di trasporto, td5, 2cv, grandi camion 4x4, mezzi ex militari di tutti i tipi e forme, fuoristrada di tutte le marche etc etc
Andare con il vecchio land non è stata quindi una sfida ma in primo luogo un esigenza (è la mia macchina e non posso permettermi un 110) e in secondo luogo un vero piacere

D'altronde anche certi tdi hanno già 13 anni eppure sono considerati ancora mezzi validi.
Ok 22 sono un po' di più certo ma se la macchina meccanicamente sta a posto e se si hanno un minimo di conoscenze meccaniche e attrezzi non vedo controindicazioni.
Più tardi vado avanti con il resoconto

28 Luglio
Continua il lungo trasferimento e sempre scendendo sulla costa entriamo nel sahara occidentale.
Il paesaggio è estremamente monotono ma la costa è molto bella.

28 Luglio
Continua il lungo trasferimento e sempre scendendo sulla costa entriamo nel sahara occidentale.
Il paesaggio è estremamente monotono ma la costa è molto bella.

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Le città che passiamo sono tutte insediamenti marocchini pieni di bandiere ovunque e mega militarizzati
La situazione è questa, l'ONU da parecchi anni si impegna poichè venga fatto un referendum di autodeterminazione, così il Marocco e il suo simpatico Re hanno ben pensato di temporeggiare per un decennio e intanto di colonizzare il più possibile, di modo che possano fare il referendum il giorno che in cui ci saranno + Marocchini che Saharawi a votare. Vomitevole...
Cmq per incentivare le persone a trasferirsi hanno detassato tutto compreso il gasolio che stava sui 0.30E al litro.

Ultima breve sosta prima che cali il sole

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Il tramonto sull'oceano

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La tappa è molto lunga, raggiungiamo così, dopo più di 750 km, il distributore all'inizio della penisola di Daklha dove ci fermiamo a notte fonda.

Ci svegliamo presto nella fantastica cornice del distributore
Fra accompagna Lo, che non sta tanto bene, a fare colazione: loro latte e biscotti, io olio trasmissioni per il rabbocco settimanale (ma la vendetta si serve fredda).
E chi ti incontriamo !!??
La versione restaurata di Microbus!!!

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Partiamo, salendo in macchina Fra percepisce che qualcosa non va neanche in lui.
Infatti dopo mezz'oretta i due chiedono la sosta per cause di forza maggiore.
Lorenzo chinandosi sul bordo della strada decide di restituire la colazione alla madreterra, Fra fugge dalla macchina e si rifugia dietro una duna con il "suo" rotolo di carta igenica (il miglior amico del viaggiatore sahariano). Non contento però, appena tornato alla macchina si butta scivolando sul pendio a bordo della strada vomitandosi addosso.
E si ragazzi, viaggiare è anche sofferenza
Mentre siamo di nuovo in marcia i due si alternano a misurarsi la temperatura in una macabra competizione, vince Fra con 39 gradi.
Arriviamo al confine per ora di pranzo ed espletiamo rapidamente le pratiche di uscita, donando ai doganieri mezza bottiglia d'acqua.
Fra intanto peggiora: non riesce a tenere ferme le gambe e comincia a sragionare.
Entriamo così nel pericolosissimo campo minato tra le due frontiere, si tratta di una brevissima pista che non presenta particolari problemi se non: le mine se esci dalla traccia e le finte guide che ti asfissiano per scroccarti dei soldi per indicarti 500m di pista ben segnata.
Fra ha letteralmente le allucinazioni e ci segnala mine in ogni dove.

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Arriviamo alla dogana Mauritana che a fatica si distingue dalla frontistante baracca dei contrabbandieri di sigarette.
Pratiche doganali sbrigate senza particolari problemi, naturalmente paghiamo la tipica tangente obbligatoria di 10e con tanto di ricevuta.
Ci rimettiamo così in marcia non prima di aver rifiutato l'acquisto delle sigarette (appunto) e di un convoglio scorta sino a Nouadhibou.
Soffia un vento fortissimo carico di sabbia che sferza la pelle, ci auguriamo che in Mauritania non sia la norma (fortunatamente non sarà così).
La strada è invasa dalle dune frequentemente e bisogna guidare con prudenza, ma nel complesso è buona.
Entriamo così verso sera nella baia della capitale economica Maura, e questo dice tutto...

La baia di Nouadhibou

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Lorenzo è in miglioramento mentre Fra non tanto, cerchiamo un campeggio che si concretizza sotto forma del "Baia du Levrier" (!?) dove il moribondo può finalmente sdraiarsi.
Il propietario del campeggio è Alì, un simpatico maneggione che tornerà nella nostra storia.

Dalla prossima tappa finalmente ruote su sabbia!
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Messaggioil 18/04/2014, 16:38

Bello! grazie per averlo ripostato!
Ciao
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Messaggioil 18/04/2014, 16:48

In Mauritania ci sono andato due volte, viaggio bellissimo ma ovviamente impegnativo, quando ho letto che l'han fatto con una III serie mi sono inchinato.
robisala
 
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Messaggioil 18/04/2014, 16:51

Questa volta non è colpa del forum, il thread c'era ancora: viewtopic.php?f=50&t=17066

i messaggi e le foto erano state cancellate dall' autore quando se n'è andato...
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Facebook?! No grazie, ne faccio volentieri a meno…
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Messaggioil 18/04/2014, 17:37

roby65to ha scritto:Questa volta non è colpa del forum, il thread c'era ancora: viewtopic.php?f=50&t=17066

i messaggi e le foto erano state cancellate dall' autore quando se n'è andato...


Prima di inserire ho usato più opzioni di "cerca": generale, per autore, per resoconti di viaggio, ecc.
Non ho trovato nessun risultato e ho reputato che fosse a causa del crash. Che faccio, pubblico il resto che ho trovato o faccio inc°°°°°° chi l'ha tolto? :?
Ditemi cosa volete (cit. Pilato, oggi che è venerdì santo) :D
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Messaggioil 18/04/2014, 19:13

Non credo ci siano problemi, è materiale proveniente da questo forum, con il sistema attuale che blocca l' editing dei messaggi un certo tempo dopo la pubblicazione, non sarebbe stato possibile cancellarli...
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Messaggioil 19/04/2014, 0:08

30/07
Giornata di riposo, Fra è in lenta ripresa, Lo che la sera prima per festeggiare la sua rapida quanto miracolosa guarigione era venuto a mangiare fuori con me e sconta l'azzardo con una ricaduta.
Conosciamo il lavorante del campeggio un certo Mohammed, Malese che lavora li per poter pagare uno scafista che dovrebbe portarlo in Italia cerchiamo in vano di metterlo in guardia.
Nota di cultura:
Effettivamente in Mauritania tutti si chiamano o Mohammed o Hammed, sostanziale differenza rispetto al Marocco dove esiste anche il nome Hassan.

31/07

Francesco si è pressochè ripreso e Lo è sulla buona via, altro giorno di riposo quindi.
Al campeggio è arrivato la sera prima un tizio originario del Sahara Occidentale con il quale Francesco può fraternizzare (il vero obbiettivo del suo viaggio).
Il tizio è un Saharawi indipendentista che da bambino è saltato su una mina mentre cacciava gazzelle, ne porta ancora i segni (onestamente anche mentali).
Comunque ci spiega che è convinto che entro un anno si farà il famoso referendum e alla nostra domanda :"Come fai a esserne sicuro? sono 15 anni che aspettate!" risponde convinto:
"Perchè lo vogliamo! E se Dio vuole..."
Vabbè....
La sera Fra invita tutti a cena nel ristorante "buono" della città e scopriamo così che il Saharawi è completamente pazzo, diciamo che ne combina un po' di tutti i colori e ci copre di imbarazzo cercando di convertirci all'Islam davanti al cameriere che attende l'ordinazione (ma lasciamo perdere). Francesco però, dopo aver fatto il signore, alla fine paga con la cassa comune. Ah Fra ridacce i soldi!
Dopo cena prepariamo la macchina per la partenza del mattino seguente, sistemando il carico, riempendo taniche e serbatoio di Gasolio e potabilizziamo l'acqua dell'acquedotto.
Il Saharwi pazzo non smette di assillarci e vuole partecipare a tutti i costi alla preparazione, a fatica riusciamo a fermarlo.

1/08
La mattina presto ci mettiamo quindi in cammino per la "pista della ferrovia", il percorso che potete osservare sulla cartina che parte da Noudhibou e arriva ad Atar passando per Choum.
Ripercorriamo così gli ultimi km di asfalto della penisola e presto inbocchiamo la pista.
E' un tratto non molto percorso dai locali che per andare ad Atar usano l'asfalto ma ci sono alcuni piccoli villaggi lungo il percorso, la navigazione non è certo un problema perchè è sufficiente tenera la ferrovia alla propria sinistra (almeno fino a choum dove termina) e in generale non ci si allontana molto.
L'ideale per prendere un po' di confidenza, si ha inoltre l'occasione di ammirare il secondo treno più lungo del mondo.

Per pranzo ci fermiamo sotto uno dei rarissi alberi.

30/07
Giornata di riposo, Fra è in lenta ripresa, Lo che la sera prima per festeggiare la sua rapida quanto miracolosa guarigione era venuto a mangiare fuori con me e sconta l'azzardo con una ricaduta.
Conosciamo il lavorante del campeggio un certo Mohammed, Malese che lavora li per poter pagare uno scafista che dovrebbe portarlo in Italia cerchiamo in vano di metterlo in guardia.
Nota di cultura:
Effettivamente in Mauritania tutti si chiamano o Mohammed o Hammed, sostanziale differenza rispetto al Marocco dove esiste anche il nome Hassan.

31/07

Francesco si è pressochè ripreso e Lo è sulla buona via, altro giorno di riposo quindi.
Al campeggio è arrivato la sera prima un tizio originario del Sahara Occidentale con il quale Francesco può fraternizzare (il vero obbiettivo del suo viaggio).
Il tizio è un Saharawi indipendentista che da bambino è saltato su una mina mentre cacciava gazzelle, ne porta ancora i segni (onestamente anche mentali).
Comunque ci spiega che è convinto che entro un anno si farà il famoso referendum e alla nostra domanda :"Come fai a esserne sicuro? sono 15 anni che aspettate!" risponde convinto:
"Perchè lo vogliamo! E se Dio vuole..."
Vabbè....
La sera Fra invita tutti a cena nel ristorante "buono" della città e scopriamo così che il Saharawi è completamente pazzo, diciamo che ne combina un po' di tutti i colori e ci copre di imbarazzo cercando di convertirci all'Islam davanti al cameriere che attende l'ordinazione (ma lasciamo perdere). Francesco però, dopo aver fatto il signore, alla fine paga con la cassa comune. Ah Fra ridacce i soldi!
Dopo cena prepariamo la macchina per la partenza del mattino seguente, sistemando il carico, riempendo taniche e serbatoio di Gasolio e potabilizziamo l'acqua dell'acquedotto.
Il Saharwi pazzo non smette di assillarci e vuole partecipare a tutti i costi alla preparazione, a fatica riusciamo a fermarlo.

1/08
La mattina presto ci mettiamo quindi in cammino per la "pista della ferrovia", il percorso che potete osservare sulla cartina che parte da Noudhibou e arriva ad Atar passando per Choum.
Ripercorriamo così gli ultimi km di asfalto della penisola e presto inbocchiamo la pista.
E' un tratto non molto percorso dai locali che per andare ad Atar usano l'asfalto ma ci sono alcuni piccoli villaggi lungo il percorso, la navigazione non è certo un problema perchè è sufficiente tenera la ferrovia alla propria sinistra (almeno fino a choum dove termina) e in generale non ci si allontana molto.
L'ideale per prendere un po' di confidenza, si ha inoltre l'occasione di ammirare il secondo treno più lungo del mondo.

Per pranzo ci fermiamo sotto uno dei rarissi alberi.

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Misteriosamente da nulla come se si fosse teletrasportato appare un pastore a piedi che si siede affianco a noi!
Non potete immaginare lo stupore e l'incredulità, non vi è NULLA fin dove lo sguardo può arrivare!
Gli forniamo acqua e qualche scatoletta.
Lui non parla il Francese e forse manco la sua lingua, alla fine riusciamo però a capire che stà facendo pascolare dei dromedari (!?) ma quali ci chediamo noi?
Ci fa capire che se ascolti con attenzione nel vento puoi sentire un rumore che lui dice essere proprio dei dromedari! Che lo sia o meno non lo so, ma la storia è vera anche se sembra un mussa da film.
Il tipo ad un certo punto decide di andarsene dalle sue bestie e si mette in cammino verso il nulla.

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Cominciano tratti di dune molto basse e lunghe dove si passa tranquillamente in 2a lunga senza dover mettere il 4x4. E' comunque utile abbassare un po' la pressione per avanzare con maggiore facilità e non sforzare l'esuberante motore.
Incontriamo a pomeriggio inoltrato due td5 francesi mega attrezzati che sono fermi per problemi meccanici. Cerco di farmi spiegare e alla fine si capisce che ad uno dei due ogni tanto saltano le ridotte, stanno quindi tornando indietro a Nouadhibou per interpellare un meccanico. Sono inoltre in paranoia perchè hanno visto una goccina sotto il riduttore e pensano di essere senza olio
Naturalmente a fronte di mezzi mega preparati non hanno una chiave e non sanno dove stia il tappo del riduttore per verificare.
Anche se so che non centra niente per tranquillizzarli prendo le mie chiavi e mi sdraio sotto il 110 che ha solo una microscopica goccia! Gli dico che per me non perde e se si vuole tranquillizzare di dare un occhiata sotto l'88
Loro però insistono e gli mostro che l'olio c'è ed è a filo del tappo di riempimento. Gli dico inoltre che ho sentito che qualche volta il riduttore può saltare e che mi sembra una follia tornare in città per cercare il meccanico (tanto più che ho conosciuto il tipo in questione), ma niente da fare, vabbe...
Almeno ci offrono del buon Pastis, lo dico sempre: "Brave persone stì francesi!"
Li salutiamo e usciamo dalle pseudo dunette.

Incontriamo parecchi dromedari al pascolo o intorno ad un pozzo come in questo caso.

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Il tramonto è prossimo e all'inizio di un nuovo campo di ondulazioni sabbiose decidiamo di fare campo.

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Il cielo africano è magnifico, per darvene un idea guardate che foto riesce a fare Francesco con una normale digitale con zoom ottico 3x, purtroppo non posso pubblicarla tutta per la dimensione così ne ho ritagliato un pezzetto, peccato veramente perchè vederla in toto fa tutto un altro effetto.

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2/08

Ci svegliamo presto e ci mettiamo in marcia, siamo a circa 3/4 del cammino tra Nouadhibou e Choum.
Passiamo senza problemi altre serie di dune basse e lunghe che si alternano a campi di ciuffi.
Nella foto è ritratta la tradizionale pratica a cui si affidano tutti i viaggiatori delle sabbie, ci si inginocchia al cospetto dell'XS e si pratica il sacro rito dello sgonfiaggio
(Facciamo così contento Tratto che può ammirare in primo piano la targa FI ;-)

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Avanziamo sempre senza grossi problemi e senza dover scendere sotto la pressione di 1.5 atm.
Verso le 14 comincia un campo di dunette abbastanza ripide e non più alte di 3m tra cui vi sono piccoli e insidiosi catini.
Piombati nel primo sgonfiamo a 0.8atm, riesco a uscirne senza dover ricorrere alle piastre.
Poco dopo però non vi è scampo e arriva così il momento del collaudo delle piastre "Ciraniche" (10 kg l'una) costruite dal buon Lorenzo, funzioneranno? Ma certo vuoi che Cirani ci abbia detto una mussa!? E infatti così non è, sono pesanti quanto efficaci
Per due volte siamo costretti ad utilizzarle, infatti nei catini vi è un sottilissimo strato di sabbia riportata dal vento che rende impossibile distinguere il fech fech dalla sabbia normale.
Capita quindi che a distanza di 10 cm si sprofondi sino al polpaccio o si cammini tranquillamente!
Assumiamo così la seguente configurazione da battaglia: Io alla guida, Lo al mio fianco in stato vegetale e Fra che corre come un grillo tra dune e catini tastando il terreno e urlando indicazioni! Sotto il sole a piombo dopo due insabbiamenti e con 50 gradi! Ma come fa!? Ancora la scienza non è riuscita a spiegare come abbia fatto a non collassare per attacco cardiaco...
La tecnica di guida più redditizia sull'88 in questi casi è semplice ed essenziale: 2a ridotta a manetta e senza pietà.
Se si finisce in brevi tratti di fech fech si riesce a passare; ma è sulle dune che l'88 stupisce, si arrampica (anche grazie alle gomme) in aderenza come un gattone e il motore non si arrende sino alla soglia limite di 3 giri al minuto, spesso riesco a sdunare al pelo con una bella nube di gasoliaccio nero alle spalle (euro 5 naturalmente)
Per fortuna usciamo presto da questo tratto che affrontato alle due di pomeriggio ci ha provato discretamente, sdunata l'ultima fatica ci appare un immenso pianoro ed è sollievo per tutti.
Di questo episodio non abbiamo foto poichè eravamo impegnati già abbastanza, come potete immaginare. Nel corso della vacanza abbiamo però imparato a non dimenticare di documentare le situazioni difficili, quindi vi prometto che arriveranno anche foto un po' più spettacolari.
Cominciamo a navigare sul grande pianoro che è apparso davanti a noi
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Messaggioil 23/04/2014, 21:45

Era uno tra i resoconti più belli e più coinvolgenti che abbia mai letto...
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Messaggioil 23/04/2014, 21:54

ociodesoto ha scritto:Prima di inserire ho usato più opzioni di "cerca": generale, per autore, per resoconti di viaggio, ecc.
Non ho trovato nessun risultato e ho reputato che fosse a causa del crash.

È a causa del crash.... che non l'hai trovato, non che non c'è più.
La funzione "cerca" riconosce solo i messaggi postati dopo il crash. :(

Ciao.
Mauro
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Messaggioil 28/04/2014, 10:49

Ma guarda com'è piccolo il mondo,incontro casuale
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