il 17/02/2015, 17:33
Come gentilmente richiesto da vari AMICI posto il diario di viaggio redatto da mia moglie Tiziana.
Buona lettura.
DIARIO DI VIAGGIO
TUNISIA 2014/2015
I Giorno Venerdì 26/12/2014
Finalmente ci siamo, è arrivato il giorno della partenza. Questo viaggio sarà il viaggio delle prime volte: la prima volta del "Boss" su un deserto, la prima volta di mia sorella Arianna di un viaggio di questo tipo, la prima volta di un viaggio insieme a Patrik. In ogni caso alle ore 10.00 si parte alla volta di Civitavecchia. Come tutti i viaggi di trasferimento non c'è nulla di eclatante da segnalare, a parte qualche sosta. Fortunatamente è una magnifica giornata, la compagnia ha un morale alto e non succede niente fino alle 17.00 quando, finalmente, ci incontriamo con Fabio e Lucia. Adesso il team è al completo e possiamo raggiungere il porto, dove l'imbarco è previsto per le ore 18.00. Puntualissimi ci imbarchiamo e puntuali staccano gli ormeggi. Sono le ore 20.00 l'ennesima avventura ha inizio.
II Giorno Sabato 27/12/2014
La notte è stata un pò agitata a causa del mare mosso, che ha tenuto sveglie sia Ari che me, mentre i nostri compagni dormivano alla stragrande. La situazione del moto ondoso peggiora di ora in ora e, verso le 13.00, si fa leggermente critica. Anche a me, che sono abituata, il dondolio della nave mi infastidisce un poco. Per Arianna è un vero disastro. Praticamente passerà le restanti 18 ore stesa a letto in cabina cercando disperatamente di non vomitare. Io resto con lei a farle compagnia, esco solamente ogni tanto per fumare qualche sigaretta. Arriviamo a Palermo puntualmente alle 9.00. Sfortunatamente le operazioni di sbarco/imbarco non ci consentono di ripartire puntualmente dal porto di Palermo alle 12.00. Riusciamo a staccarci dal molo verso le 13.15, quindi già con un abbondante ora di ritardo. La cosa è preoccupante visto che le condizioni meteorologiche peggiorano e questo, inevitabilmente, non ci consentirà di andare veloci. Ed infatti, per evitare condizioni del mare ancora peggiori, il comandante decide di fare una deviazione che ci procura altre due ore di ritardo. Siamo alle solite, mai una volta che si arrivi puntuali a Tunisi. A questo punto speriamo solo di non andare oltre le tre ore di ritardo. Le ore trascorrono lentamente anche perchè, a questo punto, non vediamo l'ora di lasciare questa scatola di metallo traballante.
III Giorno Domenica 28/12/2014
Arriviamo a Tunisi con tre ore di ritardo e siamo costretti ad aspettare che tutti sbarchino dalla nave. Strano, considerato che siamo stati gli ultimi ad essere imbarcati. Alle ore 00.30 finalmente usciamo dalla scatola d'acciaio traballante ed inizia il consueto incubo delle pratiche per uscire dalla Goulette. DELIRIO! DELIRIO! DELIRIO! Avevamo già compilato le fiches per i passaporti e le auto a bordo, ma ci accorgiamo che manca quello che noi abbiamo chiamato " fiches blu", cioè quello che il doganiere deve firmare prima di andare a fare le file presso gli uffici portuali. Acchiappato al volo il doganiere e con tutte le carte in regola, i ragazzi vanno a fare le file per espletare tutte le pratiche post-sbarco e cambiare un pò di soldi. Non sto qui a dilungarmi per l'ennesima volta a descrivere la disorganizzazione, il traffico, i cretini che per fare prima provocano tamponamenti o incidenti, dico solo che usciamo dai cancelli alle 2.40 del mattino. Dopo aver fatto gasolio immediatamente fuori i cancelli del porto prendiamo l'autostrada direzione Hammamet. Subito dopo il primo casello autostradale, proprio a pochi metri, c'è una piazzola di sosta dove decidiamo di passare la notte. Alle 4.00 del mattino, infreddoliti, stanchi e leggermente stressati, appoggiamo le nostre teste sui cuscini.
PROSEGUIMENTO III Giorno
Poche ore dopo essere andati a dormire ci alziamo, ore 7.30. Ancora poco organizzati nella preparazione della colazione e della sistemazione delle auto, ma, ancora più rincoglioniti dalla mancanza di sonno, procediamo in direzione Douz. Mi sono dimenticata di dire la novità della marca da bollo da 30 dinari che da quest'anno bisogna procurarsi presso uno dei gabbiotti, vicino al cambia valute, prima di portare i documenti al controllo doganale. Come a dire un ennesima fila da fare per riuscire ad uscire dai cancelli del porto. Tutta una tirata fino a Douz, l'unica cosa da segnalare è la sosta pranzo che consumiamo in una "trattoria", non saprei come altro definirla, lungo la strada che vende la solita pecora arrostita. Buonissima, l'unico inconveniente è che, con l'andare del tempo, mi provoca un dolorosissimo bruciore di stomaco. Poco male, il piacere di tornare ad assaporare questa specialità tunisina vale la pena. Arriviamo a Douz verso le 18.00 e decidiamo di andare a trovare subito da dormire. Lucia e Fabio conoscono un campeggio proprio in centro, decisamente molto più confortevole rispetto a quello di Mohamed. Per la modica cifra di 15 D a macchina ci procuriamo un bel posticino dove passare la notte e farci una bella doccia bollente. Tutti belli puliti ci dirigiamo presso una delle poche trattorie aperte. Il gestore è fortissimo. Il locale, tipicamente spartano, offre una cucina casalinga e molto gustosa. Io, purtroppo, continuo ad avere un fortissimo mal di stomaco che non mi dà tregua e che non mi consente di mangiare nulla, mentre Arianna è ancora sazia dal pranzo. Quindi noi due optiamo per un tè caldo, mentre tutti gli altri cenano a base di harissa con tonno e olive, la "chorba" tipica minestra calda e pollo arrosto con patate fritte. Fine pasto a base di mandarini e datteri. Ci si fa due passi in centro e poi, stanchi ma soddisfatti, si va a dormire.
IV Giorno Lunedì 29/12/2014
Nottata orrenda, sono riuscita a dormire solo un paio d'ore, il resto del tempo l'ho passato vomitando stile "esorcista". Non mi è mai capitato nulla di simile in tutta la mia vita, non riuscivo a smettere. Mi sarò alzata almeno una decina di volte, non consentendo neanche ad Ezio di dormire, visto che tutte le volte sono stata costretta ad accendere le luci per scendere dall'auto. In più ogni volta che rientravo in macchina ero completamente congelata e lui, da bravo marito qual'è, è stato costretto a scaldarmi tutte le volte. Insomma un incubo anche per lui!! Mi alzo definitivamente verso le 6.30 stremata e congelata. Per cercare di scaldarmi un pochino inizio a preparare la colazione per tutti. Nel frattempo anche Ari si alza e si mette immediatamente a darmi una mano, è una grande. Risistemate le auto e lavato i piatti ci dirigiamo in città. Mentre Ezio va a fare gasolio io resto in centro per comprare frutta verdura e acqua. Caricato tutto sul boss veniamo raggiunti dalle due guide che ci accompagneranno per i prossimi 5 giorni, Mohamed e Macram. Persone squisite, che parlano solo francese, ma che si fanno comprendere perfettamente. Siamo pronti per cominciare a divertirci sul serio, sono le 9.30. Piste, piste, piste....dune, dune, dune, ecco il sano e puro divertimento. Anche Ari è entusiasta di tutto ciò che vede e fa. Ezio ed io ci alterniamo alla guida, più che altro perchè, visto che è la prima volta sulla sabbia col Boss, dobbiamo prenderci un pò la mano e conoscere il suo comportamento sulle dune. Niente male!!!! L'80 è veramente il miglior mezzo da guidare nel deserto. Beh! almeno per noi ovviamente. Ci divertiamo un casino, come al solito, e, a parte un insabbiamento fatto da Macram, nessuno di noi si incasina. Durante la nostra marcia verso El Mida incontriamo anche Fulvio e Tiziana in compagnia di loro amici, fermi già dalla mattina, a causa di un guasto serio al loro Land Rover. Con loro dovevamo inizialmente affrontare quest'avventura ma in seguito per abbiamo deciso di formare due gruppi anche perche', tra le altre cose, loro sarebbero arrivati solo sino a Ain Ouadette.
L'incontro è piacevole anche se possiamo fermarci solo pochi minuti. Verso le 16.30 ci fermiamo, presso Dekamis piccolo, a far campo. Purtroppo spira un forte vento e, cosa peggiore, piove. Questo comunque non ci impedisce di passare una fantastica, anche se breve, serata intorno al fuoco gustandoci il più buon cous-cous mai mangiato, gentilmente offerto dalle nostre fantastiche guide. Vedendoli cucinare con pochissimi attrezzi e due pentole un pasto del genere ci fa pensare a come noi ci portiamo dietro un'infinità di cose inutili. Dovremmo sicuramente imparare da maestri come loro. Purtroppo il tempo peggiora e da una pioggerellina leggera si passa ad una pioggia battente che ci fa desistere dal continuare a trascorrere ancora del tempo davanti al fuoco. E alle 19.30 ci troviamo già chiusi all'interno delle nostre auto.
V Giorno Martedì 30/12/2014
La pioggia ci tiene compagnia per tutta la notte, addirittura verso le 3.30 cade copiosamente. Non resisto più e verso le 5.30 sono costretta ad alzarmi, natura chiama. Non piove ma il forte vento è ancora fastidioso. Ritorno quindi a scaldarmi in macchina. Ci si alza definitivamente verso le 7.30, colazione, rimessa a posto delle auto e via a giocare sulle dune. Complice la sabbia ancora bagnata e il nostro fantastico fuoristrada riusciamo a superare agevolmente tratti che, qualche anno fa, ci sarebbero apparsi insormontabili. Ezio ed io continuiamo ad alternarci alla guida, e questo mi consente di trascorrere un'oretta in compagnia di Arianna e con Springsteen a palla. INDIMENTICABILE!!!!! Con la nostra andatura, rallentata solamente da qualche insabbiamento di Fabio, raggiungiamo i laghi di Ain Oudette. Peccato! C'è un forte vento, che abbassa notevolmente la già bassa temperatura, non consentendo di fare un bagno nelle sue acque calde. A me non importa poi così tanto, visto che l'ho fatto due anni fa, mi dispiace per Arianna che si è persa questa fantastica esperienza. Anche se, a dirla tutta, l'acqua è così invitante che non resiste e, dopo essersi tolta scarpe e calze, si immerge i piedi nelle acque della sorgente. Anche solo questo piccolo gesto le provoca un piacere intenso. Scattiamo qualche foto, beviamo un tè caldo e poi via verso l'ignoto.
Si perchè da adesso in poi per tutto il gruppo è territorio sconosciuto.
La nostra andatura non è male considerando che le dune si fanno sempre più alte e i cordoni sempre più frequenti. Ezio riesce a non insabbiarsi mai, mentre a me capita solo una volta in tutto il giorno. Che bravi!!!! Stanchi ma soddisfatti ci fermiamo per la notte presso uno dei tanti "catini" che ci sono tra un cordone ed un altro. Stasera cuciniamo Ari ed io della pasta col tonno per tutti, guide comprese. Dopo la cena che ci hanno offerto la sera prima, ci sembra il minimo. Il freddo è tanto e, subito dopo aver cenato e lavato i piatti, Ari ed io raggiungiamo gli altri intorno al fuoco. Non ci fermiamo a lungo, la stanchezza e il freddo ci fanno desistere, e, mentre Ezio insieme agli altri si godono un grappino intorno al fuoco, noi andiamo a letto. Sono talmente stanca che non mi accorgo neanche che Ezio entra in macchina per dormire.
VI Giorno Mercoledì 31/12/2014
Ultimo giorno dell'anno che inizia con una splendida alba che mi godo in perfetta solitudine. Anche Ari si alza in tempo per goderci insieme un panorama mozzafiato gustandoci io un tè ed Ari un caffè caldo, mentre Macram prepara il pane caldo. Esperienza indimenticabile!!! Assaporare dell'ottimo pane caldo in compagnia di persone che ami al cospetto di una natura meravigliosa davanti ad un fuoco scoppiettante è impagabile!!!! Verso le 8.30 riprendiamo la nostra marcia di avvicinamento alla "grande duna" di Sif Essouane. I passaggi sono sempre più difficili e spesso, durante la mattinata, Fabio si insabbia, mentre Ezio procede senza intoppi, a parte qualche tentativo doppio per superare certi tratti. Verso l'una e 1/2 ci fermiamo per un pranzo veloce. Questo perchè stamattina abbiamo percorso solo una decina di kilometri e ce ne mancano ancora altrettanti, se non di più, per raggiungere la nostra meta di fine anno. Dopo pranzo l'andatura si velocizza sensibilmente, anche se i tratti da superare aumentano di difficoltà. E finalmente ci siamo, ore 16.15 eccoci alla "grande duna". Il nostro è il primo gruppo in sette anni che riesce a giungervi l'ultimo giorno dell'anno. Mitici!!! Lo so che può sembrare sciocco, ma per noi è una soddisfazione. Una di quelle piccole ma importanti soddisfazioni che la vita ti offre. La percorriamo tutta a piedi fino in cima. Una faticaccia ma ne vale assolutamente la pena spendere un ½ ora per farlo. Scatto di foto di rito per immortalare il momento e poi giù nuovamente alle macchine per cercare di allontanarci il più possibile considerato che siamo a circa 10 km dal confine algerino e la cintura di protezione è a 30 km. Guidiamo ancora circa una ½ ora e poi campo. Siamo a meno di 20 km dal confine e ancora in fascia rossa, speriamo bene. Stasera le nostre guide ci cucinano nuovamente il cous-cous, quindi Ari Lucia ed io ci dilettiamo nella preparazione dell’antipasto. Un sontuoso antipasto a base di wurstel grigliati, bruschette con patè d’astice, parmigiano reggiano, speck, patatine…..insomma un pantagruelico banchetto degno di una fine d’anno immersi nel silenzio del Sahara. Dopo cena siamo tutti molto provati e, anche se avremmo voluto tanto festeggiare l’ultimo giorno dell’anno con musica balli e spumante, la stanchezza prende il sopravvento e verso le 22.00 tutti in branda. Gli auguri di buon anno ce li faremo domattina.
VII Giorno Giovedì 01/01/2015
Mi alzo verso le 5.30 perché sento piovere e abbiamo lasciato le sedie e il tavolo fuori. Dopo averli riposti alla meno peggio in auto, ritorno al suo interno ed Ezio ed io ci facciamo le prime coccole del 2015, Buon Anno!!!!!!. Verso le 7.00 mi alzo, natura chiama, ha smesso di piovere ma il cielo è coperto e pioviggina ancora. Incontro subito mia sorella e ci abbracciamo in mezzo al deserto del Sahara per augurarci buon inizio anno, momento indimenticabile.
Anche oggi le nostre fantastiche guide, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, ci preparano il pane caldo. Dopo aver sistemato le auto, alle 8.30, partiamo per tornare sui nostri passi verso Tembaine. La mattina sulle dune trascorre tranquillamente, pochissime le soste per tirare fuori gli insabbiati e quindi riusciamo a fare parecchia strada prima della sosta pranzo, praticamente più di quella che abbiamo fatto in tutto il giorno precedente. L’umore è alto come pure le dune. Questo è senza alcun dubbio il tratto di Sahara più difficile che abbiamo affrontato fino ad ora. Non solo perché i cordoni alti si susseguono senza sosta, ma perché i passaggi sono tutti in twist e a cavallo delle creste. Provo a guidare per circa un paio d’ore e, senza falsa modestia, me la cavo alla grande. Compresi i discesoni che per me sono un incubo. Alla mia prima insabbiatura desisto dal continuare, un po’ perché mi sono spaventata, eravamo in un catino messi proprio male, un po’ perché non voglio rallentare il gruppo.
Verso le 16.30 ci fermiamo a Tunssuan, che assomiglia parecchio a Temabaine. Noi donne ci rilassiamo un ora davanti al fuoco, come al solito immediatamente acceso da Mohamed e Macram, mentre Fabio ed Ezio sistemano meccanicamente le auto. Preparazione cena, risotto per Ezio e per noi i migliori hamburger grigliati mai mangiati in vita nostra. Dopo cena un po’ di chiacchiere intorno al fuoco scoppiettante accompagnati da grappa e makhroud, tipici dolcetti tunisini di farina di frumento ripieni di datteri. Ari ed o cediamo alla stanchezza e ci ritiriamo nelle nostre rispettive auto. Ezio si addormenta vicino al fuoco, sinceramente non so a che ore entra nel boss.
VIII Giorno venerdì 02/01/2015
Anche oggi il cielo è nuvoloso e pioviggina, le bronze durante la notte si sono spente e non ce la sentiamo di sprecare altra legna per riaccendere il fuoco, quindi niente pane caldo per colazione. Ci alziamo con calma visto che siamo a circa 10 km da Tembaine, dove lasceremo le nostre guide. Il percorso è molto semplice tanto che anche Arianna si cimenta nella guida del boss e non se la cava neanche tanto male, anzi, sembra essere molto portata nella guida nella sabbia. Riesce anche a fare una discesa niente male, che, ha detta sua, le toglie 10 anni di vita. Davanti a Tembaine, mentre Ari sale da sola in cima, Ezio e Fabio gonfiano un po’le gomme, io Lucia ci beviamo un tè caldo. Non ce lo gustiamo poi così tanto il vento e il freddo non e lo consentono. Salutate le guide ci dirigiamo verso la valle delle rose. Ezio si cimenta per la prima volta come apri pista. Sarà l’esperienza acquisita, sarà che dopo le dune difficili da Ain Audette fino a Sif Essouane, adesso queste ci sembrano dunette da ridere, in ogni caso se la cava alla stragrande. Arriviamo alla valle delle rose e iniziamo subito a scavare alla ricerca di quelle più belle. Siamo fortunati perché solo dopo poche spalate ne troviamo due veramente grandi e molto belle. Ezio gli da una pulita veloce con il compressore per togliere almeno la sabbia in eccesso e, visto la grandezza, siamo costretti a rifare tutti i gavoni in modo da riuscire a sistemarle. Fortunatamente in questi giorni siamo riusciti a svuotarli in maniera significativa dal cibo che contenevano e, a parte una perdita di tempo alla fine poco significativa, riusciamo a sistemarle senza correre il rischio di danneggiarle nei prossimi giorni.
Risaliamo nelle auto e, strada facendo ci fermiamo a raccogliere della legna, visto che non sappiamo se dove ci fermeremo per fare campo stasera ne troveremo. Verso le 16.00 incominciamo a guardarci intorno per scegliere un bel posticino per fermarci presso il chott in cui eravamo stati due anni fa. Desistiamo dal farlo perchè le piogge dei giorni scorsi lo hanno reso un immensa distesa di fango. Visi i precedenti iraniani in cui il fango ci aveva letteralmente inghiottiti e eravamo stati cosretti a spalarlo per due giorni prima di riuscire a tirarci fuori da quella situazione, optiamo per fare campo in mezzo alle dune. Accendiamo un bel fuoco con la legna raccolta in precedenza, meno male perche' in questo posto scarseggia. Chiacchiere davanti al fuoco e poi cena a basa di pasta col pesto per Ezio e brodo caldo per Arianna e me. Verso le 20.30 vado a letto parecchio infreddolita. Ezio non so a che ora si ritira in macchina, ma almeno oggi non si addormenta davanti al fuoco!!!
IX Giorno Sabato 03/01/2015
Mi alzo stanotte per fare pipì e sia il boss che il terreno sono tutti ghiacciati. Freddo!! Freddo!!! Freddo!!! Comunque stamattina almeno il sole splende e c’è assenza di vento. Considerato che siamo soli ce la prendiamo con calma e, oltre a fare la colazione, mi porto avanti col pranzo cuocendo le uova sode direttamente sul fuoco della sera precedente. È anche la scusa per continuare a scaldarmi vicino ad esso. In ogni caso nel momento in cui riprendiamo la marcia verso la “civiltà” il sole è già alto e i suoi benefici raggi ci riscaldano finalmente. Con nostra grande gioia e sorpresa c’è anche rete telefonica e ne approfittiamo per telefonare alle ragazze a casa le quali non sentiamo da sei giorni. Lasciamo definitivamente la zona desertica e, intorno alle 11.00, arriviamo ad El- Faouar, e decidiamo di andare a vedere il vecchio fortino francese nei pressi di Sabria. Fino a pochi anni fa al suo interno si poteva trovare un bar adesso invece risulta essere abbandonato. non ci lasciamo scoraggiare e, vista l'ora, decidiamo di consumare il pranzo al suo interno. Lungo la strada per Tozeur ci fermiamo a vedere le "dune pietrificate" site presso la cittadina di Fatnassa. Una breve sosta giusto il tempo di scattare qualche foto e fermarci a parlare con una guida che sta accompagnando dei turisti. Stranamente in questo posto non ci eravamo mai fermati durante le nostre visite in Tunisia, è molto carino e merita sicuramente una breve sosta. Ripercorriamo ennesimamente il Chott El-Jerid che, a parte il primo anno che lo abbiamo percorso che era completamente bianco, ci delude un pò perchè è di questo colore solo per alcuni tratti. Arriviamo a Tozeur e troviamo, al primo tentativo, un bel albergo non lontano dal centro, l' El Ariak, e con 55 D ci assicuriamo una sana e doverosa doccia, una bella camera calda, una decente colazione ed un parcheggio macchine custodito. Dopo 6 giorni di deserto, sabbia, polvere e fumo di fuoco una lunga doccia ci voleva proprio. Tutti belli puliti e profumati ci troviamo un bel ristorantino, verso il centro, dove Ezio cena a base di briq e bistecca di dromedario alla griglia con patate fritte . Facciamo una passeggiata nella Medina ma è già tutto chiuso, decidiamo quindi di tornare in albergo e fare i nostri acquisti domattina.
X Giorno Domenica 04/01/2015
Stamattina è la prima volta in 7 giorni che mi alzo senza patire il freddo, mi faccio un'altra doccia e torno a letto per un pò di coccole mattutine con Ezio. Dopo colazione ci dirigiamo in centro per fare un pò i classici turisti e, anche se ci imponiamo di non comprare niente, non resistiamo e acquistiamo un pestello in legno d'ulivo, un tappeto e qualcosa per pranzo. Arianna entra anche lei nel vortice dello shopping e acquista, ovviamente contrattando, un bel pò di cose tra regali per le sue ragazze, per le amiche delle ragazze, per i suoi amici e anche per se stessa. Si diverte un mondo, mi fa piacere sapere che almeno questa 1/2 giornata passata in città la possa aiutare a stemperare leggermente sia le fatiche del viaggio fin qui intrapreso. Verso mezzogiorno, dopo aver fatto in albergo il carico d'acqua, ci dirigiamo verso Mos Espa, famoso sito di "guerre stellari", che noi abbiamo già visto ma Arianna, accanita fan della famosa saga, no. Non vi sostiamo a lungo, solo qualche foto ricordo, per poi prendere una pista che ci conduce ad Ong Jemal, il collo di cammello. Anche qui sono state girate alcune scene del film di George Lucas, più precisamente l'episodio della "Minaccia fantasma". Considerato che il posto è sensazionale, mica scemo il caro George, ci fermiamo per un breve e classico pranzo tunisino, Harissa tonno olive e pane. Proseguiamo verso Tamerza, che insieme a Chebika e Mides, costituiscono le oasi di montagna. Qui si può ammirare la famosa e bellissima "grande cascata". Anche qui breve sosta e, considerato che sono le 16.30, cerchiamo un posto dove passare la notte. E qui facciamo il primo incontro spiacevole con un tunisino che cerca di "venderci" un posto dove passare la notte. Ci chiede uno sproposito solo per parcheggiare i nostri mezzi, in più, se accettiamo, saremmo costretti a cenare presso un ristorante dove ci sparano una cifra assurda x mangiare. Al nostro rifiuto il tizio si inalbera e ci dà dei razzisti. Per evitare che l'episodio degeneri ci allontaniamo da Tamerza sperando di riuscire a trovare un posto al sicuro dove fare campo anche perche' qui siamo a poche decine di kilometri dal confine algerino. Tornando sui nostri passi, entriamo a Chebika dove ci fermiamo presso la stazione di polizia. Veniamo accolti con gentilezza, ci chiedono i passaporti giusto per registrarci e ci accompagnano presso l'ingresso della gola nella roccia dove sono posti negozi di souvenir e un bar. Anche qui, il proprietario, ci riserva una fantastica accoglienza. Ci mette a disposizione una grande costruzione dove possiamo cucinare e gustarci il pasto senza che il vento ci disturbi. In più abbiamo anche l'uso dei bagni, che evitiamo accuratamente, ma che sfruttiamo nel momento in cui dobbiamo lavare i piatti. Stasera, considerato che siamo al chiuso, ci rilassiamo e, prima di cena, ci facciamo un aperitivo coi fiocchi, harissa tonno olive e pane. Per cena tagliatelle col sugo di cinghiale, alla faccia della dieta!!!!. Ari ed io puliamo i piatti e restiamo alzate fino alle 21.30 quando, stanche ma soddisfatte, ci ritiriamo nei nostri freddi ma accoglienti mezzi. Veniamo seguite a ruota anche da tutti gli altri.
XI Giorno Lunedì 05/01/2015
Notte calda, la prima in 10 giorni. Sveglio Arianna ed insieme andiamo a goderci un alba stupefacente bevendo un delizioso caffè preso presso il bar annesso all'ingresso della gola. Una vera sorpresa di accoglienza, di colori e di atmosfera. Hassan, il capo, ci viene a dare il buongiorno e ci propone di fare un giro, circa un ora di camminata, all'interno della gola. Ovviamente accettiamo di buon grado. Lungo il tragitto ci spiega che l'acqua che scende lungo la gola arriva dalle montagne dell'Algeria e del Marocco, lungo il suo percorso si insabbia per poi risalire come sorgente a circa 30°C, facendo in modo che l'intera oasi di Chebica possa sopravvivere. Acqua minerale buonissima, pura, potabile. Hassan è proprio una persona squisita, non ha chiesto niente nè per averci dato l'opportunità di dormire e mangiare in un posto riparato e al sicuro nè per averci accompagnato stamattina. Noi comunque decidiamo di lasciare qualcosa per l'eccellente ospitalità. Verso le 10.00 prendiamo l'asfalto diretti alla pista "Rommel". La percorriamo in circa un ora facendo ovviamente soste lungo il percorso sia per prendere alcuni geodi, Ezio si cimenta super volentieri nei panni del piccolo speleologo, sia per scattare alcune immagini presso la grotta dove sono state girate alcune famose scene del film "Il paziente inglese". Poi via verso il parco nazionale di Bou Edma, che dista circa 90 km da Gafsa. Vi arriviamo verso le 16.00, dopo aver pranzato in un paesino presso un "fast food" locale mangiando una specie di calzone imbottito con salsa di melanzane piccante wurstel e uovo sodo, una vera delizia costata poco più di 1 euro. Arrivati al cancello d'ingresso ci chiedono i passaporti e le targhe delle auto per registrarci. Poi aspettiamo il capo che ci carica tutti nel suo pick-up, i baldi uomini dietro nel cassone noi donne al caldo all'interno dell'auto, per farci fare un giro all'interno del parco, infatti è vietato inoltrarsi al suo interno con le proprie auto. Per chi, come noi, ha visto i parchi nazionali namibiani o kenioti, questo è molto deludente. Al suo interno ci sono pochi esemplari e di poche specie, solo orici gazzelle e gundi, ma la cosa incredibile di questo parco è che questi animali, che normalmente li puoi trovare solo nell'africa sub-sahariana, siano riusciti a sopravvivere anche qua in Tunisia. Ed inoltre si possono anche vedere numerosi alberi di acacie, anche questa è assolutamente una sorprendente anomalia. Dopo aver visitato anche un piccolo museo che troviamo all'interno del parco, chiediamo al ranger se è possibile dormire all'interno del recinto. Al suo rifiuto, praticamente al buio, immediatamente dopo l'uscita del recinto, troviamo un piccolo villaggio, chiediamo al proprietario di una casa se possiamo sostare nelle vicinanze di essa. Gentilmente ci dice subito di si e, mentre noi posizioniamo le auto in modo da poter cucinare al riparo dal vento, ci porta anche un pò di legna per scaldarci. E' veramente poca ed in zona non è facile reperirla quindi, per rispetto nei confronti della famiglia che ci ospita, decidiamo di non usarla. Cuciniamo una grigliata di carne mista con contorno di fagioli. Mentre Ari ed io laviamo i piatti, arrivano dei poliziotti che con fermezza ci dicono di spostarci più verso le case per paura di incursioni di animali selvaggi durante la notte. Noi siamo un pò perplessi perchè sinceramente già gli animali all'interno del parco sono veramente pochi, figurarsi se ce ne sono fuori. Comunque diligentemente eseguiamo l'ordine e spostiamo di qualche decina di metri le auto posizionandole direttamente nel cortile di casa del capo villaggio. Durante questa operazioni dei ragazzini, figli del proprietario, ci tengono compagnia. Sono simpaticissimi oltre che educati e carini. Ci inteneriamo e iniziamo a regalare cappelli sciarpe e guanti, sono entusiasti dei doni e li accettano con grazia. Andiamo presto a dormire, sono appena le 20.30.
XII Giorno Martedì 06/01/2015
Arianna, verso le 6.45, mi bussa per farmi alzare. Strano di solito lo faccio io. Mi alzo immediatamente un pò allarmata, invece la trovo seduta intorno al fuoco in compagnia della famiglia intenta a fare colazione. Sollievo!!! mentre ci gustiamo un tè caldo preparato dalla nonnina, chiacchieriamo tra di noi. Mi racconta che stamattina si è dovuta alzare alle 6.00 perchè la boule dell'acqua calda si è rotta e le ha bagnato tutto il sacco a pelo. Non gliene va dritta una!!! Si rinfranca con un tè caldo e si riscalda col calore delle persone che ci circondano. Sono di una gentilezza e un'accoglienza commuovente. Mentre i ragazzini più grandi vanno a scuola, si devono fare 3 km a piedi per raggiungerla, noi scattiamo foto, facciamo video. Il capo famiglia, orgoglioso, ci accompagna a vedere il suo bestiame, un piccolo recinto con all'interno una ventina di capre smunte. Svegliamo gli altri e, mentre si fa colazione, veniamo amorevolmente circondati dai più piccoli. Si mettono a giocare all'interno del Boss entusiasti schiacciando tutti i bottoni e pulsanti che riescono a trovare. E' uno spasso vederli felici con così poco. Lasciamo alla famiglia altri capi di vestiario e un po dei nostri viveri.
Ci mettiamo in marcia verso Matmata, sono le 8.50. Procediamo speditamente e verso mezzogiorno ci fermiamo ad Haddej, circa 8 km prima di Matmata. Un sito meno famoso delle abitazioni troglodite di Matmata, ma altrettanto affascinante. Haddej è stato abbandonato dopo l'alluvione del'69 e quindi si riesce a godere delle case costruite in buchi profondi senza essere infastiditi da bambini o da pseudo guide che incontreresti a Matmata. Ci fermiamo giusto il tempo per qualche foto e una breve passeggiata per poi andare comunque a Matmata per visitare un altro sito di "Guerre stellari presso l'hotel Sidi Drisst, un po troppo di cattivo gusto rispetto ad altri siti della famosa saga, comunque per chi non c'è mai stato, come Arianna, merita per lo meno per il tempo di bere un tè caldo. Riprendiamo l'asfalto verso Tataouine e a Medenine ci fermiamo per pranzare. Altro fast food locale dove per 2 dinari ci mangiamo il miglior panino di quest'anno, almeno fino ad oggi.
A Tataouine noi abbandoniamo momentaneamente il gruppo per andare a trovare Aldo e Graziella *due amici italiani che abitano saltuariamente a Tataouine), mentre gli altri proseguano verso lo ksar Ouled Soltane. Aldo e Graziella non sono a casa quindi, considerato che con il resto del gruppo abbiamo appuntamento a Douiret verso le 17.00, ne approfittiamo per andare a visitare uno ksar che a nostro avviso e' il piu' bello e caratteristico della zona. Ogni volta che veniamo in Tunisia non perdiamo l'occasione di darci un'occhiata. E' come tornare a casa, nulla è cambiato, e' sempre il nostro isolato poco conosciuto bellissimo ksar. Facciamo sempre le medesime cose, mentre Ezio armato di martelletto si aggira come un forsennato in cerca di fossili, io mi godo la sua atmosfera scrivendo questo diario. Sono riti fatti nel corso di ogni nostra vacanza trascorsa in Tunisia. Qualche fato e via verso Douiret. Passiamo da Chenini e dalla moschea dei "sette dormienti"senza fermarci, primo perchè le abbiamo già viste secondo perchè è già quasi buio e gli altri ci stanno già aspettando. Arriviamo presso le rovine della vecchia Douiret verso le 18.00, Ari opta per dormire all'interno della città vecchia. Scelta azzeccatissima, camere calde pulite, docce e bagni con acqua bollente, asciugamani e lenzuola profumatissime, wi-fi gratis. Lei si ritira nella sua confortevole stanza, mentre noi restiamo all'interno del bar dove ci consentono non solo di mangiare ma anche di cucinare. E anche stasera si mangia al caldo e al riparo da vento.
XIII Giorno Mercoledì 07/01/2015
Notte fredda, ci alziamo verso le 7.30 e dopo aver fatto colazione alcuni di noi restano nei pressi delle macchine mentre altri si fanno un giro nella città vecchia. Verso le 10.00 cerchiamo di arrivare a Chenini su pista, ma dopo qualche tentativo a vuoto desistiamo e prendiamo l'asfalto. Djerba ci aspetta. Ritorniamo a Tataouine e qui casualmente incontriamo Aldo e Graziella. Che piacevole sorpresa!!! Ci salutiamo come vecchi amici e ci invitano a casa loro per un caffè. Chiacchieriamo piacevolmente fino a mezzogiorno poi, purtroppo, siamo costretti a salutarci. Ci diamo appuntamento a Pasqua, resta solo da decidere se in Tunisia o a casa loro nel parco naturale d'Abruzzo.
Arriviamo nell'isola di Djerba nel tardo pomeriggio, andiamo a visitare l'antica Moschea di Louta, sotterranea e in disuso. La location, in mezzo ad olivi secolari, ci sembra così incantevole che decidiamo di passare qui la notte. Sistemiamo le auto sotto un magnifico ulivo, aperitivo, quattro chiacchiere e poi a letto.
XIV Giorno Giovedì 08/01/2015
Mi alzo come al solito e con Ari ci facciamo una passeggiata in attesa che anche gli altri si sveglino. Facciamo un giro dell'isola in macchina fermandoci a visitare il Park Djerba Explore. L'ingresso costa 15D. a persona e all'interno si può visitare il museo, uno spazio aperto in cui è ricreato un antico villaggio berbero e poi i coccodrilli. Una colonia di 1.000 coccodrilli del Nilo. Considerato che mangiano tre volte a settimana, il lunedì mercoledì e venerdì, è consigliabile la visita in questi giorni. Riuscire a vedere gli addetti al parco nutrire questi pericolosi animali con polli e tacchini interi è un vero spettacolo. Inoltre si può anche ammirare la nursery. Ogni coccodrillo depone tra i 50 e le 80 uova, queste vengono prelevate dagli addetti e poste in questa nursery dove vi rimangono per circa 3 mesi prima della schiusa delle uova. Alla nascita dei piccoli, dopo circa altri 5 mesi, i responsabili ne mettono alcuni all'interno del parco, per mantenere la colonia sempre con un numero di un migliaio di esemplari, mentre i piccoli in più vengono venduti in altre strutture simili sparse nel mondo. Gentilmente uno dei ranger ci porta a visitare l'interno della nursery facendoci anche provare l'ebbrezza di accarezzare questi antichi sauri. Ce ne "spupazziamo" alcuni per un pò poi, malvolentieri, li lasciamo al caldo nella certezza che almeno questi non verranno mai trasformati in scarpe o borse. La visita del parco ci porta via 2 ore, considerato che è ora di pranzo, cerchiamo il ristorante consigliato da Aldo e Graziella. Il "restaurant Lagune" si trova all'interno della baia del club med La Fidele. Un posto magnifico coi tavolini sulla spiaggia a pochi passi dal mare. Ci godiamo il sole e il caldo in attesa che ci servano il pesce. Ordiniamo una grigliata mista composta da gamberoni, calamari e polipo. Eccezionale!!!, una mangiata indimenticabile!! Ci spostiamo verso Houmet Essouk dove, invano, cerchiamo la colonia di fenicotteri. Qualche foto sulla spiaggia e poi via a prendere il traghetto. Purtroppo c'è molta fila e solo due traghetti che fanno la spola tra l'isola e la terraferma. L'attraversata dura circa 10 min., al costo di 0,8 D., ma ci vogliono più di tre ore per lasciare Djerba. Poco male, ne approfittiamo per chiacchierare un pò tra di noi. Alle 18.30 sbarchiamo sulla terraferma e, anche se è tardi, decidiamo comunque di raggiungere Kairouan. Durante tutte le centinaia di kilometri fatti stasera incrociamo innumerevoli posti di blocco, praticamente ad ogni incrocio. Sinceramente una spiegazione di forze così elevata non ci era capitato di vederla neanche durante l'anno della rivoluzione. (Scopriremo una volta giunti a casa dell'efferato attentato terroristico di Parigi). Arriviamo a Kairouan verso mezzanotte andiamo subito in albergo, il Continental, e ci fiondiamo immediatamente sotto la doccia. Ezio opta per dormire in macchina, quindi Ari ed io abbiamo tutta la camera per noi. Molto spaziosa, bagno più che dignitoso, l'unico inconveniente è che è molto fredda. Il condizionatore ci mette un pò per renderla abitabile. Noi comunque ci addormentiamo quasi subito vinte dalla stanchezza.
XV Giorno Venerdì 09/01/2015
Ci svegliamo verso le 7.00, ci facciamo un'altra doccia. Cosa che fa anche Ezio nel frattempo che noi ci gustiamo una superba colazione. Lasciamo le auto in albergo e ci dirigiamo verso la grande Moschea che dista circa 15 min. Visitiamo il solito negozio di tappeti dove immancabilmente Ezio acquista l'ennesimo tappeto nonostante io continui a dirgli che non voglio altri tappeti in casa. Niente da fare l'uomo non mi dà ascolto e ne compra uno, molto bello ma assolutamente non necessario. Il proprietario, dopo averci offerto del tè, ci fa accompagnare nella Medina da un suo dipendente. Un ragazzo molto simpatico che ci accompagna a fare il giro di tutta la città vecchia. Quindi ennesima occasione per andare a comprare nel negozio di una coccolissima signora che tesse a mano tutti i suoi prodotti che si trova nelle vicinanze della Moschea delle Tre Porte. Non resisto neanch'io e compro una bella sciarpa in lana di cammello. Continuo a comprare in questo negozietto non solo perchè ha della roba veramente molto bella realizzata perfettamente ed esclusivamente a mano ma anche perchè so che la signora è una vedova che, con questo lavoro, deve mantenere tre figli piccoli. Continuiamo il nostro giro shopping per sigarette, regali che Ari deve fare ai suoi amici, pane ecc.e ritorniamo al Continental dove scarichiamo i nostri acquisti e salutiamo il nostro accompagnatore occasionale. Ritorniamo verso il centro per consumare il pranzo presso una pescheria dove ti puoi scegliere il pesce che preferisci e loro te lo cucinano alla griglia. Una scelta non molto felice, il polipo alla brace non è un granchè. Ritorniamo in albergo per recuperare le auto e prendere l'asfalto direzione Nabeul dove vi giungiamo nel pomeriggio tardo e andiamo al solito albergo/camping, il Jasmin. Prima di cena giretto per i vari negozi di ceramiche e poi tutti a letto.
XVI Giorno Sabato 10/01/2015
Ultimo giorno in Tunisia, stasera è previsto l'imbarco a Tunisi. Giornata di sole anche se ventilata. Dopo aver fatto gli ultimi acquisti prendiamo l'asfalto diretti a Sidi Bou Said, che dista circa 90 km. dove vi giungiamo nel primo pomeriggio. Ci incamminiamo tra i suoi vicoli stretti tra le case rigorosamente solo bianche e azzurre. Ci fermiamo a bere il classico tè alla menta con pinoli nel bar dove anche Hamingway amava consumare la dolce bevanda. Siamo in forte anticipo e quindi, per perdere un pò di tempo, ci facciamo una passeggiata alla Goulette, dove consumiamo anche la cena. Arriviamo al checkin per l'imbarco dove un episodio spiacevole capita a Fabio e Lucia. Uno dei tanti "traffichini", che proliferano all'interno del porto, strappa un pezzo di biglietto di Fabio, che è quindi costretto ad andare negli uffici della GNV, mentre Ari ed Ezio cercano, inutilmente, di coinvolgere la polizia. Mai e poi mai farsi prendere o dare i biglietti a questi fantomatici addetti al checkin. Fabio e Arianna dopo essersi recati presso gli uffici della GNV, acquistano i bollini da 30 D. obbligatori dallo scorso ottobre per l'uscita delle persone dalla Tunisia, mentre noi incontriamo Stefano, anche lui di ritorno in Italia. E' sempre lo stesso calmo annoiato Stefano. E' comunque piacevole scambiare quattro chiacchiere con lui in attesa che gli altri rientrano dalle loro commissioni. Applichiamo il bollino sui passaporti e iniziamo la trafila dei controlli di polizia e doganali. Ci va di lusso, nessuna fila, controlli ordinati, nessun problema con le auto. Ci mettiamo in fila, siamo i primi, accanto alla nave e aspettiamo di imbarcarci.
E' l'una quando iniziamo l'imbarco e le tre del mattino quando lasciamo le coste africane. Con quattro ore di ritardo!!!!
XVII Giorno Domenica 11/01/2015
Mare un pò mosso, Ari non ha dormito molto, ma quando arriviamo in prossimità della costa siciliana la situazione migliora notevolmente, consentendo a mia sorella una tregua dalla nausea. Attracchiamo a Palermo verso l'una del pomeriggio e anche se continuano a dirci che ai passeggeri diretti a Civitavecchia non è consentito sbarcare, noi contattiamo lo stesso Antonietta (mia cugina che abita a termini Imerese) che, tutta felice, raggiunge il porto di Palermo. Non appena vediamo lei e gli zii non resistiamo e , alla faccia dei poliziotti basiti, ci fiondiamo correndo nelle loro braccia. Sorrisi, pianti, baci abbracci si fondono in un tutt'uno. Tre anni sono veramente tanti senza vedere la tua famiglia. L'incontro è speciale anche se troppo breve, dura appena 15 min. Salutiamo i nostri cari e, con gli occhi colmi di lacrime, risaliamo in nave carichi di pacchi preparati dai nostri parenti. Arancine, cannoli, arance, olio vino e chi più ne ha più ne metta. Dalla terrazza della nave c'è ancora qualche minuto per i saluti, ci sbracciamo piangendo come pazze giurando che non possiamo più fare passare così tanto tempo prima di rivederli. Con il cuore colmo di felicità addentiamo i nostri doni culinari, che delizia!!! A parte riabbracciare mia mamma e le ragazze non potrei, in questo momento, desiderare di più. Ci riprendiamo da queste emozioni abbandonando la terrazza per andare in cabina per un riposino. Ci re incontriamo in salone con gli altri verso l'ora di cena e da lì ha inizio il nuovo incubo per Arianna. Il mare fa le bizze e lei incomincia a stare male. Nel momento in cui inizia a vomitare la costringo a prendere una pillola datami dal medico di bordo e la porto nel ponte più basso e verso poppa sperando che il suo senso di nausea si attutisca. Restiamo sedute per terra quasi un ora, effettivamente il rollio nei ponti inferiori è meno accentuato, e il suo senso di nausea si attutisce un poco, almeno ha smesso di vomitare. Verso le 22.00 andiamo a dormire, sperando che il peggio sia passato. E invece!!! Verso le 2 del mattino l'apoteosi. Il mare si incazza di brutto, ci sballotta su e giù. Anch'io che non soffro l'onda lunga entro in sofferenza, di dormire non se ne parla. Ad un certo punto, verso le 3.30, la nave prende un onda talmente alta che quando si arriva giù prende una botta tale che la nave trema in maniera preoccupante. Si sveglia persino Ezio che in tutto questo frangente se l'è dormita alla grande. Che incubo!!!
XVIII Giorno Lunedì 12/01/2015
Verso le 5 del mattino il mare si calma e noi riusciamo a dormire per un paio d’ore cioè fino a quando iniziano a fare gli annunci all’altoparlante per lasciare le cabine. Parecchio insonnoliti ci laviamo, prendiamo un caffè e attendiamo in un salone della nave il momento dello sbarco. Che avviene alle 9.20. Nessun controllo, nessuna fila. Che differenza rispetto a Tunisi. Con un po’ di malinconia salutiamo Fabio e Lucia, che prenderanno un’altra direzione, per poi prendere la statale per Orvieto che ci porterà all’imbocco dell’A1. A parte due brevi soste, una per mangiare qualcosa l’altra per permettermi di fumare una sigaretta, procediamo come schegge verso casa perché non vediamo l’ora di abbracciare le ragazze. Arriviamo verso le 17.00 e finalmente l’abbraccio generale con i miei cari.
Mior sburtà une Toyota che guidà une Jepp
Born to Run "the Boss"
L'unico uomo che io invidio è l'uomo che non è ancora stato in Africa - perché ha così tanto per guardare al futuro