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Viaggio in Iran

Diari ed Appunti di Viaggio

Messaggioil 22/08/2014, 9:42

MD5 ha scritto:Ieri siamo riusciti ad arrivare a casa! Avevo programmato di partire da Sofia e fermarmi per il pernotto nell'area di Zagabria, invece, complice la fresca giornata e l'assenza di traffico, in particolare alle frontiere, siamo riusciti a raggiungere Genova. Dalle parti di Brescia ci siamo beccati una tempesta di fulmini e grandine veramente "turbo" :o .

Mi serve un po' di tempo per mettere ordine nelle foto e poi inizio a postarle.

Devo dire una cosa. Defender a dir poco straordinario!!! Ci ha scorrazzati per 10.000km senza il minimo problema, un plauso! :11 :11 :11 :3 :3 :3


:12
Giancarlo
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Messaggioil 22/08/2014, 17:57

Ci siamo quasi, sono a buon punto con il resoconto e l'upload delle foto...

Riguardo la domanda di DEFTD4EVER sull'utilizzo del climatizzatore, non l'ho acceso per non sottrarre potenza utile al motore e per non gravare ulteriormente sul sistema di dissipazione del calore. Anche gli occupanti degli altri veicoli non l'hanno mai acceso, anzi, sembra quasi che sia un peccato mortale premere il bottone A/C :o

Nei tratti più duri, la temperatura dell'aria in ingresso registrata dal sensore MAF, ha toccato i +54°C con picchi della temperatura dell'olio di +118°C. La temperatura dell'acqua è sempre rimasta sotto i +100°C, quella del sensore CHT entro i 108°C. La temperatura nella chiocciola della turbina, durante un sorpasso piuttosto tirato, ha raggiunto il considerevole picco di +548°C.

Il motore del Puma anche nelle situazioni abbastanza impegnative si è rivelato un vero mulo, il sistema di dissipazione mi è parso ben dimensionato ed efficace. Contrariamente a quello che si è portati a pensare, per abbattere drasticamente le sue temperature, basta mandarlo su di giri tra i 2200/2500 rpm Ad esempio, sui tratti veloci in salita, scalando dalla sesta alla quinta il motore saliva da +-1900rpm a 2300rpm, il calo delle temperature dei gas di scarico è quasi immediato e raggiunge anche i 100°C, quello dell'olio richiede uno o due minuti in relazione alla temperatura esterna, la temperatura CHT reagisce dopo circa 10".
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Messaggioil 22/08/2014, 18:32

Grazie Mario per la precisazione ;)

che bello leggere le tue impressioni sul motore sono veramente contento :D :D :D non fanno altro che confermare quelle già espresse da Gen l'anno scorso. :mrgreen:
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Messaggioil 23/08/2014, 13:49

bene Mario, rimaniamo in attesa con calma del resoconto :D :D
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Messaggioil 23/08/2014, 22:44

Bentornati! :11
Davide

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Messaggioil 25/08/2014, 6:46

David ha scritto:Bentornati! :11

Grazie!
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Messaggioil 25/08/2014, 7:27

Ecco il resoconto del recente viaggio in Turchia/Iran. Le poche ferie a disposizione hanno inciso notevolmente sul programma di viaggio, limitato alle località più importanti.

Il primo giorno, siamo partiti da Genova e ci siamo uniti al resto del gruppo a Cremona, poi abbiamo proseguito verso il confine tra Italia e Slovenia nei pressi di Trieste.
In Slovenia le strade cambiano rapidamente e diventano a tratti piuttosto ripide, molto bello il paesaggio circostante che ricorda un po' l'Austria. Tempo bello e temperature piacevoli per tutto il tragitto.

Nel pomeriggio raggiungiamo la Croazia, attraversiamo la frontiera in 1h e decidiamo di proseguire ancora un po' lungo l'autostrada completamente in piano. Bello il paesaggio circostante, c'è molto verde e si vedono foreste a perdita d'occhio. Nel tardo pomeriggio decidiamo di trovare una sistemazione per la notte. Abbiamo rallentato presso un paio di Hotel lungo l'autostrada ma non erano convincenti, trappa gente strana fuori, temevamo per i mezzi. Allora siamo usciti dall'autostrada e dopo alcuni chilometri di statale abbiamo raggiunto un paio di Hotel, però entrambi ci hanno avvisato che il parcheggio delle vetture di notte non era sicuro :? .

Decidiamo di allontanarci ulteriormente dall'autostrada e di raggiungere un Hotel situato in paesino distante 30km dove però veniamo nuovamente avvertiti che di notte c'era il rischio di furti nei veicoli. Presi di sprovvista da questa situazione, giriamo per qualche minuto senza meta, fin tanto che ci imbattiamo in un cartello che sembra indicare un agriturismo o qualcosa del genere. Seguiamo le indicazioni e dopo aver percorso una sterrata che attraversava un fitto bosco, sbuchiamo in una radura con una costruzione, era una locanda per cacciatori, però era chiusa! Fortunatamente la gentile proprietaria era in zona e ben contentai ci ha fatto accampare e preparato un ottima e divertente cena a dei prezzi quasi ridicoli.

L'indomani, dopo aver percorso una bella sterrata, abbiamo raggiunto l'autostrada e ripreso il percorso verso la Serbia.
Il passaggio della dogana tra Croazia e Serbia ha richiesto 4 ore di coda causa il voluminoso traffico dei turchi emigrati nei paesi nordici, Germania in particolare, che in estate fanno ritorno nel loro paese natio con una flotta di Audi, Bmw,
Mercedes, VW etc. tutte recenti, di classe media o maggiore. Proseguiamo attraversando la Serbia che nel tratto iniziale è identica alla Croazia, ossia un lungo rettilineo pianeggiante che saltuariamente attraversa fitte foreste. Attraversiamo la città di Belgrado, bella a vedersi in alcuni punti, ma costellata di orribili palazzoni "casermoni" grigi ed austeri, sicuramente un lascito del passato.

In serata raggiungiamo il confine con la Bulgaria, però temendo code alla frontiera, rimandiamo l'attraversamento alla giornata successiva. Pernottiamo in un campeggio popolato da pavoni e altri uccelli di grossa taglia. Nottata fresca e tranquilla.

Il mattino successivo, partenza e arrivo dopo pochi minuti presso la dogana bulgara. Ai varchi c'erano già parecchie macchine dei soliti turchi. Ce la siamo cavata con meno di 2h di coda. Riprendiamo il percorso sulla statale verso Sofia per poi imboccare l'autostrada che ci porterà al confine con la Turchia. Il primo tratto era in quota con temperature gradevoli, poi la strada degrada dolcemente e raggiunge la vasta pianura nel sud del paese piuttosto calda e apparentemente desolata. Dopo alcune ore raggiungiamo il confine dove ci fermiamo un oretta tra coda e pratiche.

La mappa dell'attraversamento dei paesi balcanici, ogni colore rappresenta un giorno:

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Una volta in Turchia, imbocchiamo la comoda autostrada che in poche ore ci porta ad Istanbul. Primo contatto con il caotico traffico della megalopoli e attraversamento dell'imponente ponte sul Bosforo, pernotto sul versante asiatico della città. Cena a base di Kebab, il primo di una lunga serie :lol: .

La mappa dell'attraversamento della Turchia:

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Il mattino dopo riprendiamo la marcia verso Ankara, l'autostrada è molto scorrevole e ben tenuta, ma con numerose salite talvolta lunghe e ripide che il Def affronta con disinvoltura nonostante fosse bello carico. In serata raggiungiamo Sivas che più o meno si trova poco oltre la metà del percorso tra Istanbul e il confine iraniano.

Link descrittivo della città di Sivas:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sivas

Cena a base di Kebab :o e notte in Hotel. Notte di riflessione personale perchè sono emersi dei dubbi sulla condotta di viaggio eccessivamente tirata e sulla cancellazione della sosta ad Istanbul al ritorno, meta per noi irrinunciabile visto che non ci siamo mai stati e a dir poco indispensabile per riposarsi e tirare un po' il fiato prima di affrontare l'attraversamento dei paesi balcanici per il rientro.

L'indomani ci risvegliamo sotto la pioggia, tuoni e fulmini, per fortuna che avevamo pernottato in hotel e non in tenda! Dopo essermi chiarito col resto del gruppo, riprendiamo il viaggio con l'idea di apportare qualche modifica alla lista delle tappe in Iran in modo da ricavare qualche giorno per la sosta ad Istanbul, temperatura molto fresca in particolare su un ripido passo ad oltre 2000 metri di quota. Qualità delle strade in progressivo decadimento, i tratti in quota erano costellati da buchi e profonde deformazioni del manto stradale. Per lunghi tratti l'asfalto sembrava vetrificato e ricoperto di pietrisco, nei tratti bagnati, la strada era scivolosa e non si riuscivano a percepire in tempo i buchi per cui in un paio d'occasioni il Def c'è finito dentro pesantemente, poco male perché ha incassato i colpi senza problemi.

Progressivo aumento dei posti di blocco e della presenza di militari che però non degnano d'attenzione noi turisti, evidentemente sono li per questioni interne. Nel pomeriggio raggiungiamo la zona ottimale per iniziare a scorgere il monte Ararat, il tempo non è un gran che ma fortunatamente ha smesso di piovere e le nuvole si sono diradate. Improvvisamente all'orizzonte irrompe l'imponente sagoma del monte, in quel momento ho coronato il sogno di raggiungere la zona del monte Ararat a bordo del mio Def! Però che distanza! Vi confesso che al solo pensiero dell'enorme quantità di strada percorsa un po' di ansia mi veniva, però poi ritornavo ad essere positivo perché il Def comunque funzionava alla perfezione, tutti i controlli di routine risultavano regolari. Un altra cosa che aiutava parecchio a non preoccuparsi di eventuali problemi al motore era l'elevata presenza di veicoli Ford, sia Transit che camion, con delle talvolta enormi officine dedicate e numerosi Transit-center
un po' ovunque.

Nel pomeriggio raggiungiamo Dogubeyazit, la porta d'ingresso dell'Iran! :D

Link descrittivo della città di Dogubeyazit:
http://it.wikipedia.org/wiki/Do%C4%9Fubeyaz%C4%B1t

Il confine con l'Iran di Bazargan è a pochi chilometri. Pernottiamo in un campeggio sulle alture, con splendida vista notturna della cittadina. Notte insonne sia per i potenti temporali che si originano nella zona del monte Ararat, sia per i versi dei numerosi animali che popolavano il campeggio e che non hanno dato tregua. Alle 4.30 giù dalla tenda perché c'era aria di imminente burrasca, sbaracchiamo per evitare di bagnarci e decidiamo di muoverci verso il confine. Da quelle parti il sole sorge molto presto. Percorriamo la strada che da Dogubeyazit conduce al confine con una breve sosta per raccogliere delle pietre ricordo dalle pendici dell'Ararat. L'avvicinamento al confine avviene percorrendo un lunghissimo rettilineo.

Link descrittivo della città e confine di Bazargan:
http://en.wikipedia.org/wiki/Bazargan,_Iran

Da lontano iniziamo a vedere la zona della dogana, a parte un paio di furgoncini era deserta, ottimo! Entrati nella zona turca della dogana, veniamo gestiti e liquidati in pochi minuti, raggiungiamo un cancello scorrevole nero che segna la fine del territorio turco, subito dietro c'era il cancello verniciato con i colori della bandiera iraniana, scorrevole anche lui ma un po' scassato perché doveva essere aperto e chiuso accompagnandolo a mano perché il cavo d'acciaio non era in tensione e slittava sul tamburo del verricello.

Dopo qualche minuto i due cancelli si sono aperti e siamo stati autorizzati a spostarci nella zona iraniana della dogana, le donne facente parti della spedizione hanno indossato i loro foulard e abbiamo avuto contatto con il personale in divisa che si è dimostrato molto gentile e ha iniziato a verificare e registrare sul computer i dati dei passaporti, dei visti e dei documenti del veicolo. La loro conoscenza della lingua inglese era più che sufficiente per capirsi senza troppi problemi, questa è una
costante che ha caratterizzato tutto il viaggio. Il livello di comprendonio dell'inglese è discreto e anzi, non è difficile imbattersi in persone che l'inglese lo parlano/capiscono bene e che si prestano volentieri ad aiutare se l'eventuale interlocutore non lo conoscesse.

Ritornando all'attraversamento della frontiera iraniana, il personale in divisa più o meno si adoperava celermente per le varie pratiche ed ispezione molto superficiale del veicolo limitata alla sola apertura delle portiere con una rapida sbirciata dell'interno dell'abitacolo, però ad un certo punto è spuntato fuori un tizio in abiti civili seguito da altre persone che dava l'impressione di muoversi con molta disinvoltura negli ambienti della dogana. Era un cosidetto Mr. Fix-it o aggiusta-tutto, uno di quei personaggi che si offre di aiutarti a svolgere le varie pratiche in cambio di soldi. In realtà sembrava non ci fosse bisogno dei suoi "servizi" perché tutte le varie pratiche stavano andando a buon fine anche senza il suo aiuto, per cui ci siamo limitati a cambiare un po' di euro in valuta locale. Dopo qualche minuto d'attesa però è emerso il problema della Diesel surcharge-tax. Siccome i nostri veicoli erano Diesel, avrebbero dovuto pagare una tassa di 500 euro per 3 veicoli. E' subito emerso che quel tizio aveva mano libera perchè era il paravento di qualche graduato che ovviamente non poteva esporsi pubblicamente. Al termine di un tira e molla di 10 minuti con le classiche minacce di chiamare l'ambasciata italiana, ci siamo accordati per 50 euro a veicolo. Cancello aperto, disinfestazione del fondo e dei lati del veicolo obbligatori dentro una specie di car-wash e poi via libera verso l'uscita della dogana. Rimaneva da fare l'assicurazione R/C per il veicolo. Il mio Def era l'unico che sulla carta verde aveva escluso l'Iran. In 20 minuti ho fatto l'assicurazione per un mese al costo di 16 euro.

Uscita definitiva dalla dogana e ingresso nel paese di Bazargan, primo contatto con i numerosi dossi rallentatori che ci sono nelle zone urbane. In Iran ce ne sono tantissimi, spesso male o del tutto non segnalati, alcuni sono belli alti, il Def incassa bene e non si fa nulla, però i bagagli all'interno volano!

Oltre ai dossi, primi colpi di clacson e saluti da parte di altri veicoli o pedoni, ovunque passassimo c'era sempre qualcuno che si girava ad osservarci, sembravamo degli UFO!

Al termine di un breve giretto di Bazargan, ci dirigiamo verso la valle dell'Aras. Dopo pochi chilometri è emerso che la cartografia GPS in uso non era proprio precisa. Alcune strade erano assenti o si trovavano in differente posizione, il sistema di guida turn-by-turn in alcuni casi faceva dei casini e suggeriva di percorrere delle strade strane o allungava il percorso. Nessun problema grave, però alle volte bisognava fermarsi o rallentare un pochino per fare il punto della situazione.

Il percorso della valle dell'Aras e il castello di Babak:

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Si tratta di un percorso che segue l'imponente fiume Aras che segna il confine tra Iran, Azerbaijan e Armenia. Il lato sud del fiume è in Iran, quello nord è in Armenia e poi Azerbaijan. Si tratta di un confine molto sorvegliato, più che altro sul versante armeno e azero. Filo spinato e garitte ovunque. Sul lato iraniano, i controlli non mancano ma sono più blandi.

Un percorso molto bello in termini paseaggistici in una zona a tratti poco popolata. Temperatura molto piacevole. Facciamo campo nei pressi di un bellissimo lago vicino al confine azero, poco dopo è arrivato l'Hilux della gendarmeria per un controllo documenti anche se la reale intenzione dei militari era la curiosità di capire chi eravamo e da dove venivamo. Controllo molto gentile e cordiale, anzi, ci hanno indicato un residente della zona da contattare per qualisasi evenienza. Nel frattempo sono sopraggiunte altre persone ovviamente molto incuriosite dalla nostra presenza, volevamo in qualche modo invitarle ad una spaghettata ma erano troppe. Poco dopo abbiamo scoperto la grande passione degli iraniani, ossia quella di cenare e pernottare all'aperto, pratica molto diffusa un po' ovunque in tutto il paese. Non si tratta di campeggi veloci a base di panini e lattine, ma un accurato campo con tanto di tappeti, fornelli, pentolame, cibame vario e tende, sono molto organizzati e le aree attrezzate sono tantissime.

Qualche foto dell'attraversamento dei Balcani, della Turchia, della valle dell'Aras e del castello di Babak:

La locanda in Croazia che ci ha ospitato la prima notte:

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Code alle frontiere:

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I curiosi inquilini del campeggio Serbo che ci ha ospitato la seconda notte:

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Traffico ad Istanbul:

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La strada D200/D100 che da Ankara porta a Dogubayazit, nell'estremo est della Turchia, nei pressi del confine iraniano. Un strada in parte pianeggiante, ma con tratti caraterizzati da pendenze, anche forti e prolungate:

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Dalle parti di Sivas, per alcuni chilometri il limite di velocità è di 82 km/h :lol: :lol: :lol: :

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Avvicinandosi a Dogubayezit, finalmente appare il monte Ararat:

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La cittadina di Dogubayezit vista dal campeggio "Murat", situato sulle alture adiacenti:

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Poco sopra il campeggio, dal palazzo di Ishakpasa la vista è ancora più bella:

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Finalmente si riesce a vedere abbastanza bene il monte Ararat!:

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La bellissima valle dell'Aras:

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Il bel lago dove abbiamo pernottato:

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La strada per raggiungere il castello di Babak è estremamente ripida, in alcuni tratti si sale in seconda!

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Il castello di Babak e le zone limitrofe:

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Link descrittivo del castello di Babak:
http://en.wikipedia.org/wiki/Babak_Fort

Alcuni Dust Devils:

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Domani continuo con il resoconto e le foto...
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Messaggioil 25/08/2014, 8:51

Complimenti!!!
Leggo con molto interesse.
ciao
Massimo

P.s. non sarebbe meglio se lo postassi nella sezione Resoconti di viaggio??
Massimo - Defender 110 TD4 E '07

...it's never over... TILL YOU RIDE A LAND ROVER...

over 300 msg prima del crash
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Messaggioil 25/08/2014, 8:54

:3 8-)
ALLA GRANDE! :D
GEN
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Messaggioil 25/08/2014, 9:12

Grande Mario ! :) bello! :)
Non ho comprato una macchina..ho comprato un hobby
nico73
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Messaggioil 25/08/2014, 11:03

bellissimo :P :P :P
;)
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Messaggioil 25/08/2014, 11:43

Bravi..............però come il tanto turismo rovina tutto...........nella 19ma foto vedo che hanno costruito tutta una zona moderna fra la moschea e la fortezza.........una volta non c 'era e era molto più affascinante e bello...........adesso.....che schifooooooooooo........è proprio vero che il troppo o il volere modernizzare...........rovina tutto....comunque un bel viaggio bravi e contento di averlo fatto anni fa.............ciao aspetto il seguito...........
andrea scabini
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Messaggioil 25/08/2014, 12:07

Ciao Andrea,
La fortezza sopra il campeggio credo che l'abbiano convertita in un museo, ecco il motivo delle edificazioni aggiuntive.

Ho ricevuto delle richieste d'informazioni sui costi delle pratiche, eccoli:

Visto per l'Iran, assicurazione medica e gestione pratiche da parte dell'agenzia viaggi: 165 euro a persona
Assicurazione fidejussoria: 200 euro
Ottenimento del CDP: 150 per i soci ACI, altrimenti 250 euro.

La polizza fidejussoria non comporta nessun impegno di capitali, mobili o immobili. Si pagano 200 euro e se il def entra ed esce dall'Iran regolarmente l'impegno con l'assicurazione termina automaticamente. E' una cosa che tengo a specificare perché anch'io non l'avevo capita :oops: :oops: :oops:
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Messaggioil 25/08/2014, 12:12

MD5 ha scritto:primo contatto con i numerosi dossi rallentatori che ci sono nelle zone urbane. In Iran ce ne sono tantissimi, spesso male o del tutto non segnalati,


ricordo bene...un INCUBO :lol:

i peggiori sono quelli a "cuneo" /\....color asfalto, non segnalati e che, come ti distrai ne spunta subito uno :lol: l'anno scorso ci capitò di prendene alcuni a 40-50 km/h, non ti dico il botto
As slow as possible, As fast as necessary
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Messaggioil 25/08/2014, 12:24

E' vero, nonostante l'attenzione non si riesce ad evitarli tutti e per fortuna che non abbiamo mai girato di notte, altrimenti ne avremmo presi ancora di più!
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Messaggioil 25/08/2014, 13:49

MD5 ha scritto:Visto per l'Iran, assicurazione medica e gestione pratiche da parte dell'agenzia viaggi: 165 euro a persona
Assicurazione fidejussoria: 200 euro
Ottenimento del CDP: 150 per i soci ACI, altrimenti 250 euro.

A cosa serve questa roba praticamente?
Il visto ok, ma l'agenzia di viaggi cosa c'entra?
L'assicurazione serve quando la RCA non copre uno stato?
Il CDP che cos'è?

Scusate se le domande vi sembrerarnno stupide ma non ho esperienza in questo genere di cose.
Sgarboman
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Messaggioil 25/08/2014, 14:10

L'agenzia alla quale ci siamo rivolti su suggerimento di Maurizio di Brescia è specializzata nell'Iran e si è occupata di tutte le pratiche per l'ottenimento dei visti. Sicuramente se uno vuole può far da se e risparmiare qualcosa.

L'assicurazione del veicolo, se non è valida per l'Iran (bisogna verificare il foglio verde dell'assicurazione), va stipulata in loco perché comunque il veicolo deve essere assicurato. L'assicurazione non è obbligatoria per uscire dalla frontiera, però in caso di controllo o peggio d'incidente, va esibita.

il CdP è un impegno monetario che ci assumiamo. Se per qualche motivo il veicolo entra in Iran ma non ne esce più, allora lo stato Iraniano si incamera la somma della fidejussione come indennizzo. A sua volta, l'assicurazione verrà poi a bussare alla nostra porta per farsi dare gli euro della fidejussione. Si parla di migliaia di euro, per cui la faccenda diventa un casino.

Tenete presente che quando noi uscivamo dall'Iran, in entrata c'erano due motociclisti italiani che andavano a Samarcanda e che non avevano il CdP, sono convinto che siano comunque riusciti a passare, però sono quelle cose che dipendono sempre da quanto ci sappiamo fare noi a livello di persuasione e quanto disponibile sia la persona di riferimento alla dogana. Sarebbe un peccato venir respinti alla frontiera per una cosa del genere...
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Messaggioil 25/08/2014, 14:29

ottimo resoconto - aspetto con piacere di leggere il seguito!

Una domanda pratica - la polizza fideiussoria, con chi l'hai fatta?
eboati
 
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Messaggioil 25/08/2014, 15:22

MD5 ha scritto:
il CdP è un impegno monetario che ci assumiamo. Se per qualche motivo il veicolo entra in Iran ma non ne esce più, allora lo stato Iraniano si incamera la somma della fidejussione come indennizzo. A sua volta, l'assicurazione verrà poi a bussare alla nostra porta per farsi dare gli euro della fidejussione. Si parla di migliaia di euro, per cui la faccenda diventa un casino.




ciao Mario, scusami ma anche io non me ne intendo, e sono curioso per questa tua affermazione, non riesco a capire.......
se la macchina per un guasto irreparabile rimane lì, cosa succede??
se la rubano??
se la vendi??
abbi pazienza :oops: prometto che ti rifocillerò con una birra fresca quando ci vediamo :lol: :11
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Messaggioil 25/08/2014, 16:17

Alla dogana mettono un timbro sul CdP in ingresso ed uno in uscita dall'Iran.
Se il veicolo per qualche motivo non esce dall'Iran potrebbero essere guai, il CdP serve proprio a questo, ossia evitare che il veicolo entri in uno stato e non ne esca più perché è stato venduto o riciclato, magari anche a pezzi.

Non ti so dire come funziona la questione in caso di furto o incidente, quelli sono eventi imprevedibili, immagino che in qualche modo se ne esca.

Personalmente mi ero attrezzato affinché in caso di guasto fatale del Def, potesse arrivare alla prima assistenza Land in Turchia che si trova a Van. Un trasporto via camion dal luogo del guasto a Van. Fortunatamente non ce n'è stato bisogno :D . Tutto questo perché non potrei mai far fronte ad una richiesta di 30.000 euro :o :? ... Vi garantisco che sarei riuscito a far uscire il def dall'Iran anche a spinta! :shock:
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