Visto che il racconto precedente è piaciuto ( Mauritania & (inserto in)10 anni fa...Altra-Africa!) ve ne spupazzo un altro!
Siamo a Cinguetti in Mauritania, tanto per stare in tema con l’ultimo viaggio, punto di partenza per due itinerari, il primo al cratere ed incisioni rupestri il secondo arrivare a Tichit – Oulata attraverso il deserto.
La prima difficoltà è trovare una guida competente, con auto propria e disposta ad effettuare l’attraversamento che dovrebbe durare 7/8 giorni
La troviamo! Convenevoli di rito ed alla fine concordiamo per una spesa complessiva di euro 700. L’accordo è raggiunto, siamo molto contenti, l’appuntamento viene fissato alla sera del secondo giorno successivo; nel frattempo andremo al cratere.
Puntuali come un orologio svizzero, alla sera del secondo giorno siamo nuovamente a Cinguetti ma, sorpresa, non troviamo la guida, la cerchiamo per tutta l’oasi, chiediamo a destra ed a manca, ma nulla, si è dileguata, scopriamo poi essere partita.
Azzo, azzo, azzo che facciamo? Abbiamo i GPS, abbiamo il computer, abbiamo le mappe, abbiamo tutto ed allora decidiamo di partire senza guida.
La serata trascorre a riguardare le mappe, segnare i vari waipoint;
i passaggi difficoltosi dovrebbero essere 2 o 3 al massimo.
Al mattino di buon’ora ci mettiamo in marcia, percorriamo 300 Km di pista sassona, la preparazione fatta la sera precedente si rivela esatta, tranne alcuni scarti i nostri waiponit coincidono con la pista tracciata ed al tramonto siamo alla prima difficoltà: il primo cordone di dune barcane da attraversare controvento. Facciamo campo, non è tardi e ci godiamo un po’ di sabbia rovente, temperatura intorno ai 45°.
La mattina successiva inizia la traversata, pista, tracce e quant’altro di rilevabile non ce ne sono, ci addentriamo nell’erg, aggiriamo una alla volta le varie dune cercando il passaggio ma non lo troviamo, proviamo più a monte, proviamo più a valle ma non si passa! Alla fine, con tanta bella rincorsa, proviamo a risalire alcune dune, vediamo la fine dell’erg, 3 – 4 km e saremmo fuori. In uno dei passaggi un cerchione si spezza, sostituiamo la ruota, dopodichè controlliamo tutti gli altri cerchioni ed anche un secondo mostra una piccola crepa, che fare, rischiare o tornare? Controlliamo nuovamente al computer la nostra posizione e la composizione dell’erg, secondo le mappe in nostro possesso e la nostra reale posizione dovremmo averlo già attraversato, pertanto il cordone di dune si è spostato verso sud/ovest di circa 20 Km, per poterlo aggirare dovremmo scendere di circa 60/80 Km.
Decidiamo di tentare un’ultima volta ma nulla da fare, l’erg ha vinto!
Stanchi, accaldati facciamo nuovamente campo, posto splendido in mezzo alle dune, poi domani si vedrà.
L’indomani decidiamo di raggiungere Tichit via Atar, dove avrei cercato dei nuovi cerchioni, c’è anche un’ulteriore considerazione che ci ha fatto optare per il ritorno, nell’attraversamento del passo dell’Amogiar per arrivare a Cinguetti il mio compagno di viaggio aveva rotto un ammortizzatore, saldatura africana ed incognita sulla tenuta..
Senza dire nulla ai miei compagni di viaggi ma soprattutto a mia moglie, decido di non seguire a ritroso le tracce ma di costeggiare in fuori pista il cordone di dune viaggiando a bussola. Finalmente si viaggiava su sabbia e non sulla pista pietrosa, era bellissimo solo che non portava ad Atar ma il cordone arrivava a Cinguetti. Io sarei arrivato a Cinguetti per poi percorrere la grande pista sino ad Atar, l’avremmo allungata di circa 300 Km, ma i mie compagni di viaggio non erano d’accordo e pertanto dietro front e puntiamo ad Atar, sempre in fuoripista e, per fortuna, sempre sulla sabbia.
L’ammortizzatore del Toyota cede, o meglio, cede il bullone di fissaggio e pertanto viaggiamo a 30/40 Km h, a 50 Km da Atar si rompe il secondo cerchione.
Arriviamo ad Atar, i mie compagni vanno in campeggio, noi in albergo, doccia per noi ed il cane, ristorante, aria condizionata, l’indomani mi sarei messo alla ricerca dei cerchioni.
Trovati! Ma questa è un’altra storia.
