il 29/04/2008, 20:11
Nel 2003 mi sono preso un anno sabbatico e ho viaggiato intorno al mondo per un anno.
Tra le tappe ho trascorso circa 3 mesi in Australia e circa 3 settimane in Nuova Zelanda.
Con la mia fedele 110 in prestito qui in Italia a mia sorella e mio cognato, ho girato l'Australia con un nissan patrol dell'1986 passo lungo (acquistato usato per l'occasione e debitamente attrezzato per l'impresa), la Nuova Zelanda con un camperino invece affittato.
L'Australia è il paradiso del campeggio e dei fuoristrada. Da rivendite di usato, meccanici, sfasciacarrozze, altri viaggiatori (esiste tutto un circuito di gente in viaggio che compra e rivende l'auto invece di affittarla), ho rimediato, tutto usato, a poche lire: tenda, materassini e cuscini, fornello e bombola gas, pentole e piatti e posate, frigobox termico, 4 taniche di benza, portapacchi, lampada a olio, 3 ruote di scorta, taniche acqua... Neanche io ci credevo a come alla fine ero riuscito ad organizzarmi. Certo tutto questo si può fare si si rimane la per un ragionevole periodo di tempo non le solite 2,3,4 settimane di vacanze.
Allego qui di seguito, l'estratto di un reportage del mio intero viaggio pubblicato nel 2005 su Tuttoturismo. Si tratta delle sole pagine relative ai 2 paesi in questione con le schede informative annesse. il taglio ovviamente era per il giornale e non per fuoristradisti.
Per chi vuole, buona lettura
AUSTRALIA
Il freddo e la pioggia invernale di Perth, la snervante ricerca di una jeep usata da acquistare, la fretta di organizzare il tutto in tempo per l'imminente arrivo di Ruggero e Nicola - due amici si uniscono per le ferie estive - mi rendono impossibili i primi 10 giorni in Australia. Trovata l'auto, leggi bancarie imperscrutabili, malgrado tre carte di credito e due bancomat, mi fanno poi impazzire per raccogliere la somma necessaria. Insomma, sono appena rientrato nel mondo "civilizzato" e sono gia' stressato!
Comunque, arrangiata ogni cosa e equipaggiato il fuoristrada per il grande outback, riprendo il cammino e Gabrielle con me. In quattro attraversiamo quindi la regione del Kimberley, lungo 1000 km di strade sterrate, tra gole, fiumi, cascate, coccodrilli, canguri e milioni di mosche. Alla seconda gomma bucata e con la marmitta fissata da metri di fil di ferro decidiamo di far visita, in mezzo al niente, a l'unico vero meccanico della Gibb River Road - questo e' il nome della pista principale. Nevil si rivela subito un personaggio e mentre valutiamo le possibili alternative su cosa fare ci sorprende con una contro-offerta: "c'e poi l'opzione D, se volete!", dice. A questo punto sparisce nel container dove vive per ripresentarsi con una vanga in mano: "vedete quella sabbia su quel carrello, e' il mio lavoro del week end, me la tirate giu' e facciamo tutto a $ 250". Detto, fatto! Noi cerchiamo di capire come organizzarci - la sabbia e' tanta - lui attacca la musica: "vi ho scelto la canzone adatta per l'occasione, sono i Men at Work!". In tre quarti d'ora, con pale, cariole e secchielli, il carrello e' vuoto e dopo una birra nel suo futuro giardinetto - a questo servira' la sabbia - possiamo ripartire con tre gomme di scorta e lo scarico a posto.
Il paesaggio e' maestoso ma cio' che piu' sorprende noi europei sono gli spazi, fuori dalla nostra concezione. Una singola fattoria nell'outback arriva a possedere anche 10-30 mila capi di bestiame con terre che si estendono per centinaia di kilometri. Il gestore di una di queste ci spiega come le bestie, lasciate allo stato brado, vengano riunite una sola volta all'anno utilizzando elicotteri, moto, jeep e cavalli. Costo dell'operazione $ 250.000, tempo necessario tre mesi.
Ma il mondo e' piccolo, si dice. Cosi' al Kakadu National Park (delle dimensioni della Lombardia), per alcune foto attendo spazientito che due ragazzi lontani si tolgano dalla mia inquadratura. Quando libero di scattare alzo lo sguardo dalla macchina fotografica, me li ritrovo davanti e non credo ai miei occhi: Mario, un vecchio amico di Milano. Via mail mi aveva avvisato della sua vacanze in Australia ma alla fine avevamo desistito dall'organizzare un incontro, i programmi non collimavano. La sera improvvisiamo quindi una grigliata tutti insieme e chiaccheriamo a lungo sotto le stelle.
Sono tante le serate che in Australia trascorrono davanti al fuoco, non di rado in compagnia di vicini di tenda, sempre gentili e disponibili a aiutare. In effetti vi e' una sentita solidarieta' tra gli australiani, specie per le vie poco battute, dove anche un piccolo problema puo' diventare molto serio. Le rare auto che si incrociano salutano e se ci si trova in sosta sul ciglio della strada, queste rallentano per verificare se vi sia bisogno di soccorso. La classica domanda e': "tutto a posto, serve una mano, avete acqua?". La scena mi risulta molto familiare considerato le sette gomme bucate in poco piu' di 2 mesi e 17.000 kilometri percorsi in lungo e in largo. Soprattutto, pero', mi conforta quando, diretti all'Ayers Rock, la mia auto rimane in panne con il motore semi fuso. Al primo benzinaio dove mi trainano mi comunicano che fortunatamente c'e' un'officina specializzata alla precedente stazione di rifornimento, soli 150 km. Nicola e Ruggero proseguono per Uluru in autostop, hanno l'aereo per l'Italia il giorno dopo. Io e Gabi vi arriviamo una settimana piu' tardi, dopo aver trascorso quattro 'splendide' giornate in un area di servizio in mezzo al nulla in attesa della riparazione del danno. Il parco nazionale di Uluru-Kata Tjuta (Ayers Rock) e' terra aborigena e secondo la cultura locale la montagna e' sacra e non deve essere scalata. Qui, come in tutto il paese, vige un rispetto assoluto per la natura e gli animali. I cartelli vietano di camminare fuori dai sentieri tracciati o rimuovere oggetti dal terreno perche', cosi' facendo, si uccidono migliaia di microorganismi e si altera la naturalita' del paesaggio. Nessun segnale pero' impedisce la conquista della sommita' della roccia. Per assurdo, da un lato, il visitatore e' invitato a non salire per rispetto alla tradizione ma dall'altro viene mantenuta aperta una via attrezzata con gradini e corrimano che aiutano le persone nel percorso di ascesa. La spiegazione richiesta al ranger e' stata:"molti turisti vengono fin quaggiu' solo per arrivare in cima all'Ayers Rock, come si fa, adesso, a impedirelo quando per tutto il '900 e' stato possibile?". Polemiche a parte, oggi vi e' una crescente attenzione verso il mondo degli aborigeni. Parecchie sono le gallerie che espongono arte aborigena - aspetto primario della loro cultura - e nei parchi, ranger e tabelloni informativi spiegano significati e leggende di quei luoghi nella loro storia. Sorprende, tuttavia, che fino alla fine degli anni '50 non fossero neanche considerati cittadini australiani, quasi fossero parte della fauna locale (la prima cittadinanza australiana e' stata concessa al artista Albert Namatjira nel 1957).
Giunti sulla costa est tutto cambia drasticamente, la natura diventa verde e rigogliosa e la densita' di popolazione aumenta in modo significativo. Qui si concentra infatti la maggior parte dei quasi 20 milioni di abitanti dell'intero paese. E' durante le settimane impiegate per discendere fino a Sydney lungo la Grande Barriera Corallina, che con Gabrielle prende forma una nuova idea. A visti scaduti si continua in Nuova Zelanda.
La citta' dell'Opera House, dove assisto ad un concerto gratuito, e' incantevole. Si tratta di una metropoli a tutti gli effetti ma per le srade, nei parchi, sulla baia come tra i grattacieli della city si respira un aria tranquilla e a 'misura d'uomo'. In particolare dopo una settimana in un garage sotterraneo - sede del piu' famoso mercato di auto usate per viaggiatori - intento a vendere il mio "beautiful yellow patrol" (cosi' definito da un figlio di immigrati italiani). Il mezzo se lo sono aggiudicato tre giovani norvegesi per una cifra irrisoria. Il desiderio di tornare a vivere alla luce del sole ha la meglio sul mio portafogli.
SCHEDA AUSTRALIA
Permanenza
Poco meno di 3 mesi, da fine luglio a meta' ottobre.
Documenti.
Visto turistico per 3 mesi ottenuto via internet al sito www.eta.immi.gov.au, Aus$ 20 pagamento tramite carta di credito.
Vaccinazioni.
Nessuna vaccinazione obbligatoria.
Trasferimenti.
Accesso via aerea Singapore-Perth.
Acquistata auto usata: fuoristrada Nissan Patrol dell'86, km 300.000, prezzo 3.000 Euro. Trapasso 3% del valore di acquisto (regola valida in Western Australia). Assicurazione e bollo circa 200 Euro. Spese di equipaggiamento, manutenzione e riparazione circa 1.400 Euro. Venduta in 6 giorni al Car Market di King's Cross, Elizabeth bay Rd, Sydney (tassa di 20 euro a settimana per sostare nel garage). Prezzo alla vendita: 1800 Euro. Le macchine acquistate da altri viaggiatori sono in genere comprese di tutto il necessario per il campeggio. Preferibile la targa Western Australia, il trapasso e' possibile via internet, telefono o posta e soprattutto non richiede alcuna revisione (obbligatoria invece per tutti gli altri stati). Questo torna vantaggioso al momento della vendita, realizzabile in qualsivoglia stato del paese senza difficolta'. Veicoli piu' comuni e quindi facili da vendere/comprare berline station wagon Ford Falcon. Costo della benzina al litro da 0,5 a 0,7 Euro (e' piu' cara nelle zone remote).
Alloggio.
Campeggio libero o in soste attrezzate (richiesto un contributo volontario di 2-3 Euro a persona da riporre nel "honesty box"). Campeggi a pagamento da 5 a 10 Euro per due persone, spesso con aree barbeque. Un'amaca, anche qui, torna molto utile.
Nelle citta', in ostelli, dormitori 7-10 Euro a testa, camere doppie con/senza bagno 50-35 Euro.
Vitto.
Spesa al supermercato. Pranzo al sacco e cena cucinata all'aria aperta campeggiando. Locali e ristoranti, da 10 a 50 Euro (eccezionalmente l'ultima sera per chiudere in bellezza e festeggiare la vendita dell'auto).
Spesa totale.
Euro 6.000
NUOVA ZELANDA
Immaginate di distribuire in modo disomogeneo, in un territorio grande come l'Italia, i soli abitanti di Roma e poi mandate libere, al pascolo, piu' di 45 milioni di pecore e circa 10 milioni di mucche. Sara' piu' facile pensare alla Nuova Zelanda come un terra incantata il cui paesaggio appare tutto a pois bianchi. Oppure non sorprendersi all'idea che alcune vacche possano ruminare indisturbate nel mezzo di un parco pubblico nel centro urbano di Auckland.
Il paese dei Maori, ormai decisamente integrati e verso la cultura dei quali vige un profondo rispetto, e' bellissimo. Montagne innevate, laghi turchesi, ghiacciai che scendono fino a incontrare la foresta pluviale, fiordi, vulcani, geyser e soprattutto colline a perdita d'occhio ricoperte di un vero e proprio tappeto verde. Natura che purtroppo non riesco a godere come vorrei, per via del maltempo che mi perseguita per tutta la permanenza. Soprattutto una sera, quando io e Gabrielle, col piccolo camper in affitto, ci fermiamo a dormire presso un'area dedicata vicino a un corso d'acqua. Un po' troppo vicino -a dirla tutta- perche' a notte fonda mi sveglio e mi accorgo con piacere che il torrente ingrossato gia' comincia a scorrere sotto il pulmino. Il motore non si avvia e il panico, piu' dell'acqua, sale. Poi, magia, l'auto parte e tra una slittata e l'altra ci togliamo in tempo dall'impaccio.
D'altronde in Nuova Zelanda sembra esserci una mania per l'avventura e gli sport estremi (oltre che per la saga de "Il signore degli anelli" per cui il governo ha addirittura instituito un ministero). Ogni centro turistico offre al visitatore le piu' disparate attivita': bungy jumping, paracadutismo, jetboating, canyoning, rafting e molto di piu'. Noi decidiamo per una semplice gita in canoa a Milford Sound, che inizia in tutta tranquillita' tra le calme acque del fiordo e si conclude lottando strenuamente contro vento, onde e corrente per un improvviso quanto forte temporale che ci sorpende tra le rocce. Il brutto tempo pero' non e' costante e il cielo e' azzurro mentre cammino tra sculture di legno in un centro gestito da giovani artisti presso l'Abel Tasman National Park. Qui Ann mi indica col suo scalpello un angolo del prato dove si capta dell'energia. Ma il sole non mi aiuta e io non sento niente. "Deve essere andata via, a volte si prende una pausa!" mi spiega poi lei, dopo aver controllato di persona.
Forti emozioni mi provano invece qualche giorno piu' tardi; e' l'addio a Gabrielle, il suo viaggio e' giunto al termine. Torna a casa, io proseguo. Per me non sara' piu' lo stesso, in parte, il mio viaggio finisce con lei!
SCHEDA NUOVA ZELANDA
Permanenza
3 settimane, da meta' ottobre a inizio novembre.
Documenti.
Visto turistico non necessario per soggiorni inferiori ai 3 mesi..
Vaccinazioni.
Nessuna vaccinazione obbligatoria.
Trasferimenti.
Accesso via aerea Sydney-Auckland.
Affittato mini campervan per due persone: da 30 a 55 Euro al giorno. I prezzi variano sensibilmente tra alta e bassa stagione. Le agenzie piu' comuni Britz (www.britz.co.nz), Maui (www.maui.co.nz), Kea Campers (www.kea.co.nz) e l'economico Backpacker Campervan (www.backpackercampervans.com) che affitta i veicoli piu' vecchi di Britz. Costo della benzina al litro da 0,6 Euro.
Alloggio.
Campeggio libero o in soste attrezzate gratuite. Campeggi a pagamento da 5 a 10 Euro per due persone, spesso con cucine comuni e aree barbeque.
a Auckland, in alberghetto, stanza doppie con bagno condiviso 30 Euro.
Vitto.
Spesa al supermercato. Pranzo e cena cucinata nel camper. A Te Anau presso il ristorante Luxomore Hotel: l'hamburger piu' buono e piu' grande mai mangiato. Alto piu' 20 cm, 7 Euro.
Spesa totale.
Euro 1.800
Ciao
Gius