Ottomila chilometri in Mozambico.Questa estate io e mia moglie Rosanna abbiamo fatto un viaggio in Mozambico e Malawi percorrendo più di 8000 km, abbiamo attraversato tutto il Mozambico dal Sudafrica fino al confine con la Tanzania. Vogliamo proporvi questo riassunto delle nostre esperienze sperando che possano essere utili ad altri viaggiatori curiosi come noi.
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02 Agosto 2008Si parte, finalmente si può scappare dal lavoro sempre più vorace che non ti lascia un attimo per te. Ora ci aspettano 25 giorni in Africa. le borse le abbiamo fatte all'ultimo minuto dell'ultima ora dell'ultimo giorno. Come sempre. Ogni anno ci proponiamo di organizzarci meglio, ma il lavoro non ci lascia tregua, in particolare gli ultimi giorni. Sono le 04:30 il taxi arriva puntuale per portarci a Linate, dove prenderemo
il volo Air France per Parigi e poi per Johannesburg. Durata totale del volo 13 ore tutto compreso. Passiamo sopra il Sahara algerino, è stupendo ci viene la voglia di andarci; poi cominciano ad apparire le foreste dell'Africa centrale, non riusciamo a togliere lo sguardo dal finestrino, sognando altri viaggi africani. Alle 20:30 arriviamo a Joburg.
Si dorme alla Guest House "Petra", prezzo contenuto e camera pulite; nel prezzo è compreso anche il servizio shuttle con l’aeroporto. Avventurarsi per Johannesburg di notte a cercare un albergo è poco raccomandabile.
Costi pernotto : 577 Rand03 Agosto 2008Andiamo da Bushlore a prendere il nostro “110” Land Rover Defender, tutto equipaggiato che battezziamo subito EOS 2, infatti sentiamo la nostalgia del nostro Land Rover 90 lasciato in Italia tutto solo nel box, sapendo che qui in Mozambico si divertirebbe moltissimo, sarà per la prossima volta. Dopo aver firmato le carte si parte, destinazione Sabie Circa 300 km da Johannesburg. Arriviamo col buio, al nostro albergo “Sabie Inn”. Non male modesto ma pulito. Essendo stanchi saltiamo la cena o meglio ci facciamo un te con due biscotti, e andiamo a dormire.
Costi pernotto : 600 Rand04 Agosto 2008Oggi inizia il vero viaggio, secondo i piani dobbiamo raggiungere il parco del Kruger dove “pernotteremo”. Non abbiamo prenotato nulla e questo lo pagheremo, infatti all’ingresso del parco ci dicono che non ci sono posti per questa notte ma solo per domani. Va beh. Facciamo il nostro game drive e poi usciamo dal Parco in prossimità di Andover troviamo un bellissimo campeggio ad appena 20 km dalla gate di Orpen. Il campeggio è gestito dalla comunità locale ed è super pulito. Cena sotto le stelle africane. Forse meglio che dentro il Parco.
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Campo ad Andover
05 Agosto 2008Alla mattina presto salutiamo e rientriamo nel Kruger, dobbiamo raggiungere il campeggio di Punda Maria entro sera, i km sono tanti e il limite di velocità e solo 50 km/h. Bisogna fare attenzione che nel parco ci sono le “speed trap”. Riusciamo a vedere un bellissimo leone che se ne stava tranquillo all’ombra di un albero nonostante le decine di macchine che gli ronzavano attorno. Fortunatamente scorgiamo da lontano un leopardo che si gode la siesta sdraiato sul ramo di un albero. Come al solito arriviamo a destinazione col buio. Apriamo la tenda e ci facciamo una pasta asciutta sotto una Via Lattea stupenda; peccato per il “parmesan” che era vecchissimo ed ha rovinato il gusto della pasta.
06 Agosto 2008Alle prime luci dell’alba partiamo per raggiungere Parfuri al confine con Mozambico, sulla strada in prossimità del campeggio incontriamo una coppia di ghepardi, è stato uno spettacolo meraviglioso osservare i due felini camminare pigramente nella savana. Facciamo tutte le pratiche per passare il confine in poco tempo siamo in Mozambico. Superato il “check point” quando si entra in Mozambico si ha la sensazione che si sia fatto un salto indietro nel tempo, si ritrova l’Africa con la A maiuscola: con le piste in condizioni pessime e i villaggi con le capanne di fango e i tetti di paglia. D’altronde noi siamo venuti per questo in Mozambico. Subito dopo il cancello finisce la “tar road” ed inizia l’avventura. Passiamo in mezzo ad una bellissima foresta di Fever Tree, un albero con la corteccia verde pallido che rende l’ambiente surreale. Un episodio curioso è stato quello relativo ad un ragazzo che ci ha chiesto il pedaggio per attraversamento del letto sabbioso di un fiume dove lui aveva posizionato dei rami per evitare l’insabbiamento; bisogna far notare che nonostante il taglieggiamento ha rilasciato regolare ricevuta !! Costo 100 Rand. (non male). Verso il primo pomeriggio arriviamo in prossimità del Limpopo dove guadiamo senza problemi. Per tutto il pomeriggio viaggiamo nel bush della provincia di Gaza su piste in pessime condizioni con parecchi baratri provocati dalla pioggia. Alle cinque montiamo il campo (se si può definire tale) sul bordo della strada. In effetti dormiamo in macchina perchè Rosanna ha paura che qualcuno vedendoci ci possa assalire e derubare. La notte è stata abbastanza pesante: dormire al posto di guida del Land non è molto comodo.
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Leopardi a Parfuri
Spese ingresso in Mozambico : assicurazione 150 Rand; Permesso 34 Rand ; dogana 10 Rand 07 Agosto 2008Decidiamo di partire alle 4:30 del mattino, ancora al buio per portarsi avanti. In effetti le distanze sono grandi e la velocità e bassissima max. 30 km/h. Non parliamo più di quanti km abbiamo fatto ma di quante ore ci si impiega dal punto A al punto B. Il paesaggio è molto bello, la gente cordiale tutti ci salutano sulla strada e ci guardano con occhi straniti. Capiamo dopo che in pratica da queste parti passano pochissimi turisti all’anno, infatti i pochi turisti del Mozambico frequentano quasi esclusivamente le belle spiagge della costa, solo pochi si avventurano nell’interno. Oggi dobbiamo arrivare a Massangena dove guaderemo il Seve. Dopo quasi 4 ore pista arriviamo in effetti a destinazione, ma dopo diversi tentativi dobbiamo rinunciare a guadare il fiume: non troviamo il punto esatto nonostante le ottime mappe GPS di T4A ed il fiume risulta essere troppo largo. Decidiamo di dirigerci verso la costa ed attraversare il fiume sulla EN1 (la strada asfaltata. Questa decisione ci costa parecchio in termini di tempo, in quanto la deviazione ci porta a fare 300 km in più. Attraversiamo per tutta la lunghezza il parco nazionale di Zinave, senza però riuscire a raggiungere la costa prima di sera. Questa sera facciamo il campo nel bush finalmente dormiamo nella tenda, sembra di dormire nel letto paragonata alla notte in bianco passata sui sedili del Land. Nel parco di Zinave una radice nascosta sotto la sabbia della pista ci taglia il pneumatico anteriore sinistro, sostituiamo la ruota con la prima delle due di scorta, purtroppo non sarà la prima volta che faremo questa operazione.
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pista fra i baobab
08 Agosto 2008Dopo una bella dormita in tenda decidiamo di partire alla mattina presto; è molto bello assaporare la luce delle prime luci dell’alba africana nel mezzo del bush, attraversiamo piccoli villaggi di capanne in fango e tetti di paglia, tutti ricambiano i nostri saluti in maniera molto gentile quasi sorpresi che dei “Muzungu” sprechino il loro tempo a salutarli, questa è stata un impressione che abbiamo avuto per tutto il viaggio, forse i locali sono abituati a modi “rustici” dei vicini Sudafricani, Noi siamo italiani. Verso le otto arriviamo sulla EN1 “la strada asfaltata” dopo ben 800 km di piste con buche enormi e tonnellate di polvere ci sembra di viaggiare sul velluto. Un bel ponte sospeso ci consente di raggiungere l’altra sponde del Seve. Ci dirigiamo verso la prima cittadina, circa 100 km dove facciamo il pieno e cerchiamo di cambiare. Cambiare in Mozambico non è così facile, si può fare solo nelle banche che sono nelle grandi città; infatti a Maxungue non ci sono banche, ci consigliano di andare a Chimoio, l’unico dettaglio è che bisogna fare una piccola deviazione ci circa 200 km da dove siamo ora !!! Siamo in Africa, ci armiamo di pazienza e saliamo su EOS 2, destinazione Chimoio, tanto la strada è asfaltata … e cosi potremo anche fare riparare la gomma … Arriviamo l’una (le banche sono aperte fin alle tre meno male) cambiamo i soldi, ma di far riparare la gomma non se ne parla. Non si riesce a trovare pneumatico uguale dato che è taglio e a detta del gommista non riparabile. Amen, decidiamo di partire senza la seconda ruota di scorta. Alla sera arriviamo al gate del Parco nazionale di Gorogonsa finalmente !! con quasi un giorno e mezzo di ritardo. Prendiamo una “cabana” al campo di “Chitengo” dove ci fiondiamo a dormire dopo una doccia calda ed un ottima cena al “restaurante” del parco.
09 Agosto 2008Alla mattina resto partiamo per il nostro primo game drive in Mozambico; eccoci finalmente all’interno della riserva di Gorongosa gestita da un miliardario americano che ha smesso di lavorare per dedicarsi anima e corpo a questo Parco. In effetti lo vediamo aggirarsi per il campo e lavorare come uno qualunque dei suoi collaboratori locali. Beato lui. Purtroppo, nel Parco, sono rimasti pochissimi animali dopo la guerra civile e quei pochi sono molto sospettosi e aggressivi; abbiamo la fortuna di constatarlo subito, difatti dopo una mezzoretta ci imbattiamo con un branco di elefanti, che stava sradicando alcune palme nel bush, subito si accorgono della nostra presenza e decidono di caricare, fortunatamente un paio di palme ci nasconde parzialmente ma gli elefanti sentono l’odore dell’uomo e non mollano. Spegniamo il motore e rimaniamo immobili nascosti. Gli elefanti sono molto nervosi in particolare uno continua a soffiare scuotendo la testa mentre con la proboscide “scannerizza” l’aria. Improvvisamente due giovani maschi attraversano la pista, e vedendoci, accennano ad una carica scuotendo la possente testa. Pensiamo che non abbiamo possibilità di fuga, se caricano ci prendono in pieno. Ma questa volta la Fortuna è dalla nostra parte, non si come ma i due maschi decidono di desistere; tiriamo un respiro di sollievo. Oggi è proprio la nostra giornata fortunata, in fatti l’arrivo dei due maschi spinge il resto del gruppo in un’altra zona della foresta di palme. Decidiamo di uscire dal nascondiglio e spostarci velocemente da un’altra parte. Continuiamo il nostro game drive nel Parco, immersi in panorami stupendi a cui manca qualcosa: gli animali. Negli anni 70 quando c’erano i Portoghesi il parco di Gorongosa era famoso in tutta l’Africa per l’elevata concentrazione di animali, sembra impossibile osservando il Parco oggi. Alla sera rientriamo alla nostra “cabana” e ci concediamo una luculliana cena al Restaurante.
Costi del Parco di Gorongosa : entrata parque: 600 Mts
Cabana (2 notti): 5000 Mts Inclusa colazione
Cene: 750+800 Mts
Game drive: 500 Mts uvs081011-002.jpg
elefante cacciatore di Land Rover
10 Agosto 2008Alla mattina con calma, ma non troppa, dopo la colazione partiamo per dirigerci verso il Nord. Oggi ci siamo messi come target il raggiungimento del Malawi. E’ un’impresa non da poco anche perché dobbiamo attraversare lo Zambesi con il traghettino e passare il confine, che chiude alle 18:30. Purtroppo è stata una pia illusione, di fatti l’attraversamento dello Zambesi ci porta via 2 ore e mezza!! Subito dopo il fiume si entra nella provincia della “Zambesia” la più popolata del Mozambico e le strade ritornano ad essere piste. Tanto ormai siamo abituati. O.K. ci buttiamo nella vana impresa di raggiungere il confine del Malawi prima della chiusura, ma è impossibile, in parte per le condizioni delle piste veramente disastrate (max. velocità 20 km/h) ed in parte perché le piste sono invase da una moltitudine di persone, bambini, biciclette, capre, galline etc. che vagano da una capanna all’atra senza tregua, come anime in pena. Alle cinque, improvvisamente, cala il buio; facciamo un consulto e pur sapendo che è impossibile arrivare al confine decidiamo di proseguire nonostante il buio per portarci avanti per domani. Verso le sette si sente un leggero odore di bruciato in macchina, ci guardiamo l’un l’altro, però tutto sembra funzionare correttamente continuiamo; dopo un po’ la Rosanna mi chiede se ho acceso il riscaldamento perche sente il sedile molto caldo. Scopriamo subito il problema: la seconda batteria, per effetto dei colpi e del “toule ondule” delle piste si era staccata dal suo supporto ed era entrata in contatto con il “body” del LR entrando in corto. Friggeva come la pentola dell’olio. Ci fermiamo bordo strada stacciamo la batteria ed apriamo la tenda, andiamo a dormire senza cena, stanchi e pensierosi.
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11 Agosto 2008Questa notte non abbiamo dormito bene, si è anche messo a piovere, al minimo rumore ci svegliavamo essendo un po’ preoccupati in quanto abbiamo dormito vicino ad alcuni camion parcheggiati sul lato della strada quasi tutti i locali vanno in giro con il panga (in pratica un macete) in mano compreso i bambini,ovviamente alcuni erano venuti a curiosare vicino la nostra macchia, più che altro per capire come mai dei “Muzungu” si erano fermati lì. Alle primi luci dell’alba partiamo, destinazione Quelimane dove vogliamo portare a far riparare la batteria. Arriviamo in città dopo più di due ore di pista. Ci dirigiamo subito verso l’officina della Land Rover, il meccanico all’inizio un po’ spaventato dal fato che il EOS2 è un Td5 e non un 300 Tdi, a detta sua (io approvo e sottoscrivo) il migliore Defender della Land Rover. Comunque risolve tutto fissando in maniera magistrale le due batterie in poco più di mezzora. Il bello è che non ci chiede nulla come compenso, motivo: bisogna aiutarsi fra Landisti in particolare se stranieri, commossi lasciamo comunque un congrua mancia. Risolto il problema della batteria decidiamo di riassettarci dopo gli ultimi strapazzi e optiamo per dormire in una “pensao”, scegliamo l’Hotel Residence Millenium. Discreta pensioncina frequentata dai locali (benestanti) è pulita ed per il mercato locale “overprized”. Ci concediamo anche un pranzo (alle 16:00) a base di pesce e per concludere la giornata prendiamo l’aperitivo (birra locale) nel bar situato nell’attico del Hotel più bello di Quelimane. In effetti la vista è stupenda con il fiume e tutta la città ai nostri piedi. Dopo esserci riempiti gli occhi torniamo nella nostra modesta “pensao”.
Costi pernotto : 2200 Mts
Aperitivo: 500 Mts12 Agosto 2008Alla mattina partiamo con intenzione di raggiungere Ilha de Mozambique. Pia illusione, anche questa volta non riusciamo a raggiungere la meta. Le distanze sono grandi, la strada e la velocità ridotta dettano legge. Passiamo tutto il giorno in macchina godendoci gli stupendi paesaggi Mozambichiani. Alle 18:00, oramai notte fonda arriviamo a Nampula. Troviamo un campeggio indicato dalla guida Bradt appena fuori città.
Costi pernotto : 200 Mts campeggio “Complexo Montes Nairuku”13 Agosto 2008Al mattino ci svegliamo e ci rendiamo conto che il campeggio si trova in riva ad un idillico laghetto incastonato fra delle formazioni granitiche dalle forme arrotondate veramente suggestivo. Rosanna non vuole più venire via. Prima di continuare il viaggio verso Ilha ci fermiamo a Nampula a fare dello shopping, girovagando fra i piccoli negozi (che sembrano delle capanne) troviamo anche due fantastiche maschere in legno Makonde, sono nostre. A metà mattinata arriviamo a destinazione. Ilha de Mozambique. Parcheggiamo la macchina nel modesto campeggio in prossimità del ponte (lungo 1200 metri) e a piedi andiamo a visitare la ex capitale del Mozambico. La città è patrimonio dell’ UNESCO ed effettivamente si merita tale riconoscimento, siamo affascinati dall’ambiente decadente della cittadina con i palazzi dei nobili Portoghesi del 6/700 in stato di abbandono e capanne di paglia che stanno appena fuori le mura. Basterebbe poco a rimettere in sesto la città e renderla, come dire … più europea; però in questo modo si guasterebbe il suo fascino, che la rende unica e attraente. In particolare sono affascinati i contrasti fra gli edifici restaurati dagli europei (francesi svizzeri e italiani) che hanno trasformato le antiche residenze portoghesi in alberghi o ristoranti dove fermarsi a rinfrescarsi con una buona birra fresca è un piacere unico e assolutamente da non perdersi. Ci concediamo un pranzo/cena a base di pesce, essendo le 16:30, in uno di questi edifici chiamato “escondinho” i piatti sono così abbondanti che non riusciamo a finire. Dopo il pranzo andiamo a visitare la casa del Governatore, trasformata in museo, molto belli gli interni con gli arredi originali del ‘700 provenienti da un’altra mitica colonia portoghese: Goa.
Alla sera rientriamo in campeggio, andiamo a dormire quasi subito. Siamo svegliati solo dal vociare della padrona che cercava di mandare via alcuni fastidiosi vicini che probabilmente volevano “vedere” gli stranieri.
Costi pernotto : 320 Mts campeggio “Casurina”
Pranzo: 600 Mts “Eschondinho”
Museo: 320 Mts 14 Agosto 2008Alla mattina dopo una colazione in riva al mare, partiamo con destinazione Pemba passiamo tutta la mattina e metà del pomeriggio in macchina, percorrendo la EN1 fino a destinazione, fortunatamente le condizioni della strada sono buone, cosi riusciamo a raggiungere la meta che ci eravamo prefissi, una volta tanto … Decidiamo di “scendere” al campeggio gestito da una donna sudafricana appena fuori da Pemba city. Il campeggio è sito in riva al mare nel con una spiaggia privata nel mezzo delle mangrovie, ovviamente ci concediamo il lusso di un bagno nel mare, acqua calda. Nella tenuta della “sciura” 40 ettari, scusate se è poco; ci sono anche una quarantina di stupendi Baobab uno più bello dell’altro. Alla sera ci offrono di mangiare un tonno pescato da loro e cucinato alla griglia. Stupendo non rifiutiamo e ci buttiamo a capofitto nel tonno. Il campeggio è frequentato da parecchi sudafricani “expat” che passano le loro vacanze in Mozambico “travelling around”, beati loro …
Costi pernotto + cena + bevande: 1750 Mts campeggio15 Agosto 2008Oggi dedichiamo la giornata al relax: bagno al mare, un po’ di sole, gita a Pemba, infatti oggi è ferragosto. Fino ad oggi abbiamo fatto 3200 km da Johannesburg, non male … Per tutta la notte i tamburi dei Makonde suonano nella foresta per evocare gli spiriti, infatti questa notte segna per diversi bambini neri il passaggio alla vita adulta, l’iniziazione. I canti e i cori riecheggiano per tutta la notte, sarebbe stato bello partecipare ma la “sciura” ci dice che è una cerimonia speciale e si partecipa solo se invitati.
16 Agosto 2008Onde evitare di diventare degli oziosi, concedendoci troppo relax, partiamo alla mattina alle 5 con intenzione di raggiungere il campo dei ranger nel parco di Niassa. Anche questa volta dobbiamo renderci conto che fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. La strada da Pemba a Metoro è buona tutta asfaltata ed in buone condizioni, poi dopo Metoro inizia la pista; un pista tutto sommato buona fino a Balama, dopo Balama è “l’inferno” la pista è lastricata solo di buone intenzioni (quelle di essere pista). Per fare 100 km fino a Marrupa, ci impiegamo 5 ore; la pista diventa una traccia appena visibile e senza le magnifiche cartine per GPS del T4A ci saremmo persi nella foresta. Alla fine arriviamo a Marrupa, essendo già tardi non ci fermiamo e ci dirigiamo verso il Parco di Niassa. Con il buio pesto, pieni di polvere ed stanchi arriviamo finalmente al gate del Parco, i ranger, dopo un saluto militare ci dicono che è troppo tardi per entrare e ci consentono di accamparci vicino ai loro uffici vicino sul fiume Lugenda. Ci cuciniamo una pasta veloce e andiamo a nanna, è stata una giornata lunga oggi. Durante la notte siamo svegliati dagli elefanti che abbattono un albero non lontano dalla nostra macchina, sembra che gli elefanti c’e l’abbiano con noi.
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17 Agosto 2008Dopo la colazione e la foto di rito vicino al cartello d’ingresso al Parco, subito iniziamo il game drive durante il tragitto verso gli uffici del Parco (50 km). Arrivati, i ranger ci guadano straniti chiedendoci come mai eravamo venuti fino al loro Parco in macchina, perché in genere nel parco i turisti, pochi, arrivano in aereo accompagnati dall’agenzia di viaggio. sono molto gentili e vedendoci un po’ impolverati e con la barba lunga (io almeno, non certo mia moglie!) chi chiedono se vogliamo usare le loro docce calde. In effetti dopo due giorni sulle piste a una doccia calda non si rinuncia anche se primitiva. Dopo esserci rifocillati chiediamo dove si trova il campeggio, i ranger si scusano dicendo che ci sono pochissimi “indipendent traveller” che raggiungono il loro Parco e di conseguenza non sono attrezzati, però ci possono accompagnare in posto non molto lontano dove è possibile campeggiare. Accettiamo. Seguiamo la macchina del ranger che ci porta in cima ad un “outcrop” (roccia granitica) dove c’è un panorama stupendo sulla foresta e sulle montagne attorno. Ci dicono che da li si possono ammirare dei tramonti stupendi. In effetti il posto è bellissimo (il superlativo è d’obbligo) e mi ricorda molto la scena di “la mia Africa” quando Robert Redford porta Marlin Streap a bere il te in cima ad una montagna. Siamo contenti e non vediamo l’ora di goderci il tramonto. Nel frattempo partiamo per il “game drive”, ci rendiamo subito conto che il problema del giorno sono le mosche Tse-tse si attaccano subito alla macchina e cercano di entrare nell’abitacolo. Inizia la battaglia… diversi cadaveri di mosca rimangono “impressi” sui vetri della macchina, entra in azione anche la bomboletta di DDT ma smettiamo subito in quanto con i finestrini chiusi l’abitacolo di EOS2 si trasforma subito in una camera a gas, per noi ovviamente non per le tse-tse che continuano a svolazzare per l’abitacolo. Alla fine riusciamo a sterminare tutte le mosche che erano entrate nell’abitacolo, è stata dura ma ci siamo riusciti. Continuiamo il game drive con i finestrini chiusi, riusciamo a fare un cinquantina di km poi dobbiamo fermarci per un ponte fatto con i tronchi di legno in condizioni abbastanza pericolanti, due tronchi erano già rotti ed un terzo ispirava poca fiducia. Facciamo un breve consulto senza scendere dalla macchina per evitare che entrino le tse-tse, decidiamo che è meglio non rischiare. Torniamo indietro tanto ormai è quasi ora. Arriviamo al “nostro” campo, però non riusciamo a goderci il tramonto in quanto il cielo si è rannuvolato, la solita fortuna… accendiamo il fuoco e ci prepariamo la cena del giro di boa. Oggi è l’ultimo giorno che si va avanti da domani inizia il ritorno, sic transit gloria mundi.
Costi pernotto + ingresso al Parco : 1560 Mts 18 Agosto 2008Inizia il viaggio di ritorno, alla mattina presto partiamo verso Marrupa, dove ci fermiamo a berci una coca cola fresca, vogliamo raggiungere Litchinga prima di sera. Questa volta grazie all’ottima strada asfaltata fra Marrupa e Litchinga riusciamo a raggiungere la città. Non riusciamo a trovare un campeggio degno del nome e decidiamo di dormire nell’albergo più bello della città, non dimentichiamo che siamo in Africa e per la precisione nel Mozambico. Ne approfittiamo per fare il bucato e sistemarci un po’.
Costi pernotto + cena + bevande: 3755 Mts Hotel Girrasol19 Agosto 2008Alla mattina saliamo in macchina con l’intenzione di raggiungere il lago Niassa in Malawi, meta odierna Capo Mc Clear, dove Livingstone si era fermato ad ammirare il lago Niassa (che nella lingua locale vuol dire lago quindi il suo nome sarebbe: lago Lago). La strada da Litchinga al confine è abbastanza buona con qualche tratto in sterrato. Arriviamo al confine con il Malawi a metà mattina, le pratiche doganali risultano veloci (non c’è fila) e semplici se non per l’assicurazione che deve essere pagata in valuta locale; il resto può essere pagato in Metical ma non l’assicurazione, ci rassegniamo ad essere taglieggiati dai ragazzini scambiatori illegali di valuta. L’assurdo (ma siamo in Africa quindi non c’è da stupirsi) che appena fuori dalla dogana c’è un cartello gigantesco che avvisa l’illegalità del cambio valuta al di fuori delle banche, però in loco non ce ne, in Mozambico nessuna, delle poche banche, cambia i Kwacha del Malawi, quindi si è costretti a fare un cambio illegale… Pagata l’assicurazione ci dirigiamo verso Mangochi dove cambiare, in banca. La cittadina non è male, ed è molto inglese, però non ci fermiamo e continuiamo verso la nostra meta. Arriviamo verso metà pomeriggio; gli ultimi 23 km sono stati di un toule ondulè pessimo da fermarsi e proseguire a piedi. Nel primo pomeriggio arriviamo a cape Mclear ci rendiamo subito conto di aver sbagliato posto: infatti sembra di essere in un posto frequentato da “tossici” e “alternativi” ci sentiamo un attimino fuori posto. I campeggi non sono all’altezza del proprio nome; alla fine decidiamo di “scendere” al Monkey bay che risultava essere stato chiuso dalle Autorità però in barba a tutto era ancora aperto e con diversi clienti. Va bè, questa volta abbiamo sbagliato la location, O.K. accettiamo la situazione e vediamo di adeguarci. Tutto sommato quelli del campeggio ci danno in uso una cabanas per usare i gabinetto, quello del camping era in condizioni pessime. La cabanas è poco più che una stamberga con i letti sfondati, meno male che dormiamo nella nostra tenda. Per la mattina abbiamo prenotato una gita sul lago per visitare l’isola nel lago e fotografare le aquile pescatrici.
Costi: Dogana= 300 Mts
Assicurazione = 5000 Kwc
Camping= 1000 kwc
Giro in barca= 5000 Kwc20 Agosto 2008Alla mattina, puntuali, arrivano i due ragazzi con la barca per portarci a fare il giretto all’isola; come promesso hanno portato anche il pesce per le aquile saliamo sulla barchetta a motore e salpiamo per la vicina isola, del parco nazionale del lago Malawi, riusciamo ad avvicinare le aquile che cercano di prendere il pesce che gli lanciamo, i falchi pescatori non si tirano indietro e cercano di rubare il pesce alle aquile, che sono un po’ più sospettose. Passiamo una bella mezzoretta nel lago divertendoci moltissimo. Rientrati a terra decidiamo di partire per il Paco di Liwonde in modo da arrivarci nel primo pomeriggio. La strada è asfaltata ed in ottimo stato cerchiamo la via più breve per raggiungere il campeggio di Muvu, all’interno del parco, prendiamo la scorciatoia degli sterrati attraversando alcuni villaggi mussulmani i cui bambini ci tirano delle pietre al nostro passaggio, faccio notare che noi andavamo pianissimo per non sollevare polvere (ed anche perché la strada non consentiva velocità superiori) comunque non ci badiamo, sono dei bimbi. Purtroppo non ci rendiamo conto che la pista finisce sullo Shire che non ha ponte e non si può guadare … Amen, si torna indietro è con santa pazienza e si fa il giro lungo. All’ingresso del Parco il ranger ci fa entrare con un saluto militare degno delle guardi reali di Buckingham Palace (God Save the Queen …), ci facciamo con calma un game drive prima di arrivare al campeggio, ma con pochi avvistamenti, il panorama è comunque bello. Partecipiamo ad un boat safari sul fiume Shire, e riusciamo a vedere da vicino (3-4 metri) gli elefanti che si abbeverano al fiume. Arrivati al campeggio incontriamo una compagnia di Italiani che stanno viaggiando in Malawi su un ACL militare modificato, sono quelli di AfricaWildTrack, simpatici torinesi Stefano e Francesca, che hanno creato un’agenzia turistica in Malawi, alla sera siamo loro ospiti, si pasteggia a pastasciutta e vino rosso (sudafricano), passiamo una bella serata in compagnia ridendo e raccontandoci le rispettive esperienze di viaggi.
Costi: Entrata parco= 1700 Kwc
Campeggio = 4350 Kwc
Boat safari = 8700 Kwc21 Agosto 2008Durante la notte siamo svegliati dagli elefanti che sono entrati nel campeggio ed hanno cominciato a rompere le delimitazioni dei camminamenti, in particolare uno si è fermato a mangiare dall’albero vicino al alla nostra tenda, si vede che gli elefanti ci adorano perché vengono sempre da noi... Tutto però è finito bene, meno male. Alla mattina salutiamo i nostri amici di Torino e partiamo per rientrare in Mozambico. Passiamo velocemente il confine e puntiamo su Tete, bella cittadina sulle rive dello Zambesi. A metà pomeriggio arriviamo a destinazione, i campeggi sono troppo basici, d’altronde in città è meglio dormire in albergo anziché in campeggio, optiamo per un hotel piccolino ma pulito, riusciamo anche a mangiare, così evitiamo di girare la città di notte. Domani ci aspetta un lungo viaggio, la vacanza è quasi finita, purtroppo.
Costi: Hotel = 1500 Mts22 Agosto 2008Si avvicina sempre di più il giorno della fine delle nostre vacanze, oggi dobbiamo raggiungere Vilanculos, (è il vero nome della cittadina non è uno scherzo!) sulla costa per cercare di avvicinarci il più possibile al confine con il Sudafrica. La strada è buona fino al bivio con la deviazione per lo Zambia, poi diventa un inferno, ma nel vero senso della parola, ci sono delle buche gigantesche EOS2 sopporta bene (è un LR mica per niente …) dei colpi paurosi in quanto alcune buche si vedono all’ultimo momento ed essendo cosi tante che non c’è la possibilità di schivarle, anche perché per schivarne una ne prendi un’altra che magari è anche più profonda. Colpo dopo colpo alla fine il pneumatico anteriore si taglia sul fianco, cosi ci parte anche la seconda ruota di scorta, l’ultima …, cominciamo a preoccuparci perché in caso di foratura non abbiamo più ruote di scorta. Proseguiamo con la massima attenzione fino alla cittadina di Chimoio, nostra vecchia conoscenza, essendoci passati già all’andata e purtroppo con lo stesso problema, ruota da far riparare. Anche in questo caso la riparazione è inutile, il taglio è sul fianco, dobbiamo per forza cercarci una terza ruota di scorta, inizia la caccia. Trovare un pneumatico 285x55R16 in Africa non è affatto facile, molto meglio le classiche 7.50x16, che si trovano con molta più facilità, questo è da tenere a mente per i prossimi viaggi. Per trovare il pneumatico ci impieghiamo quasi un ora e mezza ma alla fine del pellegrinaggio lo troviamo, ce ne uno solo, probabilmente l’unico in città, lo compriamo per la modica cifra di 6230 Mts !!! Sicuramente un furto, però non abbiamo scelta, in caso di una terza foratura/taglio non avremmo la possibilità di continuare il viaggio. Montiamo i due copertoni tagliati sul tetto e quello buono sul portellone e partiamo per la costa, fortunatamente la strada migliora, riusciamo a raggiungere anche gli 80km/h. Mi sembra di viaggiare a 180 km/h tanto è vero, che qualche volta rallento. Arriviamo a notte fonda ad Inasshoro. Troviamo un campeggio sul mare e ci buttiamo esausti in tenda, dopo una cena a base di pesce. Totale 14 ore di guida per fare circa 800 km ! non male direi tenendo in conto che abbiamo anche forato.
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Costi: pneumatico 6230 Mts
Campeggio + cena = 1250 Mts23 Agosto 2008Ci alziamo con l’intenzione di visitare l’isola di Barzaruto ma ci chiedono 6000 Mts per il noleggio della barca, non troviamo nessuno che vuole dividere la spesa neanche la coppia di Sudafricani, nostri vicini di tenda, che avevamo già incontrato, non lontano da Marrupula durante un guado, quando eravamo in viaggio verso il parco nazionale di Niassa. Decidiamo quindi, dopo il lungo viaggio di ieri, di prenderci una giornata di riposo e optiamo per una passeggiata sulla spiaggia, mai una decisione fu così nefasta. Infatti, per colpa mia, ci derubano di una borsa con dentro la telecamera e l’hard disk con su tutte, dico tutte le foto del viaggio. Purtroppo ho lasciato per pochissimo tempo la borsa non sorvegliata, che lo “scugnizzo” di turno ha pensato di approfittarne; nonostante l’inseguimento dopo qualche decina di metri è entrato nel bush alche ho desistito per paura di trovarmi davanti il compare con il coltello … Amen, metteremo questa esperienza nella voce “perdite”. Tutto sommato è stata colpa mia, pensare che un errore del genere con tutti i viaggi che abbiamo fatto in Paesi non convenzionali è stato da mentecatto. Passiamo il resto della giornata alla stazione di Polizia a denunciare l’accaduto e con le pive nel sacco vagabondiamo chiedendo a destra e a manca se qualcuno aveva visto il ladruncolo (pia illusione, ma tentare non nuoce). La polizia ci chiede i soldi per telefonare e ci chiede di aspettare per un paio di giorni, decidiamo di aspettare fino al 25 mattina.
Costi: campeggio = 500 Mts24 Agosto 2008Passiamo la giornata chiedendo anche nei villaggi di capanne se qualcuno ha visto il ladruncolo, ma nulla.
Tentar non nuoce e come si dice: “Spes ultima dea”
Costi: campeggio = 500 Mts25 Agosto 2008Alla mattina passiamo per la stazione della polizia dove parliamo con il comandante il quale ci chiede candidamente 50 Meticas (1.50 euro) per la benzina della moto (leggi taglieggiamento) così può andare a controllare nel villaggio sulla statale dove secondo lui si è nascosto il ladruncolo. Ormai capiamo l’antifona e lasciamo perdere, saliamo su EOS 2 e partiamo alla volta di Mocodene dove vogliamo passare a salutare padre Marietti (don Tiago) della missione italiana. Dopo un tranquillo viaggio sulla EN1 in ottimo stato nel primo pomeriggio arriviamo a Mocodene dopo aver fatto una deviazione di 30 km di pista sabbiosa. Andiamo subito a salutare don Tiago che ci accoglie a braccia aperte offrendoci di dormire presso la missione, accettiamo contenti di poter parlare con una persona fantastica come lui. Visitiamo assieme a lui tutta la missione e ci rendiamo conto dell’impegno che comporta gestire la missione con la scuola primaria e professionale per gli adulti, costruire i pozzi d’acqua per i campi da coltivare, e tutti i progetti che don Tiago vorrebbe fare nel prossimo futuro. Siamo stupiti della sua forza e della volontà che ha don Tiago. A cena mangiamo assieme ad un gruppo di ragazzi bresciani che sono veduti ad aiutare lavorando nella missione. Non eravamo mai stati in una missione e dobbiamo dire che è stata una esperienza fantastica e che conserveremo nei nostri ricordi per sempre.
26 Agosto 2008Alla mattina dopo aver fato colazione salutiamo don Tiago e partiamo alla volta del Sudafrica ormai siamo alla fine della vacanza domani dobbiamo riconsegnare la macchina a Johannesburg e siamo ancora in Mozambico! Il passaggio del confine con il Sudafrica è veloce così riusciamo a raggiungere la cittadina di Nelspruit dove ci fermiamo a dormire nel campeggio. Passiamo attraverso posti meravigliosi però non possiamo fermarci domani la vacanza è finita.
Costi: campeggio = 300 Rand27 Agosto 2008Oggi è l’ultimo giorno in Africa, alla mattina partiamo per Johannesburg dove arriveremo nel primo pomeriggio riconsegnando la macchina a Bushlore. Ormai dobbiamo prendere solo l’aereo, durante il volo che ci riporta in Italia ci ripassiamo i bei momenti passati in Mozambico e Malawi, sognando già la meta della prossima estate.
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Info UtiliVisasPer entrare in Mozambico bisogna avere il visto ottenibile solamente all’ambasciata del Mozambico a Roma; per il Malawi il visto si può fare senza problemi al confine
AutoCi siamo rivolti a Drive South Africa affittando un Toyota Hilux completante attrezzato per i viaggi africani con tenda sul tetto; avendo chiesto anche il verricello, che non si può montare sull’Hilux, abbiamo avuto in cambio il Land Rover 110 senza sovrapprezzo (costo circa 82 euro al giorno comprese tutte le assicurazioni). Essendo un “Land maniac” non ho potuto altro che fare i salti di gioia. Il LR si è comportato benissimo sulle pessime strade sia asfaltate che sulle piste; in totale abbiamo fatto più di 4500 km di piste per un totale di 8400 km. Gli unici difetti che ha avuto EOS 2 sono stati: la seconda batteria che non era fissata bene e il frigorifero che si è rotto alla seconda settima. Abbiamo tagliato due pneumatici, il consumi sono stati nella norma, olio mai rabboccato, filtro aria in buono stato grazie anche allo snorkel e al fatto che non eravamo in colonna. Cosa posso dire che è senz’altro vero il motto “Land Rover the best 4x4xFar” mi spiace per gli altri (leggi toy)…
GuideSenz’altro la migliore è quella della Bradt, segue la guida della Lonely (ho notato che per l’Africa australe la Lonely non è il massimo). Buone anche quelle in formato pdf che si possono scaricare dal sito
http://www.mozguide.com MappeLe migliori in assoluto, nel vero senso della parola, sono le mappe GPS di Tracks for Africa (T4A). Senza queste mappe ci saremmo persi un marea di volte. Il GPS è assolutamente indispensabile in Mozambico
EsperienzeIl Mozambico non è un paese facile, gli alberghi ci sono solo sulla costa e nelle grandi città, quindi bisogna essere preparati a dormire nel bush senza “facilities”. All’interno si ritorna indietro di 100 anni: capanne di fango e paglia, piste pessime impraticabili nella stagione delle piogge. La gente è gentile e poco “invadente” nell’interno, infatti è poco abituata ai turisti; mentre sulla costa (frequentata dai Sudafricani) bisogna stare attenti ai malavitosi. E’ molto più sicuro stare nel bush che in città. Un viaggio in Mozambico lo consiglio a chi piace l’avventura e vuole vedere l’Africa vera, non Alpitur; se si cerca qualcosa soft è meglio cambiare destinazione magari la Namibia.
MineIl Mozambico è stato minato durante la seconda mondiale e recentemente (1970) durante la guerra civile; il pericolo delle mine esiste ma è abbastanza remoto, anche perché ormai è stato quasi tutto sminato dai Norvegesi anche se sono garantiti solo i 20 m ai lati delle strade e piste principali; personalmente noi abbiamo fatto delle piste che non si possono definire neanche terziarie senza alcun problema. Sicuramente la questione delle mine è stata gonfiata (numero totale) per poter avere i finanziamenti (ONU e CE), ma la verità è che le mine ci sono davvero. Durante il viaggio ci è capitato di vedere qualche ragazzo senza un piede o una gamba. Ovviamente non bisogna mai abbassare la guardia e gironzolare per il bush come si fosse il giardino di casa nostra; ritengo che seguendo alcune precauzioni dettate dal buon senso (percorrere i sentieri battuti e frequentati dai locali) ci si riesca a divertire lo stesso in sicurezza.
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