L'impavido Marcotto solca l'Algeria
Dato che ho letto velocemente il nuovo regolamento e non c'è più la limitazione nell'uso delle immagini e dei pensieri scritti, posterò anche qui il mio resoconto dato che ho molti amici su Africaland e spero che questa avventura piaccia
Eccomi qua, ancora senza il mio computer, userò le foto del fidato Daryush...se poi chiederà i diritti faremo una colletta.
Innanzitutto il percorso: in totale 10045 km
Dal 22 ottobre 2008 al 12 dicembre 2008
Niente male come auti regalo di laurea.
ecco qua il percorso in Algeria che, grazie al perfetto lavoro di un pool di esperti informatici, ho potuto visualizzare
22 ottobre
Si parte!
Land stracarica e ci si dirige verso il porto. Per un po' guiderà Daryush, dato che non ha mai preso in mano la mia Land e deve fare un po di esperienza.
Ci imbarchiamo e partiamo
23 ottobre
Ci sveglia alle 9:30 una voce dall'interfono la quale annuncia che alle 10 si terrà un'esercitazione di evaquazione e tutti devono parteciparvi...evvai, si inizia alla grande!
Al suono delle sirene ci dirigiamo al punto di ritrovo: il bar di prua...dopo un 10 minuti siamo in 6 in tutto il locale e ci radunano tutti al bar centrale dove non sorpassiamo la cinquantina. L'equipaggio ci mostra come si indossano i giubbotti salvagente e poi, solo i volontari (tra cui ovviamente noi 2) si spostano sul ponte esterno per simulare l'imbarco sulle scialuppe. Ci faranno mica salire su quei cosi penzolanti nel vuoto!!! Per fortuna no, percorriamo semplicemente il ponte e rientriamo...meno male! Alle 4 si attracca...ci precipitiamo giù e siamo i primi ad uscire, svolgiamo le pratiche in un batter d'occhio ed in neanche 15 minuti siamo fuori dal porto! Mai avuta tanta fortuna, nessun controllo, nessuna coda, i primi a passare il cancello!
Ci dirigiamo verso Tunisi, lungo la strada ci sono molti lavori, ma a quest'ora gli operai tornano a casa...tutti in autostop. Un poliziotto fa segno di fermarmi, io inchiodo, ma lui sorride perchè voleva controllare il camion dietro di noi. Arrivati a Tunisi andiamo verso Biserta dove arriviamo in poco tempo e troviamo un alberghetto sul mare. La sera facciamo due passi ed andiamo a mangiare una specie di panino in una pasticceria dove, ovviamente, poi assaggiamo un po' di dolci, tra cui una super tortina al cioccolato.
24 ottobre
Oggi ci dirigiamo ad ovest...mi accorgo di aver dimenticato il cappellino sulla nave...bene! Non mi rimane che il cappello di lana o lo cheche. Dopo aver superato il lago Ichkeul ci dirigiamo a Capo Serrat. In questa zona la Tunisia è veramente verde. Arriviamo alla spiaggia in fondo su strada asfaltata, girettino in spiaggia e poi veniamo notati da qualcuno della zona, ci infiliamo in auto prima che ci raggiunga e ci dirigiamo al faro su una facile pista. Qui sbuca dal nulla il guardiano del faro, con auricolare per cellulare e vestito invernale, noi invece siamo belli leggeri dato il caldo sole ( a parte il cappellino di lana nera arrotolato come un furfante). Parliamo un po con questo gentile signore che ci offre dei frutti rossi da mangiare. Ci porta a fare un giro fino all'altro lato del promontorio (neanche 5 minuti, non sono un grande camminatore) da dove si gode di una bellissima vista ed in tanto ci parla della sua vita: è un militare che vive nel faro con la famiglia, ha qualche strano macchinario a cui badare, ed alleva qualche animale
Dopo essere tornati all'auto ringraziamo il signore e ripartiamo. Torniamo un po indietro cercando l'imbocco della pista per Sidi Mechring ma finiamo nel giardino di una casa. Il proprietario ci spiega che la pista è poco prima della scuola, sulla destra. Presa la giusta direzione ci gustiamo il paesaggio. La pista è facile e veramente bella, sulla costa
In fondo arriviamo ad un villaggio dove, ovviamente, sbagliamo strada e finiamo a casa di un signore che vuole che io visiti un suo parente che ha male all'addome e non mangia, ma io non sono un dottore e non ho la minima idea di che farmaci dagli, e se poi lo faccio peggiorare o questo non capisce le dosi e si scola un pacchetto intero di pillole?! Parlo un pochino e poi riparto. La strada asfaltata era poco distante, bastava andare a destra all'incrocio e non entrare tra le case. Torniamo nell'entroterra, ci fermiamo a mangiare un po' di frutta nel bosco e, come scendiamo dalla macchian, saltano fuori dal nulla tre musicanti: un cantante, uno col tamburello ed uno con uno strano flauto. Gli regaliamo una bottiglia d'acqua, dato che hanno sete, e ripartono verso non si sa dove.
Arriviamo a Tabarka, lungo la strada troviamo uno strano albero
Tabarka è la città del corallo, andiamo a visitare il castello, che ovviamente è chiuso e con un po di ponteggi. Li di fronte, nel parcheggio, c'è un ragazzo che confeziona braccialetti in corallo a prezzi stracciati...a me sembrano tanto di plastica, abeh, ne prendo uno da portare a casa ed andiamo in centro...dove tutte le gioiellerie hanno le vetrine piene di coralli a 100 volte il prezzo del braccialetto...mi sa che era proprio plastica. Cerchiamo la basilica, ma non la troviamo, a chiunque chiediamo ci manda da una parte diversa. Vabeh, andiamo in hotel e poi a mangiare kebab. La sera sto sul balcone a sbirciare nelle finestre delle case di fianco, così guardo un po' com'è la vita tunisina.
Eccomi qua, ancora senza il mio computer, userò le foto del fidato Daryush...se poi chiederà i diritti faremo una colletta.
Innanzitutto il percorso: in totale 10045 km
Dal 22 ottobre 2008 al 12 dicembre 2008
Niente male come auti regalo di laurea.
ecco qua il percorso in Algeria che, grazie al perfetto lavoro di un pool di esperti informatici, ho potuto visualizzare
22 ottobre
Si parte!
Land stracarica e ci si dirige verso il porto. Per un po' guiderà Daryush, dato che non ha mai preso in mano la mia Land e deve fare un po di esperienza.
Ci imbarchiamo e partiamo
23 ottobre
Ci sveglia alle 9:30 una voce dall'interfono la quale annuncia che alle 10 si terrà un'esercitazione di evaquazione e tutti devono parteciparvi...evvai, si inizia alla grande!
Al suono delle sirene ci dirigiamo al punto di ritrovo: il bar di prua...dopo un 10 minuti siamo in 6 in tutto il locale e ci radunano tutti al bar centrale dove non sorpassiamo la cinquantina. L'equipaggio ci mostra come si indossano i giubbotti salvagente e poi, solo i volontari (tra cui ovviamente noi 2) si spostano sul ponte esterno per simulare l'imbarco sulle scialuppe. Ci faranno mica salire su quei cosi penzolanti nel vuoto!!! Per fortuna no, percorriamo semplicemente il ponte e rientriamo...meno male! Alle 4 si attracca...ci precipitiamo giù e siamo i primi ad uscire, svolgiamo le pratiche in un batter d'occhio ed in neanche 15 minuti siamo fuori dal porto! Mai avuta tanta fortuna, nessun controllo, nessuna coda, i primi a passare il cancello!
Ci dirigiamo verso Tunisi, lungo la strada ci sono molti lavori, ma a quest'ora gli operai tornano a casa...tutti in autostop. Un poliziotto fa segno di fermarmi, io inchiodo, ma lui sorride perchè voleva controllare il camion dietro di noi. Arrivati a Tunisi andiamo verso Biserta dove arriviamo in poco tempo e troviamo un alberghetto sul mare. La sera facciamo due passi ed andiamo a mangiare una specie di panino in una pasticceria dove, ovviamente, poi assaggiamo un po' di dolci, tra cui una super tortina al cioccolato.
24 ottobre
Oggi ci dirigiamo ad ovest...mi accorgo di aver dimenticato il cappellino sulla nave...bene! Non mi rimane che il cappello di lana o lo cheche. Dopo aver superato il lago Ichkeul ci dirigiamo a Capo Serrat. In questa zona la Tunisia è veramente verde. Arriviamo alla spiaggia in fondo su strada asfaltata, girettino in spiaggia e poi veniamo notati da qualcuno della zona, ci infiliamo in auto prima che ci raggiunga e ci dirigiamo al faro su una facile pista. Qui sbuca dal nulla il guardiano del faro, con auricolare per cellulare e vestito invernale, noi invece siamo belli leggeri dato il caldo sole ( a parte il cappellino di lana nera arrotolato come un furfante). Parliamo un po con questo gentile signore che ci offre dei frutti rossi da mangiare. Ci porta a fare un giro fino all'altro lato del promontorio (neanche 5 minuti, non sono un grande camminatore) da dove si gode di una bellissima vista ed in tanto ci parla della sua vita: è un militare che vive nel faro con la famiglia, ha qualche strano macchinario a cui badare, ed alleva qualche animale
Dopo essere tornati all'auto ringraziamo il signore e ripartiamo. Torniamo un po indietro cercando l'imbocco della pista per Sidi Mechring ma finiamo nel giardino di una casa. Il proprietario ci spiega che la pista è poco prima della scuola, sulla destra. Presa la giusta direzione ci gustiamo il paesaggio. La pista è facile e veramente bella, sulla costa
In fondo arriviamo ad un villaggio dove, ovviamente, sbagliamo strada e finiamo a casa di un signore che vuole che io visiti un suo parente che ha male all'addome e non mangia, ma io non sono un dottore e non ho la minima idea di che farmaci dagli, e se poi lo faccio peggiorare o questo non capisce le dosi e si scola un pacchetto intero di pillole?! Parlo un pochino e poi riparto. La strada asfaltata era poco distante, bastava andare a destra all'incrocio e non entrare tra le case. Torniamo nell'entroterra, ci fermiamo a mangiare un po' di frutta nel bosco e, come scendiamo dalla macchian, saltano fuori dal nulla tre musicanti: un cantante, uno col tamburello ed uno con uno strano flauto. Gli regaliamo una bottiglia d'acqua, dato che hanno sete, e ripartono verso non si sa dove.
Arriviamo a Tabarka, lungo la strada troviamo uno strano albero
Tabarka è la città del corallo, andiamo a visitare il castello, che ovviamente è chiuso e con un po di ponteggi. Li di fronte, nel parcheggio, c'è un ragazzo che confeziona braccialetti in corallo a prezzi stracciati...a me sembrano tanto di plastica, abeh, ne prendo uno da portare a casa ed andiamo in centro...dove tutte le gioiellerie hanno le vetrine piene di coralli a 100 volte il prezzo del braccialetto...mi sa che era proprio plastica. Cerchiamo la basilica, ma non la troviamo, a chiunque chiediamo ci manda da una parte diversa. Vabeh, andiamo in hotel e poi a mangiare kebab. La sera sto sul balcone a sbirciare nelle finestre delle case di fianco, così guardo un po' com'è la vita tunisina.
