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Namibia 2008

Diari ed Appunti di Viaggio

Messaggioil 21/06/2009, 21:06

Oggi ripenso al mio viaggio dello scorso anno, e volevo condividere il miei ricordi

Diario di viaggio Namibia 2008

Equipaggio: Virus, Piga, Sandy, Chiara
Il Mezzo: Toy FZJ 79 4.5 24V Petrol
Chilometri Percorsi: 6870 km
Fotografa: Chiara

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22 agosto
partenza da monaco alle 21:05

23 agosto
arriviamo a Windhoeck alle 06:30h, all'aeroporto di windohek bisogna armarsi di pazienza, la signora per mettere il timbro sul passaporto si lascia tanto tanto tempo, dopo ca. 1 ora di fila, riusciamo a sbrigare tutto, all'uscita ci aspettava già il Signore della britz con tanto di cartello che riportava il mio nome per portarci al deposito, cambiamo i soldi, e via si parte
Arrivati alla britz, dinuovo fila ad aspettare il nostro turno, dopo oltre 1 ora di attesa, arriva il nostro turno, sbrighiamo tutte le pratiche e ci consegnano il mezzo, un Toy FZJ 79 4.5 Petrol, controllatina al mezzo e via, si parte il viaggio comincia.

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Si va a fare benzina e spesa a Windhoeck, dopodiche ci mettiamo in viaggio per Mariental, dopo ca. 3,5 ore arriviamo a Mariental, la strada percorsa era buona e asfaltata, facciamo un giretto e qui troviamo una bellissima guestfarm, piazzuole pulite e ben attrezzate, si aprono le tende, si accende il fuoco, i 2 cani dei propietari della farm ci fanno compagnia, sono le 18.00h è gia buio una bella grigliata e 2 bottiglie di vino e si va a letto, siamo stanchi la notte in aereo e stata dura..

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24 agosto
Sveglia alle 06:00 colazione, e si parte la meta di oggi è Ai-Ais.
Ci mettiamo in viaggio, la prima meta di questa giornata è il giants playground, un bizzarro giardino di roccia naturale formatosi 170 milioni di anni fa a causa dell'intrusione di materiale igneo nei sedimenti sovrastanti. Facciamo una breve passeggiata lungo il percorso che si sviluppa fra i blocchi di roccia, ma il tempo stringe e una lunga giornata ci attende .Ci facciamo un giretto, vediamo i primi ghepardi, sono in un recinto, e poi ci mettiamo in marcia e ci fermiamo a Keetmanshoop, un giretto nel paese, si va al supermercato, non lasciamo la macchina da sola, scendono marco e mia moglie, e vanno a fare la spesa e a cercare la chiavetta per aprire le bombole del gas, che alla Britz anno dimenticato di darcele, io e chiara rimaniamo in macchina, abbiamo dei bambini intorno alla macchina, chiedono dei doni, gli diamo caramelle e magliette, appena ritornano dal supermercato ripartiamo per Ai-Ais via Seeheim e poi sulla c12.

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Sulla strada dal Fish-river canyon a Ai-Ais, il panorama e mozzafiato, poi la brutta sorpresa Ai-Ais e chiuso, allora indietro al Fish-river canyon, non ci disturba piu di tanto siamo appagati dal bellissimo paesaggio, arriviamo all' hobas camp side, e ci accampiamo la. La temperatura e bassa, cé freddo, accendiamo il fuoco, si mangia, ben parte della roba in frigo e andata a male, il frigo e fuori funzione, alla britz si sono dimenticati di collegarlo, allora da buon landisti, si mette a posto i fili, ma non funziona, il fusibile e morto, si va in cerca di questo, lo troviamo da altri viaggiatori, finalmente funziona, ho preso anche una scossa di corrente.
Prima di andare a letto incontriamo una coppia di ragazzi di Bologna che si uniscono a noi per un paio di giorni, loro anno solo 2 settimane.

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25 agosto
Come tutte le mattine colazione, e pianificazione del viaggio.
Oggi si va alla scoperta del fish-river canyon, Il canyon è lungo 160 kilometri e raggiunge i 550 metri di profondità. La leggenda narra che gli uomini decisero di eliminare il gigantesco serpente Koutein Kooru, che mangiava il loro bestiame. L'animale, strisciando per scappare alla collera degli uomini creò il canyon. In realtà il canyon è costituito da due spaccature, una scavata sul fondo dell'altra. La più antica (che raggiunge i 27 kilometri di ampiezza) è dovuta a movimenti tettonici avvenuti 350-120 milioni di anni fa. La seconda è opera del fiume dopo la glaciazione avvenuta due milioni di anni fa. La vista del canyon toglie il fiato, credo che le foto scattate non siano in grado di trasmettere le sensazioni che abbiamo provato di fronte a quello spettacolo della natura. Si é fatto mezzogiorno e ritorniamo all'hobas.

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Programmiamo il tragitto, la prossima tappa è luderitz, ma non vogliamo farlo su asfalto e quindi cerchiamo l’alternativa. Guardando la cartina, vediamo che cé una stradina che passa da sotto Ai-Ais, per l’orangriver, fino a Rosh-Pinah e da li via Aus
Allora si parte direzione sud, ma prima veloce fare carburante al campside che dista 10 chilometri dall'hobas, questo e bellissimo, ci sono dei relitti di auto d’epoca dappertutto e un bar ristorante.
Nuovamente facciamo la strada per Ai-Ais , si rigusta il panorama, si scende giu ancora direzione noordoewer, dopo ca. 20 chiometri ce la diramazione che passa dentro il letto dell'Orang River, questo e prescritto da un cartello 4x4 only, ci immettiamo in questo letto di fiume, lo attravesiamo, siamo in mezzo al canyon, il panorama e mozzafiato, cé un odore fortissimo di zolfo si percorrono ca. 20 chilometri, sempre rimanendo nel letto del Fiume, ritorniamo sulla strada e tiriamo verso rosh pinah, e poi da li direzione aus. La strada fino a rosh pinah e uno sterratone infinito per ca. 100 chilometri e come sfondo sempre il canyon, da rosh pinah a aus la c13 e asfaltata in 1:45h siamo a aus, si é fatto tardi, e giá buio da oltre 1 ora, sono le 19:00h passate quando entriamo in paese, si pernotta in un mini camping, sembra piú un parcheggio recintato, ma va bene cosí. Si va a cena al bahnhof hotel e poi a letto, siamo stanchi ma soddisfatti, abbiamo visto tantissimo.

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26 agosto ( heroe's day )
La notte e stata fredda, al risveglio cé il ghiaccio, si fa colazione e si riparte per Luderitz, Dieci chilometri oltre Aus avvistiamo i famosi cavalli selvaggi del deserto, gli unici esistenti al mondo in grado di adattarsi al difficile ambiente desertico, la strada e asfaltata e veloci siamo a luderitz, ci fermiamo peró prima a Kolmanskopp (Citta fantasma) Passeggiando tra quel che rimane delle case ci sembra di venire catapultati nel passato, anche se ci vuole parecchia immaginazione per pensare che fino a pochi decenni fa questa è stata una fiorente e vivace cittadina di ben 1600 persone. La sabbia ormai si è impadronita degli edifici abbandonati, alcuni dei quali non sono accessibili perchè pericolanti. Visitiamo i vari edifici tra cui il casinò, la sala con le piste da bowling, il teatro, un negozio, la macelleria e ghiacciaia, la panetteria, l'ospedale e le abitazioni delle principali figure di Kolmanskop: il direttore della miniera, l'architetto, il contabile, l'ingegnere, il furiere e i medici.

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Ripartiamo, e dopo 20 minuti siamo a luderitz, si va ha pranzo da Rizti, una bella mangiata di pesce, dopo per digerire, trascorriamo qualche ora del pomeriggio girando un pò in auto, tra Lüderitz, Diaz Point , mentre i ragazzi di bologna ripartono per sussusveli.
Il paesaggio è davvero sorprendente: mare blu, il mare e molto agitato, a destra le propaggini meridionali del deserto del Namib che si tuffa direttamente in acqua e a sinistra la costa spoglia e monotona della baia. Pensiamo che non molto sia cambiato da quando gli esploratori sono giunti qui più di 500 anni fa. Ci arrampichiamo sul promontorio di Diaz Point su cui si erge la famosa croce e da cui si gode di un ottimo panorama. Lo sguardo va poi inevitabilmente a finire sul pittoresco faro e sulle otarie che faticano a stare aggrappate alle rocce infrante dal mare che si è fatto burrascoso Ci fermiamo al bar sulla spiaggia e ordiniamo un bicchiere di vino, i corvi ci fanno compagnia, uno si beve il vino di marco, immenge il becco piu volte nel bicchiere, stiamo li un pó e poi ritorniamo in citta, fa freddo e ce vento, cerchiamo un alloggio, troviamo una pensioncina, i propietari sono tedeschi, siamo contenti di avere una vero bagno, si va a mangiare di nuovo da Ritzi e poi a letto
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Messaggioil 21/06/2009, 21:08

27 agosto
Sveglia alle 07;00 colazione, saluti e si riparte, una breve sosta allo shop e via, il tragitto di oggi e lungo oltre 500 chilometri direzzione sususveli, si ripassa per aus, ma prima una breve tappa a gorub wilde houses, . Ci fermiamo per un po' al nascondiglio allestito da alcuni appassionati e da lì ammiriamo i cavalli all'abbeverata. si fa carburante a Aus, lasciamo l'autostrada e prendiamo a nord la pista che sale verso Helmeringhausen, si fa una breve sosta in questo posto, poche case una banca, uno shop , una officina e un stupento camp loodge, il tipo che lo gestiva era un po particolare, ma é veramente un bel posto, si beve un caffe, un panino e si riparte, imbocchiamo la D 826 che ci porta ad un castello ( duwisib castle ), la strada e buona, si parla sempre di sterrato, e la nostra toyotona cammina e beve, non si riescono a fare più di 800 km con 150 litri di benzina.

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Qui il paesaggio si dipinge di verde e le praterie sono incorniciate da basse colline. La vegetazione e l'ambiente cambiano in continuazione: si passa dai toni accesi del verde, al marrone delle zone più aride, per finire con il rosso delle prime dune del deserto, Giungiamo a Sesriem alle 17:00h, un giorno prima di quanto avessimo programmato, il camp era sta gia prenotato, anche se dire il vero cé ne eravamo dimenticati, si aprono le tende e si accende il fuoco, oggi faggiolata, salamelle di struzzo e verdure, le solite 2 bottiglie di vino non mancano e la birretta intorno al fuoco da digestivo, mentre programmiamo il giro di domani, uno sciacallo si avvicina alla macchina, e senza accorgene, trancia la busta dei rifiuti e se ne scappa con l'avanzo della salamella, verso le 19:00h passano da li anche i 2 ragazzi di bologna, che ci anno fatto compagnia fino a luderitz, parliamo un pó e poi ripartono.

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28 agosto
Oggi sveglia alle 04:20h vogliamo vedere l’alba sulla duna45, Il deserto si estende tutto intorno a noi, regalandoci, ad ogni curva, un'emozione diversa. Il sole scalda le dune alla nostra sinistra creando dei giochi cromatici che variano dal color albicocca, all'arancione, al rosa. Le dune alla nostra destra sembrano invece più chiare, un misto di beige, sabbia e crema, ma sappiamo benissimo che è solo questione della posizione del sole. Saliamo sulla cima della duna 45; ogni passo ci regala una nuova emozione, ma è quando siamo sulla sua morbida vetta che veniamo travolti da una sconfinata sensazione di libertà. Tutt'intorno ondeggia un mare calmo di dune e noi,. Verso le 07:30h ripartimo per Sossusveli ca. 65 km, su questa via, siamo stati avvisati che gli ultimi 4 chilometri possono essere insidiosi, per me é la prima volta che vedo il deserto, guido anche su sabbia per la prima volta e ci scappa anche la mia prima insabbiata, si riesce ad uscire con pochi colpi di pala, ok principiante delle sabbie ;D

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Si riparte per il sesriem canyon, ci giriamo dentro a piedi, e indescrivibile.......

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Nel primo pomeriggio ripartiamo per Solitaire, la strada e polverosa, vediamo dei cocomeri selvatici, ci fermiamo e ne assaggiamo uno, e amaro come il veleno, a solo la forma die nostri ma non il sapore.
Arrivati a Solitaire facciamo il pieno e ci alloggiamo al Solitaire guestfarm, e un bellissimo camp, li cè un springbock che si fa accarezzare, e piccolino...
Laviamo i panni sporchi e ci rilassiamo, e abbastanza presto, sono le 15:00h, accendiamo il fuoco per scaldare l’acqua della doccia e poi si va ha cena, il menù di oggi dovrebbe essere, Orice, verdure, antipasti, Marco e Chiara vanno su una altura a vedere il tramonto, io e mia moglie restiamo al campo ;-)

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29 agosto
Oggi si va a Swakopmund e Walvis bay e Sandwich harbour.
Partimo con calma, questo campeggio é bello, la cena di ieri sera e stata fantastica, l'ambiete e affascinante, tutto in stile africano, curato in tutti i particolari, le piazzuole sono grandi, e anno un bagno per ogni piazzuola. Si accende il fuoco, facciamo colazione, mettiamo tutto a posto e si parte, ci sono 220 km di strada, l'andatura e lenta, la strada (c14) non è delle migliori ma riusciamo a tenere gli 80 kmh, ci si ferma ogni tanto a fare delle foto, oggi guida marco e io mi bevo un paio di birrette
Arriviamo alle 12:00h a Wavis bay, e una grande cittadina, si va in Banca per cambiare i soldi, ma sono tutte strapiene, con tanta pazienza ci riusciamo, dopo ci viene detto che e giorno di paga e per questo le banche sono affollate. Facciamo i permessi per sandwich harbour, ma oggi e tardi si rimanda a domani, rincontriamo nuovamente i ragazzi di bologna, resteranno con noi fino a domani, a questo punto si decide di andare al pelikan point, si fa un giretto tra le saline di walvis bay, ma a un certo punto finisce la strada, niente di particolare, si riparte per trovare un posto per accamparci, qui l'ambiente non è dei più sicuri, e poi ce tanto vento, allora si decide di pernottare a Swakobmund, si riparte sono 30 km, swakobmund e particolare, molto carina, si và a fare shopping, la spesa, e una passeggiata dopodichè cercare un posto per dormire, ci viene consiglato il camping sulla spiaggia, che é protetto dal vento, e molto bello, ho accesso a internet :-)

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30 agosto
Sveglia presto, cè una umidità pazzesca, le tende sono bagnate, si fa il caffe e ripartiamo, riandiamo a walvis bay, cerchiamo di andare a vedere il relitto a sandwich harbor, siamo in compagnia di claudio e la sua ragazza, oggi e il mio turno di guida, il percorso e descritto difficile, entriamo nello sterrato, attraversiamo le saline, ce odore di zolfo, la strada e difficile capirla, non ce nè!!! Seguiamo delle ruotate che ci portano sulle dune, sgonfiamo le gomme, sono difficili, ma passiamo, risgonfiamo ancora, il toyo non è cosi esuberante, troppo peso, ma poverino và. Continuiamo la nostra avventura, il percorso diventa sempre peggio, i nervi sono tesi, si guida con calma, senza fare sbagli, il mezzo non lo permetteva, seconda troppo corta e la tenza non la regge. Arriviamo a un punto dove non si prosegue, ci sono dei pescatori del posto, ci aiutano a fare manovra per ritornare, lo spazio e ristretto e siamo sulla spiagia , il mare sale e la spiaggia diventa sempre + stretta, i pescatori ci dicono che è impossibbile arrivare al relitto, le dune sono troppo soffici e si passa solo con i quad, ma anche solo fino a le 13:00 dopo e impossibile, cerchiamo il ritorno, piano piano andiamo, percorriamo la spiaggia, diventa sempre pià stretta le gomme toccano in certi punti il mare, risaliamo e arriviamo sulla sabbia desertica, vediamo un mezzo, e chiediamo come si prosegue, erano dei tedeschi che vivono qui, lui e un giornalista fotografo del giornale AZ namibia parliamo per un pò e ci invita a seguirlo, ci spiega i punti dove si rischia a passare, arriviamo a un punto e ci dice di correre e poi di saltare, lui lo fa, e va giù fino alle ginocchia, scherzando ci dice, vai con la macchina e vedi cosa succede, si prosegue e ci fanno fare una strada non cosí difficile come l’andata, ogni tanto si ferma a fare foto agli uccelli, finalmente usciamo, ci invita a seguirlo ancora, ed ecco che ci porta sul vero pellikan point, da dove ci siamo fermati noi ieri, distava ca.30 chilometri, appena arriviamo al faro ci sono migliaia di otarie, ci fa fare delle foto bellissime, alla fine ci riporta a walvis bay, lo ringraziamo, rigonfiamo le gomme e si riparte, eravamo in giro da 7 ore per 130 km. Stanchi riprendiamo il viaggio, vogliamo arrivare a Cape cross, 180 km immezzo al nulla, solo deserto, arriviamo a cape cross dopo le 17:00h, qui non ci fanno entrare, e non cè niente, apparte un looge. Ci fermeremo li, e l’unico nella zona.

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Messaggioil 21/06/2009, 21:10

31 agosto
Sveglia alle 06:30h, colazione al looge, e via, le otarie non le vedremo qui, il parco apre alle 10:00h, le otarie le abbiamo viste a Walvis bay, non vogliamo perdere 3 ore ad aspettare, e così si riparte per il Damaraland, via torra bay e poi khorixas, visita alla foresta pietrificata e twyfelfontain., sono le 09:00h e siamo all'ingesso al parco della Skeleton Coast prevede il pagamento di un ticket. Ci fermiamo quindi per pagare e per fare l'immancabile foto davanti al cancello di ingresso dominato da due grandi teschi ed incorniciato da una coppia di costole di balena. La strada che corre lungo la costa è piuttosto agevole, anche se un po' insidiosa perchè ricoperta dallo strato di sale trasportato dalla nebbia. L'atmosfera è proprio come ce la immaginavamo, grigia e malinconica, soprattutto agli occhi di chi, come noi, è ormai da giorni abituato ai cieli tersi e al sole splendente della Namibia meridionale. Non manchiamo di fare qualche pausa ogni qualvolta un cartello indica la possibilità di svoltare per scrutare verso qualche relitto di nave arenata sulla spiaggia, ne vediamo una, per la verità non molto interessante, ma la Namibia ha il potere di rendere tutto interessante così come una magia anche la nebbia avvolgente della Skeleton Coast riesce a caricarci di entusiasmo.
Continuiamo il nostro viaggio fino a torra bay, ci venne detto che era chiusa, ma volevamo vederlo.
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Continuiamo il nostro viaggio per la c39 direzione khorixas , la c39 e tutta sterrata, non delle migliori, la percorriamo fino a twyfelfontein, dove poi ci accamperemmo, visitiamo le organ pipes, Canne d’Organo e le scritture rupestre
le canne d’organo si trovano in una piccola gola, lungo la quale si trovano colonne di basalto che assomigliano a delle canne d’organo, sono perpendicolari alla base di una gola. Queste rocce furono formate 120 milioni di anni fa, quando la dolerite, raffreddandosi, si suddivise in colonne alte sino a 5 metri. le scritture rupestre riproducono gli animali della regione. Si tratta di raffigurazioni di animali: elefanti, rinoceronti, giraffe e leoni; disegni geometrici e qualche raffigurazione umana.
I temi comprendono il ruolo delle donne e degli uomini, battute di caccia e pratiche di medicina naturale.
Finito in nostro giro andiamo ad accampparci al camp xaragu, il camp e bellissimo, e si magia bene, alla sera dopo la cena a base di kudu, ci rilassiamo intorno al fuoco.

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01 settembre
Ci si rimette in viaggio, oggi ci fermeremo a kamanjab, lungo la strada visiteremo la foresta pietrificata, si arriva al pargheggio, entriamo in ufficio e prendiamo la guida e che ci porta a vedere la Petrified Forest, un veld aperto cosparso da tronchi lunghi fino a 30 metri, con una circonferenza che raggiunge i sei metri, che si calcola risalgano a 260 milioni di anni fa. Dal momento che non vi sono né radici né rami, si ritiene che questi tronchi siano arrivati qua in seguito ad una gigantesca alluvione. Vi sono circa 50 tronchi, per la maggior parte della famiglia delle gimnosperme, come le conifere, le cicadacee e le welwitschie. Alcuni di questi tronchi sono sepolti nell’arenaria, mentre altri sono perfettamente pietrificati nella silice con tanto di corteccia e di anelli.
finito il tour ci si rimette in viaggio dopo ca.10 km, ce un tipo con la famiglia che ci ferma e ci chiede aiuto, ha una gomma a terra, non ha il compressore, io e marco lo aiutamo, mentre sandy e chiara, regalano delle magliette ai bambini, gli danno acque e delle mele, la gomma di scorta che ha il tipo e stravecchia, si vedono le tele, gli alziamo la macchina con la binda e gli mettiamo la gomma a posto, ripartimo, ci sentiamo bene, abbiamo dato una mano a una famiglia in difficolta, ci aveva detto che era da ore li, ma che nessuno si é fermato ad aiutarlo, arrivati a khorixas facciamo gasolio e spesa, khorixas e molta affollata, ci sono un sacco di persone in giro, compriamo una tanica da 20 litri di benzina e si riparte

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Arriviamo a kamanjab e ci fermiamo a otjitotongwe cheetah camp, e veramente bello il propietario ci fa accarezzare i ghepardi, e una bella emozione, avere un gattone a pochi centimetri :-), dopo andiamo al camp, alle 16:30h verrano a prenderci e ci porteranno dai ghepardi selveggi,
Armati di 2 bidoni pieni di carne si va a dargli da mangiare, nella tenuta ce ne sono 19, e una bella esperienza vederli li, che impressione vederli mangiare. Al ritorno difronte alla nostra tenda cè un altro recinto dove ci sono 2 ghepardini e la mamma.
Il bar del campo e molto particolare, sui muri ci sino attaccate le orecchie e la proboscide di un elefante, la pelle di un pitone di ca.4 metri inclusa di mandibola, ce anche un teschio li leone , molto bello, ci facciamo una techila e si va alla nostra piazzuola.

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02 settembre
Sveglia alle 06:00h colazione ci dirigiamo verso Opuwo, da dove comincerà la nostra visita ai villaggi Himba.
Arriviamo a Opuwo nel primo pomeriggio, la prima tappa è al supermercato, e poi andiamo a rinfrescarci al campside.
Io e Marco facciamo ancora un giro tra le capanne, vediamo come passano il tempo le persone residenti in queste capanne. La città non ha niente a che vedere con quelle viste fino ad ora, in particolare Swakopmund e Windhoek. Qui la povertà si vede, ma in un certo senso la potrei definire dignitosa.

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3 settembre
Partiamo alle 08:00h per le epupa falls, impieghiamo ca. 3 ore, sul tragitto vediamo molti villaggi, dopo ca. 3 ore arriviamo alle Epupa falls, alloggiamo al Epupa campside, e sul fiume, difronte alla sponda del fiume cé un coccodrillo, facciamo 200 metria piedi e si sono le cascate, facciamo un giretto dentro il mercatino e poi ritorniamo al campo. Facciamo una doccia e apriamo le tende, prepariamo tutto per la cena, il camp e molto bello, accendiamo il fuoco e grigliamo le bistecche di kudu che abbiamo comprato a khorixas, domani visiteremo i villaggi Himba e ci dirigeremo verso sesfontaine

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4 settembre
Sveglia alle 06:00h colazione e si parte, il giro prevede un visita ai villaggi Himba di otjitanda e etanga,dopo ca. 30 km ci fermiamo a un villaggio, dove il capo tribú ci invita a visitare il villaggio, ci sono donne e bambini, Le donne hanno mantenuto il delizioso e inconfondibile abito tradizionale, che consiste in una minigonna di pelle di capra e gioielli realizzati con conchiglie, pelle e ferro rivestiti di ocra e fango. I capelli sono divisi in ciocche ricoperte di terra e sembrano fatti di argilla. Sul capo portano una sorta di coroncina che sta ad indicare che sono diventate adulte e sono pronte per il matrimonio. Ma la loro caratteristica principale è la maschera di burro, cenere e ocra con la quale si cospargono il corpo al fine di contrastare il naturale invecchiamento della pelle. Prima di congedarci le donne e i bambini mettono i loro oggetti da vendere a terra, in 5 minuti anno preparato un mercatino, compriamo degli oggetti e distribuiamo caramelle ai più piccoli.

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Rifacciamo la stada di ieri fino a otjijsnjasemo il percorso e più lungo di 50 km, la strada e molto accidendata e stretta, ma poco importa, si prosegue lenti, la media e di 30 kmh, il percorso diventa sempre peggio, si sale a una quota di oltre 1800 metri, arriviamo in alto cè un brutto passaggio su roccia, e impegnativo, ma ce la facciamo, ormai siamo a otjitanda, 55 chilotri percorsi in 4 ore, impieghiamo un altra ora e mezza per 30 chilometri fino a etanga,, e per i 95 restanti a opuwo , ancora una ora e mezza, compriamo qualcosa al supermercato a opuwo e ci rimettiamo in macchina direzione sesfontaine.
Sono le 17:00h, e tardi, speriamo di farcela, mancano 150 km, diventa molto presto buio, lo strerrato fino a sesfontaine e pieno di sali e scendi, i fari non illuminano bene il percorso, dopo ca. 70 chilometri vediamo un cartello che ci indica un camp, allora si decide di andare li, è il camp ausicht, dove ce una miniera di Rame e di Dioptasio, il propietario e un tedesco, nativo namibiano, il camp e molto bello e spartano, la doccia e un capanno con un secchio e la rosa della doccia, per l'acqua calda si deve accendere in fuoco sotto il serbatoio dell'acqua, dobbiamo farci da mangiare, pensavamo di trovare qualcosa con ristorante dopo le 12 ore di macchina, ma niente.
Facciamo veloce il fuoco e si cucina le bistecche di kudu, una frittata di 6 uova e dei piselli, stiamo una oretta intorno al fuoco e poi a letto.
Oggi abbiamo visto tanto, il percorso e stato molto impegnativo, ma tutto bellissimo, siamo anche entrati in un villaggio Himba, dove di anno fatto visitare le loro casette.

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5 settembre
Oggi sveglia tardi, sarà una giornata relax, visitiamo la miniera di dioptasio, parliamo un pochino con il propietario dove ci consigllia di lasciare stare sesfontaine, e di andare direttamente a palmwag, Appena fuori cominciano a comparire villaggi tradizionali, per lo più villaggi herero, dove le persone vivono in capanne di legno e si dedicano all'allevamento di capre e mucche. Per la strada incontriamo molte persone a piedi o a bordo di traballanti e precari carretti trainati da asini. Il percorso fino a palmwag è lungo e accidentato e si sviluppa attraverso un continuo saliscendi che mette a dura prova il nostro fuoristrada e la nostra schiena. Il paesaggio è comunque incantevole e muta con grande vivacità. Siamo infatti una delle regioni più incontaminate e selvagge
Dopo ca. 2,5 ore arriviamo al palmwag campside.
Subito una bella doccia e poi relax

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Messaggioil 21/06/2009, 21:12

6 settembre
La serata al palmwag camp e stata vissuta in relax, abbiamo cenato al ristorante e poi intorno al fuoco fino alle 23:30h poi tutti a letto
Partiamo stamattina alle 08:00h, facciamo il pieno di benzina e ci dirigiamo verso l'etosha, facciamo una sosta alla macelleria di kamajab, dove siamo già stati settimana scorsa, riempiamo il frigo e si riparte, da qui proseguiamo per la c40, e tutta asfaltata, ma lungo la strada facciamo una sosta a Outjo, una delle cittadine più vivaci che abbiamo incontrato. il caldo e tremendo , la media e di 37gradi all'ombra, all'epupa abbiamo toccato i 45 gradi,
Alle 15,30 siamo all’ingresso dell'Etosha National Park , (siamo un giorno in anticipo) esbrigate le formalità d’accesso, ci diamo immediatamente alla caccia di animali. Non passano 5 minuti e vediamo i primi leoni, sono 4, 3 leonesse e un maschio, giriamo ancora un pò e vediamo 2 elefanti, zebre antilopi vari e giraffe ce ne sono tanti, ritorniamo al camp, prepariamo in campo e ceniamo, alla sera si va a vedere la pozza del campo, ci sono i rinoceronti neri, tantissime zebre, e sprimbock, kuku, gnu e orici , si va a letto sono le 23 passate.

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7 settembre
siamo al camp' okaukuejo, ci svegliamo poco dopo le 06:00h, facciamo colazione e si parte, alla ricerca degli animali, abbiamo la fortuna di avvicinare tantissime specie diverse di animali. Gli incontri ravvicinati con zebre, springbok e orici sono all’ordine del giorno. Tra l’altro, questi animali sono qui molto più inclini a farsi fotografare, forse perché più abituati alla presenza umana, rispetto a quelli in libertà. Anche la comunità di giraffe è piuttosto numerosa. Ci rendiamo conto della presenza di questo elegante animale quando incontriamo alberi dalla chioma spoglia nella parte superiore. Le pozze ci regalano momenti indimenticabili, tanto che ci sembra di essere i protagonisti di un documentario: giraffe che si inchinano per bere allargando le zampe con difficoltà, zebre, elefanti che si immergono nelle pozze e le prosciugano con la loro proboscide.
proseguiamo il nostro percorso verso il secondo camp, l'halali, verso le 12:ooh decidiamo di andare al camp, di darci una rinfrescata in piscina e poi ripartire verso le 16:00h, facciamo un bagnetto nella piscina, l'acqua è gelata, stiamo li una oretta, facciamo uno spuntino e aspettiamo che si fanno le 16:00h .
Ripartimo, e dopo 20 minuti lo vediamo, un bellissimo esemplare di leone maschio, sta sotto una pianta all'ombra, lo ammiriamo per una buona mezz'ora, ma poi se ne va, abbiamo cercato di seguirlo,ma nella steppa lo abbiamo perso, ritorniamo al camp, ceniamo, e andiamo alla pozza notturna del campeggio, ma li ci sono solo 2 rinoceronti, stiamo 10 minuti e ritorniamo al camp, ci beviamo un po di vino intorno al fuoco e si va a dormire

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8 settembre
La mattinata comincia bene. Alle 08:00h avvistiamo il primo branco di elefanti, dovrebbero essere oltre i 20, grandi e piccoli, poco più avanti ci sono 2 leoni maschi, continuiamo il nostro giro nell'etosha, oggi usciamo dal parco, ma strada facendo incontriamo un elefante, riusciamo ad avvicinarci, lui mangia a bordo della strada, e noi siamo a pochi metri

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Usciamo dall'etosha, ma prima di uscire ci fermiamo per una mezz'ora al namutomi, al terzo campeggio del parco, piccola pausa e via, ci dirigiamo verso grootfontain, ci fermiamo nella cittadina a metà strada, a tsumeb di preciso, facciamo la spesa, un giretto in citta e ripartimo, arriviamo a grootfontain verso le 16:00h, ci fermiamo alla guest farm (die krall)
Il posto e piccolo ma accogliente, ci parcheggiamo tra gli alberi di agrumi, un buon profumo ci accompagna per tutta la serata, alla sera mangiamo con i propietari, si mangia filetto di elan, con patate e piselli, e buonissimo, il propietario ci racconta un po di storie della sua vita, sia da cacciatore che da soldato e poi si va ha letto

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9 settembre
Dopo una abbondante colazione, ci mettimo in viaggio, ci dirigiamo verso il waterbergpark, ci fermiamo a vedere un vecchia locomotiva e un allevamento di coccodrilli a otjiwarongo, nella fattoria ci spiegano un po tutto sui coccodrilli.
Ci rimettiamo in viaggio e dopo 2 ore arriviamo al waterberg park, ma non rimaniamo, il parco non ci piace,e non si puo girare con il propio mezzo, ripartimo e ci dirigiamo verso il Meteorite di Hoba
Nella fattoria di Hoba, 25 km. a Nord-est di Otavi, si trova il Meteorite di Hoba, uno dei più grandi che siano mai arrivati sulla terra, quasi 80.000 anni fa. Fu scoperto da un cacciatore nel 1920: si tratta di un corpo che pesa circa 60 tonnellate, di forma cubica, lungo e largo quasi tre metri e spesso oltre un metro, formato prevalentemente di ferro, nichel e cobalto.

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Finito la visita al meteorite ci mettiamo in cerca di una guest farm dove ci fanno da mangiare, dopo parecchi chilometri ne troviamo una, si chiama outeniqua guest farm e uno spettacolo, dormiamo in un bungalow, ce la piscina, e un panorama mozzafiato, ci rilassiamo, a dir la verità ci serve un po di relax, la namibia e bellissima, i chilometri fatti sono tanti, oggi abbiamo superato la quata di 6300 km,abbiamo visto di tutto, costa, deserto, montagne, canyon, fiumi, steppe infinite, animali, popoli di himba, la poverta a opuwo, siamo entrati nei villaggi himba, abbiamo portato loro dei doni, come zucchero e farina, abbimo regalato vestiti ai bambini incontrati per strada,i sorrisi dei bimbi non si dimenticano facilmente., e una esperienza bellissima, la umilta che possiedono, posto fantastico.
Sono seduto davanti alla piscina, e cerco di elaborare tutto quello che ho vissuto in questi giorni, ma e tantissimo :-)




10 settembre
Abbiamo deciso di rimanere ancora un giorno qui alla outeniqua guest farm, per il servizio dato e l'umiltà del propietario, L’ultimo assaggio di Africa lo prendiamo al mercato di Okahandia, dove rimaniamo per due ore ubriacandoci di voci e tentativi di contrattazione che ci colpiscono da tutte le parti. Sfiniti, lasciamo le bancarelle con il portafoglio vuoto e le valigie piene di statuette, maschere, cestini, posate… ricordi bellissimi di un viaggio indimenticabile. adesso ritorniamo alla farm e passeremo li il pomeriggio.
Oggi cena a base di gulasch di kudu, riso e verdure, siamo stati stati intorno al fuoco fino alle 23:00h e poi a letto, domani ci avvicineremo a windhoeck, rimangono ancora 2 giorni al nostro ritorno, diamenticavo i due cagnolini del propietario, che ci anno fatto divertire fino a sera, 2 giocarelloni, che anno conquistato il nostro cuore. Domani sara dura spostarsi in avanti, questo posto ci mancherà, siamo stati davvero bene.

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11 settembre
Ci mettiamo in viaggio, ci fermiamo nuovamente a okohandja , visitiamo una tenuta, dove allevano struzzi e coccodrilli poi ripartiamo e andiamo in paese mangiamo un panino e ripartiamo per Windhoek.
Dobbiamo cercare un alloggio, ma la fortuna non è dalla nostra parte, tutti quelli che vediamo sono al completo, siamo arrivati a windhoek, abbiamo visto tanti looge e farm, ma niente posto, alla fine ci siamo fermati ad un hotel, sono le 19:00h e non è bello girare in citta di notte, ci ha anche fermato la polizia, che ha fatto di tutto per farci lasciare qualche dollaro
12 settembre
E si il viaggio e finito, facciamo colazione , ci stupiamo di come possano essere già trascorse tre settimane dalla nostra prima notte in Namibia.
Trascorriamo la giornata passeggiando per le vie del centro, dopo aver lasciato il nostro fuoristrada alla Britz.
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Ci rendiamo conto solo ora di non aver mai bucato, nonostante le nostre escursioni nel letto del fiume e nei villaggi sperduti degli Himba. Forse siamo dei privilegiati, dal momento che lungo le strade abbiamo spesso incontrato cerchioni e copertoni abbandonati.
Alloggiamo per questa notta al kalahari sand hotel
Conclusione
Un grazie particolare va propio a marco e chiara che anno reso cosí particolare questo viaggio.
Salutiamo la Namibia con le lacrime agli occhi e, nonostante la malinconia cominci già a farsi sentire, siamo certi di aver visitato uno dei luoghi più belli al mondo
Ciao Namibia
Virus
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Messaggioil 21/06/2009, 23:41

Per ora ho guardato le foto...ma poi lo leggerò!
Bel viaggio! Complimenti
Marcotto
 
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Messaggioil 22/06/2009, 18:12

Hai detto bene Virus.....è uno dei paesi più belli e conservati. Si può vedere tutto quello che mamma Africa può offrire in un solo viaggio. Grandiosi paesaggi,spiagge,deserto,
animali e parchi,belle popolazioni e città supermoderne. Assolutamente da vedere. ciao giba
giba foto
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Messaggioil 29/06/2009, 9:04

Martino,
adesso so dove andare l'anno prossimo! Anzi se ci vuoi tornare magari si va assieme...

Andrea
Attento a ciò che chiedi, perchè potresti ottenerlo.
Guybrush Treepwood
 
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Messaggioil 29/06/2009, 9:19

Ti rinnovo i complimenti che già t'ho fatto alla Pizzata Insubre: bellissimo viaggio e bellissime foto!
Ipocrisìa – Simulazione di virtù e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole.
Gegio
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Messaggioil 30/06/2009, 0:31

Ho finito ora di leggere....che viaggio stupendo!! E complimenti per le foto!
Davide

L'é megio avei e braghe sguaræ 'nto cù che o cù sguaròu 'nte brâghe
David
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Messaggioil 16/07/2009, 11:17

bellissimissimo...
ma non ho capito come mai le belve selvatiche si lasciano toccare o vengono a mangiare nelle mani :74
saluti. luca
discololuca
 
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