DONNA DEL LAGO TCHAD - con la bella acconciatura - olio su tela 40 x 50
Lo sguardo fisso sull'interlocutore pare la sfida di chi non gradisce l'invadenza.O forse è un modo per enfatizzare la propria bellezza senza darlo a vedere. L'acconciatura mette in risalto una fronte altissima che concorre a rendere intelligente l'espressione del viso. Le sottili treccine, l'anellino al naso, i monili, la veste grigia ornata di delicati motivi rosa testimoniano il suo gusto raffinato. La figura occupa l'intera scena lasciando spazio solo ad una luce abbagliante che annulla la linea dell'orizzonte. Intorno a lei, fuori dal quadro, una calca di uomini, donne e bambini che si alternano al pozzo per riempire le ghirbe di pelle di capra.

FATIMATAH - bella ragazza dell’Air - olio su tela 30 x 40
Siamo nel massiccio dell’Air, in Niger, fuori da ogni pista cammelliera. Fatimatah e le sue quattro sorelle sono le uniche presenze umane nel raggio di 100 chilometri. Gli uomini sono impegnati in un’Azalai (carovana del sale), che li terrà lontani per un lungo periodo. Le ragazze appartengono all’etnìa touareg, dove la posizione della donna è di assoluto primo piano. Nell’opera l’autore ha inteso rendere esplicita l’assoluta spigliatezza del soggetto, per nulla a disagio per l’invadenza dell’osservatore.

CONTRASTO - bimba touareg con cucciolo di husky - olio su tela 30 x 50
La bambina è una Touareg Kel-Férouan i cui tratti somatici tradiscono la forte presenza di sangue haussa o comunque sudanese. Questo fatto rende la scena ancor meno probabile ed accentua il contrasto tra i soggetti. Il cucciolo è infatti un husky il cui habitat dovrebbe collocarsi almeno cinquanta gradi di latitudine più a nord. Ma i deserti freddi o caldi in fondo si somigliano tutti. Quando le grandi distese del Sahara sono inondate dalla luce metallica della luna e la sabbia assume il colore della neve, il piccolo husky si sente a casa propria.

FRATELLINI CURIOSI - ci osservano dalle rovine di Assodé - olio su tela 40 x 60
Appoggiata al vecchio muretto di sassi e argilla che segna l'ingresso dell’antica capitale dell’Air, la ragazza osserva l'intruso sul quale mantiene il vantaggio della posizione controluce. Il fratellino pare decisamente più ospitale, ma per ragioni di gerarchia deve accontentarsi di una posizione di secondo piano.
Il quadro ha un'impostazione classica con la figura centrale che gestisce le tonalità più decise, mentre il muretto e l'ombra violetta in primo piano bilanciano la luminosità dello sfondo.

UNA MADRE TOUAREG - donna e bambini di Taghouji - olio su tela 70 x 100
Nei pressi dell'"Arbre du Ténéré", dove un pozzo profondo garantisce la presenza dell'acqua, una famiglia Touareg staziona durante il lungo trasferimento all'oasi di Fachi. La donna ed i figli sostano sulla flebile traccia della pista, in attesa di un improbabile viaggiatore. La scena, nonostante la diversità dei personaggi, richiama alla mente l'immagine della "fuga in Egitto" ed è permeata di una certa drammaticità. La struttura della composizione vuole le figure in posizione centrale, ordinate su piani sovrapposti. Il lacero cappotto del figlio più grande focalizza l'attenzione dell'osservatore favorendo la scomposizione dei piani e producendo un effetto tridimensionale

L’ALLEGRA FAMIGLIA - touaregs dell’Adrar des Iforas - olio su tela 40 x 50
La fame e la siccità non hanno guastato l'umore di questa famiglia Touareg che continua malgrado tutto a sorridere. La donna si copre il viso non per motivi di tradizione religiosa, ma semplicemente per timidezza. Lo stesso atteggiamento assume il bambino più grande che, sorridente, si nasconde dietro la gandura del padre. L'unico imbronciato è il bimbo piccolo che non comprende i motivi di tanta allegria. A rendere la scena più divertente è lo chèche malamente avvolto sul cranio dell'uomo, che scende di traverso fino a coprire gli occhi e la radice del naso.

SIMBIOSI - nobile touareg col suo mehari - olio su tela 40 x 60
L'immagine del cavaliere velato non può essere disgiunta da quella del suo gibboso mezzo di trasporto: il mehari (dromedario da sella). Con il collo arcuato ed il muso sempre puntato verso l'alto, il mehari osserva il mondo circostante attraverso la feritoia creata dalle palpebre socchiuse, ornate da lunghissime ciglia. La mascella impegnata in un moto perpetuo orizzontale e le labbra atteggiate in una sorta di sorriso sardonico gli conferiscono un'espressione enigmatica. E' stupido o intelligente? Generoso e sincero o egoista ed infingardo? L'unico in grado di capirlo, forse, è il personaggio che vive con lui: il Touareg

OSSERVANDO L’AMICO - touareg di spalle con la takuba - olio su tela 70 x 100
Nella luce abbacinante del mezzodì, quando le ombre si accorciano fino quasi ad annullarsi, due figure si muovono nell'immensità del Ténéré. L'uomo porta alla cintola un largo cinturone di cuoio dal quale pende la Takuba, inseparabile protagonista dell'era delle grandi scorrerie. Sullo sfondo, velata dalla sabbia in sospensione, la figura dell'amico: il levriero del deserto, straordinario ausiliare per la caccia alla grande antilope Addax. Ma non è tempo di caccia; l'uomo e l'amico sono in viaggio verso Agadez, dove venderanno la pietra nera del Termit, antidoto contro il veleno della terribile vipera ceraste.

Precisazione importante: non ho nessuna finalità commerciale, perché i quadri che vi mostro sono tutti venduti o appartenenti a collezioni private.
Se i soggetti vi piacciono, posso pubblicarne altri.
Saluti a tutti i nostalgici del Niger.....
Giovanni






