Tunisia 2010:
Cari amici, forse è arrivato il momento di scrivere qualcosina.
Mi sono aggregato ad un gruppo assortito per benino, ma questo l'ho scoperto solo sulla nave che ci ha portati a Tunisi con partenza da Genova.
Sarà strano ma l'arrivo al porto mi ha già caricato all'inverosimile...i nostri mezzi, a parte le berlinette francesi che se ne tornavano a casa, erano le meno allestite, assettate, le meno tutto. Camion di supporto, Hummer 1, Defender da paura...insomma di tutto...si dai, anche Toyota...
A chi ha fatto del viaggio in genere un suo stile di vita le pratiche per l'imbarco sembreranno noiose. A me invece son piaciute da impazzire. Ho avuto anche la fortuna di incontrare un mio amico del forum che partiva per la Libia e che tempo addietro cominciò ad innestarmi la passione. Quindi un ringraziamento pubblico a Massimo, e complimenti per il suo 110, veramente un gran bel mezzo per l'Africa.
Imbarcati, me ne sono stato sui vari ponti della navona a guardare chi doveva ancora salire, e chi doveva sbarcare dalla navona che arrivava...isomma, cercavo di godermi tutto ma proprio tutto: il profumo del gasolio, il profumo del porto, il canto dei motori che un po' si accendevano ed un po' si spegnevano per via della fila che era a rilento. Ma io mi divertivo come un matto...vento tra i capelli. Sapevo che quando la Chartage partiva, li cominciava il tutto. Cominciava l'avventure vera e propria. Cominciava l'amicizia tra tutti noi. Parole su parole..ciascuno spiegava meglio che poteva i lavori fatti, gli accessori acquistati per cercare di rendere ottimale il viaggio africano. Lo stivaggio dei materiali. Non volevo andare a "cuccetta" quella sera. Volevo assaporarmi tutto fin dal principio. Ci andai però...ero sfinito. Quattro risate e poi tutti crollati. Sbarco a Tunisi il giorno 31/10/2010 alle ora 16. Petto in fuori.
Il giorno 31 Ottobre alle ore 16 sbarchiamo a Tunisi ed il cielo sembra più basso...eppure io non son cresciuto più cribbio....caos infernale ma va tutto bene. Niente mi spaventa per ora. La carovana composta dai 5 mezzi che più avanti vedrete parte alla volta di Dougga. Un centinaio di Km ci separano. La nostra volontà era quella di raggiungere Dougga per sera, fare campo ed essere pronti la mattina dopo per una visita guidata alle rovine di quello che fu un distaccamento dell'Impero Romano in territorio Nord Africano. Così riuscimmo a fare. Arrivati nei pressi della cittadina un ristoratore estremamente gentile si è prodigato per poterci far accampare in un luogo sicuro. Aperte le tende per chi le aveva, aperti tavolini, sedie, fatto luce...stava per iniziare la nostra prima serata Africana. Per quel che mi riguarda ne sono rimasto estasiato. Ho dormito la mia prima notte nella Maggiolina Airlander Medium Grey che mi ero appena acquistato. F A N T A S T I C A....comodissima. Il vento soffiava ma lei stava li senza neanche sbattere un pochetto. Materasso comodissimo. Sonno zero però...il sistema endocrino fa brutti scherzi...avrei potuto non dormire mai.
Il giorno successivo si parte in tarda mattinata, dopo, come detto, aver fatto visita alle rovine di Dougga. Direzione sud quindi: Dougga- Le Kef-Thala- Kasserine (passati a fianco a dire il vero)-Feriana e via fino all' imbocco della pista di Rommel. In tutti i 250/300 km ( circa, i calcoli li lascio ad altri) abbiamo passato diverse cittadine che sembravano quelle che si vedevano nei film di Sergio Leone: case a destra, case a sinistra e la via in mezzo. Mille bandiere tunisine che facevano da tetto alle strade asfaltate. Gente sorridente. Mai nessuno che urla, che sbraita, che si infervora. Tutti gentili, curiosi, ben pensanti, disponibili.....come da noi insomma... Pranzo in una trattoria tipica...cous cous, intestino di agnello, pane arabo...tutto ok..nessun gastro-enterico..
02/11/2010 Stamane, dopo aver fatto una lauta colazione, siamo partiti alla volta della Pista di Rommel. Una strada pietrosa, a volte sterrata, a volte spaccata in metà (grazie a Matteino che ci naviga fuori da quel pezzo di pista dove non c'era che 1/3 di pietra per poterci camminare sopra e per di più poco sostenuta al di sotto). Beh, che dire. Il paesaggio comincia ad essere quelli per i quali ne vale la pena. Per fortuna il tempo ci assiste e sotto la guida del buon Gunter siamo diretti alle 3 Oasi di Montagna più importanti: Mides, Nefta e Tamerza. Ma la pista di Rommel ci sta dando molti spunti. Una strada dal fascino incontenibile che entra sinuosamente nella montagna e la solca nel suo mezzo. Foto a ripetizione, innumerevoli soste per poter carpire ogni angolo di bellezza paesaggistica. Ogni volta che i miei occhi riflettono al mio cervello un'immagine, è poesia. Starà a me renderla indelelbile e sempre pronta all'uso. Memoria a lungo termine insomma. Siamo ancora al 2 Novembre. Passate le Oasi di Montagna, che a dire il vero non mi hanno entusiasmato eccessivamente, ci dirigiamo verso il Chott El Jerid. Cerchiamo di addentrarci un po' nell'ex lago salato per evitare anche il limitrofo centro abitato e la discarica neanche tanto abusiva a bordo città. Appena fatti un paio di km ci rendiamo subito conto di cosa ci aspetta: FANGO Dicevo, un grande ex lago salato. Infatti il sale cristallizzato lo si può notare sulla superficie...sembra una glassa su un' enorme torta di cioccolato. Terreno a volte morbido, a volte molle non appena, per puro divertimento, si abbandona la pista battuta. Il Defender sprofonda quei 5 cm e senza le mud diventa veramente difficile venirne fuori. Si rischia di rimanere piantati in poco meno di 5 cm appunto. Tutto va bene e il divertimento è assicurato. Le foto parlano da sole: è un suolo sterminato, piatto, brillante, che nel suo orizzonte si mescola come un puzzle col cielo bianco e azzurro. I nostri mezzi in fila indiana fanno la loro bella figura. Gunter capo banda, fiero, prosegue alla ricerca del posto ideale per accamparci. Lo troveremo, il posticino. Questa volta senza montagnole a farci da guardiane..."solo" una distesa di bellezza inpareggiabile. Pasta al pesto, fagioli, caffè...vino, grappa.....risate e consolidamento delle nostre amicizie seppur appena nate, ma non per questo fragili.
Dunque: La giornata è proseguita guidando sul fango-terriccio del Chott. I miei occhi vedevano dal basso in alto: fango di un marrone scuro scuro, sale, 5 defender e poi il cielo, sempre più basso. Nuvole bianche che si susseguivano veloci in un inizio di novembre non troppo fortunato per noi sette pellegrini. Infatti la pioggia ci faceva visita molto spesso, ma fortunatamente solo alla sera, quando ormai potevamo già ritenerci soddisfatti del trascorso. A me il Chott ha lasciato una bella immagine. Quella giornata trascorsa è una di quelle che riemerge più velocemente quando ripercorro il viaggio fatto. Forse anche perchè era la vigilia del nostro battesimo (non per tutti sia chiaro) sabbioso. Il 3 novembre coincide con "Il deserto". Deserto Tunisino. Da Doutz a Ksar Ghilane, passando per piste( pochine) e per dune. Le dune tunisine sono, per lo meno era quello che mi aspettavo visti i commenti nei 3D prima della partenza, non altissime (tipo Libia per intenderci), ma sono a ripetizione. Finita una, via l'altra, ed un' altra ancora. Quindi l'inizio è stato un po' agitato, almeno per me, perchè pensavo di rimanere insabbiato ogni tre per due. Accettavo i consigli del fido Gunter: "Davidone, prendi la duna nella sua massima pendenza se puoi, accelleri fino alla sua sommità e poi molli, andando d'inerzia fino all'inizio della successiva, per poi rifare tutto daccapo". Ed io cosi cercavo di fare. Si doveva calcolare la distanza tra i mezzi. A volte si andava troppo "sotto" al Def precedente quindi ti toccava rallentare, ed era li che cominciavano i casini. Visto che non appena le ruote cominciavano a scavare dovevi fermarti, mettendo nei casini chi ti seguiva. Questo in breve per la tecnica di guida: nonostante tutto il primo insabbiamento arriva. Non dico di chi però...
A questo punto la depressione del ritorno imminente ha preso il sopravvento e la mia penna, scarsa già in partenza, ha smesso di scrivere. Dico soltanto che è stato un viaggio che mi ha aperto il cuore ed il cervello. Spero di poter rivivere tutto quanto trascorso in queste 8 notti prossimamente con gli stessi amici o con altri. Il gruppo è stato fantastico!! Tutti senza esperienza ma desiderosi di imparare dal nostro capo comitiva Andrea Gunter 73! Un saluto ed un abbraccio a chi ha avuto tempo e voglia di leggere fino al fondo!! To be continued spero nel 2011.....tra poco quindi!! Ciaooooooooooooo
Ora qualche foto....



