46° giorno lunedì 25 agosto 2014
Km 378903
Nottata tranquilla trascorsa cullata tra il russare di Ezio e il rumore dei vari treni passati ad intervalli regolari, siamo nelle vicinanze dell’unica ferrovia kazaka. Mi alzo alle 6.15 e attendo che lo facciano anche gli altri gustandomi una sigaretta. Partenza ore 8.20, il noioso e faticoso viaggio di rientro è cominciato!!!! Niente da segnalare fino a circa 50 km dal confine dove ci fermiamo a fare l’ultimo rabbocco di carburante in terra kazaka, a parte le condizioni disastrose del manto stradale. Ieri non mi spiegavo come mai ci fossero parecchie lapidi lungo l’asfalto, oggi mi sono data una risposta. Praticamente ogni qualvolta incroci un’altro mezzo rischi di fare un frontale a causa del fatto che cerchi di evitare le buche, non oso immaginare fare questo percorso con la pioggia. Se fosse possibile, e lo è, le condizioni del manto stradale peggiorano e riusciamo a fare gli ultimi 50 km fino in frontiera in un’ora. Arrivo in frontiera kazaka all'una e immediatamente bisogna scendere in prossimità della prima sbarra e chiedere al soldato di guardia di darti un bigliettino di carta sul quale appunta il numero di targa ed il numero delle persone a bordo. E adesso inizia la tiritera!!! Ma siamo fortunati e in meno di ½ ora riusciamo a passare tutti i controlli. Arrivo primo posto di controllo russo ore 12.25 (abbiamo guadagnato un’ora) dove ci consegnano dei moduli da compilare e dei tagli andini rossi. Credevamo di dover prendere una chiatta per attraversare il fiume, invece adesso ci hanno costruito un ponte. Dopo qualche chilometro arriviamo in frontiera e anche qui siamo fortunati perché superiamo sia il controllo passaporti che quello doganale in poco tempo, ci sono delle convenzioni tra Russia e Kazakistan che agevolano il passaggio. E siamo in Russia ore 12.50, praticamente non abbiamo perso neanche un minuto!!! Proseguiamo verso Astrakan in maniera tranquilla e, dopo una pausa pranzo consumata in cellula con un caldo asfissiante, proseguiamo in direzione Volgograd su strada rossa. Niente da segnalare durante tutto il percorso, la solita noia, il solito caldo, il solito piattume paesaggistico. Verso le 18.30 iniziamo la ricerca di un tir parking ma, sfortunatamente, non lo troviamo. È quasi buio sembra che si stia avvicinano un temporale, quindi, i guidatori sopraffatti dalla stanchezza, decidono di fare campo libero. Usciamo dalla statale e prendiamo una pista che ci conduce nelle immediate vicinanze del fiume Volga. Ci fermiamo e veniamo immediatamente assaliti dalle zanzare, cerchiamo di non curarcene e inizio a preparare la cena. Ma, sempre a causa delle condizioni atmosferiche, siamo costretti a finire di far cuocere la pasta e a consumare la cena in cellula. Intanto che gli altri mangiano io ne approfitto per lavare pentole e piatti e per sistemare l’auto prima che si scateni il temporale. Fortunatamente la direzione del vento impedisce che ciò accada e noi ci gustiamo vodka e cioccolato fuori in santa pace, le zanzare sono sparite. A letto alle 22.30.
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47° giorno martedì 26 agosto 2014
Km 379469
Mi sveglio verso le 4.45 dal russare di Ezio ma soprattutto dal suono dei tuoni e dalla luce dei lampi. Sveglio immediatamente Ezio e, al buio e con un forte freddo, chiudiamo in fretta e furia la tenda. Visto che il temporale sembra volerci risparmiare anche oggi, ne approfittiamo per sistemare decentemente il boss, per caricare cartografie sul garmin e per controllare l’olio del differenziale che continua a preoccuparci da quando abbiamo fatto riparare il supporto del puntone sul ponte. Alle 6.30 siamo pronti per partire, ma naturalmente dobbiamo aspettare Maurizio e Ivana che si sono appena svegliati. Partenza ore 7.00 direzione Volgograd. La raggiungiamo alle 9.00 e andiamo subito in supermercato per fare ulteriore incetta di vodka e per acquistare anche salmone e caviale e anche qualcosa per i prossimi giorni per non doverci più fermare da nessun’altra parte. A proposito, dimenticavo di dire che piove, la prima pioggia dopo più di 40 giorni. Riprendiamo la nostra corsa verso casa direzione Ucraina. Speriamo di riuscire a passare la vecchia Stalingrado in breve tempo, e invece ci impieghiamo quasi 2 ore per farlo. Un po’ causa traffico intenso, niente a che fare con Istanbul ma non male neanche qua, un po’ perché la viabilità è un po’ modificata rispetto alle mappe in nostro possesso. La direttrice verso Mosca, la M6, non è in buone condizioni e in più la sfilza di camion da superare sembra non avere fine. Dopo la solita pausa pranzo, continuiamo a macinare più chilometri possibili e a superare più camion possibili. La noia si alterna ad attimi di puro panico nel momento che si superano gli altri, o che veniamo superati da loro, o da coloro che, superando le auto nella loro direzione, invadono costantemente la nostra corsia. L’unica nota positiva è che la temperatura si è notevolmente abbassata e quindi riusciamo a stare dentro l’abitacolo coi finestrini chiusi e senza fastidiosi rumori. Ci fermiamo dopo qualche ore perché, fermo lungo la direttrice opposta, c’è un camion con targa polacca e il camionista è all’interno intento a riposare. All’autista chiediamo informazioni sul percorso che ci conviene fare, ossia o dall’Ucraina o dalla Bielorussia. Lui ci dice che non è consigliabile passare dall’Ucraina per via dei “banditi” e, questa informazione, è in netto contrasto rispetto a quella avuta da un camionista ucraino trovato in un distributore qualche giorno fa. Insomma quando verso le 19.30 ci fermiamo per fare campo non abbiamo ancora preso una decisione. L’unica decisione che prendiamo è quella di non dormire più in tenda ma in macchina per due principali motivi. Il primo la “sicurezza”, se dormiamo in macchina possiamo partire velocissimamente anche senza aver bisogno di risistemare l’interno dell’auto, la seconda è il freddo, che già da ieri si fa è fatto decisamente più intenso. Siamo passati da 48° a 10° in un giorno. Mentre Ivana ci prepara la cena, io ed Ezio smontiamo e rimontiamo il Boss, un lavoraccio che facciamo in un’ora quasi al buio e con un freddo bestia. Niente doccia neanche oggi e quindi, consumata la cena all’interno della cellula, ce ne andiamo direttamente a letto, senza vodka o aperitivo. La partenza la fissiamo per le 7.00 del mattino, abbiamo necessità di recuperare più tempo possibile considerato che siamo già parecchio indietro rispetto al nostro rollino di marcia.
48° giorno mercoledì 27 agosto 2014
Km 380031
Stranamente nottata tranquilla, credevo che il freddo non ci avesse consentito di dormire decentemente, a parte il fatto che mi sono dovuta alzare verso le 2.00 per fare pipi. Stasera niente coca per cena che a me sortisce effetto diuretico. Mi alzo definitivamente alle 5.30 e, cercando di non svegliare Ezio, svolgo i miei compiti mattutini. L’unico inconveniente di dormire in jeep è quello di non poter fare quasi nulla finchè Ezio non si alza. Passo la ½ ora che mi separa dal dare la sveglia a tutti scrivendo questo diario scomodamente seduta sul sedile passeggero. Partenza ore 7.20. Non c’è molto da segnalare a parte il fatto che riusciamo ad incrociare un camionista ucraino che ci dice che la situazione verso il nord del paese è tranquilla. Quindi decisione presa si passa dall’Ucraina!! Il freddo è pungente piove e spira un forte vento. Ma quello che mi infastidisce maggiormente è che all’ora di pranzo, per colpa della voglia di pane di Ezio, mi tocca mangiare quello che ho soprannominato il “pasto del camionista”. Mi spiego: Ezio era preoccupato del fatto che a pranzo non ci fosse pane a sua disposizione, e, durante la sosta in cui abbiamo chiesto informazioni al camionista fermo in una specie di ristorante, chiede 2 pagnotte di pane. Il problema nasce dal fatto che non sa come si dice pane in russo e la cameriera capisce che desidera 2 porzioni del pasto comunemente ingurgitato dai camionisti di passaggio. Sinceramente ad Ezio gli era venuto un forte dubbio nel momento che alla cassa gli hanno chiesto bel 10 € per 2 “pagnotte”, ma la sua ingordigia non gli permette di tirarsi indietro. Morale della favola paga 500 rubli per una quantità industriale di cipolla con pezzi di pollo e qualche pezzo di pane. Beh!almeno il pane c’era!!!! La puzza di cipolla invade immediatamente l’abitacolo, dà noia anche a me che di solito non ho di questi problemi col bulbo tanto odiato da Ezio. Fortunatamente manca poco all’ora di pranzo, durante il quale abbiamo intenzione di disfarci del fardello. Tutti consumano il pasto comodamente seduti al calduccio in cellula, mentre la sottoscritta è costretta a farlo al freddo e al gelo seduta scomodamente in macchina, per evitare che anche nella cellula si diffonda il fetore. Il vero problema comunque si fa strada circa ½ dopo la consumazione del “pasto del camionista”quando inizio faticosamente a digerire il lauto pasto. Bevo quantità industriali di coca light e acqua gassata, che sicuramente allevia le mie difficoltà digestive, ma che sortisce anche l’effetto di farmi ruttare come un camionista. Quando, dopo circa un paio d’ore, ci fermiamo a fare gasolio, Ezio si innonda del puzzolente liquido, così adesso oltre al puzzo di cipolla stantio, oltre ai miei rutti alla cipolla mista a carne si aggiunge anche il fastidioso olezzo di gasolio. Nonostante il freddo pungente viaggiamo coi finestrini aperti. MY 1 GIOIA!!! Come direbbe qualcuno. A circa 10 km dal confine facciamo l’ultimo rabbocco di carburante ( in Russia il gasolio costa circa 66 cent) e alle ore 18.05 siamo a Gorodisje, dove non troviamo fortunatamente code di auto in attesa di attraversare il confine, ma, in compenso, troviamo una poliziotta che ci mette un sacco di tempo solo per inserire i dati dei nostri passaporti sul suo computer. Poco male, alle 19.05 riusciamo ad uscire dalla Russia e arriviamo al primo controllo ucraino. L’atmosfera cambia di colpo, ogni soldato, e ce ne sono parecchi e tutti armati sino ai denti, e ogni addetto non accennano mai un sorriso, anzi gli sguardi ed i gesti sono molto perentori. Passiamo abbastanza agevolmente i controllo passaporti, i casini li abbiamo al controllo doganale. Con modi bruschi, per usare un eufemismo, controllano praticamente tutto l’interno del Boss, facendoci un sacco di storie per le 4 bottiglie di vodka che non siamo riusciti a nascondere, fortunatamente la quantità più considerevole è ben nascosta in mezzo ai vestiti puliti e alla roba sporca, e, per la prima volta in vita nostra, ci fanno aprire anche l’air camping. Di grazia che su non abbiamo nascosto niente, abbiamo solo vestiti puliti che abbiamo messo su per far posto alle stecche di sigarette. Alla cellula di Ivana e Maurizio non va certo meglio, anzi viene messa letteralmente sotto sopra e, hanno seri problemi a far passare le bottiglie di prosecco ancora in loro possesso. Infatti sembra che non si possono esportare più di quattro bottiglie di alcolici a testa. Dopo discussioni, cercando di spiegargli a gesti che le bottiglie si sono otto ma considerato che siamo quattro persone alla fine sono solo due a testa e quindi perfettamente in linea col regolamento, ci fanno altri controlli. A differenza di tutti gli addetti di tutti i confini che abbiamo superato in cui ci chiedevano di aprire cassetti o scomparti e in cui non hanno mai messo neanche un dito all’interno dei vari scomparti, questi “buoni” soldati fanno e toccano tutto senza mai chiedere il permesso. Credo più per sfinimento, per il fatto che noi non riusciamo a capire cosa ci chiedono e loro non riescono a spiegarsi al meglio, i “buoni” soldati ci lasciano passare. Consegniamo il foglietto, datoci al primo posto di blocco, all’ultimo sbarramento che incontriamo e alle 19.50 siamo in Ucraina. WELLCOME!!!!! A pochi metri dal confine ci fermiamo per consentire ad Ivana di sistemare alla meno peggio le loro cose all’interno dei gavoni e nel frattempo Ezio chiede ad un camionista turco, fermo ad aspettare il suo turno per poter passare in Russia, se in zona ci sono tir parking. Lui a gesti e in turco ci dice che a circa 10 km dal confine ce nè uno. Ci fiondiamo, ma riusciamo a trovare solo un motel fatiscente. Fermato un altro camionista ci dice che a 100 km ce né uno. 100 km!!! Va beh! piuttosto che fare campo libero in questo posto dimenticato da Dio, decidiamo di farci questi 100 km per poi dormire almeno in tranquillità, abbiamo ancora tra le orecchie la parola detta dal camionista polacco “banditi”. Ma stavolta la fortuna è dalla nostra parte, perche circa 10 km dopo c’è un tir parking. Mi sa che Ezio e Maurizio anziché 10 hanno capito 100….la stanchezza può giocare brutti scherzi. Ovviamente ci fermiamo e, sempre a gesti, diciamo al gestore che vogliamo passare la notte qua ma che abbiamo solo euro. Lui, gentilmente, ci dice che si informerà su quanto chiedere in euro ma che intanto potevamo parcheggiare e farci una doccia. Non ce lo facciamo ripetere due volte e, afferrati i vestiti di ricambio e gli accappatoi, corriamo verso le docce, Usain Bolt avrebbe fatto fatica a starci dietro!! A differenza del tir parking sporchissimo, troviamo docce e bagni pulitissimi e questo ci consente di farci una delle docce migliori di tutta la nostra vacanza. Dopo essermi asciugata i capelli, messo a bollire l’acqua per la pasta e aspettando che sia pronta, stappiamo una bottiglia di prosecco alla faccia del “buon”soldato ucraino. Abbiamo anche, dopo parecchi giorni, connessione internet e ne approfittiamo per aggiornare i nostri cari sulla situazione. Dopo cena, anche se stanchi, ci scambiamo le foto e i video fatti in questi giorni e stremati, ma decisamente più puliti, andiamo a letto a mezzanotte passata.
49° giorno giovedì 28 agosto 2014
Km 380570
Mi sveglio di notte per fare pipi e mi prende un colpo. Ci sono due pastori tedeschi che mi girano intorno con aria molto poco socievole, evidentemente il custode li ha mollati subito dopo che siamo andati a dormire. Cerco di stare calma, cosa non semplice, e di “comunicare” con loro, anche perché sono costretta a pisciare in mezzo ai nostri automezzi mentre loro continuano ad aggirarsi con fare minaccioso. Sono stati i tre minuti più lunghi di tutta la mia vita. Ci svegliamo tutti alle 6.00, dimenticavo di dire che al nostro ingresso in Ucraina abbiamo guadagnato un ora. Non riusciamo ad utilizzare i bagni del tir parking, ieri sera la doccia l’abbiamo fatta nel motel adiacente, anche Ezio si rifiuta di entrarvi, il che la dice lunga sulle condizioni igieniche in cui versano, e quindi in velocità facciamo colazione e espletiamo i nostri “doveri” mattutini subito dopo aver preso la statale in direzione Kiev, che dista circa 300 km. Le strade sono in condizioni perfette, almeno quelle che noi percorriamo, alla faccia del camionista polacco che ci aveva detto che in Ucraina non c’erano strade degne di questo nome. Fortunatamente non lo abbiamo preso in considerazione anche perché, per evitare di allungare ulteriormente i giorni del viaggio, volevamo evitare di fare il giro dalla Bielorussia. Sinceramente, sia dalle notizie giornalistiche sia da alcuni commenti sentiti per strada, pensavamo che la situazione fosse più grave. Invece, tempo a parte purtroppo piove, l’Ucraina si sta rivelando piuttosto ben tenuta e tranquilla. Mi auguro che questo status resti invariato. Arriviamo a Kiev verso le 12.30 e ci mettiamo circa un ora per attraversarla, anche se bisogna considerare i circa 20 min. per fare il bancomat. Nell’immediata periferia della città, città neanche troppo caotica posta sulle rive del fiume Dnepr e sicuramente meritevole di essere visitata, ci fermiamo per sosta pranzo presso un distributore di benzina. Causa pioggia siamo costretti a mangiare in cellula. Stiamo tutti rimpiangendo le birre gelate e i pasti consumati al caldo sole del deserto. E via nuovamente a macinare più chilometri possibili. Le strade sono in ottime condizioni e, in tratti anche lunghi, li troviamo anche a due corsie e questo facilità parecchio il sorpasso degli innumerevoli camion che incontriamo. Verso tardo pomeriggio, uno spiacevole episodio. In uno dei molteplici posti di controllo sulla circolazione stradale, tutti dotati di tele laser, Maurizio viene fermato per eccesso di velocità. Sinceramente nessuno di noi aveva notato il cartello col limite di 50 kmh, scopriremo in seguito che, sia l’autostrada che le statali ad una corsia quando attraversano i paesi i limiti da 90 kmh passano automaticamente ai 50 km/h. Contestata la multa, Maurizio se la cava con 250 grivnie, circa 13 €, di “mazzetta”. Sinceramente non è tanto la cifra irrisoria pagata, di certo 13 euro non spostano la vita, ma è il metodo usato che “urta”. Nel frattempo che eravamo fermi a contrattare il “pizzo”sono passate parecchie macchine che di certo non rispettavano il limite di velocità imposto in quel tratto. Ancora infastiditi dall’episodio, continuiamo a macinare chilometri, vogliamo abbandonare questo posto il più in fretta possibile. Verso sera inizia la spasmodica ricerca di un tir parking, non ce la sentiamo di fare campo libero neanche stasera visto la situazione del paese. Lo troviamo a circa 150 km dal confine polacco, se possibile ancora più brutto e squallido di quello di ieri sera, ma non ci importa, siamo al sicuro. Paghiamo 20 grivnie a macchina, un po’ più di un euro, e Ivana prepara la cena in cellula, il freddo non mi consente di cucinare all’esterno. Io stasera abbandono la compagnia subito dopo aver bevuto una tazza di brodo caldo, dall’Italia le notizie non sono buone, lavorativamente parlando, e io non riesco a risolvere niente da questo stramaledetto posto, che spero sia stato solo momentaneamente dimenticato da Dio, e questo mi infastidisce parecchio. Odio essere impotente, di conseguenza, considerato il mio umore nero, non sono certo di compagnia, preferisco continuare a rodermi all’interno del Boss. Abbiamo anche connessione internet quindi “wazzappo” con mia sorella in attesa che Ezio arrivi a dormire. Cosa che non avviene troppo tempo dopo, è veramente stanco dopo le 12 ore passate alla guida.
50° giorno venerdì 29 agosto 2014
Km 381320
Anche stanotte mi tocca alzarmi per fare pipi, l’unica differenza rispetto a ieri è l’assenza dei pastori tedeschi, per il resto, il freddo e il disagio di doverla fare in mezzo ai tir, è il medesimo. Ore 6.30 tutti svegli per cercare di partire il prima possibile, cosa che avviene verso le 7.30. Pochi km dopo ci fermiamo a fare gasolio e, considerato che siamo a circa 70 km dal confine e che ci avanzano soldi dai conti fatti per il consumo del gasolio, ne approfitto per comprare ancora 2 stecche e ½ di sigarette e qualche bottiglia di coca light. Per la cronaca le sigarette qua costano meno di un euro, a saperlo prima avrei fatto incetta qua di stecche, spero solo che siano “fumabili”. A circa 10 km dal confine con la Polonia ci fermiamo per l’ultimo rabbocco di gasolio. Arrivo in confine ore 10.30, stavolta ci mettiamo solo un ora a passare i controlli e non per colpa dei “buoni” soldati, i controlli sono molto più approssimativi rispetto all’ingresso in Ucraina, ma a causa della lunga coda di vetture. Comunque ore 10.30, ora polacca, abbiamo guadagnato l’ultima ora rispetto al fuso italiano, siamo in comunità europea. Un vero sollievo. Passiamo anche i controlli passaporti e doganali polacchi e da adesso in poi saremo liberi di circolare senza più nessuna frontiera che ostacoli il nostro cammino verso casa. Altro respiro si sollievo! Prendiamo direzione Rzeszow-Cracow. Ci fermiamo in un’area di sosta perfettamente attrezzata e pulita, bagni compresi, per mangiare. La temperatura ci consente di farlo fuori nei tavoli già attrezzati. Finita la consumazione del pasto, continuiamo la nostra marcia di avvicinamento al suolo natio. Le autostrade si alternano a tratti di strade statali che, essendo parecchio trafficate, rallentano la nostra andatura. Ci capita di pagare solo due tratte di autostrada, ambedue poste presso Cracovia, per il resto è tutto gratuito fino al confine con la Repubblica Ceca, dove siamo costretti a pagare la vignetta con carta di credito, anche qui niente euro. Non avendo più problemi di trovare un tir parking, optiamo per guidare il più a lungo possibile e, di fare sosta notte, in uno dei tanti autogrill lungo l’autostrada. A circa 80 km da Brno, verso le 20.00, l’avanzare del buio e della stanchezza, ci fa desistere dal continuare e quindi ci fermiamo per l’ultima sosta notte di questo viaggio, almeno così si spera. Ivana prepara l’ultimo piatto di pasta per tutti, a parte me che opto di saltare la cena. Mangiamo in cellula e annaffiando il tutto con le ultime bottiglie di prosecco messe in frigo la mattina da Maurizio, sempre alla faccia del “buon”soldato. Siamo costretti ad utilizzare i bagni dell’area di servizio, non posso certo farla in mezzo al piazzale alla vista di tutti, che fortunatamente sono puliti. A nanna ore 22.30.
51° giorno sabato 30 agosto 2014
Km 381945
Nottata tranquilla, niente freddo ma molto umido. Ci alziamo ambedue alle 6.30 e sistemiamo tutto per l’ultima volta in questo viaggio. Da un lato non vedo l’ora di arrivare a casa, appropriarmi del mio bagno ma soprattutto per abbracciare lei mie meravigliose, splendide, fantastiche ragazze, dall’altro sono triste perché il viaggio sta finendo e così anche le ferie. La nostra voglia di “movimento” in giro per il mondo non è mai paga!!! Alle 7.20 affrontiamo gli ultimi 750 km circa di questo lungo percorso che ci ha permesso di assaporare momenti magici insieme a persone fantastiche come lo sono i nostri compagni di viaggio. Alle 9.00, al confine tra repubblica Ceca e Austria, compriamo la vignetta ,siamo a circa 70 km da Vienna. L’ultima sosta pranzo la facciamo presso un autogrill austriaco, dove tutti, a parte me, decidono di mangiare wurstel e crauti, ma si devono accontentare solo dei wurstel. Con i nostri compagni di viaggio ci salutiamo qui, loro si vogliono fermare per un riposino, mentre noi riprendiamo la via di casa cercando di non superare i 100 km/h per non consumare troppo gasolio. Neanche a farlo di proposito al primo autogrill italiano decidiamo di far l’ultima sosta per sgranchirci la gambe e per fumare una sigaretta, anche in questo viaggio non ho mai fumato all’interno del Boss, e chi ti incontriamo? Ivana e Maurizio intenti a gustarsi un gelato. Ah!il destino…. Comunque è una pausa breve, giusto il tempo per altri saluti, e poi via ognuno per la sua strada. I cartelli lungo l’autostrada ci consigliano di uscire a Udine nord per via dei 16 km di coda e noi, ovviamente, non rischiamo di imbottigliarci nel traffico negli ultimi chilometri che ci separano da casa e quindi usciamo dall’autostrada. Ore 17.30 finalmente casa, finalmente pulizie finalmente DOCCIA, letteralmente in quest’ordine. Infatti, subito dopo avere coccolato il Thor, che ci fa un mucchio di feste, ci mettiamo a scaricare il Boss e inizio a fare lavatrici a nastro e a sistemare tutto. La sera ci raggiungono le ragazze per fare due chiacchiere e per fare i primi commenti su quest’avventura durata per Ezio quasi due mesi per me “solo” 30 giorni. Dopo la chiacchierata con la mie ragazze, e in attesa che l’ennesima lavatrice possa essere stesa, ho pensato di continuare a scrivere le conclusioni di questo viaggio. Conclusioni assolutamente personali. Quello che posso dire è che non è stato sicuramente il “viaggio” della mia vita, nel senso che sia i posti visitati, sia le persone incontrate lungo i tanti chilometri, son mi sono o saranno rimasti nel cuore. Ovviamente con qualche eccezione. Il Mangistau, con i suoi colori le sue atmosfere i suoi silenzi, meriterebbe di essere attraversato nuovamente, anzi sono stati troppo pochi i quattro giorni che avevamo a disposizione per visitarlo. Come le tre città kazake, Samarcanda Bukhara Khiva. Per il resto non affronterei nuovamente tutti i disagi di questo lungo viaggio. Per quanto riguarda, invece, i nostri compagni di viaggio, affronterei in loro compagnia un altro viaggio. Si è visto in tante, innumerevoli situazioni, sia di disagio, sia durante alcuni spiacevoli “incidenti”, la loro pazienza, la loro sicurezza nell’affrontare i problemi, la loro esperienza, ma, soprattutto, la loro simpatia. Seriamente mi auguro che nei prossimi anni potremmo avere ancora l’onore di poter viaggiare in loro compagnia. Vi assicuro non è la solita sviolinata di fine viaggio, ma la pura e semplice verità. Se ciò non dovesse succedere, sono sicura che i loro prossimi compagni di avventura saranno molto fortunati, si troveranno accanto a persone use a questo tipo di viaggio e molto competenti. Per quanto riguarda Ezio, sono rimasta colpita dal fatto che, anche senza il mio supporto in cucina, se la sia cavata egregiamente. Era il suo unico limite, per tutto il resto sapevo già che, le difficoltà, i disagi, il saper risolvere tutti i problemi con la massima calma e competenza, non lo avrebbero certo ostacolato. Beh!! Che altro dire. Sono arrivata da poche ore in Italia è già non vedo l’ora di ripartire. In ogni caso sono felice di essere ritornata nel posto dove ci sono i miei affetti più cari e che io chiamo CASA!!! A letto verso le 2.00, sicuramente molto pulita, ma anche più triste, tra due giorni si torna a lavorare. Sigh!!!!
chilometri FINALI 382652
Ora un appunto anche da parte mia.
Un particolare ringraziamento ad Ivana che mi ha sfamato per un mese, senza di lei avrei patito sicuramente la fame. Chi non mi ha fatto morire di sete invece è stato Maurizio che con la sua cambusa stracolma di prosecco (ed altro) ha contribuito a far trascorrere delle splendide serate.
Per ultima ma non ultima Tiziana che con il suo arrivo mi ha sollevato il morale condividendo i magnifici luoghi che abbiamo visitato.
I chilometri percorsi risultano 16.545 ma in verità mi sono accorto, tramite il navigatore satellitare, che il contachilometri segna il 3 % in meno, quindi i km percorsi sono poco più di 17.000.
Questo diario di viaggio può risultare sicuramente di lunga lettura, ma per chi lo ha vissuto,vi assicuro, sarà un piacere ogni volta che si rileggerà. Le fotografie sono riportate come sono state scattate e cioè senza modifiche o aggiustamenti vari.
Ora un piccolo appunto per chi vorrà visitare qui stupendi Paesi.
moneta:
Repubblica Ceca: Corona Ceca (1 € = 27,1 KC)
Polonia: Zloty (1 €= 3,98 Zloty)
Lituania: Litas (1 €= 3,46 Litas)
Lettonia: Euro
Estonia: Euro
Russia: Rublo (1 € = 45,5 rubli)
Kazakistan: teng (1 euro= 241,05 teng)
Uzbekistan: Som (1 euro=3163 Som)
Ucraina: grivnie (1 euro=17 Grivnie)
gasolio:
Repubblica Ceca: 1,44 €/lt
Polonia: 1,35 €/lt
Lituania: 1,29 €/lt
Lettonia 1,294 €/lt
Estonia 1,279 €/lt
Russia: 0,73 €/lt
Kazakistan: 0,47 €/lt
Uzbekistan: è difficilissimo trovare gasolio, qui i mezzi sono alimentati quasi tutti a gas (compresi i mezzi pesanti). Se si trova qualcosa al mercato nero il costo si aggira sui 1,40 €/lt
Ucraina: 0,95 €/lt
autostrada:
Austria: 11 € + vignetta (8,50 €)
Rep. Ceca: vignetta (17 €)
Polonia: gratuita
sigarette a pacchetto (Malboro, Camel):
in Russia 1,91 €
in Kazakistan circa 1 €
in Ucraina poco meno di un euro
Tir Parking:
Russia 1 o 2 € + 2 o 3 € per bagni e doccia
fuso orario:
Lituania: 1 ora
Russia: 1 ora
Kazakistan (confine con la Russia): 1 ora
Kazakistan (verso il lago Aral): 1 ora
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