Lo avevo promesso a qualcuno e perciò, stavolta, del nostro viaggio estivo pubblico un resoconto, anche per sdebitarmi un minimo con questa sezione del Forum, che tante idee, ispirazioni e suggerimenti mi ha dato
Prima di entrare nel vivo, fornisco alcuni dati che forse potranno fare comodo a chi legge:
- il giro è stato compiuto seguendo, in linea di massima, questo road book: http://vibraction.pagesperso-orange.fr/ ... k%2025.htm
- i giorni impiegati sono stati, tutto compreso, 24
- il totale dei km percorsi, da cancello di casa a cancello di casa, 6808
- la media giornaliera è quindi risultata di 283,66 km al giorno
- il mio mezzo è un defender 90 td4 del 2012 con motore 2.2, attrezzato solo con un soppalco in legno imbullonato al posto dei sedili posteriori ed un portapacchi che copre metà tetto, sul quale ho fissato una tanica di gasolio da 20 lt ed una cassa stagna contenete vari attrezzi, alcuni ricambi e tutti i fluidi di scorta. Le gomme sono le Michelin Cross Latitude 7.50 di primo equipaggiamento.
Buona lettura
Giovedì 7 agosto 2014 (giorno 1)
Che partenza strana! Tutti i viaggi a lungo raggio che io e Francesca abbiamo compiuto negli ultimi tre anni sono sempre partiti dalla nostra casa e nel cuore della notte. Oggi, invece, mi alzo da solo e, per di più, il sole è già alto! Eh sì, perché questa volta il rischio di non partire o di dover posticipare la partenza, cambiando in corsa i biglietti della nave, è stato davvero alto, dato che martedì pomeriggio la Francy mi chiama da lavoro dicendomi che accusa un forte dolore di stomaco, che poco prima era addirittura svenuta e che, quindi, sarebbe andata a casa dei genitori, distante solo 1 km, per mettersi a letto e chiamare il dottore. La causa risulterà essere un virus che pare giri da giorni in zona Prato e che costringe il malcapitato ad un forte e continuo…affratellamento con il bagno! Risultato? Faccio io la sua valigia in base alle indicazioni che mi dà la sera quando scendo a trovarla o per telefono, ma il fatto è che “quel golfino giallo che abbiamo comprato ad Hammamet” o “il pantalone verde che si è preso sui Pirenei” sono, per me, ricordi assai sbiaditi nel tempo, senza contare che, forse per la prima volta con reale consapevolezza, mi rendo conto che nel suo armadio ci sono 200 maglioncini gialli e 300 pantaloni verdi!!!! Va bene, mi arrangio alla meglio, conscio che sbaglierà tutto o quasi, e stamani mi presento da per “ritirare” la mia metà dalla suocera, che ovviamente mi affoga in un mare di “istruzioni e precauzioni di uso e manutenzione” da adottare per lenire il mal di pancia dell’amata figlia: alla fine, constateremo che venir via di casa sarà stato più difficile che varcare il confine turco! Dobbiamo poi fare un’ulteriore sosta presso l’attività commerciale di Francesca per prendere alcune cosette utili per il viaggio che avrebbe dovuto portare a casa nei giorni precedenti. Mentre siamo dentro, alcuni dipendenti buontemponi ci inondano i sedili del def di mascherine 3M, chiara allusione a ciò che, secondo loro, dovrò sopportare durante il viaggio per l’indisposizione di Francy, che chiaramente è partita malconcia. Ci facciamo tutti gran risate, ma ridendo e scherzando alcune mascherine le intasco, dato che a breve dovrò far lavori di verniciatura sull’88 Riusciamo infine a partire con notevole ritardo sulla tabella di marcia, che comunque avevo redatto in modo più che “cautelare”, considerata la velocità che tengo in autostrada con “Camioncino”. Arriviamo quindi ad Ancona solo mezz’ora prima dell’imbarco, avendo anche sbagliato, causa lavori, l’uscita autostradale e non avendo capito che il biglietto on line andava cambiato al porto con un vero ticket…ma, allora a cosa serve il primo? Boh, in ogni caso la nave arriva con un’ora di ritardo e quindi…nessun problema! Saliti sul traghetto, occupiamo un tavolino e due poltroncine antistanti il vero e proprio bar, con l’intento, dopo cena, di dormirci. Chiuso il bar alle 1 di notte, e visto che sulla poltrona proprio non prendo sonno, nonostante la camomilla, abbandono ogni remora e, sistemata la coperta, mi butto sulla moquette per dormire disteso, seguito a breve da Francesca e da una coppia di ragazzi svizzeri che, seduti accanto a noi, sembravano voler mantenere un certo “contegno aristocratico” sonnecchiando sulle poltrone, come del resto era anche nostro intendimento! Prima di addormentarmi incrocio lo sguardo dello svizzero, che mi sorride: probabilmente col mio gesto ho sbloccato la situazione di émpasse nella quale anche lui era caduto con la sua compagna! Tappi nelle orecchie e…buona notte!!!
Venerdì 8 agosto 2014 (giorno 2)
Sbarchiamo a Igoumenitza verso le 10.30, ora locale, e poco dopo smarriamo le indicazioni del r. b. Sapendo, comunque, che la prima tappa di trasferimento termina a Ioannina, ed è tutta su strada, cerchiamo i cartelli relativi, fortunatamente presenti anche in alfabeto latino. Veniamo però subito attirati dalle indicazioni dell’autostrada, che seguiamo, nonostante ricordassi che il r.b. mandasse costantemente in direzione opposta. Pensando che il r.b. non potesse certo essere aggiornato in tempo reale (..mi par di ricordare che fosse del 2011), continuiamo sulla direttrice, sino a che non ci imbattiamo nel casello autostradale…..chiuso ancora per lavori! Torniamo quindi indietro in controsenso, sperando che qualche altro turista non venga attirato dalle “sirene” dei cartelli autostradali. Va tutto ok!, ma il mio “lato oscuro”, mettendo insieme tutti i piccoli e grandi contrattempi degli ultimi giorni, addensa sul viaggio foschi presagi, cacciandomi in mente immagini di defender ribaltati o con le gomme a terra, di orde di turchi scortesi e chi più ne ha più ne metta: mannaggia alla mia mente guastafeste e, temo io, porta iella!
In ogni caso, ritroviamo la E90 per Ioannina, indicata dal r.b., e procediamo spediti su una strada che si rivelerà davvero simpatica e, in taluni tratti di montagna, anche suggestiva. Facciamo il nostro primo “sfarettamento” con un bel 110 nero che scende, ma sarà un fatto raro, purtroppo. Nel prosieguo del viaggio, infatti, incontreremo non più di una decina di def, detratti quelli utilizzati da alcune agenzie turche per fare dei giri turistici in montagna! Che peccato!
Come già deciso, facciamo ora la deviazione per Dodoni, che invece il r.b. contemplava al ritorno. L’area archeologica in questione comprende un bel anfiteatro romano, purtroppo al momento deturpato da lavori di restauro, e numerosi templi greci, tra i quali spicca quella che i cartelli indicano come la “casa di Zeus”: se è così, il dio degli dei si è dimostrato encomiabilmente modesto!:-) Il complesso vale comunque la deviazione, ma il caldo è davvero notevole e dopo una 40ina di minuti decidiamo che i 2 euro a testa del biglietto sono stati ampiamente ripagati e ripartiamo in direzione delle Meteore, termine della tappa di oggi. La strada che ci attende è lunga, semi deserta e decisamente tortuosa, ma a me piace: alla fine, anche se c’è asfalto, con il def tutto fa avventura, purchè si viaggi nel mezzo della Natura! Pranzato lungo strada, verso le 17 consumiamo il nostro personale rito del caffè pomeridiano nei pressi del passo di Katara, che ci appare davvero carino, sebbene le poche strutture presenti siano in stato di abbandono.
Arriviamo alle Meteore sotto un forte temporale e decidiamo perciò, pur recandoci al camping suggerito dal r.b. a Kastraki, di non prendere la piazzola ma un bungalow. Purtroppo di quelli non ne hanno, ma la simpatica proprietaria ci offre, a 20 euro, una piccola stanza: nulla di che, ma, considerato il tempo, accettiamo di buon grado. Dato che il temporale continua, ceniamo alla taverna del campeggio, che offre piatti tipici (il souvlaki in primis). Stanchi, andiamo a letto verso le dieci, ma la notte che mi aspetta non sarà per nulla tranquilla Verso le 3, infatti, mi sveglio sudato per la febbre ed in preda a lancinanti conati di vomito, che mi porteranno al bagno (…fortunatamente in camera: propizio fu il temporale!) per circa una decina di volte durante la notte, che chiaramente passa per entrambi in bianco: chiaro che Francesca, l’untrice, mi ha appestato!!!! Fortunatamente, il “mio” virus si dimostra assai più signorile del suo, ed agisce solo ai “piani alti”, evitandomi sedute estenuanti sul wc. Non è una grande consolazione ma è qualcosa! Chiaro che il mio “lato oscuro” sta già pregustando la gioia della bomba atomica che – mi promette – di certo si abbatterà sul confine greco-turco al nostro passaggio!





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