Nico, col quale, in passato, mi sono appena scambiato qualche messaggio su AL, mi risponde subito.
Passano le settimane e i mesi e, ridendo e scherzando, ci conosciamo meglio. Nicolò e la sua compagna Martina, un anno fa, hanno lasciato l’Europa (l’Olanda, dove avevano domicilio e impiego) e si sono trasferiti nel Sud del Marocco, a Dakhla. La baia per loro è un luogo elettivo. Sin dal 2008 era stata la meta delle loro vacanze: il luogo perfetto per praticare il loro sport preferito: il kite surf. Poi, è in seguito a 2 viaggi “diversi”, con il Defender, è maturata in loro la decisione di trasferirsi lì e di avviare un’attività: un piccolo TO (viewtopic.php?f=20&t=92210&p=1339400#p1339400) con una suggestiva “mission plurale” volta ad offrire una fruizione consapevole delle ricchezze e delle fragilità del tratto di Oceano sul quale affaccia Dakhla (che gode di un clima tropicale e che, battuta da un vento costante, è – appunto - un noto paradiso internazionale per il kite surf), ma anche tesa a valorizzare l’approccio esplorativo dell’ex Saguia el Hamra y Río de Oro, ovvero, l’ex Africa Occidentale spagnola, oggi noto come Western Sahara; a far conoscere i tesori naturalistici che serba il territorio, favorendo anche l’incontro con la popolazione saharawi, i suoi costumi e i suoi problemi politici e socioeconomici che si trascinano da decenni.
Nico è un istruttore di subacquea. Così pure Martina. Ma madame è anzitutto una biologa marina impegnata in progetti di ricerca scientifica internazionale. Entrambi hanno grande passione per ciò che stanno facendo. Nico e Martina hanno due 110 (un td5 e un 300). Sistemano i visitatori in guest houses; cucinano per loro; al mattino, li conducono alla scoperta di baie e di onde oceaniche e, contando sulla solida esperienza del territorio che i saharawi hanno trasmesso a Nicolò, fanno saggiare agli ospiti “meno surf dipendenti” percorsi or che implicano contatti con i locali, i loro insediamenti, le loro attività vitali e che comprendono anche esplorazioni di siti naturalistici, termali e paleontologici, concludendosi con campi serali sulla sabbia. Al loro ritorno a casa, i viaggiatori serbano indelebili ricordi di esperienze profonde dei luoghi esplorati.
Nico, un giorno, mi fa: <<Ti va di venire qua, vedere e collaborare?». Ovviamente io ho detto: <<Certo!». E così sono stato nominato reporter di Dakhla Rovers
Nei 10 giorni scorsi, sono stato a Dakhla e nel WS a documentarmi. Ho girato con Nico e Martina per un migliaio di km e ora comincio a scrivere il resoconto di ciò che ho visto e fatto. Vi mostrerò le meraviglie della regione, invitandovi a considerare il posto come una meta di viaggio: varie tipologie di viaggio – l’offerta, come mostrerò, è plurale... e aperta agli auto-muniti, come a chi - come me -, questa volta, ha lasciato il Defender a casa ed è arrivato con l'aereo...




