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Western Sahara rovering

Diari ed Appunti di Viaggio

Messaggioil 28/11/2015, 13:19

Era luglio scorso. E io ero di ritorno a casa. Sul raccordo anulare, pensavo al Nord Africa. Avevo il contatto di Nico73, a Dakhla. Così, fermo in una piazzola di sosta, ”busso” da wapp e gli chiedo se, per favore, mi manda qualche foto della zona. Mi accontenterò solo di qualche foto. Sono curioso. Non conosco la baia. Sono arrivato solo fino a qualche centinaio di km più a Nord. Vorrei passarci, diretto in Mauritania.

Nico, col quale, in passato, mi sono appena scambiato qualche messaggio su AL, mi risponde subito. :D Inizia così, proprio sul raccordo anulare di Roma, una linea di corrispondenza. 8-)

Passano le settimane e i mesi e, ridendo e scherzando, ci conosciamo meglio. Nicolò e la sua compagna Martina, un anno fa, hanno lasciato l’Europa (l’Olanda, dove avevano domicilio e impiego) e si sono trasferiti nel Sud del Marocco, a Dakhla. La baia per loro è un luogo elettivo. Sin dal 2008 era stata la meta delle loro vacanze: il luogo perfetto per praticare il loro sport preferito: il kite surf. Poi, è in seguito a 2 viaggi “diversi”, con il Defender, è maturata in loro la decisione di trasferirsi lì e di avviare un’attività: un piccolo TO (viewtopic.php?f=20&t=92210&p=1339400#p1339400) con una suggestiva “mission plurale” volta ad offrire una fruizione consapevole delle ricchezze e delle fragilità del tratto di Oceano sul quale affaccia Dakhla (che gode di un clima tropicale e che, battuta da un vento costante, è – appunto - un noto paradiso internazionale per il kite surf), ma anche tesa a valorizzare l’approccio esplorativo dell’ex Saguia el Hamra y Río de Oro, ovvero, l’ex Africa Occidentale spagnola, oggi noto come Western Sahara; a far conoscere i tesori naturalistici che serba il territorio, favorendo anche l’incontro con la popolazione saharawi, i suoi costumi e i suoi problemi politici e socioeconomici che si trascinano da decenni.

Nico è un istruttore di subacquea. Così pure Martina. Ma madame è anzitutto una biologa marina impegnata in progetti di ricerca scientifica internazionale. Entrambi hanno grande passione per ciò che stanno facendo. Nico e Martina hanno due 110 (un td5 e un 300). Sistemano i visitatori in guest houses; cucinano per loro; al mattino, li conducono alla scoperta di baie e di onde oceaniche e, contando sulla solida esperienza del territorio che i saharawi hanno trasmesso a Nicolò, fanno saggiare agli ospiti “meno surf dipendenti” percorsi or che implicano contatti con i locali, i loro insediamenti, le loro attività vitali e che comprendono anche esplorazioni di siti naturalistici, termali e paleontologici, concludendosi con campi serali sulla sabbia. Al loro ritorno a casa, i viaggiatori serbano indelebili ricordi di esperienze profonde dei luoghi esplorati.

Nico, un giorno, mi fa: <<Ti va di venire qua, vedere e collaborare?». Ovviamente io ho detto: <<Certo!». E così sono stato nominato reporter di Dakhla Rovers 8-) :D

Nei 10 giorni scorsi, sono stato a Dakhla e nel WS a documentarmi. Ho girato con Nico e Martina per un migliaio di km e ora comincio a scrivere il resoconto di ciò che ho visto e fatto. Vi mostrerò le meraviglie della regione, invitandovi a considerare il posto come una meta di viaggio: varie tipologie di viaggio – l’offerta, come mostrerò, è plurale... e aperta agli auto-muniti, come a chi - come me -, questa volta, ha lasciato il Defender a casa ed è arrivato con l'aereo...

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GEN
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Messaggioil 28/11/2015, 13:38

interessante!!
giba foto
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Messaggioil 28/11/2015, 14:15

Seguo molto interessato!
Tratorin
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Messaggioil 28/11/2015, 14:31

Ciao Gen..........un bellissimo posto ci sono stato 3 volte .......molto bello per rilassarsi e riposare........
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andrea scabini
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Messaggioil 28/11/2015, 15:37

...e già, ma anche una base dalla quale - con tutte le accortezze del caso = con le tracce giuste, mille volte verificate! Diversamente, è improponibile per le ragioni che spiegherò - esplorare l'interno: proprio questa è la novità.

Ma voglio procedere in modo ordinato nell'esposizione... :D
GEN
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Messaggioil 28/11/2015, 16:40

Dakhla è una città di circa 100mila abitanti, costruita sulla lingua di asfalto a due corsie (la N1) che tira sino al border mauritano. Su un lato c'è l'Oceano; sull'altro, il deserto. Dakhla è una città semplice, senza profilo monumentale, senza una medina e attraversata da grandi boulevard che io ho visto imbandierati in vista dell’arrivo in città di Sua Maestà Mohammed VI.

Il re, già alcuni giorni prima dell'arrivo del turista che sta scrivendo, aveva rimandato la sua trasferta. Un'influenza molesta l'aveva messo a letto... Ma le bandiere erano rimaste lì... Non si sa mai che il sovrano ci ripensava...

Risultato un po' grottesco: nell'arco di pochi giorni, il vento a 20 nodi che soffia costantemente ha fatto a brandelli tutte le coccarde e le insegne che, ovviamente, nessun funzionario non ha osato rimuovere... Ora urge una rapida sostituzione: il sovrano s'è ripreso, arriva ai primi di dicembre...

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Messaggioil 28/11/2015, 16:41

seguo incuriorito e interessato :P
F
“sono quei metri in cui ti penti di non aver vissuto da buon cristiano”

Nemino sempre nel mio cuore....ciao mio piccolo amico.
nippur
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Messaggioil 28/11/2015, 16:42

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Messaggioil 28/11/2015, 17:07

Dakhla, come già sottolineò l'amico Gegio, è oggi una meta per surfisti e camperisti. Non tanto per viaggiatori automuniti. Chi ci viene, in genere, è di transito: va a molto più a Sud: al mattino si veglia presto e macina l’ultimo tratto di strada costiera (380 km) che conduce al border mauritano (chiusura h 17.00)

A suo tempo, il buon Sandro Centofanti mi suggerì di fare proprio così... davanti a questo mio video casalingo...
Con affetto e malinconia, riporto le parole dello stesso Alex, quando era il 2012: <<Ci fermiamo a Daklha, una penisola di 40 km che racchiude un grande braccio di mare che, protetto dalle onde dell'Oceano, è il posto ideale per il kite-Surf, tanto vento e acqua calmissima, la location è strepitosa>>. http://www.pangeacrossing.com/index.php ... ge=servizi.

La temp. sul Tropico del Cancro è costante: oscilla tra i 23 e i 28° C. Pesce fresco, surf, catamarano, relax, l'ospitalità strepitosa dei Saharawi...

Ho detto <<Saharawi>>. Ora, consentitemi di fare un momento il mio mestiere di esorcista del passato e di riportarvi alla memoria i termini della questione Saharawi. Non sarà tempo perso. Visualizzando a dovere la materia, si capirà perché nel WS fanno or quasi solamente i locali...si capirà perché la vasta e non meno che spettacolare regione desertica dell'entroterra di Dakhla non si conosce...
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GEN
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Messaggioil 28/11/2015, 17:41

seguo! ;)
sergiofelamini
 
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Messaggioil 28/11/2015, 17:57

....su,su !!! avanti :-)
poggio
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Messaggioil 28/11/2015, 18:52

I fatti nudi e crudi, in sintesi "bignamica".

Il WS è un’ex colonia spagnola. Negli anni Cinquanta del secolo scorso, il sentimento identitario e autonomistico della popolazione locale, già ben vivo, ebbe un sussulto. Correva il 1957. Erano stati scoperti i ricchi giacimenti di fosfati di Bou Craa e il regime coloniale se ne avvantaggiava a piene mani col vantaggio di una manodopera a basso costo. Esplose un’insurrezione. E la polizia franchista la represse nel sangue.

Tre anni più tardi, nel 1960, l’ONU riconobbe il diritto di tutti i popoli all’autodeterminazione.

Nel 1963 il Sahara Occidentale fu incluso dalle stesse Nazioni Unite nell'elenco dei Paesi da decolonizzare. Nel dicembre di due anni più tardi, l'Assemblea Generale riaffermò il diritto all'indipendenza dei sahrawi. La Spagna fu invitata a mettere fine alla sua occupazione coloniale dell'area.

Nel 1966, l'ONU ratificò l'atto di autodeterminazione del popolo sahrawi.

Nel 1973, nacque il Fronte Polisario (Fronte di Liberazione Popolare di Saguia el Hamra e del Río de Oro), con l’obiettivo dell’indipendenza. L'anno seguente, la Spagna dette vita a un censimento della popolazione del Sahara Occidentale, un atto, quest’ultimo, necessario all’organizzazione del referendum richiesto dall'ONU. Il risultato dello stesso evidenziò la presenza nella regione di circa 75 mila persone.

Il 20 agosto del 1974, la Spagna annunciò il suo parere favorevole al referendum di autodeterminazione del popolo sahrawi. Dinanzi a ciò, tuttavia, il re del Marocco Hassan II reagì bruscamente. I suoi piani espansionistici emersero in tutta chiarezza.

Una missione dell’ONU in visita nel Sahara Occidentale riconfermò, frattanto, il diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi. Quella missione riconosceva di fatto il Polisario che, già da qualche mese, aveva cominciato ad effettuare operazioni di guerriglia contro la Spagna.

Il 31 ottobre 1975, il Marocco entrò con un esercito di 25.000 uomini nella zona contigua ai suoi confini con il Sahara Occidentale. La Spagna, al contempo, avviò lo sgombero delle aree sotto il proprio controllo.

Il 6 novembre 1975, re Hassan II ispirò la cosiddetta "Marcia verde": 350 mila marocchini entrarono nel Sahara Occidentale allo scopo di vanificare l'eventuale referendum e porre le basi di una definitiva acquisizione dei territori sahariani occidentali.

Un accordo (siglato a Madrid) tra Spagna, Marocco e Mauritania prevedeva la spartizione del Paese conteso.

I sahrawi si battono con tutte le loro risorse sia contro il Marocco che contro Mauritania.

Nel 1976, nasce la Repubblica Democratica Araba dei Saharawi ( RASD), che oggi fa parte dell’Unione Africana ed è riconosciuta da 82 Paesi.

Nel 1979, la Mauritania si defila dal conflitto e riconosce il RASD. Il Marocco invade il restante territorio del Sahara Occidentale. Migliaia di sahrawi trovano rifugio in Algeria, tra l'altro, nell'oasi di Tindūf.

Nel 1991, l’Onu ottiene un cessate il fuoco e invia nel Sahara occidentale una delegazione (MINURSO) col compito di vigilare sulla tregua e organizzare il previsto (e mai tenuto) referendum.

Nel 2003, l’inviato speciale delle Nazioni Unite, affaccia un piano. Dopo un periodo di transizione di 5 anni, in cui il Marocco e il governo del Sahara Occidentale avrebbero governato insieme i territori occupati, si sarebbe dovuto avere il referendum sulla sorte della regione. Il piano è respinto dal Marocco.

La missione MINURSO, prorogata e ri-prorogata è tuttora in piedi. La soluzione della questione resta una mera speranza.
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Messaggioil 28/11/2015, 18:53

La spiegazione di siffatto stallo?

Sarò brevissimo, quasi lapidario... Non posso scrivere un libro… Interessi… Interessi marocchini e occidentali nella compravendita del gas e del petrolio estratto dalla costa. E poi ci sono i fosfati – utilizzati come detergenti, in agricoltura come fertilizzanti, nell’industria del cibo e, parimenti, per la produzione di alcuni tipi di carta. Il Marocco è il primo esportatore mondiale di fosfati e detiene i tre quarti delle riserve mondiali. Ho detto tutto...
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Messaggioil 28/11/2015, 19:21

Tralascio di soffermarmi sulle conseguenze socioeconomiche determinate dal conflitto … materia troppo complessa da affrontare "a volo d’uccello"… Mi soffermo invece sul “lascito” del conflitto sul terreno vero e proprio…

Siffatto lascito si misura in termini di muri e di mine: qui potete avere un saggio della loro successione realizzativa e funzionale nel quadro del conflitto 1976-91 e...nel quadro politico attuale...

https://it.wikipedia.org/wiki/Muro_marocchino
http://www.treccani.it/enciclopedia/la- ... eopolitico)

muri_marocchini_fig_vol2_003800_009_01-600.jpg
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Messaggioil 28/11/2015, 19:21

:57 :62
Seguo con moooolto interesse :D
Ipocrisìa – Simulazione di virtù e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole.
Gegio
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Messaggioil 28/11/2015, 19:33

... Per scrupolo di non essere stato sufficientemente chiaro, sottolineo che tutta la parte gialla visualizzata nella mappa pubblicata sopra è oggi sotto il controllo del Polisario. Il confine è un muro, l'ultimo muro armato fino ai denti dall'esercito maroccchino.... Inavvicinabile venendo da Ovest... neppure per scherzo... tipo "oh...scusate...mi s'è starata la bussola..." :-|

Gli altri muri invece...sono stati aperti...ci sono insomma dei varchi di pochi metri... dei passaggi obbligati...Si passa solo da là...ma si passa...Ovviamente non è il caso di bordeggiarli...nella loro lunghezza... :-|

Poi c'è un'altra questione che complica... Le piogge...il vento...questo e quell'altro fattore naturale e umano ha portato "a spasso" le mine...

Eh già...quando piove nel Sahara Occidentale...lo vedrete nelle mie modeste foto e in quelle belle di Nicolò... il terreno sabbioso cambia...fiorisce addirittura!...i fiumi rompono gli "argini"...e trasportano di tutto ...mine comprese... Le mine insomma "mettono le gambe"... E le "gambe" altre volte, durante il conflitto, le hanno messe perché i resistenti le hanno spostate per valersene contro l'esercito occupante... Altre volte le hanno smontate per prelevarne l'esplosivo e farlo assaggiare al nemico...
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Messaggioil 28/11/2015, 19:55

Un bel casino... Ecco perché solo facendo tesoro dell'esperienza del territorio detenuta dai saharawi, che tutti i giorni girano per il WS a bordo dei loro LR Santana e vi pascolano le greggi, si può pensare di muoversi in fuoristrada nell'area della quale sto scrivendo.

Il rischio, così facendo, si riduce al minimo. Ma è bene chiarire che non si azzera. Ma insomma... Con le tracce giuste...i wpt di allarme ben fissi davanti agli occhi nello schermo del gps... le tracce fisiche sulle piste ben segnate... uno ha ragionevole certezza di non rischiare... Poi, intendiamoci, ci sono anche grandi e grandissime aree del tutto libere... provatamente libere dai saharawi; strategicamente mai state utili a essere minate; ben lontane da ouadi...fiumi stagionali... ;)
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Messaggioil 28/11/2015, 20:00

Bene... :D ora chi mi legge avrà un poco più chiara la situazione, spero... Capirà perché il WS in OR è ancora "verginello"...

Io stesso non ci sarei mai andato a spasso per 1.000 km se non avessi avuto Nicolò con me.

Nico i Saharawi se li cerca 1 per 1, ci stabilisce rapporti d'amicizia che talvolta arrivano alla fratellanza....e fa capitale completo delle loro indicazioni... Così facendo, si muove come uno di loro nel WS... Anzi, senza scherzi, è ormai quasi uno di loro... :D :lol: :lol:

Guidando attraverso una "cintura" avendo Nico al mio fianco sul sedile del navigatore, io ero del tutto tranquillo... "Vai la"...Ok... Un cenno del "dito"... "Lì"...Ok... Poi quando toccava a lui... uno uomo nel suo ambiente acquisito...inculturato... un uomo che studia, incontra, parla, verifica, studia ancora ... infine guida... un Grande.

In seguito, mi piacerà finalmente mostrarvi cosa c'è nel WS di Nico... :D Ma la premessa era necessaria. ;)

Ora, però ne ho per poco...ho una figlia con una specie di strano robot :o :D che non funziona... :roll: e che domani ha pure la sua prima uscita scout...e infine...ho pure una 20ina di e-mail da scrivere a gente che non sa dove sia andato a finire... :roll: :lol: :lol:

Grazie a tutti coloro che seguono ;)
GEN
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Messaggioil 28/11/2015, 20:14

Bei posti
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Messaggioil 28/11/2015, 20:15

Che figata. Complimenti per il racconto appassionato
Babbano
 
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