Spero proprio che non sia vero: le pitture rupestri dell'Akakus erano un punto di riferimento archeologico e turistico di inestimabile pregio.
Sarebbe una perdita incalcolabile di immagine per il paese, per il turismo della zona e per l'umanità intera...
L'area è stata decretata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO già dal 1985: contiene pitture rupestri e graffiti datati fino a 12000 anni A.C.
Per chi volesse documentarsi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tadrart_Acacushttp://whc.unesco.org/en/list/287Il sito è stato studiato negli anni 50 dalla Missione Archeologica Italiana nell’Acacus e Messak dell’Università di Roma “La Sapienza”.
Tratto dal sito
http://www.acacus.it/index.htm:
Acacus, nel cuore del Sahara libico, al confine con l’Algeria. È un luogo di incredibile bellezza paesaggistica, ed un archivio inestimabile delle vicende ambientali, culturali, e spirituali che hanno segnato molti millenni della storia dell’umanità. Verso la metà degli anni ‘50, Fabrizio Mori, paletnologo, avvia l’esplorazione e lo studio di questo massiccio, quasi incastrato tra le immense distese sabbiose dell’Erg Uan Kasa e i contrafforti del Tassili algerino. Il mondo che si presenta a questo studioso toscano – nelle prime spedizioni effettuate a dorso di dromedario, assistito da un pugno di fidatissime guide Tuareg – è di stupefacente bellezza: centinaia di pitture preistoriche istoriano i ripari sotto roccia del labirinto roccioso dell’Acacus, traccia di un mondo e di un ambiente oramai svanito. Sono queste tracce straordinarie, e il lavoro silenzioso di Fabrizio Mori, che permisero di inserire nel 1985 l’Acacus nella lista UNESCO dei siti dichiarati ‘patrimonio mondiale dell’umanità’.Non riesco ad immaginarmi chi possa aver osato tale scempio. Mi riesce difficile pensare che la responsabilità sia attribuibile agli algerini...
Sono molto dispiaciuto... ci sono stato due volte, ma ogni volta restavo affascinato e colpito da quelle immagini raffiguranti elefanti, giraffe ed altri animali che testimoniano che a quell'epoca remota la zona non era deserto ma savana. Nell''ultima mia visita, che risale all'inverno 2006-2007, erano stati ripresi gli studi dell'Università e molti siti nell'Akakus erano stati transennati per proteggerli.
Ma pare non essere stato sufficiente...