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Batteria ausiliaria Disco 2

Tutto sul Discovery 1, 2, 3, 4 e 5

Messaggioil 25/11/2014, 0:59

Va bene la teoria. Tutto bello, toda joia.
Posso fare un esempio pratico?
Tipicamente, la batteria servizi è più piccola di quella di avviamento e quindi il rischio di avere un sovraccarico di prelievo sulla secondaria che possa implicare una scarica della primaria esiste eccome.
Esempio: sei in un bel bosco in estate e fai campeggio, accendi il tuo bel faro acceso da 55w, hai il tuo bel frigo accesso che spinge diciamo a 55w (apri e chiudi, la temperatura interna si alza spesso e il compressore va una bellezza). Assorbi 110w l'ora che, in ampere, sono 9A abbondanti. Tiri lungo con gli amici e, dalle 21 che hai tutto in pista, vai a dormire alle 3 del mattino. Sono 7 belle ore in compagnia e 63A assorbiti. Vai a dormire e la mattina dopo colazione e disfatto il campo salti in macchina pronto a partire .... ed ecco che la disco dell'amico Lollo74 non parte ... cosa diavolo è successo? Ah giusto, l'amico Lollo74 ha una batteria servizi da 45A che ha esaurito la sua carica e si è travasati quasi 20A dall'avviamento. Certo, l'amico Lollo è stato fesso, poteva mettere una batteria secondaria più grande, con tutti i problemi di alloggiamento, peso e spesa conseguenti. Se invece l'amico Lollo avesse avuto un separatore di carica il faro si sarebbe spento e così il frigo. Poco male, ma la mattina dopo sarebbe serenamente partito.
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Messaggioil 25/11/2014, 10:40

gian td5 ha scritto:
Scarpinatore, non credo che l'antipatia per un docente possa giustificare odio verso la materia, nelle parti che ho evidenziato in rosso hai massacrato duecento anni di scibile umano sull'elettricità ;)

Landsaluti

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Gian td5, mi vorresti illuminare allora? Dove sbaglio?
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Messaggioil 25/11/2014, 11:24

Fulvio74 ha scritto:Va bene la teoria. Tutto bello, toda joia.
Posso fare un esempio pratico?
Tipicamente, la batteria servizi è più piccola di quella di avviamento e quindi il rischio di avere un sovraccarico di prelievo sulla secondaria che possa implicare una scarica della primaria esiste eccome.
Esempio: sei in un bel bosco in estate e fai campeggio, accendi il tuo bel faro acceso da 55w, hai il tuo bel frigo accesso che spinge diciamo a 55w (apri e chiudi, la temperatura interna si alza spesso e il compressore va una bellezza). Assorbi 110w l'ora che, in ampere, sono 9A abbondanti. Tiri lungo con gli amici e, dalle 21 che hai tutto in pista, vai a dormire alle 3 del mattino. Sono 7 belle ore in compagnia e 63A assorbiti. Vai a dormire e la mattina dopo colazione e disfatto il campo salti in macchina pronto a partire .... ed ecco che la disco dell'amico Lollo74 non parte ... cosa diavolo è successo? Ah giusto, l'amico Lollo74 ha una batteria servizi da 45A che ha esaurito la sua carica e si è travasati quasi 20A dall'avviamento. Certo, l'amico Lollo è stato fesso, poteva mettere una batteria secondaria più grande, con tutti i problemi di alloggiamento, peso e spesa conseguenti. Se invece l'amico Lollo avesse avuto un separatore di carica il faro si sarebbe spento e così il frigo. Poco male, ma la mattina dopo sarebbe serenamente partito.


:25 in questi casi serve un separatore di scarica e non di carica, Stradalino ne ha realizzato uno semplicissimo, è un relè di potenza che, disinserendo la chiave separa elettricamente la batteria dei servizi da quella principale, connesse e caricate in parallelo.

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Messaggioil 25/11/2014, 11:27

Scarpinatore ha scritto:
gian td5 ha scritto:
Scarpinatore, non credo che l'antipatia per un docente possa giustificare odio verso la materia, nelle parti che ho evidenziato in rosso hai massacrato duecento anni di scibile umano sull'elettricità ;)

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Gian td5, mi vorresti illuminare allora? Dove sbaglio?


Sono curioso anche io.
C'è sempre da imparare e il forum serve per questo
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Messaggioil 25/11/2014, 15:33

Facciamo un pò di chiarezza con un pò più di tempo, ieri notte ero annebbiato dal sonno :)

gian td5 ha scritto:Scarpinatore, non credo che l'antipatia per un docente possa giustificare odio verso la materia,


OK, grazie per la lezione di vita, la terrò presente :)

Dobbiamo considerare due componenti fondamentali: alternatore e batteria.

1) l'alternatore è un generatore di corrente alternata, ha una resistenza a vuoto che ne condiziona la tensione a vuoto ed una reattanza sincrona che crea la componente reattiva. Lo schema elettrico equivalente è di seguito riportato:

schema equiv alternatore.tiff


Come si vede, esso è un generatore di tensione con in serie un'impedenza. La fonte di questo schema è una dispensa dell'Univ. di Pavia, Fac. Ingegneria, Dip. Ing. Elettrica: http://www-3.unipv.it/ingegneria/copisteria_virtuale/comun/Dispensa4.1.pdf
Controllare la bontà delle proprie fonti è una cosa che ho imparato a fare con il tempo e con la diffusione su Internet di fesserie di ogni genere.

Ovviamente, in un'automobile non ci serve corrente alternata ma continua. Quella prodotta dall'alternatore viene quindi raddrizzata con un ponte di diodi (spesso interno all'alternatore stesso).
Vedasi slide del prof. Ceraolo, Dipartimento di Sistemi Elettrici e Automazione, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa: http://www.dsea.unipi.it/Members/ceraolow/Documentazione%20SEB/2-propuls-tradizionale/generazione
Come si può leggere nella slide 13: "I costruttori qualificano i loro gruppi generatore-raddrizzatore attraverso la massima erogazione di corrente a tensione costante". Da qui la mia poco felice espressione della notte scorsa.

2) batterie. Si tratta di un mondo talmente vasto che ho difficoltà a trovare rapidamente fonti da cui estrarre frasi brevi e significative. Mi si passi quindi il riferimento a Wikipedia (che solitamente sconsiglio ai miei studenti perché non sempre la pagina è scritta da persone ai massimi livelli, come i docenti universitari citati prima).
Da Wikipedia all'indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Pila_(elettrotecnica):
"Un semplice modello circuitale di una batteria è una sorgente di tensione perfetta (cioè priva di resistenza interna) in serie con un resistore. La tensione erogata dalla sorgente di tensione non dipende dallo stato di carica, ma solo dalle caratteristiche chimiche della batteria. Quando una batteria "si consuma", è la sua resistenza interna ad aumentare. Quando la batteria è collegata ad un carico (il dispositivo che "usa" la pila, per esempio una lampadina, o un motore elettrico) che ha una sua resistenza, la tensione applicata agli estremi del carico dipende dal rapporto tra la resistenza di carico e quella interna della batteria: quando la batteria è completamente carica la sua resistenza interna è bassa, per cui la tensione applicata ai capi del carico è quasi uguale a quella della sorgente di tensione. Mano a mano che la batteria si consuma e la sua resistenza interna cresce, aumenta anche la caduta di tensione ai capi della resistenza interna, con il risultato di ridurre la tensione disponibile per il carico e quindi la capacità della batteria di erogare potenza al carico."

Questa descrizione ci informa su alcuni fatti importanti:
a) la tensione a vuoto della batteria è in genere molto vicina a quella nominale
b) la tensione sotto carico invece dipende dallo stato di carica della batteria stessa (questo intendevo quando dicevo che somigliano in qualche modo ai condensatori per i quali però la tensione non dipende dall'essere sotto carico o meno ma dalla quantità di energia immagazzinata, lo dico per evitare che qualcuno mi accusi di giustiziare secoli di cultura) ;)

3) fenomeno di carica delle batterie. Nuovamente dovrò violare il mio principio di usare fonti qualificate, per far presto. Sono sicuro che con un pò di tempo chiunque potrà trovare varie fonti più autorevoli a supporto di quanto sto per dire e citare. Nuovamente quindi la fonte è wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Caricabatterie
"Un caricabatterie è un dispositivo utilizzato per fornire energia a una cella secondaria (o batteria) ricaricabile forzando una corrente elettrica attraverso la stessa.
La carica di corrente dipende dalla tecnologia e dalla capacità della batteria che viene ricaricata. Ad esempio, la corrente che deve essere applicata per ricaricare una batteria d'automobile da 12 V è molto diversa da quella necessaria per la ricarica di una batteria per cellulare.
La tensione (e la corrente) necessarie per la ricarica delle batterie sono di tipo continuo (DC)."

Quando dicevo che le batterie si caricano in corrente intendevo proprio questo fenomeno. Per caricare una batteria il compito del caricabatterie è quello di mantenere costante la corrente a quella scelta per la carica ottimale (o quanto meno non far salire troppo la corrente). Se la corrente di carica fosse troppo elevata, si innescherebbero fenomeni di surriscaldamento e la batteria non arriverebbe a sviluppare le necessarie reazioni chimiche interne (che richiedono tempo) presentandosi come apparentemente carica senza aver effettivamente immagazzinato tutta l'energia che può contenere. Una regola empirica che spesso si applica (al di fuori del settore automobilistico dove la corrente di carica è scelta dal costruttore) è quella di caricare la batteria ad un decimo della sua capacità.
In effetti, alcuni caricabatterie adoperano una corrente non costante ma piuttosto un treno di impulsi. Questo è un concetto avanzato che non ci interessa ai fini automobilistici

Spero di non aver distrutto nessuna parte dello scibile umano oggi che sono più sveglio :)

In un altro messaggio spiegherò il mio punto di vista sulla connessione in parallelo di due batterie.
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Messaggioil 25/11/2014, 15:56

Il circuito sotto riportato rappresenta la situazione di due batterie messe in parallelo.

circuito2.jpg


Se supponiamo che le due batterie sono perfettamente identiche e perfettamente cariche, le tensioni E1 e E2 saranno uguali, le resistenze R1 ed R2 piccolissime. In pratica, non scorrerà alcuna corrente in questa maglia (ACFD).
Purtroppo, nella realtà non è così. Due batterie perfettamente identiche non esistono.
Supponiamo allora che E1 sia maggiore di E2 (E1>E2) anche se di poco.

Una corrente, ovviamente scorrerà (I1) da Batt1 verso Batt2. Tale corrente si dissiperà sulle due (inizialmente piccolissime) resistenze R1 e R2.
Il guaio è che man mano che Batt1 eroga corrente su Batt2, essa si scarica. Questo, come abbiamo visto, corrisponde all'aumento della resistenza R1. In pratica, prima o poi, la tensione ai capi della batteria 1 (Batt1) diventerà inferiore a quella ai capi di Batt2.
A quel punto si avrà un'inversione di corrente. Sarà Batt2 a immettere corrente in Batt1 e nel contempo Batt2 si scaricherà.
Il fenomeno si ripeterà all'infinito fino alla scarica totale di entrambe le batterie.
E' il caso di notare che questo fenomeno implica correnti abbastanza piccole per cui la scarica non avviene di certo in poche ore, si sovrappone alla ancora più lenta scarica naturale (autoscarica) delle batterie e quindi non viene percepito facilmente ma esiste.

A questo punto, ognuno può prendere le decisioni che vuole, deviatore, circuito di carica/scarica separata (battery isolator), solenoide (che non ho poi capito dove andrebbe collegato e cosa è in realtà), ....

Io avrei chiesto aiuto per capire se **in pratica** posso fare a meno di un circuito tipo battery isolator (split charge system o circuiti simili) oppure no. Considerazioni personali (del tipo, io mi scordo sempre di commutare il deviatore sulla batteria 2 e quindi finisco per trovarla scarica quando mi serve) sono determinanti nella mia decisione e mi piacerebbe sentirle.
La pura considerazione degli aspetti elettrotecnici porta chiaramente a preferire l'installazione di uno split charge system (sistema per la separazione di carica) ma esso ha un costo e per il momento, ricordo le mie specifiche, io userò la batteria ausiliaria solo per avviamento di emergenza, almeno finchè non monterò il verricello (non a breve)
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Messaggioil 25/11/2014, 16:11

gian td5 ha scritto:(spero non mi legga Mattia Ghigo, alla cui amicizia tengo molto) evita di mettere il ripartitore di carica, non serve a nulla :roll:

Dato che la mia Disco è piena di "ammennicoli inutili".....tettucci elettrici, antifurto volumetrico, homelink, bussola nello specchietto fotocromatico etc.....potevo esimermi dal montare anche quell'accrocchio!!!?? :mrgreen:
A parte gli scherzi, al momento dell'installazione ero molto a digiuno sull'argomento.
Parlai con amici "del mestiere", detti un'occhiata a vari forum....e presi la decisione di cercare un battery isolator-ripartitore di carica: lo trovai usato a 50 Euro poco prima di partire in vacanza con la roulotte (motivo dell'installazione della mia seconda batteria). 8-)
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Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.
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Messaggioil 25/11/2014, 16:22

Grazie Scarpinatore per la spiegazione tecnica.
Resta solo un'ultima domanda: esattamente a cosa serve il separatore di carica? Non basta un separatore di scarica, come diceva Giantd5?
Specifico che io, come Mattia (anzi prima di lui), ho un separatore di carica nautico a diodi per le 2 batterie nominalmente uguali installate sul defender.
E' solo per chiarire come le batterie collegate in parallelo vengono caricate dall'alternatore, quali problemi questo può comportare (difforme distribuzione della carica ?) ecc ecc.
Ipotizzo, e vediamo se ho capito: se un costruttore prevede un alternatore diciamo da 100A per caricare una batteria di avviamento di altrettanti 100A, come è possibile che possa caricare della corrente necessaria anche una seconda batteria, di qualsiasi amperaggio essa sia? Il trasferimento di corrente alla seconda batteria, se collegata in parallelo alla batteria di avviamento, dovrebbe passare attraverso la prima, alimentata direttamente dall'alternatore giusto? Quindi alla seconda batteria andrebbe la quantità di corrente residua (in avanzo, passami il termine) non utilizzata dalla batteria di avviamento per ricaricarsi in marcia.
Il battery isolator a diodi, oltre ad impedire il travaso di corrente da una batteria all'altra, ha la funzione anche di distribuire la corrente alle batterie in maniera unidirezionale, indipendente e proporzionale alla "richiesta" di ognuna. O sbaglio?
PS: giusto per chiarire l'impianto, quando montai il separatore di carica dovetti tirare un nuovo cavo, adeguatamente dimensionato ed in tratta unica, dall'alternatore all'ingresso del battery isolator, e collegai ogni batteria al proprio polo successivo, lasciando il cavo originale che collegava la batteria all'alternatore collegato alla batteria di avviamento (ovviamente isolato nel capo che era collegato all'alternatore). Questo perché nel cablaggio originale tra alternatore e batteria sono collegati ed alimentati gran parte dei sottoservizi originali dell'auto. Diversamente, i sottoservizi necessari al funzionamento dell'auto sarebbero stati alimentati dal solo alternatore.
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Messaggioil 25/11/2014, 19:42

Io provo a dire la mia.............innanzitutto non so perchè ma io ho montato nella macchina una batteria originale LR da 110amp, poi ho realizzato una piastra togliendo il clackson dell'antifurto dove ci sta un altra batteria da 110 amp le foto le ha Landfede le monto in parallelo con cavi da 70 mm per alimentare il verricello da 12500 lbs poi metto uno staccabatterie da 600 amp con fusibile da 450 amp per isolare il verricello dalle 2 batterie tutto questo seguendo lo schema di giuseppe_d90td5.
9187a765095f17f36d01470f8ced0c65.jpg

Poi attenzione ho chiesto se era meglio mettere un ripartitore di carica e mi ha risposto così:
Ciao Mario, come tutti quelli che mi hanno preceduto ho tentato di plasmare l'impianto in considerazione delle mie necessità, ed è pacifico ed opportuno che tu faccia altrettanto dopo averci riflettuto sopra per qualche giorno.

Due staccabatteria dici, se intendi uno per isolare il winch e l'altro per isolare tutto l'impianto del veicolo ci siamo, e concordo. Se non hai necessità di isolare una batteria per i servizi puoi lasciarle fisse in parallelo. L'unico inconveniente potrebbe presentarsi quando la più anziana delle due, se non coetanee, inizierà a tirarsi appresso la più fresca, lì dovrai decidere se sostituirla o isolarla temporaneamente in attesa di sostituzione, mentre con uno stacca potresti protrarne l'utilizzo per un breve periodo gestendo il parallelo per la ricarica a motore avviato ed isolando la seconda per non rischiare di buttar giù anche la prima a veicolo fermo. Con un semplice staccabatteria rischi però di dover modificare provvisoriamente il collegamento nel caso in cui a lasciarti sia per prima la batteria primaria. Con il sistema di Alberto invece sei libero di decidere quale batteria dedicare all'avviamento (o viceversa ai servizi a motore spento), batteria 1, batteria 2, batterie 1 e 2.

Credo che tra tutti gli impianti doppia batteria il 99% non abbia il regolatore di carica...

Il CTEK nello schema che hai postato può avere senso perchè la batteria secondaria è isolabile tramite stacca, ma se fai un parallelo secco e se le batterie sono prestazionalmente simili non saprei quanta utilità possa avere il ripartitore. Io non ce l'ho pur avendo lo stacca tra le due batterie...gli altri non saprei ma ho l'impressione che non siano in molti ad averlo.
Comunque vi rimando alla discussione se a qualcuno può interessarehttp://www.africaland.it/forum/viewtopic.php?f=46&t=76491&start=20
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Messaggioil 25/11/2014, 21:05

Visto che sto proprio in questi giorni ultimando il mio impianto seconda batteria seguo interessatissimo la discussione. Io non sono tecnico come i post che ho letto sino ad ora. La mia esigenza é uguale a quella di Mattia: Campeggio libero con roulotte al seguito collegata alla batteria servizi e finita la sosta ripartire senza patemi. Inoltre vorrei collegare alla batteria servizi anche qualche accessorio tipo fari aggiuntivi, verricello etc...
Tutto ciò mi ha portar ad orientarmi sul ripartitore di carica. Lo schema di collegamento mi é chiaro ma ho un dubbio. Nella configurazione di serie (disco 300) alla batteria principale arrivano due cavi marroni entrambi arrivano dall'alternatore ma uno dei due prima passa attraverso la scatola fusibili. La domanda è: Al ripartitore devono essere portar entrambi i cavi marroni giusto?
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Messaggioil 25/11/2014, 22:13

seguo, interessante!
C'E SEMPRE UNA MANO DISPOSTA AD AIUTARTI...IN FONDO AL TUO BRACCIO...
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Messaggioil 26/11/2014, 0:40

è interessante constatare che su questo forum ciclicamente vengano ripresi argomenti che in passato erano stati (pensavo) sviscerati a fondo, la novità di questo mese è che il tormentone delle batterie in parallelo è ripreso, complice l'incidente che ha cancellato quasi tutti i 3d sull'argomento.

per spiegare il mio punto di vista sulla vexata quaestio comincerò dalla Land Rover, quando sulla RRC venne deciso di montare il VM, i progettisti di Solihull dovettero risolvere il problema di dove alloggiare una batteria maggiorata, constatato che proprio non ci stava, ne misero due in parallelo, senza alcun regolatore/separatore di carica, considerato che le RRC con questo sistema funzionano dal 1986, non credo che qualcuno possa criticare la soluzione.
a questo punto i sostenitori del ripartitore potrebbero giustamente obiettare che all'epoca l'elettronica non offriva ancora soluzioni valide, sicure ed economiche, mentre ora.... ora non è cambiato nulla, nell'edizione 2012 di Carrara 4x4 tutti hanno potuto vedere un Toyota (aimè non ricordo il modello) di serie con in bella vista nel cofano due gigantesche batterie in parallelo secco, non per insistere, ma se lo fanno i giapponesi........
è interessante ora vedere come avviene la carica della batteria sui nostri mezzi, innanzitutto non esiste alcun dispositivo regolatore di carica, non c'è, punto e basta, secondo quanto abbiamo letto nei vari post che precedono il mio ciò dovrebbe causare danni e sconquassi, ma, constatato che ciò non accade, vediamo di darci una spiegazione, la quale è molto più semplice di quanto possa sembrare; un elemento di batteria è carico (ovvero la corrente che ancora vi circolasse produrrebbe unicamente calore e non trasformazione chimica del materiale costituente le piastre) quando la sua tensione raggiunge i 2,3 volt,
il che significa che la tensione a vuoto di una batteria carica è 13,8 volt, ebbene semplicemente tarando il regolatore di tensione dell'alternatore a poco più di questo valore, quei geniacci dei progettisti hanno risolto il problema di gestire la carica della batteria, mi spiego meglio, quando la tensione della batteria è uguale a quella del generatore la carica semplicemente cessa.
a questo punto possiamo farci due domande, la prima è : cosa può introdurre di diverso e migliore nel sistema di carica un eventuale "regolatore" ? posto che se riducesse la tensione allungherebbe inutilmente i tempi di carica e se la aumentasse rovinerebbe la batteria, mi sento di rispondere che non introduce nulla, ergo non serve a nulla.
la seconda domanda potrebbe essere: ma se il sistema di carica è gestito unicamente da un generatore a tensione costante, il che modo una batteria aggiuntiva può rendere problematica la carica della prima (o il contrario) rendendo necessario il "separatore"? qui la mia risposta è : in alcun modo.

Landsaluti

gian

ah, dimenticavo, una cella , che in serie con altre costituisce la batteria è composta da più elementi singoli messi in parallelo e si caricano tutti in modo uguale.
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Messaggioil 26/11/2014, 8:04

Si ok ma...
LR mise due batterie in parallelo uguali? Intendo stesso amperaggio?
Il toyota a Carrara aveva due batterie uguali?
Sospetto di si. E quindi rifaccio la stessa domanda: con due batterie in parallelo ma di amperaggi diversi? Che succede?
Può capitare che anche la secondaria con amperaggio inferiore sia posta sotto carico a motore acceso, e quindi con la primaria anch'essa sotto carico (uso del compressore? Tiro di verricello?). Il relè di potenza di Stradalino non interviene, giusto? Quindi la batteria con amperaggio inferiore ma sottoposta ad un prelievo importante non potrebbe svuotare anche la primaria?
Secondo te no, perché l'alternatore eroga abbastanza corrente per caricarle entrambe?
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Messaggioil 26/11/2014, 10:44

Fulvio74 ha scritto:Si ok ma...
1)LR mise due batterie in parallelo uguali? Intendo stesso amperaggio?
2)Il toyota a Carrara aveva due batterie uguali?
3)Sospetto di si. E quindi rifaccio la stessa domanda: con due batterie in parallelo ma di amperaggi diversi? Che succede?
4)Può capitare che anche la secondaria con amperaggio inferiore sia posta sotto carico a motore acceso, e quindi con la primaria anch'essa sotto carico (uso del compressore? Tiro di verricello?). Il relè di potenza di Stradalino non interviene, giusto? Quindi la batteria con amperaggio inferiore ma sottoposta ad un prelievo importante non potrebbe svuotare anche la primaria?
5)Secondo te no, perché l'alternatore eroga abbastanza corrente per caricarle entrambe?


1)/2) le batterie erano (sono) identiche in ambedue i casi.
3) succede che avendo resistenze interne diverse, le corrente erogate saranno proporzionali alla capacità, niente di trascendentale, è lo stesso principio per cui una centrale elettrica di qualche megavatt può lavorare in parallelo con un pannello solare di pochi chilovatt.
4) nel caso che tu prospetti ci sono tre generatori in parallelo, le due batterie (generatore elettrochimici) e l'alternatore, (generatore elettromeccanico) ciascuno di questi contribuirà alla corrente complessiva in funzione della propria resistenza interna, quanto al concetto che una batteria piccola possa "svuotare" una di maggior capacità è una possibilità che in elettrotecnica viene considerata solo se la batteria piccola ha uno o più elementi in corto, ma qui si parla di batterie funzionanti.
5) fintanto che il verricello funziona le batterie si scaricano perché l'alternatore non ha la potenza per azionarlo, ma, non appena questo viene fermato, il processo di carica inizia immediatamente, la corrente che può erogare l'alternatore è più del doppio di quanto serva per una normale carica di due battere, chiaramente poi deve durare per il tempo necessario al ripristino del massimo livello di carica delle batterie.

ora che ho risposto alle tue domande, te ne faccio una io: in che modo ed in base a quali principi, inserendo un separatore di carica i problemi che mi hai esposto verrebbero risolti ?

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Messaggioil 27/11/2014, 12:50

Mi pare di capire che se le batterie sono simili i fenomeni di scarica reciproca (che esistono comunque) sono talmente limitati che la soluzione è addirittura adottata dalle case automobilistiche. Bene!

Io ho una 100Ah che ho trovato nella macchina quando l'ho comprata, ora ho acquistato una 80Ah (mi pareva più che sufficiente come seconda batteria). Chissà se si possono considerare 'simili' abbastanza...

(tanto lo so che alla fine comprerò un apparato complicatissimo, se no non mi diverto!!)

:)
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Messaggioil 27/11/2014, 13:02

Sul thread seguente c'è la testimonianza di Giuseppe_d90Td5 che tiene le batterie sempre in parallelo (per la ricarica) tranne quando usa quella dei servizi

http://www.africaland.it/forum/viewtopic.php?f=27&t=74288
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Messaggioil 27/11/2014, 19:28

gian td5 ha scritto:
Fulvio74 ha scritto:Si ok ma...
1)LR mise due batterie in parallelo uguali? Intendo stesso amperaggio?
2)Il toyota a Carrara aveva due batterie uguali?
3)Sospetto di si. E quindi rifaccio la stessa domanda: con due batterie in parallelo ma di amperaggi diversi? Che succede?
4)Può capitare che anche la secondaria con amperaggio inferiore sia posta sotto carico a motore acceso, e quindi con la primaria anch'essa sotto carico (uso del compressore? Tiro di verricello?). Il relè di potenza di Stradalino non interviene, giusto? Quindi la batteria con amperaggio inferiore ma sottoposta ad un prelievo importante non potrebbe svuotare anche la primaria?
5)Secondo te no, perché l'alternatore eroga abbastanza corrente per caricarle entrambe?


1)/2) le batterie erano (sono) identiche in ambedue i casi.
3) succede che avendo resistenze interne diverse, le corrente erogate saranno proporzionali alla capacità, niente di trascendentale, è lo stesso principio per cui una centrale elettrica di qualche megavatt può lavorare in parallelo con un pannello solare di pochi chilovatt.
4) nel caso che tu prospetti ci sono tre generatori in parallelo, le due batterie (generatore elettrochimici) e l'alternatore, (generatore elettromeccanico) ciascuno di questi contribuirà alla corrente complessiva in funzione della propria resistenza interna, quanto al concetto che una batteria piccola possa "svuotare" una di maggior capacità è una possibilità che in elettrotecnica viene considerata solo se la batteria piccola ha uno o più elementi in corto, ma qui si parla di batterie funzionanti.
5) fintanto che il verricello funziona le batterie si scaricano perché l'alternatore non ha la potenza per azionarlo, ma, non appena questo viene fermato, il processo di carica inizia immediatamente, la corrente che può erogare l'alternatore è più del doppio di quanto serva per una normale carica di due battere, chiaramente poi deve durare per il tempo necessario al ripristino del massimo livello di carica delle batterie.

ora che ho risposto alle tue domande, te ne faccio una io: in che modo ed in base a quali principi, inserendo un separatore di carica i problemi che mi hai esposto verrebbero risolti ?

Landsaluti

gian

Mi sembra tutto corretto, ma è giusto fare una precisazione: nel caso della Regina VM e del tRoyot@ ( scusate ma non riesco a scriverlo :lol: ) le batterie sono in parallelo secco e TUTTE le utenze vengono alimentate da entrambe le batterie ; in questo caso il ripartitore di carica non serve ad una beata mazza ma è necessario che le batterie siano di uguale tipologia, amperaggio e possibilmente anche in pari condizioni di usura ( praticamente sarebbe meglio metterne due nuove e sostituirle sempre insieme ) . Se le batterie fossero diverse l' impianto funzionerebbe lo stesso ma la resa sarebbe inferiore alla somma algebrica delle capacità delle batterie ( se metto in parallelo una 100Ah e una 80 Ah anche se la somma fa 180 non ho la stessa resa che avrei con due batterie da 90Ah ).
Quando invece abbiamo una batteria primaria (collegata all' impianto di serie) ed una secondaria (uso servizi tipo camper, quindi frigo luci veranda ecc.) la cosa più semplice sarebbe isolare i due impianti e collegare in parallelo le due batterie tramite un relè alimentato dall' alternatore, quindi in sostanza a motore spento sono indipendenti e quando il motore è in moto si caricano entrambe. Anche in questo caso il ripartitore non serve a nulla e le batterie possono essere anche di amperaggio e stato differente.
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pastor
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Messaggioil 27/11/2014, 20:54

Quando due batterie hanno la stessa tensione anche a differenza di amperaggio non c'e circolazione di corrente. Paragonando l energia elettrica alla idraulica, la tensione è l altezza di due cisterne d acqua, gli ampere la portata dei raccordi.. per I vasi comunicanti non importa la portata, ma solo la differenza di livello delle due cisterne. Se sono allo stesso livello non si sposta acqua
fabio968
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Messaggioil 27/11/2014, 23:14

pastor ha scritto:

Mi sembra tutto corretto, ma è giusto fare una precisazione: nel caso della Regina VM e del tRoyot@ ( scusate ma non riesco a scriverlo :lol: ) le batterie sono in parallelo secco e TUTTE le utenze vengono alimentate da entrambe le batterie ; in questo caso il ripartitore di carica non serve ad una beata mazza ma è necessario che le batterie siano di uguale tipologia, amperaggio e possibilmente anche in pari condizioni di usura ( praticamente sarebbe meglio metterne due nuove e sostituirle sempre insieme ) . Se le batterie fossero diverse l' impianto funzionerebbe lo stesso ma la resa sarebbe inferiore alla somma algebrica delle capacità delle batterie ( se metto in parallelo una 100Ah e una 80 Ah anche se la somma fa 180 non ho la stessa resa che avrei con due batterie da 90Ah ).
Non so su quale testo tu abbia studiato elettrotecnica, ma forse ne hai saltato qualche pagina, le correnti erogabili da due batterie, come la loro capacità, sono sempre la somma delle capacità singole, anche se le batterie hanno capacità diverse, è una regola che vale per tutti i generatori, non a caso ho fatto l'esempio delle centrali, un impianto da un megavatt in parallelo ad uno da un chilovatt eroga una potenza di 1001000 vatt, cioè esattamente la somma delle due potenze
Quando invece abbiamo una batteria primaria (collegata all' impianto di serie) ed una secondaria (uso servizi tipo camper, quindi frigo luci veranda ecc.) la cosa più semplice sarebbe isolare i due impianti e collegare in parallelo le due batterie tramite un relè alimentato dall' alternatore, quindi in sostanza a motore spento sono indipendenti e quando il motore è in moto si caricano entrambe.
teoricamente potrebbe funzionare, nella pratica no, l'alternatore è sempre connesso con la batteria, per cui sul morsetto dell'alternatore c'è sempre tensione, l'eventuale relè resterebbe sempre inserito
Anche in questo caso il ripartitore non serve a nulla e le batterie possono essere anche di amperaggio e stato differente.
resta sempre il mistero, ad ora mai svelato neppure dai fautori dell'utilizzo di questo dispositivo, del funzionamento elettrico e dei risultati determinati dal suo utilizzo, mi viene il sospetto che nessuno lo sappia :roll:


Landsaluti

gian
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Messaggioil 28/11/2014, 0:11

gian td5 ha scritto:Non so su quale testo tu abbia studiato elettrotecnica, ma forse ne hai saltato qualche pagina, le correnti erogabili da due batterie, come la loro capacità, sono sempre la somma delle capacità singole, anche se le batterie hanno capacità diverse, è una regola che vale per tutti i generatori, non a caso ho fatto l'esempio delle centrali, un impianto da un megavatt in parallelo ad uno da un chilovatt eroga una potenza di 1001000 vatt, cioè esattamente la somma delle due potenze


Gian, è evidente che una qualche infarinatura di elettrotecnica la hai ma ti prego di voler evitare di rispondere alla gente con frasi del tipo di quelle sopra riportate, mi sembra che il loro tono non sia in sintonia con lo stile affabile, cordiale e amichevole di questo bellissimo forum.

Andando nel merito, mi permetto di dissentire dal tuo parere in più punti ma mi guardo bene dall'imbarcarmi in discorsi tecnici a quest'ora dopo una dura giornata di lavoro. Spero di trovare il tempo domani per un parere più ragionato e circostanziato.

Noto solo, brevemente, che tu fai spesso riferimento a impianti industriali di produzione dell'energia che poco o nulla hanno a che fare, nel loro comportamento, con delle semplici batterie al piombo o degli alternatori. La differenza sta in una serie di componenti elettriche sofisticate che regolano il comportamento all'uscita di questi impianti che non sono presenti in batterie e alternatori d'auto. Ma questo lo sai anche tu.

Ciao
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