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Impianto fisso di aria compressa su 110 HT

Binda, Vericello, Compressore...

Messaggioil 01/02/2016, 18:25

Vi descrivo l’impianto che ho realizzato sulla mia macchina la scorsa primavera. Scattai alcune foto durante i lavori proprio con l’intento di condividere l’esperienza, ma il tempo è sempre un problema…, comunque meglio tardi che mai. So che il 110HT è poco diffuso, ma spero che i vari “pezzi”, presi magari singolarmente, possano servire da spunto per impianti diversi su modelli diversi.
Come per ogni modifica o aggiunta, sono partito col focalizzare bene quelle che erano le mie esigenze, per poi passare un bel po’ di tempo attorno alla macchina a studiare la realizzazione e a prendere misure, fino ad arrivare ad un progetto ben definito sulla carta in base anche ai componenti scelti. Infine, il montaggio.


Esigenze

Quando tagliavo gomme in Burkina Faso o foravo due volte in un giorno in Mauritania, avevo una pompetta a pedale a pistone unico: circa 20 minuti per gonfiare un XS 7,50x16 da zero facendo turni di 1 minuto con la moglie.
Le attuali esigenze sono quelle di controllare e gonfiare le gomme lontano da casa, e poter soffiare aria compressa con la pistola per pulire. Diciamo un buon 25%.
Il restante 75%, non mi vergogno a dirlo, è la soddisfazione di progettare e realizzare un buon impianto di aria compressa su una macchina che per lunghi periodi mi fa anche da abitazione.


Progetto

Uno dei motivi per cui il 110 HT si è guadagnato la fama di “auto ideale per viaggi” è la disponibilità di ampi spazi sotto la vettura adatti ad ospitare serbatoi gavoni ed altra roba, in modo da non avercela tra i piedi dentro l’abitacolo. La mia macchina, tra serbatoi supplementari gasolio, serbatoio acqua, gavone batterie servizi, webasto, era già piuttosto piena sotto. Però erano ancora disponibili un piccolo spazio nel passaruota posteriore destro dietro al bocchettone del serbatoio, adatto ad ospitare il compressore, e uno spazio centrale ben protetto tra i longheroni del telaio ideale per il serbatoio aria compressa. Partendo da qui, e dall’esigenza di avere una presa di aria compressa vicino ad ogni porta, ho sviluppato il progetto dell’impianto.
Questo è lo schema pneumatico, da vedere grosso modo sulla pianta del veicolo con muso in alto:

Schema pneumatico rid.jpg

E questo è lo schema elettrico, dove i cavi in neretto sono da 6 mmq e gli altri da 0,5 mmq:

Schema elettrico rid.jpg

Legenda:
C – compressore
F – filtro aria in ingresso
S – serbatoio aria compressa
P – pressostato
A1 A2 A3 – prese aria compressa
M – manometro
Vr – valvola di non ritorno
Vc – valvola scarico condensa
Vs – valvola di sicurezza
I – interruttore
R – relè
f – fusibile
S1 – spia impianto attivo
S2 – spia compressore in funzione


Scelta componenti

Compressore
La mia scelta è caduta sul Viair 325C, che mi è parso un buon compromesso tra prezzo e qualità (un anno fa era in offerta e costava assai meno) http://www.4technique.it/scheda__viair_ ... -43-7.html
Lo so che ci sono cinesini che costano la metà e pompano il triplo, ma per il mio modo di vedere le cose preferisco questo.
Ha grado di protezione IP54 (in questa discussione viewtopic.php?f=46&t=92993&start=40 ho spiegato nel dettaglio cosa significa), è quindi è adatto al montaggio esterno.
Ha un duty-cycle del 33%, il che significa che non è adatto all’uso continuo ma può funzionare al massimo per 15 minuti consecutivi e poi 30 minuti di pausa, più che sufficienti per la mie esigenze.
Ha la possibilità di staccare il filtro di ingresso e piazzarlo da un’altra parte tramite un tubo, possibilità che ho poi sfruttato.
Ha incorporata una valvola di non ritorno a 2 vie in capo ad un pezzo di tubo lungo circa mezzo metro in uscita dal compressore, che non richiede lo scarico attraverso il pressostato tramite il classico tubicino. Quel pezzo di tubo scarica la sua pressione attraverso il compressore quando questo si arresta, in modo da partire al prossimo avviamento senza contropressione.

Serbatoio
Dopo aver cercato tra vari prodotti commerciali, ho deciso di farmelo in acciaio inox 304. Grande come volevo io, con le uscite dove volevo io. Il massimo diametro consentito dallo spazio disponibile era il 6” (168 mm) e la lunghezza, comprese le calotte, sui 55 cm. La cosa più difficoltosa è stato trovare chi mi vendesse un pezzo di tubo di quella dimensione, in quanto le barre commerciali sono da 6 metri. L’ho preso con spessore 2 mm, che resiste fino a 21 bar di pressione. Ho comprato 2 calotte da 6”, 3 manicotti da ¼”, ho realizzato i 2 piedi con piatto da 25x4 mm, ed ho fatto tutti i fori necessari. Poi me lo sono fatto saldare TIG. Visto in pianta ha un’uscita davanti, una dietro e una sotto. In quest’ultima ho messo una valvolina scarico condensa. La capacità effettiva è risultata di 11,2 litri.

Pressostato
Scartati quelli piccolini che hanno un differenziale d’intervento irrisorio (compressore che si accende in continuazione appena usi l’aria compressa), ne ho preso uno di quelli classici da compressore, nella fattispecie un NEMA Mignon, tarato a 8 bar con differenziale fisso di 2 bar (stacca quando la pressione nel serbatoio arriva a 8 bar e riaccende quando scende sotto i 6 bar) che mi sono fatto assemblare senza interruttore e con fondello a 2 vie da ¼”. Una l’ho utilizzata per prendere la pressione in linea, e nell’altra ci ho messo una valvola di sicurezza tarata a 10,3 bar, perché mi faceva comodo metterla lì.

Prese aria compressa, raccorderia, tubi
Su consiglio di molti, ho evitato roba da brico e mi sono rivolto ad un venditore di articoli tecnici industriali per pneumatica. Prese e raccordi vari sono Aignep http://www.aignep.com/ , in particolare le prese ad innesto rapido sono della Serie 120 e i relativi innesti, che ho montato sulle pistole per gonfiare e soffiare, sono della Serie 220.
Mi sono fatto modificare dal venditore un raccordo a T femmina da ¼”Gas rimaschiando un ingresso ¼”NTP , in modo da poter entrare con la valvola di non ritorno del compressore che è ¼”NTP maschio (standard americano) e proseguire nell’impianto con raccordi ¼”Gas molto più comuni da noi.
Per i tubi ho preferito l’Elastollan (poliuretano) al classico Rilsan (poliamide), in quanto più flessibile a parità delle altre caratteristiche. Sono tutti diametro 6x8 mm (interno x esterno) tranne quello del manometro che è 2,5x4 mm.

Manometro
E’ un comunissimo manometro per aria 0-12 bar diametro 50 mm con attacco maschio da ¼” posteriore.

Materiale elettrico
Visto l’assorbimento elettrico massimo del compressore di 20 A, ho messo un fusibile da 30 A e un relè da 40 A (bastava da 30), montati assieme agli altri relè e fusibili nell’apposito vano davanti alla leva del cambio. L’interruttore e le due spie di diverso colore sono in bella vista sul cruscotto.


Montaggio

Compressore
Per fissarlo ho sfruttato quattro fori preesistenti sul cross member. I fori 1,2,3 erano passanti, ed è bastato mettere bulloni M8 di sufficiente lunghezza. Il foro 4 era solo sulla parte interna: l’ho fresato e ci ho messo un inserto filettato M8 a testa fresata, in modo da avere anche un buon contatto elettrico per la continuità di massa.

Aria Foto1.jpg

Ho dovuto costruire una specie di mensola di forma complessa che una volta fissata a questi quattro fori reggesse il compressore il più alto possibile. Oltre ai fori per il fissaggio al cross member e i fori per fissare i piedini antivibranti del compressore, questa mensola ha anche 4 fori filettati M5 per fissare il carter di protezione, e altri 2, sempre filettati, per attaccare la massa del compressore e una fascetta per reggere il tubo dell’aria compressa prima della valvola di non ritorno. E’ uno di quegli oggetti che conviene costruire in loco aggiungendo pezzo per pezzo con la saldatrice e modificando se necessario fino ad ottenere il risultato voluto. Una volta terminato e provato, l’ho fatto zincare a caldo.

Aria Foto2.jpg

Il compressore montato sulla mensola fissata al cross member si presenta così:

Aria Foto3.jpg

Aria Foto4.jpg

Ho preferito prendere l’aria da comprimere all’interno dell’abitacolo, ambiente sicuramente più pulito, per cui ho collegato l’ingresso del compressore con il filtro montato all’interno sopra il passaruota all’estremità posteriore tramite il tubo in PVC verde che si vede anche nella Foto3. Quello fornito col compressore è in poliamide nero, rigidissimo, e inadatto. Anche il supporto del filtro originale è un pezzo di plastica debolissimo, ed ho preferito rifarlo in inox.

Aria Foto5.jpg

Una volta rimontato il carter originale non si vede nulla ed il filtro è meccanicamente protetto. Le ampie fessure tra carter e carrozzeria sono sufficienti a far entrare l’aria necessaria al compressore.

Aria Foto6.jpg

Il compressore, IP54, se montato all’esterno va protetto da getti d’acqua, e anche da fango o sassi sollevati dalla ruota. A tal scopo ho costruito un semplicissimo carter costituito da una lamiera di alluminio spessa 1,5 mm piegata ad L, con 4 fori per essere fissata alla mensola che sostiene il compressore. Come si intuisce dalla Foto7 la parte a destra in basso è completamente aperta, e in alto a sinistra dietro al bocchettone c’è una feritoia di sfiato (non si vede in foto), in modo da garantire una buona circolazione di aria per raffreddare il compressore.

Aria Foto7.jpg

Aria Foto8.jpg


Serbatoio
Ha due uscite, una dietro laterale e una davanti centrale, e nella parte inferiore ha una terza uscita per la valvolina scarico condensa, e due piedi di appoggio laterali.
Per il fissaggio ho sfruttato dei bulloni preesistenti che uniscono i supporti carrozzeria al telaio. Anche in questo caso ho dovuto costruire due mensole che vengono fissate a questi bulloni e sulle quali poggiano e vengono imbullonati i piedi del serbatoio. Ho dovuto farle asimmetriche per evitare che la valvolina scarico condensa mi finisse proprio sopra l’albero di trasmissione, per un errore di progettazione del serbatoio, e alla fine ho fatto zincare a caldo pure queste.

Aria Foto9.jpg

Aria Foto10.jpg

Aria Foto11.jpg

Il serbatoio montato sulle mensole fissate al telaio si presenta così:

Aria Foto12.jpg

Aria Foto13.jpg

Una curiosità: quello sulla sinistra è il tubo di scarico dritto in… acciaio inox!!! :evil:
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Messaggioil 01/02/2016, 18:32

Pressostato
Generalmente sui compressori pressostato e valvola di sicurezza vengono montati sul serbatoio di aria compressa. Visto che la pressione è pressoché la stessa in tutti i punti del circuito, ho preferito montare questi componenti in zona riparata all’interno del vano batteria sotto il sedile del guidatore, visto anche lo spazio esiguo che occupano.
Ho costruito una staffa di fissaggio con un manicotto da ¼”, verniciata di nero, che si fissa alla parete del vano batterie con due bulloni dall’esterno. Il manicotto serve sia a portare l’aria al pressostato che a supportarlo meccanicamente. La valvola di sicurezza è montata sull’altro ingresso del fondello del pressostato.

Aria Foto14.jpg

Aria Foto15.jpg


Prese aria compressa
Quella vicina alla portiera lato guidatore si vede nella foto sopra. Quelle vicine alla portiera lato passeggero e vicino al portellone posteriore, si vedono nelle foto seguenti.

Aria Foto16.jpg

Aria Foto17.jpg


Manometro
L’ho montato in un pannello tra i due sedili già adibito ad ospitare altra strumentazione, e risulta ben visibile dal posto di guida.

Aria Foto18.jpg

Se qualcosa non è chiaro, chiedete pure.
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Messaggioil 01/02/2016, 20:33

Complimenti bella realizzazione, volevo chiederti in base a che cosa decidi le uscite sul serbatoio, volendo si può realizzare uno con forma quadrata tipo un cubo o non andrebbe bene ?
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jak
 
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Messaggioil 01/02/2016, 20:50

Direi un lavoro da certosino...complimenti a tutto!
C'E SEMPRE UNA MANO DISPOSTA AD AIUTARTI...IN FONDO AL TUO BRACCIO...
landy76
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Messaggioil 01/02/2016, 23:24

Bel lavoro e ottima spiegazione,complimenti
ci son due cose infinite..l'universo e la stupidità umana....anche se del primo non son sicuro
robertoss
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Messaggioil 01/02/2016, 23:46

Ciao, Orso.

Uno lavoro magistrale e un'altrettanto magistrale spiegazione dello stesso. :-)


l'orso ha scritto:
Esigenze

Quando tagliavo gomme in Burkina Faso o foravo due volte in un giorno in Mauritania, avevo una pompetta a pedale a pistone unico: circa 20 minuti per gonfiare un XS 7,50x16 da zero facendo turni di 1 minuto con la moglie.
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Pagherei volentieri un biglietto per una visita guidata della tua "abitazione"... :-)
GEN
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Messaggioil 02/02/2016, 0:11

Complimenti anche da parte mia!! Mi associo a Gen.... Pagheremmo metà a testa
"La fatica non è mai sprecata. Soffri ma sogni."
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Messaggioil 02/02/2016, 0:19

Guarda che metà biglietto lo pagano i bimbi... Con mezzo biglietto tu ed io al massimo vedremmo mezzo spettacolo... E che!? Tu esci alla fine del primo tempo e io mi vedo il secondo? Poi tu mi racconti l'inizio e io ti racconto la fine?!?!

GEN
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Messaggioil 02/02/2016, 10:37

Mi unisco ai complimenti, è una realizzazione perfetta. :3
Umberto, il carriolon e la Regina
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Messaggioil 02/02/2016, 21:23

bellissimo lavoro, complimenti !!
Il vero problema è che la velocità della luce è molto superiore a quella del suono,quindi mi sembravi brillante prima di ascoltarti
tiburzi
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Messaggioil 03/02/2016, 0:23

Bel lavoro, bravo.
n.b. esprimo solo un'opinione... don't worry... be happy!
Crivelli
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Messaggioil 03/02/2016, 0:32

GEN ha scritto:Guarda che metà biglietto lo pagano i bimbi... Con mezzo biglietto tu ed io al massimo vedremmo mezzo spettacolo... E che!? Tu esci alla fine del primo tempo e io mi vedo il secondo? Poi tu mi racconti l'inizio e io ti racconto la fine?!?!




Giuro che per la mia metà prendo gli appunti come si deve.... :lol:
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Messaggioil 03/02/2016, 10:06

:D :lol:
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Messaggioil 03/02/2016, 19:49

Grazie a tutti per l’apprezzamento. ;)

jak ha scritto: volevo chiederti in base a che cosa decidi le uscite sul serbatoio,

Solo in base alla comodità.
Fermo restando che un’uscita in basso per poterci mettere una valvolina di scarico condensa è bene averla, per quelle dedicate all’entrata/uscita dell’aria puoi fare tutto quello che vuoi. Nel mio caso, ad esempio, dovevo collegare al serbatoio 7 cose: compressore (tramite valvola di non ritorno), pressostato, valvola di sicurezza, manometro, e 3 prese. Avrei potuto mettere 7 uscite, oppure una sola e di lì continuare con dei T o delle diramazioni, non sarebbe cambiato nulla. Mi faceva comodo metterne 2, una davanti e l’altra dietro, e così ho fatto, poi mi sono aggiustato con raccordi vari.

jak ha scritto: volendo si può realizzare uno con forma quadrata tipo un cubo o non andrebbe bene ?

A meno di farlo piuttosto piccolo e in lamiera molto spessa, quindi pesante, un serbatoio a forma di cubo o parallelepipedo o comunque con facce piane, non va bene in quanto la pressione interna dell’aria tenderebbe a “gonfiarlo” deformando le facce piane.


@Gen e Davidone: non ho mai fatto un articoletto descrittivo della mia camperizzazione essenzialmente per due motivi:
1 – Penso che non interessi a nessuno, in quanto è una camperizzazione rigorosamente monoposto. Quella del Fennec che ho usato nei viaggi africani, che permetteva di cucinare/mangiare/dormire comodamente in 2 all’interno della macchina, sarebbe sicuramente risultata interessante, ma negli anni ’80 non ho mai ritenuto utile documentarla con qualche diapositiva. E ne sono pentito. Oggi non esiste più, ed è stata ampiamente cannibalizzata per allestire l’attuale.
2 – E’ una camperizzazione monta/smonta, e faccio queste operazioni 3 o 4 volte all’anno. L’unico momento adatto a fare foto è appena montato l’ambaradan, prima della partenza (non essendo un maniaco delle pulizie domestiche durante i viaggi, diciamo che al rientro non è fotografabile… :oops: ). Per svariati motivi finisce sempre che monto tutto all’ultimo momento, e non ho mai tempo di mettermi a fare foto.
Però, pensando che dei “pezzi” potrebbero fornire spunti per allestimenti differenti, la cosa potrebbe anche avere un senso…, non prometto nulla, ma chissà...
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Messaggioil 03/02/2016, 20:27

Grazie della spiegazione, a breve lo monterò anche io ed ero proprio indeciso su quante uscite mettere sul serbatoio. Quindi ne faro 4, una per il compressore, una per lo scarico, una per i blocchi e una per il gonfiaggio gomme e altre cose.
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Messaggioil 05/02/2016, 15:05

Complimenti..!
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Messaggioil 05/02/2016, 16:19

Ciao e complimenti per il tuo lavoro!
Ottima spiegazione ed ottima installazione sfruttando gli spazi del 110!
Prendi questi suggerimenti come spunti di riflessione e come un'opportunita' per migliorare il tuo progetto.
La mia deformazione professionale mi porta a esternare queste considerazioni generali ed a suggerirti alcune modifiche per eseguire un impianto polivalente per utilizzi OR, quale il tuo.
Lungi da me il discorso di voler fare il professore e di avere la scienza infusa! Il mio intento e' quello della massima condivisione delle competenze/esperienze! Poi ciascuno prende quello che scrivo come vuole e fa cio' che meglio crede!
1) Dimensionamento del serbatoio aria compressa.
Bisogna tienere presente che grossomodo anche per l'aria compressa a temperatura normale di 20 gradi C: [P] (pressione) x [V] (volume) = costante; quindi ad esempio, a 8 bar un serbatoio da 10 l da un valore di 80 bar x litri, se si mette un comunicazione un altro serbatoio da 10 litri si ottiene una pressione in entrambe i serbatoi da 80 bar x litri / 20 litri = 4 bar e cosi via.
Di conseguenza per dimensionare il serbatoio polmone bisognera' fare due conti per trovare: prima la volumetria dell'oggetto da gonfiare, secondo sapere la pressione a cui si dovra' portare l'oggetto da gonfiare, infine sapendo la pressione massima del compressore installato si trovera', facendo i rapporti, il volume del serbatoio da utilizzare; tutto cio' al fine di non stressare il compressore.
Tralascio in fatto che il serbatoio dovrebbe essere collaudato a norme PED ed omologato per uso automobilistico.
2) Utilizzi multipli.
Nel momento in cui si pensa a un impianto fisso, e' bene pensare a tutti gli utilizzi possibili: gonfiaggio gomme, azionamenti pneumatici (blocchi, pistoni ecc. ecc.), utensili pneumatici, e via di seguito.
Un circuito in grado di soddisfare tutte queste esigenze dovrebbe avere una serie di pregogative, quali: massima portata alla massima pressione disponibile, per gonfiare, soffiare, ecc. ecc.; pressione regolata per azionare e soffiare in maniera controllata; aria lubrificata per azionare organi striscianti, quali blocchi o cilindri.
Quindi nel circuito sarebbe bene introdurre: un gruppo filtro/riduttore per avere a disposizione una pressione ragolata ad una determinata soglia, e – a valle di questo filtro/riduttore - un lubrificatore per avrere a disposizione aria compressa lubrificata alla soglia di cui sopra.
3) Presenza di condensa.
Purtroppo dato che non si comprime aria secca, o si introduce un essicatore o un separatore di condensa (modello compressore SLS Disco 2 e successivi / Range Rover) oppure sarebbe meglio introdurre in sensore di condensa nel serbatoio, in modo da segnalare la presenza d'acqua nel circuito e procedere poi manualmente all'espulsione della condensa accumulata.
4) Sicurezza di minima per evitare il surriscaldamento del compressore.
Dato che puo’ succedere che in caso di rottura di una tubazione il compressore inizi a comprimere e essendo all’esterno del mezzo non ci se ne accorga, sarebbe bene aggiungere un pressostato di minima pressione sul circuito d'aria compressa con pulsante di reset.
In tal modo a circuito completamete vuoto, premendo il pulsante di reset del pressostato di minima si da il consenso a far partire il compressore; una volta raggiunta la soglia di minima il compressore continuera' a comprimere fino alla soglia del pressostato di massima gia' installato, il pressostato di massima, con la regolazione del suo differenziale fara' lo stacca/attacca del compressore.
Se si rompe il circuito con una perdita, scattera' il pressostato di minima che fermera' il compressore (magari accendendo un spia nell'abitacolo).
Questo e' il sistema di controllo piu' facile e sicuro da eseguire il feed-back su un circuito come il tuo ed avere un evetuale verifica sulle perdite (manometro a parte).
5) Protezione dalle perdite.
Dato che col tempo e con la sporcizia accumulata (soprattutto se fai deserto) gli attacchi rapidi del circuito tendono a perdere, sarebbe bene interporre delle valvole a sfera tra cuircuito ed attacco rapido al fine di sezionare sicuramente la connessione.
;) :1
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Messaggioil 06/02/2016, 22:23

eno ha scritto: Il mio intento e' quello della massima condivisione delle competenze/esperienze!

Eno, ti ringrazio molto per questo intervento. Sono migliorie tecniche capaci di trasformare un impianto di base come il mio in un impianto veramente al top per un veicolo. Quindi sono contento che risultino scritte in questo thread, dove chi legge potrà eventualmente applicarle in base alle proprie esigenze.
Provo a spiegare perché nel mio caso, anche con un occhio particolare alla tua firma, non le ho adottate.

1) Dimensionamento del serbatoio aria compressa.
Sicuramente dimensionare un serbatoio calcolandolo in funzione del volume e pressione dell’oggetto da gonfiare e delle prestazioni del compressore, è la cosa migliore. Consapevole che il serbatoio stesso rientrava in quel 75% di sfizio che c’era nelle mie esigenze (si possono benissimo gonfiare le gomme e soffiare aria per pulire con un compressore portatile senza serbatoio), l’ho semplicemente calcolato per sfruttare al meglio lo spazio disponibile.

2) Utilizzi multipli.
La mia macchina ha 25 anni, e io tantissimi in più. Escludo di montare in futuro blocchi o altri azionamenti pneumatici, per cui quel 25% di esigenze reali (gonfiare e soffiare) viene soddisfatto dalla massima portata alla massima pressione disponibile.

3) Presenza di condensa.
Visto l’utilizzo saltuario, e considerato che anche un bicchiere di condensa sul fondo di un serbatoio di inox non fa male a nessuno, mi limito a scaricarla dalla valvolina manuale quelle due volte all’anno che mi metto sotto alla macchina per ingrassare la trasmissione.

4) Sicurezza di minima per evitare il surriscaldamento del compressore.
Credo che il manometro e una spia rossa davanti al naso che mi indica quando il compressore gira, siano sufficienti ad accorgersi di un’eventuale perdita. Inoltre il compressore in questione è dotato di una protezione termica automatica.

5) Protezione dalle perdite.
Ecco, questo potrebbe costituire un problema anche nel mio caso. Per ora tengo un attacco rapido di scorta (costa 5 euro) da sostituire in caso di malfunzionamento, ma l’idea di sezionare le connessioni con valvole a sfera mi sembra ottima e di facile realizzazione.
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Messaggioil 06/02/2016, 23:51

Grazie Franco, non c'e' di che!
Nello scritto precedente ho cercato di riporatre tutti i miei interventi salienti circa l'impianto d'aria compressa a completamento di un impianto ideale per un fuoristrada, lasciando poi agli utenti la scelta di realizzarlo secondo le proprie esigenze ed i propri piacimenti.
Ribadisco non voleva essere una critica al tuo impianto.
Capisco le tue necessita' ed approvo la tua applicazione per risolverle, giustamente se ti bastano cosi' ben vanga.
Io stesso, quando ho realizzato il mio impianto sul disco 2, determinati sistemi come ad esempio il pressostato di minima, non li ho montati; condivido la tua idea che una spia ed un manometro in cabina bastano ed avanzano; tuttavia alcuni utenti, aprendo altri 3D sul forum cercavano, motivandole, altre sicurezze, per me e te un "di piu'"!
Quale migliore occasione per scriverle qui, in modo che tutti le possano condividere?
Ciao.
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Messaggioil 07/02/2016, 13:33

wow, quanto fair play in questo 3D :D
Avete capito che scherzo e a cosa alludo, però complimenti a tutti e due per le idee e gli spunti, poi ognuno si regolerà in base alle proprie esigenze.
n.b. esprimo solo un'opinione... don't worry... be happy!
Crivelli
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