Come per ogni modifica o aggiunta, sono partito col focalizzare bene quelle che erano le mie esigenze, per poi passare un bel po’ di tempo attorno alla macchina a studiare la realizzazione e a prendere misure, fino ad arrivare ad un progetto ben definito sulla carta in base anche ai componenti scelti. Infine, il montaggio.
Esigenze
Quando tagliavo gomme in Burkina Faso o foravo due volte in un giorno in Mauritania, avevo una pompetta a pedale a pistone unico: circa 20 minuti per gonfiare un XS 7,50x16 da zero facendo turni di 1 minuto con la moglie.
Le attuali esigenze sono quelle di controllare e gonfiare le gomme lontano da casa, e poter soffiare aria compressa con la pistola per pulire. Diciamo un buon 25%.
Il restante 75%, non mi vergogno a dirlo, è la soddisfazione di progettare e realizzare un buon impianto di aria compressa su una macchina che per lunghi periodi mi fa anche da abitazione.
Progetto
Uno dei motivi per cui il 110 HT si è guadagnato la fama di “auto ideale per viaggi” è la disponibilità di ampi spazi sotto la vettura adatti ad ospitare serbatoi gavoni ed altra roba, in modo da non avercela tra i piedi dentro l’abitacolo. La mia macchina, tra serbatoi supplementari gasolio, serbatoio acqua, gavone batterie servizi, webasto, era già piuttosto piena sotto. Però erano ancora disponibili un piccolo spazio nel passaruota posteriore destro dietro al bocchettone del serbatoio, adatto ad ospitare il compressore, e uno spazio centrale ben protetto tra i longheroni del telaio ideale per il serbatoio aria compressa. Partendo da qui, e dall’esigenza di avere una presa di aria compressa vicino ad ogni porta, ho sviluppato il progetto dell’impianto.
Questo è lo schema pneumatico, da vedere grosso modo sulla pianta del veicolo con muso in alto:
E questo è lo schema elettrico, dove i cavi in neretto sono da 6 mmq e gli altri da 0,5 mmq:
Legenda:
C – compressore
F – filtro aria in ingresso
S – serbatoio aria compressa
P – pressostato
A1 A2 A3 – prese aria compressa
M – manometro
Vr – valvola di non ritorno
Vc – valvola scarico condensa
Vs – valvola di sicurezza
I – interruttore
R – relè
f – fusibile
S1 – spia impianto attivo
S2 – spia compressore in funzione
Scelta componenti
Compressore
La mia scelta è caduta sul Viair 325C, che mi è parso un buon compromesso tra prezzo e qualità (un anno fa era in offerta e costava assai meno) http://www.4technique.it/scheda__viair_ ... -43-7.html
Lo so che ci sono cinesini che costano la metà e pompano il triplo, ma per il mio modo di vedere le cose preferisco questo.
Ha grado di protezione IP54 (in questa discussione viewtopic.php?f=46&t=92993&start=40 ho spiegato nel dettaglio cosa significa), è quindi è adatto al montaggio esterno.
Ha un duty-cycle del 33%, il che significa che non è adatto all’uso continuo ma può funzionare al massimo per 15 minuti consecutivi e poi 30 minuti di pausa, più che sufficienti per la mie esigenze.
Ha la possibilità di staccare il filtro di ingresso e piazzarlo da un’altra parte tramite un tubo, possibilità che ho poi sfruttato.
Ha incorporata una valvola di non ritorno a 2 vie in capo ad un pezzo di tubo lungo circa mezzo metro in uscita dal compressore, che non richiede lo scarico attraverso il pressostato tramite il classico tubicino. Quel pezzo di tubo scarica la sua pressione attraverso il compressore quando questo si arresta, in modo da partire al prossimo avviamento senza contropressione.
Serbatoio
Dopo aver cercato tra vari prodotti commerciali, ho deciso di farmelo in acciaio inox 304. Grande come volevo io, con le uscite dove volevo io. Il massimo diametro consentito dallo spazio disponibile era il 6” (168 mm) e la lunghezza, comprese le calotte, sui 55 cm. La cosa più difficoltosa è stato trovare chi mi vendesse un pezzo di tubo di quella dimensione, in quanto le barre commerciali sono da 6 metri. L’ho preso con spessore 2 mm, che resiste fino a 21 bar di pressione. Ho comprato 2 calotte da 6”, 3 manicotti da ¼”, ho realizzato i 2 piedi con piatto da 25x4 mm, ed ho fatto tutti i fori necessari. Poi me lo sono fatto saldare TIG. Visto in pianta ha un’uscita davanti, una dietro e una sotto. In quest’ultima ho messo una valvolina scarico condensa. La capacità effettiva è risultata di 11,2 litri.
Pressostato
Scartati quelli piccolini che hanno un differenziale d’intervento irrisorio (compressore che si accende in continuazione appena usi l’aria compressa), ne ho preso uno di quelli classici da compressore, nella fattispecie un NEMA Mignon, tarato a 8 bar con differenziale fisso di 2 bar (stacca quando la pressione nel serbatoio arriva a 8 bar e riaccende quando scende sotto i 6 bar) che mi sono fatto assemblare senza interruttore e con fondello a 2 vie da ¼”. Una l’ho utilizzata per prendere la pressione in linea, e nell’altra ci ho messo una valvola di sicurezza tarata a 10,3 bar, perché mi faceva comodo metterla lì.
Prese aria compressa, raccorderia, tubi
Su consiglio di molti, ho evitato roba da brico e mi sono rivolto ad un venditore di articoli tecnici industriali per pneumatica. Prese e raccordi vari sono Aignep http://www.aignep.com/ , in particolare le prese ad innesto rapido sono della Serie 120 e i relativi innesti, che ho montato sulle pistole per gonfiare e soffiare, sono della Serie 220.
Mi sono fatto modificare dal venditore un raccordo a T femmina da ¼”Gas rimaschiando un ingresso ¼”NTP , in modo da poter entrare con la valvola di non ritorno del compressore che è ¼”NTP maschio (standard americano) e proseguire nell’impianto con raccordi ¼”Gas molto più comuni da noi.
Per i tubi ho preferito l’Elastollan (poliuretano) al classico Rilsan (poliamide), in quanto più flessibile a parità delle altre caratteristiche. Sono tutti diametro 6x8 mm (interno x esterno) tranne quello del manometro che è 2,5x4 mm.
Manometro
E’ un comunissimo manometro per aria 0-12 bar diametro 50 mm con attacco maschio da ¼” posteriore.
Materiale elettrico
Visto l’assorbimento elettrico massimo del compressore di 20 A, ho messo un fusibile da 30 A e un relè da 40 A (bastava da 30), montati assieme agli altri relè e fusibili nell’apposito vano davanti alla leva del cambio. L’interruttore e le due spie di diverso colore sono in bella vista sul cruscotto.
Montaggio
Compressore
Per fissarlo ho sfruttato quattro fori preesistenti sul cross member. I fori 1,2,3 erano passanti, ed è bastato mettere bulloni M8 di sufficiente lunghezza. Il foro 4 era solo sulla parte interna: l’ho fresato e ci ho messo un inserto filettato M8 a testa fresata, in modo da avere anche un buon contatto elettrico per la continuità di massa.
Ho dovuto costruire una specie di mensola di forma complessa che una volta fissata a questi quattro fori reggesse il compressore il più alto possibile. Oltre ai fori per il fissaggio al cross member e i fori per fissare i piedini antivibranti del compressore, questa mensola ha anche 4 fori filettati M5 per fissare il carter di protezione, e altri 2, sempre filettati, per attaccare la massa del compressore e una fascetta per reggere il tubo dell’aria compressa prima della valvola di non ritorno. E’ uno di quegli oggetti che conviene costruire in loco aggiungendo pezzo per pezzo con la saldatrice e modificando se necessario fino ad ottenere il risultato voluto. Una volta terminato e provato, l’ho fatto zincare a caldo.
Il compressore montato sulla mensola fissata al cross member si presenta così:
Ho preferito prendere l’aria da comprimere all’interno dell’abitacolo, ambiente sicuramente più pulito, per cui ho collegato l’ingresso del compressore con il filtro montato all’interno sopra il passaruota all’estremità posteriore tramite il tubo in PVC verde che si vede anche nella Foto3. Quello fornito col compressore è in poliamide nero, rigidissimo, e inadatto. Anche il supporto del filtro originale è un pezzo di plastica debolissimo, ed ho preferito rifarlo in inox.
Una volta rimontato il carter originale non si vede nulla ed il filtro è meccanicamente protetto. Le ampie fessure tra carter e carrozzeria sono sufficienti a far entrare l’aria necessaria al compressore.
Il compressore, IP54, se montato all’esterno va protetto da getti d’acqua, e anche da fango o sassi sollevati dalla ruota. A tal scopo ho costruito un semplicissimo carter costituito da una lamiera di alluminio spessa 1,5 mm piegata ad L, con 4 fori per essere fissata alla mensola che sostiene il compressore. Come si intuisce dalla Foto7 la parte a destra in basso è completamente aperta, e in alto a sinistra dietro al bocchettone c’è una feritoia di sfiato (non si vede in foto), in modo da garantire una buona circolazione di aria per raffreddare il compressore.
Serbatoio
Ha due uscite, una dietro laterale e una davanti centrale, e nella parte inferiore ha una terza uscita per la valvolina scarico condensa, e due piedi di appoggio laterali.
Per il fissaggio ho sfruttato dei bulloni preesistenti che uniscono i supporti carrozzeria al telaio. Anche in questo caso ho dovuto costruire due mensole che vengono fissate a questi bulloni e sulle quali poggiano e vengono imbullonati i piedi del serbatoio. Ho dovuto farle asimmetriche per evitare che la valvolina scarico condensa mi finisse proprio sopra l’albero di trasmissione, per un errore di progettazione del serbatoio, e alla fine ho fatto zincare a caldo pure queste.
Il serbatoio montato sulle mensole fissate al telaio si presenta così:
Una curiosità: quello sulla sinistra è il tubo di scarico dritto in… acciaio inox!!!






