Si parte!!!!!!
La seconda tappa del nostro tour Campidanese - Ogliastrino ha inizio.
Come nei migliori giri non poteva andare tutto liscio e il primo intoppo non è per passaggi difficili, bivi sbagliati o qualunque altra cosa che la piu fervida immaginazione puo pensare, ma come per la prima tappa è il ritardo. Il Capitan Roberto ha leggermente sbagliato i calcoli kilometrici, all'appuntamemto arriveranno solo dopo un'oretta rispetto all'orario prestabilito e come l'altra volta tutti i piani saltano. Io e Fra invece ci facciamo una lunga chiaccherata con il proprietario del Bar Fritz di Sorgono, mentre aspettiamo i ritardatari.
Finalmente si parte, mettiamo subito le ruote sullo sterrato e ci dirigiamo verso la pietra che segna il centro geografico della Sardegna, punto dove si era conclusa la tappa precedente.
Proseguiamo verso funtana e Meurra, da qui Sugherete, Castagni, Lecci è una folta macchia ci accompagneranno per quasi tutta la tappa odierna
I colori autunnali la terra umida e la vegetazione emanano profumi intensi e assai rilassanti ( Meglio non sniffare troppo potremo addormentarci XD XD).
Dopo un po di km, giungiamo ad un bivio, la traccia ci indica di tenerci sulla sinistra, lo facciamo e ci troviamo davanti a due strade parallele entrambe non ripidissime ma in leggera contropendenza e dal fondo molto smosso. Da qui iniziano le comiche (Stanlio e Olio ci fanno un Baffo). Essendo il primo del gruppo tento la salita, seconda ridotta e gas.........troppo..........poco gas AH AH AH!!!! Mi pianto, torno in retro e senza pensarci troppo riprovo, mi ristoppo, torno indietro e imbocco la parallela. Non faccio in tempo a puntare il muso del Disco che Fra mi dice "L'hai visto il ramoooooo????" "SDUDDUDUM SBANG STONG"mi si pianta il portapacchi e la botta me lo sfila per metà (Ricordatevi queste parole, i co.......ni sono sempre in coppia). Ci fermiamo e con l'Aiuto di tutti risistemiamo il portapacchi che per fortuna non ha praticamente fatto danni.
Dopo di me prova Roby, anche lui si pianta ma è quasi riuscito ad arrivare in cima, retro, riprova, si ripianta e mentre scende gli dico "Accostati nella parallela e fai provare a Franzisku". Qualcosa non va nelle comunicazioni, Roberto capisce tutt'altro, si mette nella parallela e anche lui prova l'incontro ravvicinato del terzo tipo con il mio, ormai amico ramo. Piccola differenza è che Roby sul tetto ha solo la maggiolina AH AH AH AH!!!! "SDUDDUDUM SBANG STONG STRACCCKKK" OH OH Roby ha mezzo scoperchiato la tenda. Torna indietro controlliamo il danno ( il danno c'è ma non è cosi grave) sistemiamo e lasciamo libero il passaggio per Franz.
Con uno sguardo frammisto a viulenza, terrore e tragedia tipo attila, Franzisku prende la rincorsa come se dovesse andare sulla luna, 1-2-3 e giu il pedale, sale come un fulmine, sballottato a destra e a sinistra e ce la fa. Riprova Roberto che però con il suo 110 non ce la fa, France gira la macchina na tiratina di verricello ed è su. Tocca a me, che fare, proviamo la tecnica di Franzisku il kamikazze?????............e proviamola, 1-2-3 e Gaaaaaaassssss!!!!!!!!! Anche io son sballotato a destra e a manca, per un momento a metà salita dopo un piccolo dosso in contropendenza penso di non farcela, supero l'ostacolo sento che il motore è ancora allegro e decido di dare un altro pochino di Gaaaaaassssss XD XD, sono su pure io. Ci facciamo 4 risate delle disavventure e pirlate appena trascorse e ripartiamo, altra salita fangosa in piena curva, ma si sale agevolmente. Continuiamo sino al cantiere di Uatzo, dove troviamo un forestale, ci fermiamo, chiaccherata, rifocillata e via verso Tonara. Nella discesa che ci porta verso l'asfalto ci imbattiamo in un cucciolo disperato, ci fermiamo e vediamo che gli è successo. Constatiamo che il cane è stato abbandonato, gli do una controllatina, ma come lo prendiamo in braccio, subito smette di piangere e capiamo che è solo estremamente impaurito. Risaliamo al cantiere chiediamo al forestale se sa di chi è e se vuole portare con se il cucciolo, capiamo che non è molto convinto, anzi non lo è per niente, decidiamo alla fine di portare con noi la cucciolata. Riprendiamo il cammino e subito foto, tag e quant'altro sui vari social e tramite msg facciamo rinbalzare la foto della cagnetta per cercare al piu presto di trovarle una sistemazione sicura.
Piccola sosta per mangiare e superata Tonara ci immettiamo sul sentiero che corre lunghi il Rio Tolovisco e Goloisai, tra piccoli guadi, rovi e stretti passaggi raggiungiamo la Valle di Aratu dove possiamo osservare il Menhir che prende il nome dalla stessa. Costeggiamo il lago di Gusana ammirando le sponde in secca, aride, come paesaggi desertici che contrastano con le foreste di Roverelle, Sugherete e Castagni che si possono osservare nelle pendici circostanti. Da qui rapidamente raggiungiamo Fonni, meno rapidamente lo attraversiamo visto che Cortes Apertas ha invaso il paese. Giungiamo con non poca fatica il Parco di Donnortei, dove consegno delle gomme al mio caro amico Peppe, ci facciamo una chiaccherata con lui e poi ormai a buio pesto ci dirigiamo nella zona stabilita per fare il campo.
Ma quanto si sta bene a 1246 mslm con delle belle raffiche di vento a temperature che si aggirano intorno allo zero. Prepariamo il campo, mangiamo stanchi e un pochetto infreddoliti ci dirigiamo a letto. Maggiolina, interno del Disco e 110, con coperte, sacchi a pelo e attrezzi vari reggono bene e il caldo non tarda a sentirsi, anche se non per tutti ( Ma questa è un altra storia). Durante la notte il tempo tende a peggiorare, pioviggina, siamo immersi tra le nuvole, ma la cosa peggiore sono le fortissime raffiche che intorno alle 5 del mattino ci portano ad alzarci e a disfare il campo che ormai sembrava colpito da un assalto bellico UAHUAUAAH!!!!! Torniamo a dormire per qualche ora.
La mattina sistemiamo i mezzi, rapida colazione e partiamo, ci dirigiamo verso un rifugio di cui sapevo l'esistenza, ma non sapevo fosse tenuto cosi bene. Lo visitiamo e ad un certo punto, tutti e sei, piu i cani, ci guardiamo e scoppiamo a ridere e pensiamo come sarebbe stata tutta piu semplice la notte se avessimo fatto campo qua.
Da sopra il rifugio, si proprio sul tetto del rifugio della forestale (è calpestabile), godiamo appieno di un fantastico paesaggio, a sud verso Serra Niedda e Serra e Scala, a Nord verso il Supramonte di Orgosolo e Urzulei.
Da qui ci dirigiamo verso il confine tra il Supramonte di Orgosolo e Urzulei per andare a visitare le Tombe dei Giganti di S'Arena e quel che rimane del Nuraghe Perdeballa. Purtroppo prima un grosso buco che si poteva anche fare e poi una voragine che rendeva il passaggio poco sicuro, ci porta a decidere di fare retromarsh, complice anche l'ora che cmq non ci avrebbe permesso di terminare il giro e di andare a visitare il Cuile di Serda Arbaccas e la maestosa e meravigliosa Urtaddalla, con un arrivederci e non un addio salutiamo la voragine. La prossima volta ci tentiamo il passaggio, mettendolo però in sicurezza.
Scendiamo dai monti per immetterci sullo scorrimento veloce, cioccolata calda al bar saluti di rito e sopratutto con il pensiero di organizzare presto, la prossima tappa.
Le foto purtroppo son poche e il tempo non è stato dei migliori.
A breve un piccolo video di questa seconda tappa.




