
... ora si riaprono i pasticci e le diverse interpretazioni della legge, visto che non è mai stata chiara...
Risulta anche a me che l'ASI non abbia mai fatto un elenco delle auto di particolare interesse storico e collezionistico.
Però mi risulta anche che, di anno in anno, l'ASI abbia emanato una comunicazione con la quale dichiarava di particolare interesse storico e collezionistico, per ciascun anno in questione, tutte le vetture costruite fino al ventesimo anno precedente allo stesso anno in questione.
Vale a dire che per l'anno 2013 ASI ha dichiarato di interesse storico e collezionistico tutte le vetture costruite fino all'anno 1993, per l'anno 2014 ha dichiarato di interesse storico e collezionistico tutte le vetture costruite fino all'anno 1994.
Tali vetture rientravano di diritto nel campo di applicazione della legge 342/2000 che prevedeva il bollo ridotto senza nulla dover aggiungere in più e questo, non tanto per rispondere alla specifica richiesta della legge (che chiedeva appunto un elenco e tale elenco non è mai stato fatto) quanto per comprendere il maggior numero possibile di veicoli da assogettare al proprio monopolio.
Torno a ribadire che lo Stato non può e non deve aver bisogno di un ente privato come l'ASI per sancire l'applicabilità di una propria legge. Lo Stato basta a sè stesso, in fatto di leggi.
In aggiunta a ciò ed ammesso che non bastasse (ed infatti per molti scrupolosi cittadini - che io definirei ecessivamente zelanti - questo non è bastato), esistono molte sentenze della corte di cassazione e molte precisazioni emanate dal ministero delle finanze in cui si ripete che non esiste alcun obbligo di iscrizione ad ASI o altri enti privati per legittimare l'applicazione della 342/2000. Tali precisazioni sono il risultato di numerosi interpelli presentati dai vari cittadini ai vari organi amministrativi e di governo. Se fate una accurata ricerca in internet trovate tutto.
Purtroppo, proprio questi interpelli che da un lato sono serviti a fare chiarezza sulla non obbligatorietà di iscrizioni ASI o simili, hanno di contro messo la pulce all'orecchio al legislatore che, appunto, ha ben pensato di togliere il beneficio fiscale di cui stiamo parlando.
A questo punto, ASI ha immediatamente capito che sta per sparire da sotto di sè la comoda poltrona su cui si è seduta in tutti questi anni (voglio dire: l'enorme quantità di domande di iscrizioni per veicoli ultra ventennali che sono fioccate in questi anni) ed ha scritto quella patetica lettera di inizio - metà ottobre facendo il punto della situazione sul parco macchine ultra ventellale presente in Italia, e sulle prospettive che la nuova legge avrebbe gettato sul bilancio dello Stato.
Peccato che allo Stato non interessi niente o quasi dell'ASI (scusate l'assonanza, è venuta così perchè sto scrivendo di getto e non torno indietro a cambiare le parole) così come non gli è mai interessato niente di ogni singolo privato cittadino, ma sia solamente interessato a massimizzare gli introiti per le proprie disastrate finanze.
Da questa analisi, e correggetemi anzi bastonatemi pure se sbaglio, risulta ovvio che sparare nel mucchio convenga sempre, ed intendo dire che lo Stato ben volentieri toglierà i benefici alle ultra ventennali per almeno tre motivi: 1 - si garantirà il bollo proveniente da quegli automobilisti che, probabilmente come tanti di noi, non rinunceranno alle proprie vecchiette fino a che non saranno messi sotto tortura; 2- nel caso di automobilisti che siano costretti o trovino conveniente demolire la propria vecchietta, avrà ben modo di guadagnare anche da questo: carte, bolli, versamenti e - perchè no? - il successivo acquisto di un veicolo nuovo fiammante, con tutti gli oneri del caso tra nuove immatricolazioni, IPT, passaggi di proprietà se proprio il veicolo non è nuovo ma anche già solo semestrale... 3 - aver spremuto ogni auto ultra-ventennale il più possibile fino ad oggi, percependone il bollo per 20 , 30, 40... anni.
Guarda caso, proprio adesso la ragioneria dello Stato si è accorta che l'impennata del numero di auto esenti (o esentabili) dal bollo sta pericolosamente raggiungendo il punto di equilibrio oltre il quale la legge 342/2000 avrebbe iniziato a far perdere convenienza a mantenerla (intendo dire: oggi ci sono molte più auto esenti bollo rispetto all'inizio della storia di tale legge, e quindi tale legge non è più conveniente per lo Stato).
Tornando alla domanda iniziale di Krauto21:
krauto21 ha scritto:Carriolon, in sostanza mi stai dicendo che in tutta italia se hai un auto 20ennale dovresti pagare il bollo ridotto, asi non asi, legiferazione della regione oppure no?
La mia risposta è sì, a patto di avere il pelo sullo stomaco per andare contro la Regione che, indebitamente, ti avrebbe chiesto di pagare in virtù della sua propria incostituzionale legge.