il 25/11/2023, 10:44
Ecco l'articolo pubblicato ieri, 24 novembre, dal Messaggero Veneto, che è il quotidiano di Udine e del Friuli. Spero possa chiarire la questione.
Tassa sul gancio di traino, quarantamila multe in Friuli Venezia Giulia: come annullarle e chi non deve pagare
L’Agenzia delle entrate ha chiarito: la tassa non si applica in base alla portata. Intanto Federconsumatori divulga il vademecum
UDINE. Alle 40 mila ingiunzioni di pagamento della tassa per rimorchi, con tanto di arretrati, inviate dall’Agenzia delle entrate ai possessori di mezzi che possono essere dotati di gancio di traino, la Regione sta cercando una soluzione.
Le cartelle sono arrivate ai soli contribuenti del Friuli Venezia Giulia perché, assieme alla Sardegna, non gestisce in proprio la riscossione della tassa automobilistica. «Abbiamo attivato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in tempi molto brevi auspico di indicare l’iter per controbattere agli avvisi di pagamento, mentre sarà completata la modifica normativa per un problema che riguarda Friuli Venezia Giulia e Sardegna» ha assicurato, l’altra sera, l’assessore regionale ai Trasporti, Cristina Amirante, ai vertici di Confartigiato.
Le cartelle esattoriali
I possessori degli automezzi hanno ricevuto cartelle pesanti, comprensive degli arretrati dal 2020 al 2022 compreso. Gli importi, a seconda del numero dei mezzi interessati, oscillano tra 50 a 800 euro l’anno, mentre la scadenza del versamento indicata è 60 giorni dal ricevimento della lettera. Inevitabili le proteste di Confartigianato e della Federazione autotrasportatori italiani (Fai) anche se molti cittadini si sono rivolti alle associazioni dei consumatori. Ed è proprio Federconsumatori a divulgare un vademecum per spiegare come ottenere l’annullamento degli avvisi dopo che l’Agenzia delle entrate ha chiarito: «Ai rimorchi adibiti a trasporto di cose non si applica più la tassa in basa alla portata». In questi casi si versa una maggiorazione determinata in base alla capacità di traino dell’automotrice.
Chi deve pagare
Federconsumatori fa sapere infatti che «sono soggetti al pagamento della tassa automobilistica gli autoveicoli con indicato nella carta di circolazione il dato relativo alla massa rimorchiabile». Fanno eccezione solo gli autoveicoli con annotazione di inibizione al traino per motivi tecnici. «L’elaborazione automatica di accertamento – chiarisce Letizia D’Aronco di Federconsumatori Friuli Venezia Giulia – potendo tener conto solo del dato sulla rimorchiabilità presente a sistema ha prodotto, in modo discriminato, gli atti di recupero della maggiorazione.
Come ottenere i rimborsi
Se il mezzo non è adibito al traino e questa annotazione è riportata sul libretto, il contribuente deve esibire, in auto tutela, la carta di circolazione agli sportelli dell’Agenzia delle entrate, se invece il libretto recita “il veicolo non è autorizzato al traino ai fini amministrativi”, sarà sufficiente allegare copia, assieme a un documento di riconoscimento, all’istanza di autotutela.
In assenza di riferimenti al gancio di traino, invece, sarà necessario chiedere l’inibizione al traino alla Motorizzazione civile: «Questo – spiega Federconsumatori – per consentire l’aggiornamento della banca dati ed evitare che l’atto di recupero venga notificato per annualità successive». Ma non è ancora tutto perché la casistica più frequente è quella del veicolo che può essere dotato sin dall’origine del gancio di traino. Qualunque istallazione successiva comporta visita e prova”. «In questa eventualità – puntualizza D’Aronco – la Direzione provinciale non accoglie l’istanza in autotutela e richiede un impegno a presentare alla Motorizzazione la richiesta per l’eliminazione della massa rimorchiabile dal calcolo della tassa automobilistica».
E della birra mi godo l'amaro,
seduto del ritorno a mezza via,
in faccia ai monti minacciosi e al faro.
(Umberto Saba)