Zappi ha scritto:In garage ho fatto l'impianto con i tubi rigidi e raccordi a pressare che reggono fino a 16bar
Ma non dici che tipo di tubi (materiale, marca, tipo, diametro)...
Babbano ha scritto:No orso, il motivo è che la crimpatura è un metodo migliore per accoppiare i tubi, perché li stringe tutti alla stessa coppia calibrata, e non hai resche che stringendo troppo vanno ad intaccare il film esterno di polietilene (nel caso del multistrato). Oltre ad avere integrato nel raccordo il giunto dielettrico che viene compresso tra alluminio e ottone durante la pressata, per non far fiorire l'alluminio, che i giunti meccanici non tutti hanno. Non credo che tu usi la chiave dinamometrica per stringere tutti i raccordi....
Non si tratta di avere o non avere problemi. Si tratta di avere provato i 2 sistemi e di conoscere i vantaggi o le problematiche di entrambi.
Perdonami se insisto, ma la crimpatura è semplicemente il metodo
più veloce per accoppiare tubi (cosa fondamentale per chi lo fa di mestiere), ma un giunto crimpato e uno stretto con le chiavi hanno le medesime caratteristiche tecniche. Non sono io a dirlo, ma chi produce questo materiale, Pexal della Valsir nel mio caso.
Che poi una delle tante normative inutili preveda che l’uno sia adatto sotto traccia e l’altro no (si sa mai che una micro-scossa tellurica riesca ad allentare il dado…) a me non riguarda. Negli impianti che ho fatto a casa mia con tubo in rotoli da 50 metri, mai e poi mai avrei messo un giunto di qualsivoglia tipo sotto traccia. Il problema caso mai si presenta usando tubi in barre, ma parliamo di diametri grandi dove i raccordi ad avvitamento manco esistono.
Se parli di chiave dinamometrica, forse il sistema a serraggio non lo conosci così bene come dici, per lo meno il Pexal, che è l’unico che io conosco e che ho usato. Il giunto, che ovviamente ha la guarnizione isolante per evitare il contatto Al-Ottone e fa tenuta su due O-ring esattamente come quello crimpato, si serra con due chiavi, 24 e 22 se ben ricordo, fino a quando il tubo tende a girare col dado, come raccomanda Valsir. Diciamo che la dinamometrica è incorporata…
Ti dirò di più. La brochure del 1997 che ancora ho (a quei tempi si facevano cose stupende su carta patinata) parla dei raccordi ad avvitamento come di “quelli tradizionalmente più diffusi”, e di quelli a pressare come “innovazione per semplificare le operazioni di installazione”. Oggi, sull’immateriale pdf scaricabile in rete, i raccordi ad avvitamento sono finiti in fondo (credo che nessun professionista li userebbe per questioni di rapidità di installazione) ma esistono ancora, e nessuno parla di qualità inferiore a quelli crimpati.
PS: si parla… non vedo perché dovrei offendermi.
