il 02/05/2007, 14:23
se proprio volete misurare quanta energia consuma un cambio, riduttore , differenziale ecc c'è un metodo semplice e peciso.
Pemessa: l'olio deve essere "caldo" cioè a temperatura di esercizio altrimenti falsate la misura.
Avvolgete un robusto filo da pesca sull'albero del meccanismo che volete misurare, collegate all'estremità libera del filo un dinamometro (niente di supertecnologico è una semplice bilancina a molla che si compra in ferramenta)
incominciate a tirare sino a che l'albero non inizia a ruotare, noterete che il carico che leggete allo "stacco" cioè nell'istante in cui inizia la rotazione è maggiore a quello durante il movimento, questo fenomeno è dovuto all'atrito statico+ momento d'inerzia delle parti in movimento, a noi interessa il carico che leggiamo mentre tiriamo che è in pratica la forza che è necessaria a mantenere il complessivo in movimento.
ora abbiamo misurato la forza kg necessaria e già con questa possiamo fare confronti tra diversi sistemi, se poi vogliamo dei dati più leggibili moltiplichiamo la forza per i radianti di rotazione, facciamo le dovute conversioni ed otteniamo la coppia in Kilogrammetri, se vogliamo poi sapere quanti CV assorbe ad un determinato numero di giri moltiplicheremo la coppia per le rivoluzioni per minuto, in questo caso per rapportare correttamente i numeri di giri motore a quelli del differenziale - cambio ecc bisogna calcolare il tutto in funzione dei rapporti di riduzione altrimenti otterremo dati assurdi.
In linea di massima otterrete risultati del tipo:
1° sistema a 10 km/h 1a marcia assorbimento cv 8
2° sistema a 10 km/h 1a marcia assorbimento cv 8,1
1° sistema a 100 km/h 4a marcia assorbimento cv 40
2° sistema a 100 km/h 4a marcia assorbimento cv 58
Le stime che ho fatto sono teoriche ma rispecchiano a grandi linee quello che è la realtà, in sostanza se la nostra preoccupazione è quella di avere cavalli a disposizione in fuoristrada le differenze tra un sistema e l'alto sono irrisorie altresì invece se il nostro obbiettivo è un'economia di marcia nell'uso stradale tanto più elevata sarà la velocità tanto più la differenza di consumi sarà tangibile.
Lanciare la vettura e cronometrare il tempo necessarrio a fermarsi purtroppo è tanto valido in teoria quanto inattendibile nella pratica, ci sono troppe variabili in gioco ,per es la sezione frontale di una vettura ,ancor di più per un fuoristrada,è talmente estesa che basta un minimo di vento ad alterare di molto la misura.
Anche spingere una vettura è una prova falsata, tutti gli accoppiamenti elicoidali (le coppie coniche dei differenziali come gli ingranaggi di riduttore e cambio) richiedono molta più enegia se li si fà funzionare al contrario ossia se l'ingranaggio condotto invece di essere spinto dal pignone è lui a trasmettere il moto in senso inverso, questo dipende dal passo di inclinazione del dente dell'ingranaggio, in situazioni limite (vite senza fine) la differnza è tale che risulta impossiblie invertire il punto di applicazione del moto.