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Atti vandalici nell'Akakus

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Messaggioil 20/04/2009, 0:27

Da Cattone:
"La scorsa settimana ero in Libia nell'Erg di Awbari per il viaggio di Latitudini da Ghadames ai laghi e dintorni.
Alla nostra guida, parlando al telefono con il fratello, allora in Akakus, è giunta notizia di atti vandalici ai siti rupestri.
Sembra che le pitture più belle dell'Akakus siano state coperte con vernice nera.
Secondo le guide si tratta di opera di Algerini che si vendicano non so per quale motivo.
Fatto sta che già molte agenzie, a detta sua, stanno rinunciando ai viaggi in Akakus in quanto non potrebbero offrire quanto i turisti desideravano vedere.
Non ha saputo dirmi esattamente quali siti siano stati deturpati, ma comunque un certo numero.
Cattone" :evil: :71
Messaggio spostato qui dalla moderazione. Sembra un posto più idoneo per il tipo di messaggio.
Ascoltare il silenzio
sable
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Messaggioil 20/04/2009, 1:10

Spero proprio che non sia vero: le pitture rupestri dell'Akakus erano un punto di riferimento archeologico e turistico di inestimabile pregio.
Sarebbe una perdita incalcolabile di immagine per il paese, per il turismo della zona e per l'umanità intera...

L'area è stata decretata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO già dal 1985: contiene pitture rupestri e graffiti datati fino a 12000 anni A.C.
Per chi volesse documentarsi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tadrart_Acacus
http://whc.unesco.org/en/list/287

Il sito è stato studiato negli anni 50 dalla Missione Archeologica Italiana nell’Acacus e Messak dell’Università di Roma “La Sapienza”.

Tratto dal sito http://www.acacus.it/index.htm:

Acacus, nel cuore del Sahara libico, al confine con l’Algeria. È un luogo di incredibile bellezza paesaggistica, ed un archivio inestimabile delle vicende ambientali, culturali, e spirituali che hanno segnato molti millenni della storia dell’umanità. Verso la metà degli anni ‘50, Fabrizio Mori, paletnologo, avvia l’esplorazione e lo studio di questo massiccio, quasi incastrato tra le immense distese sabbiose dell’Erg Uan Kasa e i contrafforti del Tassili algerino. Il mondo che si presenta a questo studioso toscano – nelle prime spedizioni effettuate a dorso di dromedario, assistito da un pugno di fidatissime guide Tuareg – è di stupefacente bellezza: centinaia di pitture preistoriche istoriano i ripari sotto roccia del labirinto roccioso dell’Acacus, traccia di un mondo e di un ambiente oramai svanito. Sono queste tracce straordinarie, e il lavoro silenzioso di Fabrizio Mori, che permisero di inserire nel 1985 l’Acacus nella lista UNESCO dei siti dichiarati ‘patrimonio mondiale dell’umanità’.

Non riesco ad immaginarmi chi possa aver osato tale scempio. Mi riesce difficile pensare che la responsabilità sia attribuibile agli algerini...
Sono molto dispiaciuto... ci sono stato due volte, ma ogni volta restavo affascinato e colpito da quelle immagini raffiguranti elefanti, giraffe ed altri animali che testimoniano che a quell'epoca remota la zona non era deserto ma savana. Nell''ultima mia visita, che risale all'inverno 2006-2007, erano stati ripresi gli studi dell'Università e molti siti nell'Akakus erano stati transennati per proteggerli.
Ma pare non essere stato sufficiente...
Carlo & GranPasso
cigipi60
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Messaggioil 20/04/2009, 9:10

Piange il cuore leggere queste notizie, ma non c'è più da stupirsi, ricordate le due statue che hanno fatto saltare in Afganistan? Per quale motivo poi? :cry:
H166 HUE
ttqdf
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