Dopo la sosta a Tabriz, nel primo pomeriggio riprendiamo il percorso verso il centro dell'Iran, imbocchiamo la strada che conduce a Tehran, velocità medie piuttosto elevate nonostante i molti camion, la strada è decisamente scorrevole.
Lungo il percorso, si attraversa una zona con delle colline curiosamente colorate:



Prima dell'imbrunire, siamo nei pressi di Zanjan distante circa 300 km da Tabriz. Dopo aver acquistato della frutta da una delle mille bancarelle a bordo strada, imbocchiamo delle strade secondarie e iniziamo a cercare un luogo comodo per far campo e trascorrere la notte. Ci infiliamo in una sterrata che conduce a dei campi coltivati ricchi di alberi e cespugli, decidiamo di fermarci in un campetto in terra battuta circondato dagli alberi, l'ideale per occultarci un po' e magari evitare le visite di cortesia degli abitanti circostanti dato che eravamo stanchini.
Ad un certo punto vediamo muoversi un cespuglio e spuntare una testa perfettamente somigliante a Kabir Bedi da giovane, il tizio di Sandokan, un vero clone! Era il proprietario del campo che incuriosito cercava di capire cosa stavamo facendo. Ci siamo avvicinati per salutarlo e offrirgli 1 kg di pasta + il sugo in cambio del permesso di pernotto sul suo campo. Ha accettato con piacere e anzi, la pasta inizialmente non la voleva. Addirittura dopo aver capito bene chi eravamo, voleva offrirci una specie di acquavite che produceva lui, super-vietata da quelle parti, pochi minuti dopo è sopraggiunto il solito drappello di curiosi che per fortuna si è intrattenuto poco. Finalmente potevamo magnarci una bella pastasciutta annaffiata da un buon vino che era riuscito a passare indenne i blandi controlli alla frontiera.
Anche il signor Sandokan ad un certo punto ci ha salutati e voleva andare via, prima però tentava di dirci qualcosa, però non riuscivamo a capire cosa. Non capendosi a parole, ha chiesto carta e penna per fare due disegni, un serpente e uno scorpione... belli, ma... che significano ? Cosa voleva dirci il signor Kabir Bedi ? Tira e molla, alla fine è venuto fuori che di notte in quella zona escono fuori i serpenti e gli scorpioni, voleva metterci in guardia. I bambini hanno capito, le donne anche... un casino... improvvisamente la bella radura in mezzo agli alberi si era trasformata nel campo dell'orrore, il set ideale per il film Tremors

però ormai le tende erano aperte, i tavoli apparecchiati e sopratutto la pasta era sul fuoco, niet!!!, di andar via non se ne parla!!! Risultato = Cenetta molto divertente per gli uomini, i serpenti non potevano che essere i Mamba. Bambini terrorizzati che smangiucchiavano qualcosa con le gambe incrociate sulla sedia e i piedi staccati da terra. Donne impaurite e campo illuminato a giorno da tutte le luci che avevamo a disposizione. Ad ogni rumore corrispondeva uno scatto di nervi e fasci luminosi delle torce, ahah... Dopo aver catapultato mia figlia nella tenda e averla assicurata all'infinito che nessuna bestia poteva arrampicarsi fin sul tetto del Def ed entrare nella tenda, abbiamo sbaraccato tavoli, sedie, teli, scarpe etc. in modo da non lasciare nulla a contatto col terreno e poi a nanna. Serata ventilata e bella fresca, in tenda si stava benissimo!
Il mattino dopo sono stato uno dei primi a scendere dalla tenda. Ero curioso di vedere se c'erano tracce di animali, nulla di nulla, la terra era bella liscia come quando siamo arrivati. Chissà se la storia dei serpenti era vera, boh...
Riprendiamo il percorso. Causa la cartografia imprecisa, i GPS fanno i dispettosi, vogliono allungare il percorso e farci passare Tehran che sarebbe meglio evitare perché sembra che il traffico da quelle parti sia intenso e congestionato. Arrivati a Takestan, puntiamo a sud sud-est verso Saveh, Qom che visitiamo velocemente e Kashan la destinazione finale della giornata. La temperatura esterna che nei giorni scorsi era sempre stata piacevole inizia ad alzarsi o meglio a schizzare verso l'alto. Poco dopo Qom abbiamo iniziato a vedere che l'orizzonte era giallo, color senape. Era sabbia in sospensione sollevata da un fortissimo vento che da li a poco ci avrebbe colpito in pieno. Era il respiro torrido del deserto circostante. Rapidamente le temperature hanno toccato punte di 46/48 gradi. La temperatura registrata dal sensore MAF raggiungeva dei picchi di 54 gradi. Il vento fortissimo e rafficato era talmente caldo e secco da risultare fastidioso, quasi irritante per il naso, si viaggiava meglio con i finestrini chiusi.
Eccetto alcuni stabilimenti per l'estrazione/lavorazione mineraria, la zona era completamente deserta:

All'interno del Def la temperatura era proprio elevata, abbiamo attivato la procedura "clima-caliente" che prevede l'impiego di sali/minerali per tutti. In quelle situazioni, se c'è una cosa che fa piacere è l'acqua fresca (non fredda) del frigorifero della Waeco che ci ha assicurato il fresco per 23 giorni non stop, credo sia uno degli accessori più utili nei lunghi viaggi. Più fa caldo e più si è felici di averlo a bordo. Abbiamo continuato quasi un ora con il vento contrario, per fortuna che il motore sembrava non risentire dell'ostile ambiente esterno, i numerosi parametri monitorati non evidenziavano nulla di particolare se non un innalzamento di circa 10 gradi della temperatura dell'olio. Raggiunta Kashan, la temperatura dell'aria si era abbassata perché eravamo a pomeriggio inoltrato, però rimaneva ancora su valori piuttosto elevati.
Ci siamo diretti verso il famoso Manouchehri House, un alberghetto molto raccomandato da Tripadvisor:
http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g680023-d3368054-Reviews-Manouchehri_House-Kashan_Isfahan_Province.htmlProprio fuori dal parcheggio sicuro dell'hotel, mia figlia si è sentita male ed ha avuto un breve mancamento, un ricordino del terribile caldo delle ore precedenti.
Fortunatamente eravamo a pochi metri dalla fresca hall del bellissimo Hotel in pieno stile locale, in qualche minuto si è sistemato tutto.
L'Hotel:

La fresca stanza dell'Hotel:


Più tardi usciamo per fare un giro della cittadina, Kashan ha diverse cose da vedere.
Continua...