Domenica 4 novembre, visita di Lussinpiccolo e trasferimento a Veglia (Krk).
La colazione è spettacolare quanto la cena, e ci dispiace dover lasciare l’albergo, ma il nostro viaggio deve proseguire. A dire il vero abbiamo il sospetto che nel trovarci così bene in albergo ci abbia molto aiutato il fatto di essere fuori stagione, e che a luglio o ad agosto probabilmente il servizio e la tranquillità non sarebbero stati allo stesso livello, ma a noi va bene così.
Andiamo a Lussinpiccolo centro e parcheggiamo vicino al porto. Ci colpisce subito il gran numero di gabbiani presenti. Anche Lussinpiccolo, come Cherso, è un antico borgo veneziano. Le guide turistiche lo citano come il paese più bello delle tre isole (Cherso, Lussino e Veglia) e in effetti, a posteriori, è quello che ci ha lasciato i migliori ricordi.




Dal porto vediamo in alto la Parrocchiale, saliamo una scalinata per raggiungerla ma non siamo sicuri della direzione. Chiediamo indicazioni a due ragazzine ben truccate ed agghindate a festa che si limitano a dirci “Seguiteci” ed in effetti, con nostro grande stupore, scopriamo che erano dirette in chiesa anche loro. La Santa Messa sta per iniziare e ci accomodiamo.
Una breve occhiata alla chiesa ci lascia stupiti: le nostre due guide non sono gli unici giovani presenti, anzi, c’è gente di ogni età e la chiesa è completamente piena nonostante sia molto grande in rapporto alle dimensioni del paese. Ci sono ragazzi, giovani, adulti di tutte le fasce ed anche, ovviamente, persone anziane, ma sono la minoranza (mentre in Italia le chiese sono frequentate quasi solo dalle donne anziane). È evidente che qui l’appartenenza religiosa è anche appartenenza etnica: i Croati sono cattolici (in contrapposizione ai Serbi ortodossi ed ai Bosniaci mussulmani) ed andare a Messa fa parte del loro orgoglio nazionale. Il confronto con la perdita di fede e di spirito nazionale in cui versa ormai l’Italia è stridente e doloroso.
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