Ci sono posti in cui si va una volta, si vede quel che si riesce, e lo si ritiene sufficiente.
I posti da vedere sono molti, d’altronde, non si può tornare ovunque se si vogliono vedere anche posti nuovi.
Altri posti però no.
Lo scorso anno ho lasciato Bastia col desiderio di tornare presto per vedere tutti i posti a cui avevo dovuto rinunciare per ragioni di tempo.
Purtroppo, tutto non si riesce mai a vedere, e non l’ho fatto nemmeno stavolta, però sono soddisfatto: ho calmato un po’ la mia sete di questa terra.
Ad eccezione di pochi posti meritevoli di una seconda visita, il resto del viaggio è stato tutto una novità.
Per gustare diversamente dalla prima volta la Corsica ( viewtopic.php?f=50&t=87072 ), sono partito con 2 ruote.
Traghetto notturno, mare a dir poco mosso, arrivo puntuale ore 6.00.
Punto al dito, voglio attraversarlo col sorgere del sole.
Il sole sorge e si innalza, accendendo ogni colore.
Mi infilo in tutte le stradine che mi ispirano, la velocità media è davvero bassa, mi guardo intorno e sorrido, col motore che ronza a regimi poco più alti del minimo.
Due passi a Barcaggio, poi giù lungo la costa con l’intento di fare un salto alla Saleccia (rinunciando a Ghignu vista lo scorso anno).
Le piogge il giorno precedente hanno abbondato, ci sono numerose pozze a scendere ma né io né il trittico abbiamo paura.
Spiaggia semi-deserta, irresistibile.
L’indomani si riparte alla volta di paesini dell’entroterra (Urtaca, Lama, Vallica, …) concedendosi qualche bellissima variante di difficoltà anche superiore alle capacità del condottiero di questo massiccio cavallo.
Si risbuca sulla costa spesso per un bagno, poi interno, poi di nuovo costa.
Continua il giro anti-orario, La Revellata.
Mi dimentico completamente di Notre Dame de la Serra che volevo vedere, e proseguo verso sud fino a spiagge di ciottoli neri e valle del Fango.
Plage d’Arone e Capu Rossu dove conosciamo simpatici amici che vorrebbero saltare la recinzione e venire con noi.
Mi ributto all’interno facendo un’intera giornata all’interno, facendo stradine che lente è dir poco, passando per paesini in cui il tempo si è fermato, quando non si sa (Saint Roch, Saint Martin).
Sempre all’interno, lago artificiale Tolla.
Si scende fino a Campomoro dove si erge imponente (anche se non quanto inizialmente previsto) la torre.
Impossibile non ripassare da Tizzano e Roccapina.
Inizia la lenta risalita, Quenza, Coscione e Zonza.
Col de Bavella-Solenzara, si risale, non disdegnando però qualche variazione al percorso.
Ultimo salto in zona Patrimonio per una bottiglia, altre stradine sconosciute del dito e fine, è già ora di tornare a Bastia.
Una seconda visita ci voleva proprio, ma so già che non sarà l’ultima (il GR20 è lì che aspetta…).
Tra le 2 e le 4 ruote (sempre tassellate) il dibattito è aperto.
Con 4 ripartirei subito senza esitazioni, con 2 anche ma vorrei farla con 100 kg di moto in meno e zero bagagli, per infilarmi davvero ovunque. Oppure con il manico che mi manca (dove si compra?).
In ogni modo la si veda, bella bella la Corsica.
Sotto ogni punto di vista.
Non c’è niente da fare.




