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Vittorio Parigi - compleanno di un Viaggiatore

Notizie su Tour, Raid, Spedizioni organizzate e Fai-da-te

Messaggioil 19/08/2017, 8:58

vedo che oggi è il compleanno di Vittorio Parigi e gli faccio tanti cari auguri pur non conoscendolo personalmente ma solo di fama

cosa dire di lui? metto il collegamento ad una impresa recente TRANS AFRICAN TOUR ma amici del forum che lo conoscono potrebbero parlare di Vittorio a noi "giovani" ;)
LEGGETE fino in fondo il LINK che trovate sotto al mio AVATAR
ociodesoto
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Messaggioil 19/08/2017, 9:55

Già fatto gli auguri,all'amico "casinista" come mi chiama LUI.
Parlare di Vittorio,un'inciclopedia non basta. Sarebbe bello organizzare una serata e farlo parlare per ore.....fino al mattino,tanto non si stanca mai,il folletto. Allego alcune immagini con Vittorio e san verricello
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giba foto
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Messaggioil 19/08/2017, 10:05

Tanti auguri anche da parte mia ad uno dei Miti dei viaggi in Land Rover...
Roberto Land Rover 88" SIII diesel 1973

Facebook?! No grazie, ne faccio volentieri a meno…
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roby65to
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Messaggioil 20/08/2017, 9:54

HO VISTO SOLO ORA...........Ciaoooo Vittorio un saluto e tanti auguri anche se in ritardo............

hei ragazzi, dovreste vedere il suo bellissimo film di molti anni fa in Africa con il suo Unimog........ ciao
andrea scabini
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Messaggioil 20/08/2017, 21:44

Auguri già fatti anche da parte mia.

"Cosa dire di lui?"
Chi, meglio di Vittorio stesso può "dirci qualcosa" in proposito? ;) ;) ;)

... ecco quindi questo "cammeo", registrato in malo modo con il telefonino nel Dicembre dello scorso scorso in un incontro tra amici di Sahara.it in cui Vittorio ci ha simpaticamente riassunto in 10 minuti gli otto mesi e mezzo di viaggio ed i 53.000 km della sua Transafrica del 1964 con Nino Cirani.
Ovviamente con il suo placet : "Vai. che poi rideremo" :-)

Paolo_tn
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Messaggioil 21/08/2017, 14:29

A Vittorio è piaciuta l'idea e ringrazia per gli auguri. Al momento non riesce a fare il Login e per questo ha già chiesto supporto agli amministratori.

Intanto ha voluto regalarci delle vere primizie, quelle in b/n mai pubblicate relative alla Transafrica del 1964.


Il gruppo in casa di amici a Cape Town che studia il percorso

rsz_1capetown_a_casa_di_amici_si_studia_il_percorso.jpg


Etiopia: Nino in una in una "tecceria" ( cosa più unica che rara) cioè’ locale (Tej betoch) dove si beve il Tecc (Tej) sorta di "birra di miele fermentato", leggermente alcolica, appiccicaticcia , tenuta fresca in un otre nel pavimento.
   
rsz_etiopia_nino_beve_del_tecc_in_una_tecceria_tej_betoch_.jpg


Etiopia: Vittorio in mezzo a erbe alte che controlla la ‘’ pista’’ x Magi ,Gimma. ( si intravvedevede se guardate bene tra l'erba ;) )

rsz_etiopia_pista_magi_gimna_vittorio_tra_lerba_alta_color.jpg


Sperando di ri-avere Vittorio presto tra di noi in AL in prima persona , di nuovo grazie per la simpatia che ci dimostra.
                   
                   
                   
                   
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Paolo_tn
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Messaggioil 21/08/2017, 19:26

Paolo_tn ha scritto:Auguri già fatti anche da parte mia.



Ricordo questo bel raduno, grazie Paolo per averlo proposto.
n.b. esprimo solo un'opinione... don't worry... be happy!
Crivelli
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Messaggioil 21/08/2017, 19:52

Nino cura la preparazione dell'Aziza II nell'officina dell’amico Amedeo Gaiani (Mlano)
Rid Milano_Nino prepara l'Aziza con l'amico Gaiani.jpg



Tanzania - Ricordo dell'ascensione Di Vittorio e Nino alla vetta Kikimanjaro, Kibo peak 5895m . Ricordo lasciato presso il Kibo Hotel c/o Arusha
Rid Salita al Kilimanjaro _ Kibo Peak 5895m.jpg



Etiopia - Vittorio verifica la percorribilità di un "ponte" presso Magi (ora Maji) sul Boma Plateau sulla via verso Gimna - Addis Ababa
Rid 64 verso Magi-forse il ponte tiene_.jpg
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Paolo_tn
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Messaggioil 21/08/2017, 22:13

COMMOZIONE.
Auguri Vittorio!
Paolo
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bibo ergo sum
paolopsqt
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Messaggioil 21/08/2017, 22:47

paolopsqt ha scritto:COMMOZIONE.
Auguri Vittorio!
Hola a todo el mundo DEF!!!!
ermato90
 
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Messaggioil 22/08/2017, 0:47

Tratto dal libro "il raid automobilistico" di Nino Cirani (Editoriale Domus , giugno 1973 pagg 12-14).
...
Ma era l'Africa che sognavo, sognavo i suoi grandi spazi, gli aperti orizzonti, i grandi animali migranti nelle savane, le tribù primitive, i Masai, i Watussi, gli Zulu. Insieme col mio amico Vittorio Parigi cominciai ad attrezzare una nuova Aziza, una Land Rover 109. Questa volta la preparazione fu più sicura, ormai mi ero fatto le ossa.
Non disponendo di abbastanza soldi per compiere tutto il giro dell'Africa, andata e ritorno, scegliemmo l'itinerario Città del Capo - Il Cairo perchè più interessante e più difficile della Algeri - Città del Capo, e perchè nessun equipaggio italiano aveva mai fatto questo percorso.
Perchè Città del Capo - Il Cairo e non l'inverso Il Cairo - Città del Capo? Per una questione di stagioni, di piogge, di luoghi e periodi obbligati. L'Aziza 2 fu spedita su una nave a Città del Capo in Sudafrica e da lì il 4 agosto 1964 cominciammo la traversata. Il viaggio durò oltre otto mesi e mezzo: 53.000 chilometri in 268 giorni, media generale 200 chilometri al giorno, media effettiva 310 chilometri, attraverso Repubblica Sudafricana, Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenya, Uganda, Ruanda, ancora Uganda, Etiopia, Sudan, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Spagna, Francia, Svizzera, Italia.
Fu un viaggio duro, durissimo, ma ora, nel ricordo, rimane il più bello che io abbia fatto. Dal Sud Africa a Nairobi non incontrammo difficoltà, nonostante i luoghi giri su piste sperdute per evitare le grandi arterie. Una volta lasciato il Sud Africa, ormai troppo industrializzato, l'Africa mostra subito il suo fascino. Salimmo rapidi verso nord lungo le favolose spiagge del Mozambico sulle sponde dell'Oceano Indiano, poi per le polverose piste del Malawi, tra baobab giganteschi e sotto un cielo sempre più vasto, ormai nel cuore dell'Africa Nera, attraversammo tutta la Tanzania su immense piane deserte, schiacciati da questa natura enorme, questa natura che avevo sempre sognato.
Abbandonata la strada ci buttammo su piste appena segnate, poi fuori anche dalle piste, tirando su diritti, sempre verso nord, nella piatta savana, a settanta - ottanta chilometri l'ora in un fuoristrada da capogiro, un fuoristrada di giorni e giorni interi. Con l'Aziza inseguivamo giraffe enormi, stancandole, stringendole sempre più in curva e obbligandole a fermarsi, ansanti, domate.
Sempre più a nord, nella gialla distesa, schiacciando a fondo l'acceleratore, lanciavamo l'Aziza dietro la lunga, possente falcata del ghepardo, che quasi riusciva a batterci in velocità. Ogni tanto gli animali più grossi ci caricavano e l'Aziza cominciava ad avere qualche ammaccatura.
A fine settembre arrivammo a Nairobi con mezza traversata dell'Africa ormai alle spalle. Raggiunta la costa dell'Oceano Indiano, a Malindi, ci tuffammo tra le bianche scogliere della barriera corallina tra pesci dai mille colori.
Alcuni giorni dopo, con una durissima scalata, toccammo la vetta del Kilimangiaro. Dai ghiacci eterni del Kibo, al di sopra delle piccole sparse nubi, guardammo da 6.000 metri di quota, le piane infinite che avevamo percorso venendo da sud. A Nairobi la nostra avventura rischiò di insabbiarsi: le frontiere verso nord, sia quelle dell'Uganda con il Sudan, sia quelle del Kenya con l'Etiopia e la Somalia, erano chiuse per scontri a fuoco tra pattuglie militari, per guerriglia, per banditismo. Dal Congo non si poteva passare perchè la guerra civile era al culmine. Dall'Oceano Indiano all'Oceano Atlantico ogni via per proseguire verso il nord sembrava irrimediabilmente chiusa.
Esisteva una sola possibilità ragionevole per noi: imbarcarci a Mombasa e rientrare in Italia. Ma, testardi, su una vecchia guida dell'Abissinia dell'epoca del nostro "Impero Mussoliniano" riuscimmo a trovare un breve cenno sull'esistenza di una pista che da Addis Abeba, attraverso le montagne dell'Etiopia, arrivava alle piane del Lago Rodolfo. La zona del Lago Rodolfo è completamente disabitata, non una strada, un centro. E' una zona dimenticata, un'isola di vuoto: è l'Africa delle prime esplorazioni.
La violenza, pensammo Vittorio e io, è come il fuoco, se trova il vuoto si ferma, non può divampare. Avevamo trovato lo spiraglio verso il nord, la fessura attraverso cui saremmo passati.
A Lodwar, l'ultimo piccolo posto abitato in direzione del Lago Rodolfo, riempimmo l'Aziza di canestri di benzina e di acqua e ci buttammo in questo gran vuoto di 900 chilometri. Nessuno, nè a Nairobi, nè qui, aveva saputo darci un informazione, una notizia: avremmo dovuto viaggiare col solo aiuto delle carte.
Come raccontare l'"avventura"? Per circa un mese lottammo, giorno dopo giorno, per portare una macchina pesante 2.600 chilogrammi attraverso le grandi piane del Lago Rodolfo, dentro a erbe alte due, tre metri, tra arbusti spinosi, in mezzo alle selvagge tribù Turcana e infine sulle montagne etiopiche, alla ricerca dell'inesistente pista mussoliniana.
Dopo Magi, piccolo villaggio etiopico, Vittorio fu costretto a camminare davanti all'Aziza ininterrottamente per 350 chilometri di boschi e di alte erbe infestate da serpenti velenosi per indicarmi dove passare, dove appoggiare le ruote. Errori di centimetri sarebbero stati fatali per l'Aziza, e qualche volta anche per me. A distanza di tempo devo riconoscere che fu un bel gioco di abilità, di guida corretta, faticoso, è vero, estenuante, ma comunque un buon lavoro.
Riuscimmo, non so come, a portare i 2.600 chilogrammi dell'Aziza oltre valichi di 3.000 metri, oltre fiumi, costruendo ponti e tagliando alberi, riparando da soli quel che sull'Aziza si rompeva e riuscendo a non rompere mai quel che non saremmo stati in grado di riparare.
Continuando a procedere sulla pista inesistente, sprofondando dentro il fango fino ai sedili, ci inerpicammo su pendii da mozzare il fiato, seguendo mulattiere appena segnate, percorrendo a volte cinque o sei chilometri al giorno. Su queste montagne consumavamo un litro di benzina al chilometro, per cui a un certo punto ci trovammo a secco.
Vittorio allora partì, sempre a piedi, verso una quanto mai ipotetica missione americana, chiamata, da negri che avevamo incontrato, Mizan Tafarì, e che, a quel che avevamo capito, doveva distare, sulla nostra sinistra, due giorni di marcia. Racchiusa com'era dentro la foresta, pareva fosse rifornita da piccoli aerei. La missione esisteva realmente. gli aerei la rifornivano e, non si sa come, Vittorio riuscì a trovarla. Tre giorni dopo tornò con 3 muli e 150 litri di benzina. Aveva percorso a piedi altri 120 chilometri. Ricominciammo faticosamente ad andare avanti. Poi, improvvisamente, arrivammo a una strada. Gli ultimi 350 chilometri ci erano costati 16 giorni di sforzi continui. Oltre Addis Abeba corremmo sempre a nord fino all'Asmara, poi per gli allucinanti deserti del Sudan fino e oltre Khartum, sempre su piste evanescenti o in fuoristrada, nella piatta uniformità gialla, senza fine, sempre diretti a nord, verso l'Egitto. E infine, con un ultimo folle balzo di 2.300 chilometri di guida continua, ininterrotta, bruciammo tutto l'Egitto fino a Il Cairo. Il 20 gennaio 1965, dopo 38.000 chilometri, la prima traversata italiana da Città del Capo a Il Cairo fu così conclusa. Vittorio, stregato dall'Africa, mi lasciò per tornare in Etiopia dove aveva trovato un lavoro.
...
Paolo_tn
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Messaggioil 22/08/2017, 8:50

La curiosità mi ha spinto a cercare una mappa dell'Etiopia del sud del tratto "chiave" descritto da Vittorio e da Nino in cui si capisce la posizione della Missione di Mizan Tafarì nel tratto tra Magi e Gimna

Rid mappa-gimna-mizan-tafari-magi.jpg
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Messaggioil 22/08/2017, 19:04

Grazie Paolo per avere condiviso questo spettacolare ed emozionante racconto...
Buon compleanno VIAGGIATORE
Squily
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Messaggioil 22/08/2017, 22:12

Tra qualche giorno,ripercorreremo(con Scabini)queste piste per l'ennesima volta,verso il Kibisch(fiume)anche se ora è molto più facile.La metà,rifotografare i Surma.Chissà com'erano a quei tempi,ho visto i Mursi più di trent'anni fà,erano completamente diversi.Dove arrivano i camion,l'Africa cambia velocemente.
giba foto
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Messaggioil 11/09/2017, 14:39

...vedo solo ora, ma ho l'attenuante, spero, che nel giorno fatidico ero in Grecia. I migliori auguri a Vittorio parigi, che ho avito il piacere di ascoltare a Torino, in occasione della collocazione dell'Aziza nel museo dell'auto.....Un "monumento"! ;)
Verteidiger
 
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Messaggioil 29/11/2017, 11:56

Verteidiger ha scritto:...vedo solo ora, ma ho l'attenuante, spero, che nel giorno fatidico ero in Grecia. I migliori auguri a Vittorio parigi, che ho avito il piacere di ascoltare a Torino, in occasione della collocazione dell'Aziza nel museo dell'auto.....Un "monumento"! ;)



Torino...c'ero anch'io :D

Emozionante sentire l'avventura raccontata da Nino Cirani, spero l'evento si ripeta.

Ciao

Mauro
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