Ciao Gunter73 e scusa.
Vedo ora, ahimé, un tuo messaggio nientemeno del 18 luglio 2020 (pag 2- viewtopic.php?f=50&t=114505&start=20) al quale, per distrazione, non avevo dato risposta.
È quasi divertente farlo ora, ma non fa niente.
Il materassino era da bivacco volante, in sottile poliuretano, i cuscini erano piccoli e morbidi, gofiavano un po' la rete ma mi permettevano di stare anche seduto, tenendo conto delle poche che l'ho fatto. Se non ricordo male i capelli sfioravano la rete. Penso dipenda anche da come è stata allestita la rete, dal tipo di rete e dalle dimensioni. L'altezza dei gavoni era perfetta per il materiale che avevamo al seguito. Volendo ridurla, penso si possa accorciare di pochi cm.
Il serbatoio era/è artigianale e in inox. Il tuo motivo delle taniche è valido, ma forse insufficiente per lunghe distanze spopolate. Ci sono, come credo tu sappia, mastici utili per chiudere microfalle magari lungo le saldature. Certo, se si dovesse squarciare le taniche risalgono la classifica.
Tutto vale anche per l'acqua, tranne che era un serbatoio "nautico", in pvc, protetto dai lati del gavone in cui alloggiava e con piedi bel consistenti, anti abrasione da sfregamento/vibrazioni.
Il criterio della scelta dei ricambi non è stato un mio criterio. Non ho la competenza meccanica e motoristica. Ho ascoltato le indicazioni di un meccanico che aveva lavorato su molti defender, per anni. A memoria: filo dell'acceleratore, cuscinetti, dotazione ricambi per tagliando e direi, poco altro.
Rileggendo i messaggi oggi, ho visto di non avere segnalato le modifiche al mezzo: semiassi rinforzati, rialzo di 3 cm, puntoni rinforzati, verricello anteriore, blocco differenziale posteriore, forse è tutto.
Quasi nessuna difficoltà per i visti, tutti ottenuti prima di partire. La Russia vuole un'assicurazione particolare, il Turkmensitan è stato il più laborioso e incerto. Ne rilasciavano di due tipi: turistico e di transito. Il primo permette una permanenza nel paese più lunga con l'obbligo di agenzia per muoversi; il secondo obbliga ad uscire da paese entro, mi pare 5 giorni, indicando preventivamente, quando entri, quale strada seguirai per uscirne.
Noi abbiamo fatto il Caspio. Volendo il problema è il traghetto: data e ora di partenza incerti fino all'ultimo, dopo lunghe attese.
Nessun problema. Nei paesi islamici hai la massima tranquillità. In Russia nessun problema, in Ucraina neppure, ma a quel punto andavamo dritti per rientrare a casa.
Nel viaggio precedente, in Afghanistan, avevo avuto qualche inconveniente in Turchia orientale (tentato furto macchia fotografica) e in Russia (avvicinamento con ubriachi in luogo isolato, poi risolto bene; questioni burocratiche). Non direi "rubano l'inverosimile". Forse la discriminante è il luogo. Nelle città, a maggior ragioni nelle grandi o nelle metropoli, la cultura e le dinamiche sono lontane da quelle in zone rurali e tradizionali. Tendenzialmente in zone urbane la criminalità è una presenza, come è assente in quelle rurali.
Appena tornati è arrivato il Covid, che io, sono convinto, ho preso in novembre 2019. Molto forte, curato con digiuno e sudore sotto strati di coperte e nient'altro, come ho sempre fatto con l'influenza. Sono stato veramente debole per diversi giorni e poi è finito.
Il piano era giocoforza di massima per arrivare ad una stima dei km al giorno al fine di calcolare quanto tempo minimo ci sarebbe servito e anche, paese per paese, per evitare di far scadere i vari visti. Caso vuole che quella stima si è rivelata corrispondente ai fatti. La dimensione delle tappe era naturalmente relativa al terreno, che non sai mai quale sia.
Quindi nessuna maniacalità, e molto ascolto delle situazioni, anche per scegliere se pernottare a vista o imboscati.
Paesi ex-Urss è vero, il gasolio è l'ultimo dei carburanti, ma noi non abbiamo avuto problemi. In Russia europea, dagli Urali a ovest poi, è tutto come da noi, anzi meglio.
Proprio in Uzbekistan, nell'altro viaggio, avevo trovato il gasolio solo al mercato nero.
Due momenti critici: rischio ribaltamento a causa errore mio, rottura del giunto omocinetico in Russia occidentale, riparato genialmente da un meccanico di Valujki, secondo il quale avrei dovuto comprare il pezzo in Ucraina a Charkiv, perché, diceva, "puoi andare avanti massimo 200 km". A Charkiv siamo andati avanti per cercare il pezzo a Kiev. A Kiev servivano otto giorni per averlo e così, siamo arrivati a casa in 2x4 a 70 all'ora, con patemi costanti fino all'ultimo, per constatare poi in officina, che le saldature russe erano ancora ottime.
Al momento non riesco a selezionare qualche foto. ti mando questo link, con video realizzati da mia figlia -
http://www.victoryproject.net/articolo.php?id=792Scusa ancora per la mia mancanza. Guardo saltuariamente Africaland. Scrivimi in provato semmai.
Non troppo a breve dovrebbe uscire il libro del viaggio. Al mento si chiama "Storie nella sabbia - Viaggio in Transoxiana", ma sarà l'editore a confermare o meno.
Grazie
ciao
ekarrrt, lorenzo