il 09/10/2023, 21:14
Ritengo di avere, anche se pur minima, una conoscenza di Israele e il suo popolo.
Dal 1980 mi reco in Israele per lavoro, ho colleghi e molti amici, che ho sentito telefonicamente per tutto il giorno di sabato
A parte la situazione, che non è stata e non è piacevole, analizzare gli eventi è molto complicato.
Sicuramente una buona dose di fanatismo religioso, da ambe due le parti, non ha mai permesso una convivenza pacifica, ma non si deve trascurare il fattore economico. La maggioranza degli israeliani, in particolare le nuove generazioni, auspicano la risoluzione pacifica, quello che una parte di arabi non vogliono. Guarda caso, in procinto di una trattativa con i sauditi, acerrimi nemici degli iraniani, hanno pensato bene di organizzare questo attacco, coscienti di essere perdenti in partenza, ma a chi comanda, Hamas ed hezbollah non interessa se a rimetterci sono civili inermi delle due parti.
Questa situazione che si trascina da decenni, fa comodo, ma domandatevi a chi
Sicuramente non a chi vive da oltre sessant’anni in stato di assedio (provate a pensare di vivere in un paese dove l’unico sistema per uscire è l’aereo, tutti i confini blindati da popoli ostili) da ragazzi, donne e uomini perennemente arruolati e pronti ad intervenire sul campo
Affermare che Israele ha sempre fatto i caz...propri è riduttivo e demagogia, che quasi rasenta il razzismo, proveniente da una certa scuola di pensiero, di chi forse non ha mai vissuto in Israele, ma neanche visitato per una settimana.
Scusate lo sfogo, ma in questo momento sono preoccupato per le persone che conosco, e, forse, per l’ultimo baluardo in medio oriente di una democrazia, anche imperfetta, occidentale