
NORTHE ARGENTINO
Seguii il consiglio, di proseguire verso nord-est avvicinandomi alla Ruta Nacional 40 andando ad esplorare la regione della Rioja per vedere i suoi straordinari colori e conformazioni di rocce in un paesaggio molto antico che continua ad essere studiato da paleontologi.
Lo spettacolo che mi apparve dopo un tortuoso ma avventuroso tratto della RN 40, era ciò di cui parlavano tutte le persone da me interpellate, la valle dei colori, delle rocce dipinte, dei climi miti, della presenza di acqua che nel centro racchiudeva un territorio ora abbastanza arido che dal 2000 è passato sotto la protezione dell'UNESCO oragno deputato alla scoperta di territori unici del mondo che vengono catalogati come patrimonio dell'umanità.
Molto spesso sono parchi già di per sè controllati e visitati, altre volte sono terre selvagge, altre volte sono territori abitati ma di pregevole interesse e sono tutelati.
Apro una parentesi veloce per esprimere il mio orgoglio nell'apprendere che l'Italia è tra i primissimi posti con, se non ricordo male 86 siti protetti dall'UNESCO e dichiarati patrimonio dell'umanità.

La valle era veramente variopinta, in conseguenza del contenuto di numerosi minerali che le donavano un aspetto cangiante dalla mattina alla sera al variar della luce, ma sopratutto mi stupì per una sorta di ordine prestabilito nelle sue forme e nei suoi tratti, nelle sue costruzioni e nelle sue presenze naturali, tale che le conferiva una perfezione anche dal punto di vista fotografico.

Mi ci gettai subito dentro sfruttando le strade sterrate che mi portavano alla scoperta dei colori, dei parchi nazionali o provinciali, delle bellezze naturali, una guida rilassata e confortevole, un break di qualche giorno per poter riflettere meglio, per poter pensare ed organizzare una prima prova di scalata.

Trovai in Villa Union una base dalla quale fare spedizioni giornaliere, cittadina che vive solo grazie al turismo sia per la presenza di tre importanti parchi, sia perchè punto nodale di incrocio di strade che portano verso tutti i punti cardinali.
Sembra stupido parlare in questi termini, ma in Argentina non lo è perchè, considerate le distanze, molto facilmente le starde portano in uno dei quattro punti cardinali per svariati km senza la possibilità di poter, a piacimento, cambiare destinazione o programma.
La cittadina era dunque ben riempita di turismo, qualche hotel, molte capanne in affitto e camere presso abitazioni private, cibo come sempre genuino ma monotematico perchè oltre alla carne c'era ben poco da mangiare.
Ero abbastanza a Nord per poter pensare alla neve dei primi giorni come un ricordo, le temperature erano di giorno calde e scendevano di notte sottozero.
Le giornate si erano un pò allungate, permettendo alla popolazione locale di poter fare ritualmente una lunga camminata avanti e indietro, ai bambini di poter sfruttare le loro biciclette sino al calar del sole, perchè subito dopo la vita si spegneva, poca gente passeggiava, tutti si rinchiudevano nelle più o meno belle piccole casette senza riscaldamento ma molto spesso dotate di grossi comignoli che sputavano fumo di diversi colori, perchè bruciavano vari tipi di legname e radici.
La land rover stentava a partire la mattina presto non tanto per un discorso di candelette ma piuttosto per gasolio che poteva iniziare a ghiacciare e olio motore che tendeva al congelamento.
Inutile dire che gasolii sofisticati con additivi o invernali non venivano venduti, il gasolio per loro è solo uno e molto spesso mettono una percentuale di benzina per abbassare il suo congelamento, e certo non si fanno problemi per gli iniettori o altro, tuttalpiù aspettano le nove di mattina che la temperatura è già più mite.
Bene, il mio primo test personale era arrivato, dopo aver studiato carte geografiche e metereologiche ero nel punto giusto per provare a battere il mio primo limite di guida in altitudine.
Mi spostai più a Nord, nel minuscolo paesetto di Vinchina, ultimo avamposto dotato di gasolio prima di tentare la scalata oltre i 4000 metri.

Il cielo si era stabilizzato e non presentava più la conformazione di nuvole che mi aveva fatto ritardare di un giorno secondo i piani originari, in più guadagnavo una buona ore e mezza di guida con la luce e mi avvicinava alla Laguna Brava che avevo individuato come obiettivo.
Partii il 18 agosto di mattina presto perchè avrei dovuto raggiungere dopo un'altra oretta e mezza l'ultimo posto di controllo della gendarmeria, posti che comunque devono controllare il territorio e l'unica strada che si inerpica verso la Laguna Brava con possibilità di proseguimento verso il Cile.
questi posti delle gendarmerie possono essere veloci o lenti, dipende da tantissime cose, ma sopratutto dalla buona volontà del militare di turno che fà tutte le domande di rito partendo dalla nazionalità, da dove si proviene e dove si và, poi il controllo dei documenti che varia ovviamente se si è diretti in Cile o meno.
Il passo è di secondo o terzo livello, usato solo dai militari ed in agosto chiuso.
Espletate le formalità che questa volta furono più sul tipo di fuoristrada e sulla quantità di gasolio che avevo con me, il gendarme controllò il mezzo ancora una volta con più curiosità che altro, mi ammonì sulla difficoltà del tragitto, sulla sua lunghezza e sul divieto di pernottamento sulla Laguna per motivi di incolumità fisica e del mezzo visto che le temperature di notte lassù andavano oltre i 15 gradi sottozero.
A nulla valse la mia contentezza di aver un satelliatre a bordo, perchè mi disse che non avevano mezzi per soccorso ne altri 4x4 di supporto, e nel caso che mi fosse successo qualcosa nulla potevano fare loro nel giro di 24 ore.
In più, che dovevo considerare attentamente il tempo di percorrenza in salita e calcolare il tempo di discesa e rientrare alla gendarmeria entro le 18.30 comunicando la mia uscita dal circuito.
Chiesi se c'era qualcun'altro sul circuito quel giorno e mi disse che era passato da mezz'ora un'altro fuoristrada.
Io ero pronto, senza perdere tempo partii.
passai le ultime piccole abitazioni di casette di mattoni crudi e terra e iniziai lo sterrato.

Dopo un paio d'ore teso a guidare con un'occhio sulla strada sterrata ed un occhi sull'orologio, sorpassai il primo grande banco di montagne e mi avviai verso la zona di altipiani, per poi aggredire la salita finale.

La strada era piena di deviazioni per la cattiva manutenzione della stessa, tanto per loro le deviazioni vengono comunicate con un grande cartello su fondo arancione con scritto "desvio", e poi una ruspa fa una deviazione quando possibile che sono dei veri passaggi di trial; la strada aumentava la ripidità in maniera non costante, iniziavo a salire oltre i 3000 metri e trovavo traccia di gelate notturne, ma il cammino era spettacolare.

Le montagne si aprivano alla vista e sorprendentemente cambiavano ancora una volta di colore, prima chiare, poi più scure, poi verdi, poi riflessi neri, la land rover iniziava a perdere di potenza, aumentava la combustione di gasolio facendo fumate nere sempre più dense, ma inesorabilmente marciava, senza nessun tentennamento, senza un'indecisione.
Gli ero particolarmente vicino quel giorno, e nella mia lucida follia gli parlavo chiedendogli di dimostrare ancora una volta, ove e se ce ne fosse stato bisogno, la sua proverbiale fama in tutto il mondo.

Continuavo a salire, stavo sopra quota 3500, il Defender sbuffava e sputava violentemente una nuvola nera alla mia richiesta di potenza, il cunsumo iniziava ad essere molto elevato, l'ossigeno sempre più rarefatto; le numerose soste per fotografie mi iniziavano a costringere alle partenze in ridotta, la prima in salita non era più in grado di far muovere il mezzo.
La potenza era al 50 % ridotta e il gps iniziava a segnare 3700.....3750 in silenzio religioso ero letteralmente incantato dal panorama che mi stregava continuamente, conformazioni rocciose sempre più strane mi apparivano, la strada era a tratti semplicee a tratti a stapiombo a una sola corsia.

Avevo una tensione solitaria, sbloccata da immagini spettacolari che tentavano di distogliermi dal controllo sia dell'orario sia del consumo, la lancetta del gasolio scendeva ormai a vista d'occhio, cosa che su un 110 non mi era mai capitata.
Un freddo gelido e pungente, ma secco, mi accompagnava, il gps segnava quota 3850 mt e incontrai i primi rifugi di pietra, spogli e nudi, contenevano solo un diario di passaggio e nella data del 18 agosto c'è la mia traccia.

Le soste iniziavano ad intensificarsi per le innumerevoli fotografie che scattavo, una sorta di distensione da quella guida impegnativa e concentrata che ormai stava su quota 3900 mt.
Il fuoristrada segnalato dalla gendarmeria lo incontrai dopo poco che scendeva con a bordo un locale che guidava ed una coppia di francesi di mezza età, era un Pajero con vistose scritte lungho i fianchi, sinonimo di escursione organizzata di tour operator locali.
Una breve sosta un saluto, un escalmazione di stupore sul defender da parte del driver locale e qualche battuta che non capii perchè fui subito attratto da una discussione in Inglese sulla finale dei mondiali fatta dai Francesi....riuscii solo a sorridere non curante delle provocazioni perchè sinceramente in cuor mio non erano nemmeno da dirar fuori in quel santuario geologico che stavamo attraversando.
Salutati e consapevole che ero rimasto solo, dovevo affrettare la mia mia ascesa perchè ormai guidavo da più di tre ore dal controllo e i tempi iniziavano ad essere stretti, quando sulla sinistra scorsi una passeggiata di Vigogne che mi fecero pensare per un istante che poi non ero così solo.

Fu solo un lampo di pensiero, un aggrapparmi necessariamente a qualcosa perchè il ghiaccio aumentava in tutti gli interstizi non battuti dal sole e senza accorgermi avevo superato i 4000 mt.

Ero felicissimo e la Land Rover ormai partiva solo con le ridotte in salita, poi arrivando in piano quando possibile potevo tenatre di rimettere le lunghe, finche non decisi di rimanere con le ridotte per sicurezza, perche mi stavo avvicinando all'altipiano che incastonava la laguna brava.

le pendenze iniziavano a diminuire, ed una terra rossa fuoco inizio ad essere calpestata dai miei pneumatici, ero in prossimità della della vetta e in una tavolozza di colori degna di un pittore arrancavo sperando che non mi mollasse per nessuna ragione al mondo.

L'aria rarefatta mi faceva ogni tanto perdere la lucidità del pensiero e la mia paura fu quella di non poter essere più in grado di rimanere concentrato nella guida nell'ultimo tratto, nell'ultimo sforzo mio mentale e del Defender che incredibilmente continuava verso la sua destinazione.
Arrivato in prossimità, la stretta pista lasciava spazio ad un'impronta a terra di pneumatici, che correva verso ampi cumuli di cottoli, sommità di montagne per nulla ostili che mi permisero di avvicinarmi alla laguna con una sicurezza maggiore e una irrefrenabile gioia per aver abbondantemente superato quota 4300 mt.

Non ho ricordi personali di svariati anni di guida in fuoristrada che hanno eguagliato la sensazione che stavo provando, felicità, incredulità, magnetismo finchè un urlo liberatore mi fece accorgere che le parole dette e non pensate facevano il classico fumo, un freddo pungente mi diede il benvenuto, continuavo confuso a girarmi intorno in pensieri ormai annebbiati dall'altitudine e da scariche di adrenalina che mi facevano emettere urli di contratta tensione, urli di gioia e di ricarica in uno spazio senza tempo.
Dopo essermi abbandonato a respiri profondi ad occhi aperti, ed a una forte emozione di impresa del tutto personale in solitaria, decisi di immmortalare sopratutto per me, l'evento:
ero riuscito a portare il mio Defender sopra i 4000 mt, esattamente quota 4377 mt.

L'istinto fu quello di trovare un qualsiasi posto da scalare in fuoristrada per un ulteriore rekord personale, poi quello di impazzire sul perimetro della laguna brava, poi quello di cercare altre piste da seguire, poi non capivo più nulla perchè non sapevo bene che fare e come......in un tumulto di sensazioni decisi di non strafare sia perchè quello avevo chiesto a me stesso e avevo centarto il target, sia perchè era tardissimo, dovevo assolutamente scendere il prima possibile, sia perchè lei la stellare Land Rover mi aveva accompagnato lassù ma non ne dovevo abusare.

Feci l'ultima fotografia, quella che mi avrebbe fatto ricordare l'evento nel tempo, e tra fumate spaventosamente bianche al rilascio del gas in discesa, ed una temperatura dell'acqua che andò quasi subito a zero, immensamente felice ma un pò preoccupato per il fumo bianco, mi precipitai in altre 3 ore alle gendermeria:
La mia personale impresa era stata compiuta.

Pino
