Ecco qui, ho fatto delle foto aggiornatissime del carriolon allestito camper, per dare spunti ai berlinari che volessero cimentarsi in camperizzazione interna. Quelle vecchie non si trovano più (intendo quelle del forum, le mie sono tutte nel computer ma ci sono state negli anni parecchie modifiche).
Nonostante alcune forme curve, gli interni con sagome meno squadrate, i passaruota posteriori molto ingombranti, il passo di soli 100 pollici ed un vano dietro ai sedili anteriori che arriva solo a 1,50 m di lunghezza, è possibile creare una cellula abitativa perfettamente utilizzabile e attrezzata.
Il mio è solo un esempio di cosa e come si possa riempire un disco togliendo i sedili posteriori e gli strapuntini del bagagliaio. A posteriori mi rendo conto che posso aver esagerato, ma ogni volta che faccio una uscita anche solo per lavoro apprezzo il lavoro che ho fatto e lo rifarei ancora più spinto, ovviamente migliorando moltissime cose. Forse c’è qualcosa di superfluo, ma quello che c’è ora è servito almeno una volta in passato e per questo motivo si è conquistato il diritto di rimanere sempre a bordo. L’allestimento è sempre in evoluzione: dopo quasi 5 anni trovo ancora delle migliorie da apportare e realizzo nuovi accorgimenti e nuovi piccoli dettagli.
Con una breve introduzione richiamo i due principi di base che ho seguito: il primo è che tutto deve essere utilizzabile anche col portellone posteriore chiuso in barba all’infuriare di vento, pioggia, neve. Sia cucinare che trasformare la zona giorno in piano per dormire sono operazioni possibili senza mai scendere dalla macchina né aprire il portellone, ma semplicemente passando dal sedile di guida (o quello del passeggero) alla zona retrostante. Il secondo principio è che tutto, a bordo, deve avere almeno due utilizzi auto-esclusivi, cioè l’impiego di una cosa esclude necessariamente l’altra ed anzi la deve favorire o completare. Ne parleremo dopo… Ecco che per esempio la cassa degli attrezzi serve da sedile quando si cucina, il frigorifero sostiene una parte del piano letto, così come la porta dell’armadio aperta e ribaltata in basso, ecc…
Non è un allestimento pensato per il deserto perché non sono previsti serbatoi supplementari di gasolio, né grosse scorte di acqua potabile. Inoltre non è ermetico alla polvere. A dirla tutta però, il deserto non mi attira (almeno per ora) e comunque, stivando bene il carico, ho autonomia per almeno 6 giorni (gasolio a parte, anche se c’è ho posto per due taniche di tipo militare). Sul tetto non c’è niente, ho solo le antenne e i fari laterali. Niente bagagliera per tende esterne, taniche, pesi o ingombri di alcun genere: tutto deve stare dentro.
I moduli di base sono dei gavoni componibili, fissati tra loro e su un piano a contatto col pavimento del bagagliaio, opportunamente sagomato.
I materiali: ho fatto quasi tutto in legno compensato di pioppo in spessore da 12 mm, opportunamente irrobustito nei punti di maggiore carico verticale. Per le superfici non portanti (quelle verticali e che restano sempre tali, cioè non vengono mai ribaltate per dormirci sopra) è bastato lo spessore da 4 mm. La ferramenta è costituita da cerniere in ottone, viteria varia, pezzetti di corda o dei galletti a seconda del caso per le maniglie delle antine. C’è dell’acciaio inox per la zona cottura e della vetroresina per un serbatoio di acqua, più della plastica con cui ho realizzato alcuni dettagli e componenti.
La qualità estetica delle finiture lascia molto a desiderare, il legno in certi casi risente degli anni e si sbuccia negli spigoli. Spesso mi viene voglia di rifare tutto con materiale migliore ma se penso a quanto lavoro c’è da fare, desisto subito dall’idea.
Bando alle ciance ecco alcune foto, ciascuna preceduta da una minima descrizione.
La prima foto inquadra le diverse zone del carriolon, più avanti seguiranno alcuni dettagli.
1: zona con armadio per coperte, pigiama, maglione e camicia pesante, ripiano con busta spazzolino dentifricio rasoio, biancheria intima di ricambio. In un vano separato superiore ci sono 2 lampade a gas con relativi ricambi.
2: gavoni ad apertura dall’alto e doppiofondo con zaino, abiti di ricambio, teli impermeabili, giacconi pesanti. Sotto al doppiofondo ci sono carta igienica, saponette, spazio libero in abbondanza.
3: cassa attrezzi e, verso il fianco esterno, mensola con olii, grasso, ferri ingombranti. Tutto illuminabile con una apposita plafoniera. Come detto, ci si siede sopra alla cassa attrezzi per stare ai fornelli.
4: zona centrale dove in ordine dal dietro verso l’avanti ci sono in primo piano il gavone con tirfor, strop, grilli, taglie, poi la terza batteria ausiliaria ed infine il frigorifero, a portata di mano appena dietro ai sedili ma raggiungibile anche dalla cucina.
Tra le zone 2 e 4 è infilato, in verticale, un ripiano da estrarre verso l’alto e disporre orizzontalmente ad incastro sopra la zona 4 e 5 per dormire.
5: corridoio di passaggio dai sedili anteriori all’abitacolo posteriore.
6: zona dei gavoni della cambusa, con apertura dall’alto. Dentro c’è tutto il cibo, le pentole, le scorte di acqua potabile e ancora altro spazio disponibile. Nella parte dietro, più vicina al portellone, c’è il piano della cucina con lavello e fuochi (che vedremo nelle prossime foto). Sotto al lavello c’è la solita roba che sta sotto tutti i lavelli: bombola del gas (non a caso è là: mamma land ha previsto i fori di aerazione dell’abitacolo che sbucano nell’intercapedine del passaruota ed io li ho sfruttati per favorire l’aerazione), occorrente per lavare le stoviglie, spazzatura, attrezzatura per il bucato.
Anche tra le zone 5 e 6 è infilato, in verticale, un altro ripiano da estrarre e disporre ad incastro sopra la zona 4 e 5 per completare il piano per dormire.
Tutti i gavoni sono alla stessa altezza ovviamente, ed anche i piani estraibili infilati in verticale sono al filo superiore dei gavoni. Questo fatto ha vincolato la realizzazione in larghezza ed altezza dei gavoni stessi e lo spazio del corridoio, ma tutto si è risolto abbastanza agevolmente.
7: zona dei pensili, con ripiani per altre eventuali scorte (una parte dei ripiani è già occupata).
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Nella seconda foto si vede il piano per dormire e l’armadio aperto con il suo contenuto (coperte pigiami maglioni).
1: la porta dell’armadio è incernierata in basso e, aprendola, crea una parte del letto. Per il principio del doppio utilizzo auto-esclusivo, l’armadio si apre creando il piano e consentendo immediatamente l’accesso alle coperte, che così vengono a trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
2: i materassini, trattenuti da una fascia elastica. Il loro alloggiamento sfrutta la curvatura della porta posteriore (in questo caso la sx) del disco, che dall’alto al basso ha una notevole estensione. Inoltre il gavone corrispondente è sagomato apposta per contenere il loro spessore.
Se sono da solo, le uniche operazioni da fare per la notte sono aprire l’armadio e sfilare i ripiani verticali per disporli in orizzontale. In questa configurazione la diagonale che va da dietro il sedile di guida fino all’incernieramento del portellone misura 1, 85 metri, più che abbondante per dormire disteso e comodissimo, con ampio spazio in laterale.
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La terza foto qui sotto mostra invece il piano realizzato per ospitare due persone. La misura ora è presa in lunghezza, da appena dietro i sedili fino all’estremità posteriore a ridosso del portellone. Si raggiunge tale lunghezza ribaltando in avanti i sedili e sollevando due appositi piani, anch’essi infilati in verticale tra lo schienale dei sedili e i gavoni. Ho dovuto realizzare il sistema di ribaltamento dei sedili perché, essendo il carriolon un 4 porte, aveva i sedili anteriori fissi.
Attualmente in fase di studio ci sono due cuscini imbottiti da fissare con velcro su tre lati, dietro agli schienali dei sedili nella parte sommitale, in modo da averli a portata di mano anch’essi nella zona in cui servono: staccando i tre lati del velcro essi ruotano sopra il piano del letto.
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Qui si vede la zona cambusa, dietro al sedile passeggero:
1: secondo supporto per la televisione (il primo è davanti sul cruscotto, ne parleremo), con presa 12 volt e antenna.
2: serbatoio acqua in vetroresina, ricavato nello spazio del vetro alpino. Sta sulla verticale del lavandino che vedremo dopo, dove l’acqua scende per caduta. Contiene circa 20 litri. E’ quello di cui si vedono le uniche foto nei messaggi rimasti degli anni scorsi.
3: tenda oscurante, separa i sedili anteriori dal monolocale posteriore. Quando sono da solo è sufficiente tirare questa per garantire la giusta privacy.
4: calendario ed orologio appesi ai pensili della cucina, come da sempre in tutte le cucine del mondo
5: cassetta del pronto soccorso
6: piano estraibile del letto, addossato ai gavoni della cambusa
7: gavone delle pentole
8: pannello di chiusura del piano cucina
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Qui c’è un inquadramento della zona cucina, con il suo piano di chiusura completamente sollevato. Tale piano è composto da due superfici, una orizzontale e una verticale, articolate tra loro ed incernierate in alto, in modo da aprirsi completamente a pacchetto in due movimenti e scoprire il piano di acciaio inox del lavandino e i fuochi, qui in posizione verticale di non utilizzo. Tutta la zona fuochi è rivestita in inox ed ulteriormente isolata con materiale resistente al calore. Si notano inoltre:
1: luce supplementare
2: scomparto per accendini fiammiferi, caffettiere, fornello camping gaz di soccorso, accessori vari.
3: tubo di caduta dell’acqua, girevole dalla attuale posizione di riposo a quella in centro al lavandino.
4: la frase è d’obbligo, siamo pur sempre in un fuoristrada!
5: rubinetto e fornelli in posizione di riposo verticale
6: lavandino, con regolare tubo di scarico.
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Dettaglio dei fuochi in posizione di lavoro:
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Proseguendo verso il portellone, si notano:
1: normale tanica da 25 litri per acqua ad uso generico, estraibile, con pompa elettrica (spinotto accendisigari) e due tubazioni di prelievo, come verrà descritto sotto ai punti 3 e 5.
2: pasta lavamani
3: tubetto per la semplice caduta dell’acqua dalla tanica
4: bombola del gas
5: tubetto da 2,5 metri per il prelievo dell’acqua sempre dalla stessa tanica con pompa elettrica, ad esempio per una doccia o per riempire il serbatoio di vetroresina visto sopra. A proposito di doccia, molto tempo fa mi ero imbarcato nel progetto di uno scalda-acqua a gas, passato in fase di realizzazione con due o tre prototipi tutti miseramente falliti e clamorosamente bocciati. Da qualche parte nel forum c’è tutta la cronistoria. Banalmente, metto una pentola d’acqua sul fuoco e poi la verso nella tanica!
6: luce con pinza in gomma e cavo spiralato, spinotto accendisigari. Impiego polivalente.
7: presa accendisigari per la luce polivalente o la pompa elettrica della tanica di cui sopra.
8: mensola a due posizioni: una di servizio alla cucina, l’altra come sostegno del cuscino in caso di una sola persona a bordo coricata in diagonale.
9: barra telescopica a sezione rettangolare in alluminio, lunghezza totale 2,20 metri. E’ servita, potrà servire ancora…
10: tenda oscurante fissata con velcro, amovibile (ma non l’ho mai mossa)
11: maniglia di apertura del portellone spostata in alto: molto più accessibile soprattutto quando il portellone è chiuso ed è allestita la branda, che la renderebbe inutilizzabile.
Il rivestimento del portellone è in compensato di pioppo su cui ho ricavato due tasche molto più capienti delle originali, che erano in plastica fragile. Per aumentare la capienza ho “alleggerito” un po’ lo scatolato del portellone stesso con… il flessibile!
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Frigorifero lungo il corridoio centrale, appena dietro al sedile guida
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Nei dintorni del posto di guida:
1: cubby box con piano in legno molto più robusto dell’originale: deve sostenere il peso di una persona perché è il gradino per passare dietro o ritornare davanti.
2: staccabatteria per la terza batteria (quella vista sopra, lungo il corridoio nella zona centrale).
3: staccabatteria per la seconda batteria (che si trova nel vano motore)
4: contenitore in legno per accogliere minuterie varie, penne, matite, coltellino, cellulare ecc…
5: porta-atlante stradale e carte geografiche. Nello spazio tra il sedile passeggero e il tunnel centrale, in basso, ho fatto una vasca in plastica che trattiene le carte in senso longitudinale, mentre in laterale ci pensano – appunto – il sedile e il tunnel.
6: interruttori dei fari laterali e posteriori sul tetto e sotto gli specchi esterni. Sono proprio sulla leva del cambio, sì: il posto più facile, istintivo ed immediato da trovare al buio, soprattutto quando non conviene distogliere lo sguardo dalla strada per cercarli a tentoni sul cruscotto.
7: seconda presa accendisigari per luce su cavo a spirale, carica-batteria del cellulare, televisore, varie ed eventuali utenze. Si trova al posto dell’orologio, che non ha mai funzionato e comunque non serve: c’è il gps che è molto più preciso, tutti i cellulari mostrano l’ora e anche guardando il cielo si capisce più o meno che ore sono!
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Qui invece:
1: gps
2: televisore, con attacco accendisigari e antenna
3. cruscotto supplementare in legno laccato nero per spie dei fari ausiliari esterni, frigorifero acceso, candelette manuali, riscaldatore filtro gasolio, tensione seconda e terza batteria, luce verricello. Sopra ho ricavato una vasca per altri oggetti minuti e mini-cianfrusaglie. C’è anche un trattore della fendt, prima o poi al suo posto ci sarà il modellino in scala del carriolon!!!
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lato guida:
1: frigorifero a portata di mano, tra i due sedili.
2: luce per lo spazio sotto ai sedili, fissata lateralmente al cubby box. C’è anche dall’altro lato. E’ incredibile quanta roba ci stia sotto ai sedili del disco ma è necessario poterla trovare anche al buio!
3: io qui sotto ho il gancio a sfera per il traino, l’ascia, una sega a mano, un badile pieghevole, un cuneo spaccalegna, una mazza, la cassetta dei nastri isolanti elettrici e adesivi, colle varie, flaconi di frenafiletti, spago, gessi colorati da sfregare sulla cinghia servizi quando fischia…
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Sopra ai sedili anteriori:
1: luce del navigatore a led bianco
2: cb modello Midland 77-102
3: luce di cortesia a led blu, di minima intensità
4: microfono del cb
5: ho spostato la plafoniera perché al suo posto originale intrigava, doveva starci la tenda oscurante del parabrezza
6: tenda oscurante del parabrezza. Comprende anche due ali laterali di forma opportuna che vanno ad oscurare i vetri laterali anteriori fissandosi col velcro. In alto è fissata con degli anelli ad un tondino di acciaio e trattenuta arrotolate da un elastico, fuori del campo della visuale sull’intero parabrezza.
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Qui sotto metto alter piccole immagini di contorno.
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Ecco tutto o quasi, se ci sono curiosità o domande chiedete pure.
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