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L'impavido Marcotto solca l'Algeria

Diari ed Appunti di Viaggio

Messaggioil 15/01/2009, 14:33

Dato che ho letto velocemente il nuovo regolamento e non c'è più la limitazione nell'uso delle immagini e dei pensieri scritti, posterò anche qui il mio resoconto dato che ho molti amici su Africaland e spero che questa avventura piaccia

Eccomi qua, ancora senza il mio computer, userò le foto del fidato Daryush...se poi chiederà i diritti faremo una colletta.
Innanzitutto il percorso: in totale 10045 km
Dal 22 ottobre 2008 al 12 dicembre 2008
Niente male come auti regalo di laurea.

cartina percorso.jpg


ecco qua il percorso in Algeria che, grazie al perfetto lavoro di un pool di esperti informatici, ho potuto visualizzare

22 ottobre
Si parte!
Land stracarica e ci si dirige verso il porto. Per un po' guiderà Daryush, dato che non ha mai preso in mano la mia Land e deve fare un po di esperienza.
Ci imbarchiamo e partiamo

23 ottobre

Ci sveglia alle 9:30 una voce dall'interfono la quale annuncia che alle 10 si terrà un'esercitazione di evaquazione e tutti devono parteciparvi...evvai, si inizia alla grande!
Al suono delle sirene ci dirigiamo al punto di ritrovo: il bar di prua...dopo un 10 minuti siamo in 6 in tutto il locale e ci radunano tutti al bar centrale dove non sorpassiamo la cinquantina. L'equipaggio ci mostra come si indossano i giubbotti salvagente e poi, solo i volontari (tra cui ovviamente noi 2) si spostano sul ponte esterno per simulare l'imbarco sulle scialuppe. Ci faranno mica salire su quei cosi penzolanti nel vuoto!!! Per fortuna no, percorriamo semplicemente il ponte e rientriamo...meno male! Alle 4 si attracca...ci precipitiamo giù e siamo i primi ad uscire, svolgiamo le pratiche in un batter d'occhio ed in neanche 15 minuti siamo fuori dal porto! Mai avuta tanta fortuna, nessun controllo, nessuna coda, i primi a passare il cancello!
Ci dirigiamo verso Tunisi, lungo la strada ci sono molti lavori, ma a quest'ora gli operai tornano a casa...tutti in autostop. Un poliziotto fa segno di fermarmi, io inchiodo, ma lui sorride perchè voleva controllare il camion dietro di noi. Arrivati a Tunisi andiamo verso Biserta dove arriviamo in poco tempo e troviamo un alberghetto sul mare. La sera facciamo due passi ed andiamo a mangiare una specie di panino in una pasticceria dove, ovviamente, poi assaggiamo un po' di dolci, tra cui una super tortina al cioccolato.

24 ottobre

Oggi ci dirigiamo ad ovest...mi accorgo di aver dimenticato il cappellino sulla nave...bene! Non mi rimane che il cappello di lana o lo cheche. Dopo aver superato il lago Ichkeul ci dirigiamo a Capo Serrat. In questa zona la Tunisia è veramente verde. Arriviamo alla spiaggia in fondo su strada asfaltata, girettino in spiaggia e poi veniamo notati da qualcuno della zona, ci infiliamo in auto prima che ci raggiunga e ci dirigiamo al faro su una facile pista. Qui sbuca dal nulla il guardiano del faro, con auricolare per cellulare e vestito invernale, noi invece siamo belli leggeri dato il caldo sole ( a parte il cappellino di lana nera arrotolato come un furfante). Parliamo un po con questo gentile signore che ci offre dei frutti rossi da mangiare. Ci porta a fare un giro fino all'altro lato del promontorio (neanche 5 minuti, non sono un grande camminatore) da dove si gode di una bellissima vista ed in tanto ci parla della sua vita: è un militare che vive nel faro con la famiglia, ha qualche strano macchinario a cui badare, ed alleva qualche animale

IMG_2020.jpg

Dopo essere tornati all'auto ringraziamo il signore e ripartiamo. Torniamo un po indietro cercando l'imbocco della pista per Sidi Mechring ma finiamo nel giardino di una casa. Il proprietario ci spiega che la pista è poco prima della scuola, sulla destra. Presa la giusta direzione ci gustiamo il paesaggio. La pista è facile e veramente bella, sulla costa

IMG_2030.jpg


In fondo arriviamo ad un villaggio dove, ovviamente, sbagliamo strada e finiamo a casa di un signore che vuole che io visiti un suo parente che ha male all'addome e non mangia, ma io non sono un dottore e non ho la minima idea di che farmaci dagli, e se poi lo faccio peggiorare o questo non capisce le dosi e si scola un pacchetto intero di pillole?! Parlo un pochino e poi riparto. La strada asfaltata era poco distante, bastava andare a destra all'incrocio e non entrare tra le case. Torniamo nell'entroterra, ci fermiamo a mangiare un po' di frutta nel bosco e, come scendiamo dalla macchian, saltano fuori dal nulla tre musicanti: un cantante, uno col tamburello ed uno con uno strano flauto. Gli regaliamo una bottiglia d'acqua, dato che hanno sete, e ripartono verso non si sa dove.
Arriviamo a Tabarka, lungo la strada troviamo uno strano albero

IMG_2034.jpg


Tabarka è la città del corallo, andiamo a visitare il castello, che ovviamente è chiuso e con un po di ponteggi. Li di fronte, nel parcheggio, c'è un ragazzo che confeziona braccialetti in corallo a prezzi stracciati...a me sembrano tanto di plastica, abeh, ne prendo uno da portare a casa ed andiamo in centro...dove tutte le gioiellerie hanno le vetrine piene di coralli a 100 volte il prezzo del braccialetto...mi sa che era proprio plastica. Cerchiamo la basilica, ma non la troviamo, a chiunque chiediamo ci manda da una parte diversa. Vabeh, andiamo in hotel e poi a mangiare kebab. La sera sto sul balcone a sbirciare nelle finestre delle case di fianco, così guardo un po' com'è la vita tunisina.

IMG_2049.jpg
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Marcotto
 
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Messaggioil 15/01/2009, 14:35

cartina percorso.jpg
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Messaggioil 15/01/2009, 14:42

Però che viaggietto! Aspettiamo le altre puntate ;)
Ah, qui non c'è mai stata limitazione dei pensieri di viaggio e fuoristradistici :D
mirkop82
 
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Messaggioil 15/01/2009, 14:56

complimenti se il resoconto del viaggio è tutto così attendo con ansia le prossime puntate ;)
bentornato e continua a deliziarci col racconto!
ciao
roberto
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Messaggioil 15/01/2009, 15:04

Grande Marcotto :)
Mi vien da dire giovani ingegneri crescono, complimenti! Veramente bravo.
Ti avevo letto su RR ( di nascosto) sono integralista AL che ti devo dire ... :roll:

Ci vediamo al primo ritrovo ( che penso sarà per l'inaugurazione del Black Fenner di Virus)
... è un'invito che non puoi rifiutare ...
...non dimenticherò mai gli occhi di Federico !
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Messaggioil 15/01/2009, 15:23

Bravo Marcotto, aspetto le prossime puntate che pure io sono integralista e non ho ancora letto nulla!

Marcotto ha scritto:finiamo a casa di un signore che vuole che io visiti un suo parente che ha male all'addome e non mangia, ma io non sono un dottore

Così impari ad andare in giro con una macchina che sembra un'autoambulanza! :D
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Messaggioil 15/01/2009, 20:08

mi riferivo al fatto che una cosa pubblicata su AL non poteva essere messa da un'altra parte, se non con autorizzazione. Non posso obbligare tutti i miei amici che lo vogliono leggere ad iscriversi. Conosco anche Toyotari! :lol:

Dopo continuo col racconto
Marcotto
 
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Messaggioil 15/01/2009, 20:29

Non so davvero dove mai sia stata scritta una cosa del genere! :D
Per fortuna quindi che il regolamento è stato migliorato da questo punto di vista! :)
AL è in attesa delle prossime puntate :)
mirkop82
 
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Messaggioil 15/01/2009, 23:47

25 ottobre
Oggi ci si dirige a Gafsa, si parte e si va a sud direzione Le Kef. Saliamo per le montagne verdi fino ad arrivare alla Bulla Regia, appena entriamo nella zona archeologica una ragazza si propone come guida per 15 dinari...mi sembra un po' tanto, ma alla fine queste persone non saranno quasi pagate dallo stato per fare questo lavoro, vabeh, proviamoci, paghiamo alla fine. Iniziamo a girovagare tra i resti, la guida parla in italiano ed è veramente preparata, ci racconta che il 90% della Bulla Regia è ancora sepolto, lo stato non da più i fondi da anni, il museo è chiuso da 7 anni e molti oggetti si trovano al museo del bardo e gli scavi procedono solo per donazioni. E' molto bello, ci sono un sacco di mosaici che ci vengono spolverati con secchiate d'acqua in modo da rendere i colori più vivi.

centro 025.jpg


Passeggiamo tra le varie costruzioni, quasi tutte su due piani in modo tale che in estate si stia sotto terra perchè più fresco. La città era costruita lungo la strada che collegava tutto il nord africa.

centro 069.jpg


Dopo un ora e mezza la visita termina, potremmo andare a Cemtou, un museo a cielo aperto simile a Bulla Regia, poco più ad ovest, specializzato nell'estrazione e lavorazione del marmo.
Ripartiamo ed andiamo a sud tra prati verdi e di strani colori.

centro 083.jpg


Alle 2 ci fermiamo in un bar vicino ad una cava, come entriamo tutti ci guardano male, chiediamo due te, ma non li hanno, allora due coca cole. Si riparte, la strada si fa un po' più brulla, e gli alberi, ormai lasciati da un po', hanno fatto spazio alle palme. Arriviamo a Gafsa, che città poco interessante, non vale la pena fermarsi e ci dirigiamo verso Gabès in modo tale da attraversare lo Chott el Fejaj. Appena usciti dalla città la strada diventa più bella, costeggiando le montagne a nord, complice della luce calda del pomeriggio.

centro 084.jpg


Dopo aver girato verso Kebili si sale un po in montagna e ci fermiamo ad un posto di blocco a fare due chiacchiere con i gendarmi che non vedranno quasi nessuno per tutto il giorno. Scesi dalle alture si entra nello chott vero e proprio: un paesaggio splendido, ci fermiamo a bordo strada a fare foto ed a goderci il tramonto.

centro 112.jpg


Col buio arriviamo a Kebili e poi a Douz. Vorremmo provare il campeggio comunale, dato che al camping du desert ci sono già stato, ma è troppo lontano dal centro e non possiamo andare in giro a piedi. Allora andiamo al campeggio del signor Lorenzo, che ovviamente non c'è mai, e poi giriamo per il centro e sgranocchiamo pollo.
La sera, in campeggio, cerco qualcuno che vada a Ksar Ghilane via pista, ma tutti arrivano dall'oasi o via diretta o via asfalto. Ovviamente, chi arriva dalla diretta ci scambia per due rallysti del deserto che si fanno la settimanina in Tunisia per sfasciare l'auto e con sorriso malizioso ci diche che loro hanno impiegato due giorni per arrivare a Douz da Ksar Ghilane, ma noi ci metteremmo certamente di meno. Dubbiosi andiamo al bar a bere un te, ma anche qui non c'è!
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Marcotto
 
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Messaggioil 16/01/2009, 12:27

Marcotto ha scritto:...... Non posso obbligare tutti i miei amici che lo vogliono leggere ad iscriversi. Conosco anche Toyotari! :lol:



Nssuno è perfetto..... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Ciao e complimenti.
Paolo
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Messaggioil 16/01/2009, 21:22

26 ottobre
Prima di partire ci informiamo ancora se qualcuno va a Ksar Ghilane, ma nessuno ci va. Chiedo un po' di informazioni al gestore del campeggio che mi sconsiglia di andarci sia via diretta che via pista, solo via asfalto. E da Chenini? No, neanche da li, rischi di spaccare la macchina! Vabeh, andiamo almeno all'ippodromo a vedere dove fanno il festival du deser. Gironzoliamo un po a piedi e poi ripartiamo in direzione Matmata. Lungo la strada ci fermiamo a Tamerzet perchè vorrei andare a bere il miglior te con menta e mandorle che abbia mai provato. In cima al paesino c'è un piccolo bar dove ero stato due anni fa con Giovanni, Nicola e Matteo ( spero stiate leggendo il resoconto), ma questa volta lo trovo chiuso, forse sono solo le 11 del mattino. Ripartiamo ed arriviamo a Matmata, dove però non ci fermiamo, vorrei evitare di vedere per la terza volta le case troglodite. Scendiamo in direzione Medenine, la strada, un po tortuosa, è molto bella e mi godo il paesaggio.

sud 040.jpg


Da bravi turisti ci dirigiamo verso sud per andare a Ksar Ouled Soltane. La strada si fa sempre più immersa nel paesaggio brullo, tutta circondata di venditori di benzina. Non so perchè ma riusciamo a trovare code e rallentamenti. Finalmente a Tataouine imbocchiamo l'asfalto per lo Ksar che attraversa una zona dai colori molto caldi. Arrivati alla costruzione troviamo un ragazzo che ci spiega tutto. E' veramente molto bello e suggestivo e, essendo gli unici, possiamo gustarcelo in tranquillità.

sud 057.jpg


Alla fine della visita beviamo un te con la "guida" che ci mostra i suoi disegni e cerca di vendercene qualcuno, ma senza inisistere. Evitiamo di comprarli, ma, anche un po per scaricarci le tasche, gli diamo una bella manciata di monetine (quasi tutte 50 millesimi di dinaro) e lui tutto contento ci ringrazia. Dopo esserci salutati chiamo la persona che mi aveva dato il percorso per capire un po delle sue tracce della pista Ksar Ghilane-Douz. Decidiamo di iniziare ad arrivare a Ksar Ghilane, poi da li si vedrà. Torniamo sui nostri passi e ci dirigiamo a Douriet.

sud 074.jpg


Anche questa strada è molto bella, complice il sole. Giunti alle case troglodite facciamo un giretto senza però inerpicarci anche perchè se vogliamo arrivare all'oasi entro sera è il caso di muoverci, ormai sono le 4!

sud 091.jpg


Ci leghiamo per bene, dato che la pista per Ghilane è nella black list della tole, impostiamo i 4 wp e partiamo, guida Daryush, io faccio foto. La pista è ben segnata e facile, alla fine non è così ricca di corrugation come la descrivono. Mi piace molto, tutta tra sabbia compatta e dura con ciuffettini d'erba.

sud 104.jpg


Incontriamo qualche diramazione ma o tutte portano allo stesso punto, o siamo molto fortunati ad imbroccare la strada giusta. Col buio arriviamo a Ksar Ghilane e dopo un po' di giretti riesco a trovare la pozza col campeggio. Qui incontriamo un gruppo di ciclisti con auto al seguito che era con noi sul traghetto, sono partiti questa mattina da Douz.
Dopo un po arrivano altre auto di un gruppo che si era diviso perchè metà aveva fatto la diretta Tembaine-Ksar Ghilane e passava la notte tra le dunette, metà, vista la difficoltà, era tornato indietro ed arrivato via pista. Trovo delle macchine che arrivano da Douz, ma nessuno che ci vada. Per di più inizia a piovere e ci infiliamo al bar a bere te ed a pensare a come arrivare a Douz.
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Messaggioil 17/01/2009, 12:05

Marcotto ha scritto:Alla fine della visita beviamo un te con la "guida" che ci mostra i suoi disegni e cerca di vendercene qualcuno,

E' quella con un braccio solo?
Devo avere un suo disegno in giro da qualche parte ;)
Ipocrisìa – Simulazione di virtù e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole.
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Messaggioil 17/01/2009, 14:14

Gegio ha scritto:E' quella con un braccio solo?

Esatto! Proprio lei
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Messaggioil 17/01/2009, 20:42

ciao Marcotto,si parlava di te pochissimo tempo fà...se vai nella sezione radioland trovi l'argomento..."defender in pubblicità" lo spot del supradyn ci ha fatto ricordare il tuo 4 wheels!!!! :1
tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio!!!!!!!
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Messaggioil 18/01/2009, 13:53

27 ottobre km243
Oggi entra in vigore l'ora legale, ma qua ci sarà o no? Boh, tengo l'ora del cellulare su quella solare e l'orologio su quella legale. Giriamo ancora un po per vedere se qualcuno va a Douz, ma neanche per sogno, arrivano tutti da li e vanno a Chenini
Vabeh, arriviamo almeno al limite delle dunette per fare due foto e poi torniamo sull'asfalto, alla fine di sabbia ne avremo un bel po' in Algeria. Arrivati sulla sabbia però il richiamo è troppo forte, seconda ridotta e via, a seguire le tracce (ovviamente, data la marcia, il motore è a tutta e non ci muoviamo pianissimo...sarebbe bastata anche una seconda normale). Subito ci fermiamo a fare un po di foto.

sud ovest 001.jpg


sud ovest 004.jpg




Arrivati al bivio per il forte la pista si fa dura e tranquilla. E procediamo per un po di km guardandoci in torno. Daryush mi chiede: "Ma la parte difficile è passata?" ed io gli rispondo "Certo! Ora sarà tutta così!"
Dopo un po che seguiamo la pista ci accorgiamo che sul gps non stiamo più seguendo le tracce. Rimpiccioliamo e vediamo che lui aveva deviato a sinistra un po prima. Torniamo indietro ma vediamo che il gps ci manda dritto tra le dunette!

Questa era la pista che seguivamo
sud ovest 009.jpg


il gps invece ci mandava di qui
sud ovest 010.jpg


Negli ultimi giorni ci sono state un po' di tempeste di sabbia e la pista è stata ricoperta di sabbia, alla fine sotto si intravvede il duro. Vabeh, andiamo! Al massimo tra 10 giorni passa Caoos, acqua e cibo ne abbiamo in super abbondanza!
Ok, si parte, su e giù per le dunette, cerchiamo di seguire qualche traccia, che però ogni tanto sparisce. Ovviamente ci insabbiamo su una dunetta, a mezzo metro dalla discesa e seguuendo la tattica Marcotto per non stressare la trasmissione (appena ti insabbi un pochino piastre e libera tutto), in mezz'ora siamo fuori. Ovviamente mi accorgo che poco più a sinistra c'era un passaggio molto più facile. Bene, da adesso appena vedo dunette salto sul portapacchi a vedere un po la strada. Con le nostre XS a 0.8, le nostre lunghe orecchie bianche, i nostri grandi incisivi e la codina a pon pon zigzaghiamo freneticamente tra le dunette per evitare anche il più piccolo granellino di sabbia. E' un continuo fermarsi, esaminare il percorso e poi risalire in macchina (ovviamente senza capire più dove sono i passaggi che avevamo individuato). Penso che facendo così avremo triplicato la strada, ma non ci siamo più insabbiati.

sud ovest 014.jpg


Ovviamente incrociamo altre auto che arrivano da Douz e vanno a Ksar Ghilane ci dicono che la pista è facile e noi continuiamo a 30 km h con le gomme belle sgonfie. A mezzogiorno arriviamo al caffè (non il caffè du desert, quell'altro di cui non mi ricordo il nome, dove la pista per Ghilane si incontra con quella per Tembaine). Ci sono un bel po di auto...tutte provenienti da Douz. Vabeh, dopo esserci bevuti un te ripartiamo. ASFALTO!
Siamo già arrivati sull'asfalto??? Ovvio che no, dopo 100 metri finisce e torna la pista, un po sabbiosa e piena di tracce ben scavate. La land va un po' dove vuole lei, ma vabeh, se mi porta a Douz.

sud ovest 023.jpg

Incrociamo decine di auto, soprattutto Wrangler ed Hummer. Alle 2 arriviamo a Douz, gonfiamo le gomme gon il mio piccolo Nardi Bicilindrico (occupa più spazio lui di un bambino di 18 mesi) e ci fermiamo a prendere i datteri: un buon 6 kg di datteri acerbi arancioni!
Cedo la guida a Daryush e ci dirigiamo verso Tozeur. Lo chot ed Djerid è sempre bellissimo con i suoi mille colori ed i suoi riflessi.

sud ovest 050.jpg


Ogni volta che ci passo è sempre pittoresco.
sud ovest 051.jpg


sud ovest 052.jpg


Alle 4 arriviamo a Tozeur, al campeggio Les Beaux Rives dove riparandoci dalla pioggia sotto le palme, ci rempiamo di datteri, ...ma non sono molto buoni...sono un po' acerbi e filacciosi.

28 ottobre
Ci svegliamo con la pioggia, ma devo uscire causa datteri...
Oggi ci dirigiamo a Nefta, in mezz'ora ci siamo, ma, comlice il brutto tempo, non ci sembra molto carina, la percorriamo tutta tre volte avanti ed indietro ed alla fine ci infiliamo al Caravan Serraglio, non ci siamo mai stati e tutti ne parlano bene. ma che cavolo di prezzi! Vabeh, rilassiamoci l'ultimo giorno prima di varcare il confine. Passiamo tutto il pomeriggio in camera, la sera andiamo a mangiare kebab.
Domani si entra in Algeria
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Messaggioil 19/01/2009, 0:58

29 ottobre km 475
Sveglia presto, la guida ci attende alle 8 in dogana. Si parte! Arriviamo al posto di frontiera tunisino ed in 45 minuti sbrighiamo tutte le pratiche, aprono la sbarra e via, Algeria!
Arriviamo alla dogana algerina dove troviamo un camion carico di moto, guidato da un Italiano che fa da appoggio ad un gruppo che arriverà in aereo a Djanet. E' l'unico altro mezzo in frontiera, ma sta aspettando la guida. Qui conosciamo il nostro accompagnatore: Mohamed. Ci aiuta a svolgere le pratiche ed in due ore passiamo la dogana. Subito ci fermiamo per segnalare la nostra presenza alla polizia e conosciamo l'aiuto accompagnatore: Sliman. Ovviamente il parcheggio della polizia è vicino ad una scuola ed appaiono babini da ogni dove che, all'inizio, si mostrano timidi, poi si avvicinano e chiedono penne, caramelle e le solite cose. Regalo una penna, ne ho portate 10 in totale, e poi i bambini prendono in mano le ciabatte e cercano di tirarcele ma, prontamente, Sliman si mette davanti all'auto e li tiene a bada; meno male!
Partiamo. La strada passa tra dunette, ma c'è molto vento ed è a tratti invasa dalla sabbia, il paesaggio comunque è suggestivo.

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sud ovest 016-600.jpg


Sarà che è la prima volta, ma mi piace, anche perchè e molto vario: dunette, palme, montagne....e c'è chi dice che il sahara è tutto uguale.

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Passiamo El oued. Non so perchè, ma in Africa ho l'abitudine di salutare chiunque mi guardi e, dato l'aspetto inusuale dell'auto, ci guardan praticamente tutti.

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A Tuggurt ci fermiamo a pranzare, cerchiamo di conoscere meglio i nostri accompagnatori, ma per il momento non ci parliamo molto, siamo ancora in fase di studio. Mohamed mangia degli spaghetti con un sugo rosso che credevo fosse pomodoro...invece è arissa, e ce ne aggiunge pure!

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Facciamo benzina e mi compiaccio del suo prezzo. Dopo Tuggurt mi sembra di non andare nella direzione giusta, stiamo andando ad ovest, ma sulla cartina non c'è nessuna strada in quella direzione anche secondo il gps siamo nel nulla. C'è molto vento, siamo proprio in una tempesta di sabbia, ma c'è l'alfalto. Incrociamo una mandria di cammelli, ci fermiamo e ne approfitto per chiedere a Mohamed dove siamo facendogli vedere la cartina. Lui prova a guardarla un po, ma non riesce a dirmelo.

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Congiungiamo paesi non uniti da strade quali Tuggurt e Chegguet!. Ci sono le pitre migliari gialle e non rosse, vuol dire che siamo su di una strada secondaria. Torniamo su un tracciato segnato sulla Michelin. Mohamed mi spiega che non stiamo facendo la strada nazionale perchè ci sono troppi barrage. Arriviamo a Guerrara, qui il vento cala, complice il tramonto, e la città appare verde nella sua oasi.

sud ovest 049-600.jpg


Riempiamo il serbatoio, l'auto dell'agenzia rabbocca l'olio e ripartiamo.
Ormai è il tramonto e la luce è molto bella.

sud ovest 062-600.jpg


Ovviamente ci stiamo dirigendo a sud su una strada inesistente secondo Bibendum, ma ormai ci ho fatto l'abitudine e seguo la guida. In serata arriviamo a Zelfana in un Hotel che affitta casettine, la nostra ha due stanze ed il cucinino. Qui succede un malinteso: col mio fluente francese chiedo a Mohamed se loro dormono nella stanza accanto alla nostra e lui capisce che noi non li vogliamo e vanno a dormire nel deserto. Fortunatamente riesco a comporre frasi più o meno sensate ed a spiegarmi, alla fine usciamo tutti a cena e facciamo conoscenza. I due si rivelano molto simpatici. Purtroppo però ci sono molte lacune linguistiche ed aci spieghiamo molte volte a gesti, ma comunque ci divertiamo.
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Marcotto
 
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Messaggioil 19/01/2009, 17:24

Sveglia presto, oggi il programma è arrivare in 10 minuti a Gardaia, restarci un ora e poi partire verso in salah. Ovviamnte siamo a 70 km da Gardaia e non ci arriviamo proprio in 10 minuti. La città è molto bella anche in avvicinamento: si trova in una valle che si vede all'ultimo momento, per entrare troviamo molti posti di blocco della polizia.

sud ovest 086-600.jpg


Purtroppo ci sono state delle alluvioni e la città è tutta sottosopra: strade dissestate, negozi chiusi. Ci fermiamo ed andiamo a fare un giro per le viuzze della parte nord, poi cerchiamo la città dei Mozzabiti. Qui, per entrare, è necessaria una guida e per fare le foto bisogna attendere che non vi siano ragazze.

sud ovest 093-600-400.jpg


Questa parte della città (ovvero una delle 5 sottocittà che compone la grande Gardaia) è situata su una collina e, una volta arrivati in cima ed usciti dalle mura, si gode di una bellissima vista sulle altre sotto città.

sud ovest 100-600.jpg


sud ovest 102-600.jpg


sud ovest 103-600.jpg


Che dire: è un peccato non esserci fermati di più, ma ci torneremo.
Partiamo verso nord, la strada passa tra pianure con montagne solitarie

sud 013-600.jpg


e dune frenetiche, piene di catini

sud 033-600.jpg


Ci fermiamo a mangiare all'area di servizio di El Golea, alla ripartenza la macchina dell'agenzia non si apre...tira, spingi. Mi chiedono un cacciavite, glie lo do e, inserendolo nella serratura la portiera si apre alla faccia della chiave!
Continuiamo tra le dune.

sud 097-600.jpg


Poi giungiamo al tademait, immenso altipiano completamente piatto, dove ovviamente piove.

sud 108-600.jpg


E' molto suggestivo, sembra di essere nel nulla, ovunque è identico.
Cala il tramonto e la notte, incontriamo qualche posto di blocco e poi ci avviciniamo ad In Salah che, nel buio, con le sue luci sembra veramente grande, è molto suggestivo. Arriviamo al camping zeriba. Qui, dopo aver cenato in una stanzina della casetta di fango del camping, visioniamo la nostra stanza: materassi "un po" usati, in una stanzina umidissima della medesima casetta. Grande idea del Marcotto : freghiamo i materassi da un'altra stanza e dormiamo sopra ad una doppia morbidezza .
Ovviamente, dopo aver fatto tutto ciò andiamo a lavarci i denti e tornando ci accorgiamo che c'è qualcuno nella stanza da cui abbiamo preso i materassi...2 persone che dormono per terra... gli riportiamo subito i loro materassi ed andiamo a letto. Fuori piove, ma ovviamente ci fidiamo del tetto di foglie di palma. Ad un certo punto, la notte, ci svegliamo sotto un getto d'acqua che dopo un po si estingue. Il tetto piatto accumula l'acqua che, dopo un po, si concentra in alcuni punti e piega le foglie di palma e cade in stanza. La camera, già umidissima, diventa ancora più umida, noi spostiamo i materassi e ci riaddormentiamo...dopo un po' ancora acqua in testa! e via a spostare ancora i materassi. Guardando le macchie per terra cercavamo di capire dove non cadeva l'acqua e ci muovevamo tipo tetris coi nostri materassi che, intanto, perdevano un po di pezzi. Ormai la stanza era un bagno turco ed eravamo sudati nella parte che appogiava al materasso e bagnati nella parte verso il soffitto. Alla fine, decidiamo di coprirci la faccia con lo cheche e ci posizioniamo dove piove di meno.
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Marcotto
 
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Messaggioil 20/01/2009, 18:02

Bravo Marcotto ...finalmente le foto....

Ciao
Marco
poggio
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Messaggioil 20/01/2009, 22:54

Eh, Poggio, tra un po' toccerà anche alle tue!

31 ottobre km 300
Dopo aver fatto colazione andiamo a fare un giro in città, vediamo la duna mangiatrice e poi gironzoliamo per la città vecchia.

sud 166-400.jpg


Andiamo al museo nel vecchio forte. Mohamed non conosce molto la città, ma è volenteroso e si da da fare per cercare attrazioni. Il museo è carino, soprattutto custodisce foto di zone turistiche e siti interessanti. E capitiamo pure in un giorno in cui è gratis!

Si parte! Lungo tutta la strada ci sono i tubi dell'acquedotto tra in salah e tamanrasset che stanno ultimando.

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La strada è molto bella (a me piace tutto!). E' tutta piatta, incrociamo un po di montagne lontane e qualche duna, dell'erg Mehedjebat, ma gli spazi rimangono comunque apertissimi.

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Man mano che ci avviciniamo ad Arak la strada è contornata di grandi sassi che non si sa come siano arrivati fino a li e si vedono anche delle bellissime montagne erose dal vento.

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In prossimità del paese il percorso affronta delle curve per entrare nelle famose gole, veramente molto suggestivo.

sud 288-600.jpg


sud 299-600.jpg


Arak non è molto grande: barrage, pompa di benzina ed un piccolo villaggetto con due barettini. La gendarmeria dice che dobbiamo dormire nel loro piazzale, ma è proprio davanti alla strada e passano camion in continuazione. Vabeh, andiamo a fare il pieno e conosciamo Clea, la guida dell'Ahnet. Scambiamo qualche parola, ma non sembra molto locuace. Intanto veniamo circondati dai bambini e devo dire che uno in particolare era veramente insistente, voleva qualsiasi cosa, anche le piastre da sabbia. Capisco che questi ragazzi non hanno niente, ma se qualcuno mi chiede qualcosa con insistenza mi da fastidio e soprattutto se mi chiede cose di cui non ha bisogno. Mohamed riesce a convincere la gendarmeria a farci dormire nell'oued dietro al villaggio. Grande! Tutti contenti parcheggiamo le auto e prepariamo il campo.

sud 319-600.jpg


Rispunta il bambino di prima che vede il mio finestrino socchiuso e cerca di prendere il mio zaino dove dentro ho la macchina fotografica ed i documenti dell'auto :o . Chiudo tutto, prendo lo zaino e mi siedo sopra la tenda. Daryush intanto fa foto alle capre che saltellano tra le rocce, Mohamed e Sliman accendono il fuoco. Col calare del buio i bambini tornano a casa, ma io ho sempre paura che ritornino di notte. Dopo cena mi sdraio sul portapacchi a guardare la bellissima stellata e mi viene in mente la firma di Gegio.
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Marcotto
 
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Messaggioil 21/01/2009, 21:23

1 novembre km 127
Sveglia alle 6, ritrovo alle 7 con Clea che...arriva alle 7:30, poi dobbiamo passare da casa sua perchè...ha dimenticato il turaya. Entriamo nell'Ahnet, ci fermiamo a fare legna ed a misurare la pressione delle gomme. Il posto sembra già spettacolare!

Ahnet 030-600.jpg


Le dune sembrano dipinte con tempera!

Ahnet 037-600.jpg


Ahnet 044-600.jpg


Il terreno è un po sabbioso, a tratti un po soffice, ma generalmente duro. Incontriamo anche tratti con diversi alberi, tutti disseminati di ricordini di cammello.

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Affrontiamo anche un vallone sabbioso con un po' di contropendenza, ma non troppo accentuata. Ci fermiamo ad un pozzo ricoperto e cedo la guida a Daryush. Ci addentriamo in una stretta valle rocciosa al termine della quale parcheggiamo. Mohamed e Sliman restano qui a preparare il pranzo, noi due e Clea andiamo a fare una passeggiata in una specie di valle tra montagne formate da lastre accatastate. Clea non parla molto, cammina davanti a noi.

Ahnet 106-600.jpg


Ahnet 115-600.jpg


Il posto è veramente bello, nqueste rocce per i miei occhi non hanno senso! Come fanno a restare in piedi e come sono diventate così?
Ci "arrampichiamo" sui bordi della valle e la guida ci fa vedere un po di incisioni.

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Mentre guardiamo le pitture, Clea ci fa una foto col suo cellulare :lol: . Appena gli facciamo qualche domanda sulle pitture, lui inizia subito a parlare, all'improvviso è diventato molto locuace! Ci racconta di come avrebbe dovuto essere migliaia di anni fa questo posto. E' strano pensare che nella valle c'era un corso d'acqua ed era ricca di piante ed animali. Ora invece è arida, ma non per questo meno bella!

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Ahnet 151-600.jpg


Torniamo indietro e Clea ci mostra le orme di vari animali...il problema è che non so bene a cosa corrispondano in italiano i suoi termini in francese...ed allora ce li mima.
Per pranzo mangiamo un po di tonno mentre Sliman prepara il pane nella sabbia, il sugo ed il te. Dopo pranzo Mohamed e Sliman si sdraiano a dormire sui lastroni di pietra...perchè non approfittarne! Dormo anche io! Clea invece va a riposarsi in una grotta dall'altra parte della valle. Purtroppo però ci sono un po' di fastidiosissime mosche!
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Marcotto
 
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