Ripartiamo per Slivia, per pranzare nella stessa osmiza/agriturismo del giorno prima.
A seguire è in programma la visita alla grotta che si raggiunge con l’agribus che parte proprio davanti al locale. La grotta è stata riaperta al pubblico solamente nel maggio 2012. Era stata aperta al pubblico solo per nove mesi negli anni ’70 e poi era rimasta chiusa per quarant’anni. È quindi una discreta fortuna averla trovata aperta! Quando arriva capiamo finalmente cos’è l’agribus: un carro agricolo a cui hanno aggiunto delle panche ed uno scalino ribaltabile, trainato da un trattore.


Ben presto capiamo anche il perché dell’agribus, la strada (la si vede in foto sotto il trattore) è messa male, io con la Panda 4x4 probabilmente non avrei avuto alcun problema, ma con una macchina “normale” sarebbe stato facile restare impantanati.
Le grotte vengono tenute volutamente poco illuminate per non disturbare la colonia di pipistrelli che la abita. Ci fanno quindi indossare (lo vedete dalla foto) caschetto e luce orientabile. All’interno delle grotte è permesso fare foto, ma chiaramente senza flash, sempre per non disturbare i pipistrelli. La guida ci ricorda che siamo a novembre, e i pipistrelli sono in letargo.
Uno di loro però si è messo in una zona relativamente vicina al passaggio, per cui tento di fotografarlo. Vi propongo la foto per la curiosità scientifica anche se, lo ammetto, è parecchio sfocata.

Le grotte sono una vera scoperta, non sono molto estese ma stupisce l’elevata varietà di concrezioni. nelle diverse sale ci sono diversi tipi di stalattiti, stalagmiti, vele e spaghetti di forma, colore e rugosità diversa, come conseguenza della piovosità e della velocità dell’aria nei diversi periodi geologici in cui si sono formate.


Il pezzo forte sono ovviamente le torri, che danno il nome alla grotta. La più grande e più bella, nell'ultima foto, è detta “delle ore 11”, perché si è inclinata a seguito di un terremoto e sembra proprio, in unione con l’altra torre più sottile, un orologio fisso sulle ore 11.


Ripartiamo da Slivia alla volta della Slovenia, direzione Postumia. Il fido navigatore ci porta dritti all’hotel, che si rivela una pessima scelta. Si trova fuori della città in una zona industriale che ci da ben poco affidamento (anche se a posteriori non sarà successo nulla).
La camera è accettabile, pulita e spaziosa, ma l’ambiente è davvero triste, e la cena è scarsa e per nulla buona. Unica consolazione, il collegamento a Internet funziona ed è veloce, ma soprattutto è diretto, per cui posso finalmente non solo leggere la posta ma anche rispondere.