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"Le grotte, le isole e i laghi" - Slovenia e Croazia 2012

Diari ed Appunti di Viaggio

Messaggioil 10/07/2014, 22:27

Ripubblico il resoconto, essendo andato perso nel crash...

IL VIAGGIO

Eccomi per la prima volta a raccontarvi un viaggio in 4x4.
Il viaggio è nato per festeggiare le nostre nozze d’argento, quindi la scelta del periodo (fine ottobre ed inizio novembre 2012) era obbligata perché era quella del nostro 25° anniversario.
La destinazione scelta è stato un viaggio in Slovenia ed Croazia.

Due premesse… prima di tutto ho scelto di andarci con la fida Pandina perché sapevo che in Slovenia ed in Croazia non tutte le strade sono asfaltate ed un 4x4 poteva essere utile (a posteriori è stata la scelta giusta). Secondariamente, ho fatto qualche foto… ma non sono un fotografo. Vedrete delle foto mosse, delle foto sfocate, delle foto che non vi trasmetteranno nulla: poco male, non è quello il motivo per cui le ho fatte, le foto che inserirò sono solo per dirvi cosa ho visto, se poi volete vederlo davvero… andateci di persona, in fondo parliamo di luoghi vicini all’Italia, ci si può andare anche in un week-end.

Il viaggio è stato pianificato in anticipo perché volevo viaggiare sereno e senza preoccupazioni. Ho anche scelto di cenare quanto più possibile in albergo in modo da evitare sbattimenti serali. Vado all’agenzia di viaggi per far prenotare alberghi e traghetto, e qui il primo intoppo, l’agenzia è fallita! Entro in un’altra agenzia vicina e… sorpresa! ci serve la stessa impiegata molto gentile e molto efficiente (ed anche molto carina!) che prima lavorava nell’altra agenzia.
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Messaggioil 10/07/2014, 22:30

GIORNO 1

Domenica 28 ottobre 2012, si parte! Partiamo a pomeriggio inoltrato perché è il compleanno di nostro figlio (il più piccolo, qualcuno lo ricorderà all’ultimo BabyLand) per cui è d’obbligo festeggiarlo prima di andarcene.

C’è poco da raccontare, prendiamo l’autostrada da Bergamo e da lì a Trieste la A4 è sempre quella. In più piove tutto il tempo, una noia mortale. Ci fermiamo ad un autogrill per fare rifornimento di benzina, ma comperiamo anche due mega-stecche di cioccolato, una per uno (ovviamente Claudia si mangerà tutta la sua più una buona parte della mia, ma pace).

Arriviamo ad Opicina alle 21:30, giusto in tempo per prendere la camera ed andare a cenare in una trattoria vicina (cucina molto buona e prezzo onesto, servizio scarso). L’hotel è buono ma non merita affatto le ottime recensioni su Tripadvisor che erano invece il motivo per cui l’avevamo scelto. Il collegamento a Internet (WiFi) funziona ma solo attraverso il loro server: il risultato è che si può navigare e ricevere la posta, ma non inviarla.
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Messaggioil 11/07/2014, 10:51

Resto sintonizzato per il seguito :12
Ipocrisìa – Simulazione di virtù e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole.
Gegio
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Messaggioil 11/07/2014, 21:50

potente panda :lol: attendo il seguito
Saluti
Rob
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Messaggioil 11/07/2014, 22:19

Seguo anche io me!
Sono stato in Croazia, ma non avevo il Birucin... quindi solo grigliate di pesce alternate a quelle di carne :lol: :lol:
Moghi
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Messaggioil 12/07/2014, 1:16

GIORNO 2

Lunedì 29 ottobre, il programma prevederebbe la visita alla Grotta Gigante ma al lunedì è chiusa (primo errore di pianificazione: a posteriori sarà anche l’unico).

Decidiamo di visitare le grotte di San Canziano (Škocian in sloveno) che sono appena al di là del confine. Le grotte sono note per essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Reka (che poi non è altri che il Timavo, che risorge e sfocia a Duino, vicino a Trieste) ed è la loro particolarità perché nelle altre grotte il fiume c’è ma non nel livello visitabile.

Imposto Škocian sul navigatore e scopro un’opzione che neanche sapevo avesse: “Parte del percorso non è asfaltata, la vuoi percorrere lo stesso?”. Le risposte che mi propone sono solo due, “Sì” e “No”, ma manca il “Sììììììì, cerrrrtooooo!!!”. Mi limito quindi a premere sì. Si riveleranno tre km di strada bianca con solo qualche solco un po’ più marcato, ovviamente allagati dalle piogge dei giorni precedenti, e già lì avessi avuto la Zafira anziché la Panda 4x4 avrei avuto qualche problemino in più. Le grotte di San Canziano le avevamo già visitate qualche anno fa, ma d’estate quando il fiume era abbastanza lento e pigro.

L’idea di questo viaggio nasce proprio da questo fatto, ci eravamo ripromessi di tornare in autunno in modo da vederlo con più acqua. Le piogge recenti (in particolare quella del giorno prima che tanto ci aveva tediato lungo la A4) ci hanno aiutato, la portata attuale è di oltre 60 m³/s contro una media annuale di 9, e il Timavo (pardon, il Reka) dà il meglio di sé.

Guardiamo gli orari e rinunciamo a visitare le “parti nuove” aperte recentemente (che non abbiamo mai visto) ma che ci costringerebbero a perdere l’intera giornata visto che le due visite sono separate e per aspettare l’orario della visita alla parte nuova avremmo perso la visita alla parte storica o avremmo dovuto rimandarla a fine pomeriggio. Visitiamo le grotte e restiamo molto soddisfatti, siamo gli unici due italiani e questo fa sì che la guida ci tenga vicini e ci racconti strada facendo molte più cose che agli altri (a cui parla a voce alta solo alle soste).

Il fiume, come detto, dà il meglio di sé e la visita è davvero spettacolare. In queste foto lo vedere nell’orrido a monte della grotta e nel punto in cui vi entra.

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Messaggioil 12/07/2014, 1:19

Unico neo (più per Claudia che per me) il fatto che per visitare le grotte si debbano fare 250 scalini in discesa ed ovviamente altrettanti in salita. Non potendo vedere la parte nuova proseguiamo la visita seguendo il “sentiero culturale”, in pratica tre km di sentierino intorno alle doline che fanno sempre parte del sistema delle grotte.

Torniamo in Italia non prima di avere acquistato il bollino delle autostrade slovene (15 Euro per una settimana, non è economico ma in Italia si sarebbe speso molto di più) ma soprattutto di avere fatto benzina in Slovenia. La Super 95 costa 1,470 Euro al litro, la Super 100 solo 2 centesimi di più (1,490) e visto che la differenza è minima decido di “premiare” la Panda con la 100 ottani (se anche in Italia la benzina “plus” costasse così poco rispetto a quella “base” lo farei sempre, è che in Italia la differenza invece è notevole ed il gioco non vale la candela).

Appena rientrato in Italia chiamo una mia amica di Trieste che non vedo da anni che mi chiede se sono già andato a mangiare in una “osmiza”. Mi faccio ripetere due volte e poi spiegare la parola che non conosco. Per i non-giuliani, le “osmize” sono gli agriturismi ante-litteram, in pratica sono nati all’epoca di Napoleone quando i contadini del luogo chiedevano di poter continuare a vendere i loro prodotti direttamente e senza pagare le tasse. Napoleone lo concesse ma solo per otto giorni all’anno (variabili da produttore a produttore, per cui di giorno in giorno devi informarti su quali sono aperti), tant’è che il nome significa proprio “otto giorni”, in sloveno.

Andiamo anche a vedere gli orari del Castello di Duino, che non conosco ma tutti ci consigliano di visitare, e di quello di Miramare, che io ho già visitato nel 1982 (Claudia invece non è mai stata a Trieste). Ceniamo in albergo, accettabile ma speravamo meglio. D’altra parte non abbiamo la mezza pensione, per cui cambieremo per le altre sere.
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Messaggioil 12/07/2014, 1:21

GIORNO 3

Martedì 30 ottobre, andiamo a visitare la Grotta Gigante che non avevamo potuto visitare ieri.

Di fianco alle casse è appeso un cartello eloquente, che però Claudia non vede. Al contrario mi chiede preoccupata: “Non ci saranno mica da fare tanti scalini come ieri, vero?” E io, tranquillo e sereno: “Assolutamente no…” e dopo una pausa “… esattamente il doppio!” e le indico il cartello di cui sopra che avvisa appunto i turisti che per visitare le grotte si debbano fare ben 500 scalini in discesa ed altrettanti in salita, con pure la vignetta comica del turista che scende bello baldanzoso per poi risalire a fatica trascinandosi alla ringhiera.

Nelle grotte è permesso fare foto, ma senza flash. Non avendo il cavalletto, le foto che ho potuto scattare sono un po’ mosse. Accontentatevi…

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La grotta è spettacolare sia per le dimensioni che per la bellezza delle concrezioni. Da notare anche i due tubi che si vedono a sinistra nella foto: al loro interno passano due lunghi fili d’acciaio a cui è appeso un pendolo: si tratta di un sistema di rilevamento dei movimenti della crosta terrestre (che essendo appoggiata su un mantello liquido subisce ondeggiamenti e deformazioni a seguito dei movimenti tettonici e delle eruzioni vulcaniche).

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Nell’ultima foto la torre finale, cioè la stalagmite più alta e più bella della grotta, che è in corrispondenza di dove inizia la risalita (i 500 scalini di cui parlava il cartello alle casse!).

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Messaggioil 12/07/2014, 1:27

In pomeriggio andiamo a visitare il Castello di Miramare ed il relativo parco. Lungo il viale che porta al castello, ci coglie un tramonto spettacolare sul Golfo di Trieste.

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Il castello, costruito intorno al 1860 conserva al piano terreno i ricordi di Massimiliano d'Asburgo, che morì in Messico prima di vederlo finito, e di sua moglie Carlotta del Belgio, che impazzì alla notizia della morte del marito e tornò in Belgio. L’arredamento del primo piano riflette invece gli usi degli anni ’30 del secolo scorso, periodo in cui fu abitato dal Duca Amedeo d'Aosta, pluridecorato e ricordato come “Eroe dell'Amba Alagi”. Purtroppo si possono fotografare solo l’esterno ed il parco.

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Messaggioil 12/07/2014, 1:29

Durante la vista al porticciolo veniamo seguiti da una presenza discreta e silenziosa: una gatta elegantissima che, come tipico dei gatti, fa l’indifferente e si volta dall’altra parte se provi a guardarla in faccia, ma che ti segue come un’ombra, alla dovuta distanza, appena ti volti.

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Concludiamo la giornata con un po’ di shopping a Trieste. Più che Claudia, sono io a voler fare spese: mi sono preso il mal di gola, e con la bora una sciarpa è veramente indispensabile!

Vorremmo anche andare a cena in un’osmiza di San Dorligo della Valle ma siamo costretti a rinunciare (c’è una festa di compleanno e l’ingresso è riservato agli invitati) e ripieghiamo su un altro ristorante di Opicina, che però non ci soddisfa del tutto.
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Messaggioil 13/07/2014, 11:42

GIORNO 4

Mercoledì 31 ottobre, la giornata parte male perché il mal di gola mi ha messo veramente KO.

Partiamo convinti per andare a prendere il tram di Opicina, molto caratteristico perché in un tratto del percorso in forte pendenza viene aiutato da una seconda motrice, e si conferma che la giornata è nata male: il tram è fermo per manutenzione da più di un mese. Proseguiamo per Duino con l’idea di andare a visitare il Castello ma non sto bene e rinunciamo a visitarlo. Alla fine ripieghiamo per la ricerca di una farmacia, che troviamo ad Aurisina.

Ad Aurisina vedo il bivio per Slivia e mi ricordo che c’era un’osmiza aperta: si tratta de “Le Torri di Slivia”, che prende nome dalla vicina grotta (di cui ignoravo l’esistenza). Pur con le limitazioni di un’osmiza (servono solo salumi e formaggi, oltre a contorni e dolci) ci troviamo molto bene. Unica pecca il rafano, grattugiato ovunque, che nessuno di noi due sopporta!

Mentre mangiamo ci informiamo sulle visite alla grotta: è aperta solo nei giorni festivi, il che vuol dire che oggi è chiusa, ma sarà visitabile domani. La visita è alle ore 14:00, orario che sembra proprio scelto apposta per invogliare a pranzare lì, ma visto che ci siamo trovati molto bene ci adattiamo volentieri!

All’uscita viene a salutarci una femmina di Dobermann ormai molto anziana. Ci porta alla mente un amico, a cui è mancata da non molto proprio una femmina di Dobermann.

Le dedico una foto pensando al nostro amico.

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Sulla via del ritorno da Slivia passiamo a visitare il Tempio Mariano del Monte Grisa. Senza nulla togliere alla valenza religiosa del luogo, architettonicamente la struttura è proprio brutta!

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Per fortuna il panorama su Trieste dal belvedere del Santuario vale da solo la visita, anche se il Santuario in sé, almeno esteticamente, è stata una vera delusione.

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Torniamo ad Opicina per la Santa Messa prefestiva (domani è il 1° Novembre) e resto davvero deluso. Già avevo sospettato qualcosa di strano quando il parroco a cui avevo chiesto gli orari mi aveva chiesto se volevo ascoltarla in Italiano o in Sloveno. Ma non mi sarei mai aspettato di trovarmi in una chiesa praticamente deserta, eravamo sì e non in una quindicina e le poche persone che avevo vicino avevano accenti di origine chiaramente non Triestina.

A sera chiedo chiarimenti alla mia amica triestina con cui abbiamo appuntamento per cena: mi conferma che la maggior parte dei giuliani è atea e di sinistra. Che sia per quello che negli anni ’60 parte del territorio triestino è stato regalato fin troppo facilmente alla Jugoslavia di Tito?

La giornata finisce male come è cominciata: il conto della cena è molto caro in rapporto alla qualità e quantità di quello che abbiamo mangiato, buono ma non certo ottimo.
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Messaggioil 14/07/2014, 9:56

Grazie Mauro di aver re-inserito il tuo viaggio. Sono sempre bei posti, io li ho visti a spizzichi e bocconi nel senso che abitando relativamente vicino li ho visitati in giornata facendo più viaggi, ma penso che siano ancora più belli visti durante un unico viaggio.
Umberto, il carriolon e la Regina
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Messaggioil 14/07/2014, 10:39

:3
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Messaggioil 14/07/2014, 12:11

Il tempio Mariano a Trieste lo chiamiamo affettuosamente "el formaggìn" (il formaggino), perché è uguale nella forma. E su di lui sono fioccate le canzoni popolari di presa in giro.

Ma ormai ce l'abbiamo da tantissimi anni e vi abbiamo fatto l'abitudine. Anzi, se non ci fosse, quasi ci mancherebbe, soprattutto la sera e la notte quando è tutto illuminato.

Per il resto, ti ringrazio per il resoconto di viaggio che rende merito a Trieste e alle splendide cose che si trovano a pochissimi chilometri dalla mia città. Anche perché spesso a mé capita di vederle tutte come cose normali, dal momento che quando non sai cosa fare, non sai dove andare, fai una gitarella fuori porta e te le vai a vedere quasi fossero un riempitivo. Invece sono veramente luoghi che meritano un viaggio per essere visitati.

Un saluto.

Sandro (papiapi)
E della birra mi godo l'amaro,
seduto del ritorno a mezza via,
in faccia ai monti minacciosi e al faro.
(Umberto Saba)
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Messaggioil 14/07/2014, 15:05

carriolon ha scritto:Grazie Mauro di aver re-inserito il tuo viaggio

... è solo l'inizio. Appena riesco proseguo :D

Ciao.
Mauro
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Messaggioil 14/07/2014, 19:46

GIORNO 5

Giovedì 1° novembre, lasciamo l’albergo di Opicina e scendiamo a Trieste.

In effetti l’altra sera avevamo tralasciato le calamite da frigorifero! Claudia ha la mania delle calamite, vorrete mica che dal nostro frigo manchino proprio quelle di Trieste?

La città ci accoglie con un fenomeno che scopriamo a posteriori essere molto raro a Trieste: l’acqua alta in Piazza Unità d’Italia.

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Ho fatto anche una foto alla banchina, ma a guardarla non rende l’idea: il livello del mare è solo ad una spanna al di sotto della strada!

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L’acqua alta è certamente un problema per i residenti, ma vista con l’occhio del turista non fa che aumentare il fascino di una delle più belle piazze d’Italia.

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Messaggioil 14/07/2014, 19:53

Ripartiamo per Slivia, per pranzare nella stessa osmiza/agriturismo del giorno prima.

A seguire è in programma la visita alla grotta che si raggiunge con l’agribus che parte proprio davanti al locale. La grotta è stata riaperta al pubblico solamente nel maggio 2012. Era stata aperta al pubblico solo per nove mesi negli anni ’70 e poi era rimasta chiusa per quarant’anni. È quindi una discreta fortuna averla trovata aperta! Quando arriva capiamo finalmente cos’è l’agribus: un carro agricolo a cui hanno aggiunto delle panche ed uno scalino ribaltabile, trainato da un trattore.

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Ben presto capiamo anche il perché dell’agribus, la strada (la si vede in foto sotto il trattore) è messa male, io con la Panda 4x4 probabilmente non avrei avuto alcun problema, ma con una macchina “normale” sarebbe stato facile restare impantanati.

Le grotte vengono tenute volutamente poco illuminate per non disturbare la colonia di pipistrelli che la abita. Ci fanno quindi indossare (lo vedete dalla foto) caschetto e luce orientabile. All’interno delle grotte è permesso fare foto, ma chiaramente senza flash, sempre per non disturbare i pipistrelli. La guida ci ricorda che siamo a novembre, e i pipistrelli sono in letargo.

Uno di loro però si è messo in una zona relativamente vicina al passaggio, per cui tento di fotografarlo. Vi propongo la foto per la curiosità scientifica anche se, lo ammetto, è parecchio sfocata.

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Le grotte sono una vera scoperta, non sono molto estese ma stupisce l’elevata varietà di concrezioni. nelle diverse sale ci sono diversi tipi di stalattiti, stalagmiti, vele e spaghetti di forma, colore e rugosità diversa, come conseguenza della piovosità e della velocità dell’aria nei diversi periodi geologici in cui si sono formate.

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Il pezzo forte sono ovviamente le torri, che danno il nome alla grotta. La più grande e più bella, nell'ultima foto, è detta “delle ore 11”, perché si è inclinata a seguito di un terremoto e sembra proprio, in unione con l’altra torre più sottile, un orologio fisso sulle ore 11.

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Ripartiamo da Slivia alla volta della Slovenia, direzione Postumia. Il fido navigatore ci porta dritti all’hotel, che si rivela una pessima scelta. Si trova fuori della città in una zona industriale che ci da ben poco affidamento (anche se a posteriori non sarà successo nulla).

La camera è accettabile, pulita e spaziosa, ma l’ambiente è davvero triste, e la cena è scarsa e per nulla buona. Unica consolazione, il collegamento a Internet funziona ed è veloce, ma soprattutto è diretto, per cui posso finalmente non solo leggere la posta ma anche rispondere.
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Messaggioil 14/07/2014, 19:56

GIORNO 6

Venerdì 2 novembre, visita alle Grotte di Postumia ed al Castello di Predjama.

La visita alle grotte purtroppo si rivela una mezza delusione, le avevamo già visitate (io due volte, Claudia una) ed era stata un’esperienza positiva, questa volta invece ci capita una guida che non ha nessuna voglia di fare il suo lavoro. Sarà stato il fatto che è il ponte dei Santi ed il gruppo degli Italiani è molto numeroso, sarà stato che (in barba all’assoluto divieto) alcuni si fermano a fare foto facendo perdere tempo a tutto il gruppo, ma comunque ci fa percorrere le grotte a velocità razzo dando pochissime spiegazioni.

Anche qui però le piogge dei giorni scorsi ci fanno un regalo: una formazione di concrezioni a tazza, quasi sempre vuota, è invece eccezionalmente piena a causa della grande quantità di acqua presente nelle grotte.

Terminata la visita delle grotte ci dirigiamo verso il Castello di Predjama. È un castello costruito davanti a una grotta naturale (siamo sempre nel sistema delle grotte di Postumia), per cui parte delle camere anziché i muri ha la grotta come parete di fondo.

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Vorremmo fermarci a mangiare lungo la strada ma siamo fuori stagione ed è tutto chiuso. Siamo costretti a mangiare nella trattoria di fianco al castello, cosa che di solito non faccio perché i locali vicini alle attrazioni turistiche sono spesso delle fregature. Si rivela un timore infondato, perché mangiamo bene, sia come qualità che come quantità, e ad un prezzo assolutamente onesto.

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Sotto al castello c’è una grotta visitabile, ma è chiusa in questo periodo dell’anno (sempre per non disturbare i pipistrelli che dormono). L’ingresso è quello che si vede al centro della foto qui sotto.

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Lasciando il castello per tornare all’albergo c’è il tempo di ammirare i colori dell’autunno:

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Arrivato in albergo, memori di come avevamo mangiato male la sera prima, rinunciamo alla cena (pur già pagata) e visto che siamo ancora vicini all’Italia decidiamo ti tornare a mangiare ad Opicina, in una terza trattoria dove ci troveremo benissimo. Lungo la strada ringrazio di avere acquistato la vignetta della autostrade slovene perché ci fermano ad un posto di blocco ma, verificato che la vignetta c’era ed era in regola, ci lasciano andare senza altri controlli.
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Messaggioil 14/07/2014, 20:03

GIORNO 7

Sabato 3 novembre, trasferimento a Lussinpiccolo.

Lasciamo senza rimpianti l’albergo e torniamo alle grotte per visitare l’allevamento dei protei e degli altri animali ipogei. Mi lascio entusiasmare da questi simpatici animaletti e stavolta sono io che compero una calamita da frigorifero a forma di proteo ed un peluche, anch’esso a forma di proteo, che tutt’ora campeggia nella cappelliera della Panda. Claudia invece prende una calamita che rappresenta il Castello di Predjama, ed una felpa ricordo col disegno del proteo.

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Dovremmo visitare la mostra delle farfalle, ma la sala è occupata da un convegno (cosa che se fossero stati onesti ci avrebbero dovuto dire in biglietteria). Ci fanno aspettare 10 minuti, poi altri 10, poi decido che stiamo facendo tardi ed entro lo stesso, badando di non fare rumore, per far vedere a Claudia di cosa si tratta (io l’avevo già visita nel 1982). È uno stanzone vuoto, alle cui pareti sono appesi dei quadretti con spillate delle farfalle, ovviamente morte.

Ne guarda qualcuno ma ben presto decide anche lei che non è una grave perdita. Terminata la visita a Postumia possiamo partire per l’isola di Cherso (“Cres” in croato).

Fine della prima parte del viaggio ("le grotte")...
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Messaggioil 14/07/2014, 20:09

... ed inizio della seconda ("le isole")

Il traghetto parte da Brestova (in Istria) alle 13:30, da Postumia ci sono 100 km, quasi tutto su strade statali abbastanza tortuose ed è già quasi mezzogiorno. Imposto la destinazione ed il navigatore mi dice che secondo lui arriveremo al porto di Brestova alle 13:40. Non va bene.

Certo, c’è il traghetto dopo ma non mi va di perdere due ore in porto. Al che faccio l’occhiolino alla Panda e lei capisce che le sto chiedendo di fare “gli straordinari”. Di risposta anche lei mi fa l’occhiolino e via, più veloci della luce. Alle 13:20, ultrapuntuali, siamo in porto a Brestova!

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Mangiamo qualcosa durante la traversata e sbarchiamo sull’isola di Cherso che ci accoglie con i suoi panorami quasi desertici. Ci dirigiamo a Cherso città, anche perché il serbatoio della Panda è vuoto e devo fare benzina. E del resto se lo è meritato, visti “gli straordinari” che ha dovuto fare.

La città ha la tipica fisionomia di un borgo di pescatori veneziano, infatti faceva parte della Repubblica di Venezia fino al 1800 (ed è poi stata italiana fino all’ultimo dopoguerra).

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Visitata la città, e comperato qualche souvenir di Cherso, proseguiamo fino a Lussinpiccolo dove ci sistemiamo in albergo. L’albergo (4 stelle) è spettacolare, il personale è gentile ed anche la cena è più che soddisfacente. A parte la quantità, che essendo a buffet puoi decidere a piacimento, anche la varietà e la qualità dei cibi a disposizione sono di prima scelta.
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