Ancora alcune considerazioni sulla regolazione della temperatura ambiente.
Come descritto nel primo post, questa viene impostata ruotando la manopola del pannello di controllo, che in pratica dice alla centralina a quale temperatura rilevata dal “sensore interno” al riscaldatore deve essere modulato il riscaldamento.
Può succedere che tale rilevazione della temperatura ambiente fatta all’interno del riscaldatore (ricordo che comunque l’aria dell’abitacolo circola sempre all’interno del riscaldatore anche quando si trova in stand by) non sia soddisfacente. In tal caso è disponibile come accessorio un “sensore esterno” con cablaggio che può essere piazzato in una qualunque posizione all’interno dell’abitacolo ritenuta più idonea alla rilevazione della temperatura.
termosensore esterno webasto.jpg
Questo sensore esterno non va collegato direttamente sulla centralina del riscaldatore, ma lungo il cablaggio principale, poco prima del connettore per il pannello di comando. Qui è infatti presente una resistenza da 630 ohm che serve ad abilitare il sensore interno. Si tagliano i 2 cavetti ai capi di questa resistenza, e si collegano al sensore esterno: in questo modo il sensore interno risulta disabilitato e quello esterno assume il comando.
Nota importante: il cablaggio principale NON deve essere tagliato. Se troppo lungo va arrotolato, come si vede nelle foto della mia macchina. Esso contiene svariati fili, alimentazione, connessione al pannello di comando, i due delle resistenza appena vista, altri per il collegamento ADR (trasporto sostanze pericolose). Tagliando si rischia di compromettere il funzionamento.
La regolazione della temperatura ambiente avviene dunque dall’abbinamento di un sensore (interno o esterno al riscaldatore) con un pannello di controllo.
Il pannello di controllo base, che vedete sulla foto della mia macchina, viene ora venduto anche in un pannellino dotato di interruttore per commutare le funzioni riscaldamento/ventilazione. Cosa che io ho dovuto aggiungere a parte.
marine-air-top-standard-control-220_30.jpg
In alternativa è disponibile un pannello di controllo che include un timer e la possibilità di impostare 3 programmi settimanali.
marine-combi-timer-220_31.jpg
Lo schema del pannello di controllo base è il seguente:
Schema elettrico comando air top.jpg
Ho letto di camperisti che interrompono il filo n.3 (rosso) e lo portano al contatto di un programmatore giornaliero o settimanale. Così facendo, con la manopola sempre impostata sulla temperatura desiderata, si possono comandare in automatico svariate accensioni e spegnimenti ad ore prestabilite. Personalmente non ho mai sentito questa necessità, ma è bene sapere che è una cosa che si può fare.
Mentre i vecchi Air Heater avevano la possibilità di funzionare con un termostato digitale, con un termostato meccanico, o anche con un semplice interruttore, i più moderni Air Top non hanno più questa possibilità. Per funzionare hanno bisogno del loro modulo di controllo.
Caso mai mancasse, ad esempio nel caso di acquisto di un usato, quello base è disponibile come ricambio sui 75 euro nuovo, prezzo che non invoglia nemmeno all’autocostruzione, peraltro possibile vista la semplicità dello schema.
Mi è stato fatto notare, in altra discussione che ho poi abbandonato e dove si sosteneva che ciò che ho appena scritto non è vero, che basta collegare un comune termostato casalingo ai fili 3 e 4 per avere il Webasto che funziona, anche se in modo non ottimale.
Così facendo, oltre a perdere tutta la diagnostica, si perde pure la modulazione, che è la caratteristica saliente di questi riscaldatori. Quindi si viene ad avere un funzionamento a singhiozzo con un alternarsi continuo di “acceso” sempre al massimo dei consumi e della rumorosità, e poi di “spento” con interminabili cicli di preriscaldamento e pulizia che prosciugano le batterie mentre l’apparecchio soffia aria fredda. L’escursione termica viene massimizzata ed il comfort già non ottimale peggiora notevolmente, con consumi elettrici che vengono triplicati se non quadruplicati rispetto a quelli già importanti del funzionamento normale.
Per l’uso che ne faccio io, sarebbe sotto la soglia di vivibilità.
Però vale sempre il vecchio detto “chi si accontenta gode”…
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