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Il Raid Automobilistico - Nino Cirani

Tutta la manualistica sulla Land-Rover e sui viaggi

Messaggioil 22/10/2019, 9:33

Sempre bello sentire le storie di Vittorio....ho dormito a casa sua vicino a Massa C. durante il salone e contento che abbia sempre voglia di partire con la sua " Barakka "........VITTORIO se leggi questo ....spero che parti con noi x il viaggio che sai :D :D :D ciao

PS sono stupito che ci sia gente che solo adesso scopra il libro di Cirani.....io l ho comprato nei primi anni 70.........comunque meglio tardi che mai
andrea scabini
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Messaggioil 22/10/2019, 12:56

Ciao andrea! Gia’ mio padre aveva questo libro e io l’ho letto gia’ piu’ volte.ma in vari traslochi e’ andato perso e allora l’ho ricomprato.
Quando arriva vittorio mi dice: solo 5 minuti poi vado, e invece trascorriamo intere ore a chiacchierare, ma e’ troppo troppo bello!
Se parli del viaggio durante le vacanze di natale probabilmente ci sono anch’io!!!
superdef90
 
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Messaggioil 22/10/2019, 21:51

andrea scabini ha scritto:Sempre bello sentire le storie di Vittorio....


Andrea, concordo al 100%, tanto che , penso di fare cosa gradita a chi non abbia potuto vederlo allora, recuperando e riproponendo qui un un post di circa due anni fa.
L’occasione era quella di fare gli auguri a Vittorio che festeggiava per la quarta volta il suo 20° compleanno ;) .
Ci siamo trovati a parlare della Transafrica del 64 con Nino , la prima fatta da italiani lungo la parte est del continente. Nell’occasione , avevo postato queste foto, qualcuna inedita, che lui stesso mi aveva fornito.

Nino cura la preparazione dell'Aziza II nell'officina dell’amico Amedeo Gaiani (Mlano)

Rid Milano_Nino prepara l'Aziza con l'amico Gaiani.jpg

Il gruppo in casa di amici a Cape Town che studia il percorso

rsz_1capetown_a_casa_di_amici_si_studia_il_percorso.jpg

Tanzania - Ricordo dell'ascensione Di Vittorio e Nino alla vetta Kikimanjaro, Kibo peak 5895m . Ricordo lasciato presso il Kibo Hotel c/o Arusha

Rid Salita al Kilimanjaro _ Kibo Peak 5895m.jpg

Etiopia: Vittorio in mezzo a erbe alte che controlla la ‘’ pista’’ x Magi ,Gimma. ( si intravvedevede se guardate bene tra l'erba )

rsz_etiopia_pista_magi_gimna_vittorio_tra_lerba_alta_color.jpg

Etiopia - Vittorio verifica la percorribilità di un "ponte" presso Magi (ora Maji) sul Boma Plateau sulla via verso Gimna - Addis Ababa

Rid 64 verso Magi-forse il ponte tiene_.jpg

Etiopia: Nino in una in una "tecc...eria" ( cosa più unica che rara) cioè’ locale (Tej betoch) dove si beve il Tecc (Tej) sorta di "birra di miele fermentato", leggermente alcolica, appiccicaticcia , tenuta fresca in un otre nel pavimento

rsz_etiopia_nino_beve_del_tecc_in_una_tecceria_tej_betoch_.jpg

Aggiungo anche ad una vera chicca, il suo racconto che in pochi minuti riassume il viaggio di 8 mesi e mezzo, per 53.000 km che ho (malamente) registrato in occasione di un bell'incontro del Dic 2016 fa a Padova


Per arrivare ai tempi recenti in cui Vittorio si è impegnato , con successo, nel trasmettere il "suo mal d'Africa" alle giovanissime nipoti. Grande Vittorio :3
Nella scorsa estate Vittorio, ritornato di recente in casa Land Rover ha “provato” la sua magnifica el Baraka 5 “ex ambulanza”camperizzata con un giretto di 14.000 km in Mauritania.

Rid 20180720_165515.jpg


Rid 20180720_173224.jpg
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Paolo_tn
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Messaggioil 29/01/2020, 21:31

Dico la modesta mia:

Cirani è un pezzo di storia, come Maurice Wilks, il Camel Trophy e tanto altro. La storia la trasmettono i testimoni e, quando questi ultimi non sono più al mondo, essa è delegata ai libri.
Quello di Cirani è uno straordinario libro di memorie autobiografiche costodito in oltre venti biblioteche italiane:

https://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?lon ... one&from=1

Sostenere, in nome dell'avanzamento tecnologico degli ultimi 50 anni, che si tratta di un libro inutile mi pare non solo ingeneroso verso chi lo scrisse, ma anche falso perché lo spirito del pioniere, che è quanto il libro consentirà al lettore di gustare anche nel 2099, non è scaduto. Se poi uno ha altri gusti di lettura, è un altro paio di maniche. L'importante è che legga. L'emergenza incombe:

https://tg24.sky.it/mondo/2019/09/06/an ... talia.html
https://www.leggindipendente.com/2019/0 ... -nel-2018/

Il libro di Cirani è un libro sulla forza morale e sulla resilienza. Una cosa che serve ogni giorno.
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Messaggioil 29/01/2020, 22:39

:33 :33 :33


siamo antichi... :roll:
ciao Roberto
e buon per me se, alla fine della vita mia intera, potrò meritare un sasso con su scritto "non cambiò bandiera !"
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Messaggioil 25/05/2020, 23:58

Mi chiedevo se qualcuno ha un pdf di questo libro, sarei curioso di leggerlo.

Grazie
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Messaggioil 26/05/2020, 8:10

Indipendentemente da tutte le polemiche che farà scaturire questa mia uscita (polemiche che peraltro è possibile andare a leggere anche nelle pagine precedenti), compralo, è comunque un libro che vale la pena di avere.
Ciao Mauro
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Messaggioil 26/05/2020, 8:20

Hai ragione. Ho letto i post che ne parlano e mi hanno aumentato la curiosità!
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Messaggioil 26/05/2020, 8:55

Hai posta ;)
Ciao Mauro
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Messaggioil 26/05/2020, 9:09

Io lo sto leggendo in questi giorni, e devo dire che mi piace!

facendo un paragone alpinistico... lo trovo un po' come leggere i libri di Bonatti. Epoche e tecniche distanti rispetto ad oggi, ma principi molto molto validi. Un principio di viaggio che mi sono dato è: prepararsi molto a casa, studiare mete, itinerari e ambienti, in modo da essere pronti ad "improvvisare" nel caso ci siano imprevisti. Valido sia in alpinismo che in viaggio.

Poi vabbè.. per ora sono lontano anni luce dal fare viaggi "veri".. mi limito a sognare e cercare di imparare!
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Messaggioil 26/05/2020, 9:40

certo che, visto che una ristampa potrebbe non convenire si potrebbe rendere disponibile come ebook, in modo da poterlo leggere senza pagarlo un rene o "piratandolo"(ammesso che esista la scansione)
quello_là
 
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Messaggioil 26/05/2020, 10:05

La scansione esiste, anche se di qualità penosa, ma è un libro che secondo me va più posseduto che letto, è la "Bibbia" dei Land Roveristi e dei viaggiatori e come la Bibbia vera, molti ce l'hanno in casa, ma pochi l' avranno letta...

Io ho letto alcuni capitoli, indubbiamente interessante anche se anacronistico al giorno d' oggi sotto molteplici aspetti, il mondo è cambiato molto negli ultimi 50 anni come pure i veicoli.
Roberto Land Rover 88" SIII diesel 1973

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Messaggioil 26/05/2020, 11:25

La mia copia arriva dal magazzino ricambi del preparatore di una delle Aziza.
Trovata per caso, piena di polvere, in parte scolorita, ma adesso fa bella mostra di sé nella mia libreria, insieme con altri rari tomi che parlano d Africa (Paul Carrel, Pietro Laureano, Giovanni Messe, Laszlo Almaszy, Mano Dayak...)
Paolo
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Messaggioil 27/05/2020, 13:03

Grazie a chi me l'ha mandato.
Con il pdf e un po di lavoro sono riuscito a estraporlarne il testo e farne un file .txt l'impaginazione è sballata, ma lavorandoci su bene potrei davvero rifarlo in versione e-book, ma ci vuole tempo, e senza una liberatoria è ovviamente fuorilegge.

Se c'è qualcuno in contatto con la famiglia sarebbe da proporglielo...
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Messaggioil 27/05/2020, 13:39

sono quasi pronto per i podcast!
Trasformato in file di testo e fatto leggere da un riconoscitore di testo... ;)
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Messaggioil 27/05/2020, 17:08

Non lo so????
Utile sicuramente..., ma sarebbe come mettere i fari a led alle Aziza, i cerchi in lega, o chissà cos'altro.
A me piace il profumo di quella carda ruvida.
Ciao Mauro
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Messaggioil 27/05/2020, 19:19

in effetti è anacronistico, è solo un esperimento...
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Messaggioil 27/05/2020, 19:28

Questo è l'inizio del libro...affascinante!

Ho cominciato subito, da ragazzo. O forse da bambino. Non lo so. Sogni e libri d’avventure, poi ancora sogni. Poi la prima bicicletta vera, non un triciclo. Andavo lontano, almeno allora mi sembrava di andare lontano. Guardando retrospettivamente tutta la faccenda, credo che l’inizio stia proprio lì, nella bicicletta. Andavo su e giù per il Trentino, per la Val d’Aosta, a Roma. Mezza Italia in bicicletta, chilometro dopo chilometro.
La prima moto fu una Lambretta. Correvo come un matto su per mulattiere di montagna, a bivaccare in tenda in mezzo alla neve, poi giù al mare, fino in Calabria, a prendere il sole.
A diciott’anni scopersi la montagna. Fu il primo grande, inesauribile amore. Credo che questa passione sia comune a un gran numero di viaggiatori. Le emozioni più forti della mia vita le ho provate quando facevo roccia: il freddo e la fatica, il pericolo oggettivo, la liscia parete verticale dove non puoi contare che sulle tue forze, tutto questo mi ha lasciato tracce indelebili. Mi ha lasciato, anche, l’abitudine alla solitudine, alla natura vergine, aspra, dura, dove l’uomo evita di andare.
I primi viaggi all’estero li feci in autostop,in giro per i Paesi vicini. Poi con un paio di amici comprai una vecchia, scassata Fiat 1100 che, poverina, riuscì a portarci anche a Capo Nord. Sempre in stretta economia riuscii un giorno a mettere piede in Africa: si avverava il sogno del ragazzo che divorava i racconti dei grandi esploratori. Dopo un giro in Marocco, Tunisia e Algeria entrai finalmente nel Sahara.
Nasceva così il mio secondo amore: il deserto. Il grande vuoto accecante dove le dune coi loro favolosi ghirigori si perdono oltre l’orizzonte, sotto un sole senza scampo, spietato, quella natura dura, esigente, dove tutto è rigorosamente immobile ed essenziale, mi faceva sentire «a casa», perfettamente a mio agio, come se ci fossi nato e sempre vissuto.
Un giorno, qualche anno dopo, nel deserto della Nubia, a sud di Assuan, sulla pista per Abu Simbel, incrociai un enorme autocarro dell’esercito egiziano. Il soldato che stava al volante guardò ridendo la mia piccola jeep verniciata di bianco e disse «aziza», che in arabo significa carina, è un aggettivo dato a donne giovani, belle e desiderabili. Così nacque la serie delle Azize.
La prima Aziza era una Land Rover 88 con la quale feci, in compagnia di un amico d’infanzia, Giuseppe Pons, il mio primo lungo raid. L’itinerario che volevamo compiere era ambizioso: Milano - Singapore. L’inesperienza ci fece commettere parecchi errori. Il più grave fu che scegliemmo una meta irraggiungibile. Per arrivare a Singapore volevamo percorrere una strada fra l’Assam e la Birmania. Una strada famosa, costruita durante la guerra e chiamata Stilwell Road, che andava diritta verso sud, oltre Myitkyina fino a Bangkok. Sulle carte era segnata e, pensavamo noi, doveva esistere anche sul terreno. Ma quella strada non riuscimmo mai a imboccarla. Per due ragioni. Primo, perché quando arrivammo a Calcutta l'Ambasciata birmana ci rifiutò il visto. d’entrata per i territori del nord, nonostante avessimo il nostro bel visto ottenuto a Roma. Secondo, perché la strada esisteva ormai solo sulla carta: la foresta se l’era ingoiata, e non ci si poteva più passare. Ripiegammo perciò su Ceylon.
Fu un viaggio di quattro mesi e mezzo, 138 giorni, 31.000 chilometri, media giornaliera generale 224 chilometri, media giornaliera effettiva 410 chilometri, attraverso Iugoslavia, Bulgaria, Turchia, Siria, Libano, Giordania, Iraq, Iran, Pakistan, Afghanistan, di nuovo Pakistan, India, Nepal, di nuovo India, Ceylon. Fu un viaggio abbastanza semplice, senza storie particolari. Il tempo non ci mancava e ce la prendemmo comoda. Andavamo a visitare una infinità di posti fuori mano, ci infilavamo su sperdute piste dell’altipiano iranico, veramente difficili e un paio di volte pericolose, tanto che finimmo perfino per sprofondare nel bel mezzo di un lago di sale. Il tratto più duro fu una traversata tra Shira e Kerman, 900 chilometri di pista pressoché inesistente sulle montagne dell’Iran. Ce la facemmo a uscire dall’altra parte del gran vuoto con solo 10 litri di benzina nell’ultimo serbatoio. Poi ci fu una bella corsa di 2.000 chilometri attraverso il deserto di Lut, ma questa volta i punti di rifornimento erano più vicini. Ci sorprese però una tempesta di sabbia. Non si vedeva più niente e quando finalmente il vento smise di soffiare dovemmo liberare l’Aziza che quasi era rimasta coperta.
Pare che da queste parti, a sud-ovest dell'Afghanistan, il vento a volte soffi così forte che, misto a sabbia, riesce a smerigliare i vetri delle auto. Poi entrammo in Pakistan e, dopo alcuni giorni, in Afghanistan. Adesso l'Afghanistan è attraversato da nuovissime strade asfaltate, ma nel 1962, al tempo del nostro viaggio, gli autoveicoli in circolazione in tutto il Paese erano soltanto 2.000. A Kabul arrivavano ancora le lunghe carovane di cammelli, era un mondo strano e remoto. Facemmo un bel giro in Afghanistan, attraverso gli alti passi già spruzzati dalle prime nevi, fermandoci negli accampamenti dei mongoli scesi giù dal Tibet. Di nuovo attraversammo il Pakistan ed entrammo in India, poi, con una lunga deviazione, salimmo nel Kashmir, oltre Srinagar, verso le lucenti cime dell'Himalaya.
In India restammo più di un mese, visitandola quasi tutta, con ampi giri da nord a sud. Da Delhi scendemmo a Bombay, poi risalimmo a nord ed entrammo nel Nepal, fino a Katmandu; ci spostammo a est per raggiungere Calcutta, nel cuore dell'India, tra questo popolo incredibile, povero e rassegnato, dolce e straccione, immersi, sommersi da questa umanità in continuo movimento, questa umanità così viva, sempre presente e sempre misteriosa, straniera. Passando tra templi e fortezze, tra lebbrosi e sciancati, tra potenti e santoni, scendemmo verso il caldo sud, verso l’equatore, verso le bianche spiagge di Ceylon.
AI ritorno le mie foto piacquero a un editore che mi finanziò un viaggio nell’Unione Sovietica per eseguire un lungo servizio fotografico. Ci rimasi tre mesi, spostandomi con i normali mezzi di trasporto, aerei, treni, auto, perché non ebbi il permesso di entrarci con l’Aziza. Arrivai ai confini con la Cina, con l'Afghanistan, e anche questo fu un bel giro.
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Messaggioil 27/05/2020, 21:05

jam ha scritto:Utile sicuramente..., ma sarebbe come mettere i fari a led alle Aziza, i cerchi in lega, o chissà cos'altro.
A me piace il profumo di quella carda ruvida.

Assolutamente condivisibile, ma visto che trovarlo è diventata un'impresa...
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Messaggioil 27/05/2020, 22:12

Quoto i fari led e cerchi in lega
Comunque posso dire che non sei tu a trovare il libro ma il libro a trovare te .... la copia in mio possesso si é fatta notare da una bancarella di libri vecchi....a Carmagnola :mrgreen: .... non la stavo piú cercando da tempo
saluti max.
maxtd5
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