Minkia, Enrico, non mi dire che adoperi quelle opere d'arte per scavare nel legno!!!!!!!
La damascatura è bella davvero.....assia costosa da realizzare.
Un tempo si usava, per rendere più resistenti e dure le lame, forgiarle, ripiegarle su sè stesse, batterle al color bianco sino a che i due lembi sovrapposti si risaldano......il cosiddetto processo della "bollitura", assai caro ai giapponesi ed agli spagnoli di Toledo.....estremamente difficcoltoso, qualche grado termico e/o troppo tempo nella fucina e la lama si scioglie, troppo poco e la bollitura non viene, perchè il lembo ripiegato si schiaccia ma non si salda......
C'erano artigiani in grado di battere e ripiegare oltre 600 volte la stessa lama.
Sono cose alquanto costose, ed al giorno d'oggi, con le normative sul lavoro pressochè impossibili da realizzare, perchè la fucina a carbone non la usa quasi più nessuno.
Pensare che, ai tempi, anche fare il garzone di bottega addetto al mantice era difficile, perchè chi faceva andare il mantice, che portava l'aria forzata sotto la fucina, dando la temperatura elevata necessaria, doveva essere molto costante e sapere quando e come mattere più o meno aria....a pensarlo oggi fa sorridere.
Ed il battitore era il vero artista: mano a morsa, avambraccio d'acciaio, colpo d'occhio elevatissimo: non esistevano pirometri, la temperatura della bollitura veniva fatta osservando le condizioni del materiale incandescente (il cosiddetto "color bianco").
Bei tempi......