Drive car like it if just been stolen!
Saluti!
Daniel
Questo secondo tubo solitamente è fissato a un traverso del telaio con due clip di plastica. Quando viene montato da mamma Land, la parte superiore della vettura non c’è ancora e sono capaci tutti di farlo. Quando ripari, la faccenda diventa ardua se non impossibile, resta quindi libero e alla fine il tubo in gomma si smangia contro la parte inferiore del pianale. Forse avendo un ponte e due braccia in più che ti aiutano è possibile ma nelle mie condizioni no.
A questo punto rimaneva poco da fare se non: sostituire la pompa con una esatta e proteggere il piccolo tubo dallo sfregamento.
Mi ero però abbondantemente stufato di smontare il serbatoio che vuol dire svuotarlo, puzza e gas in giro, alzare la macchina per lavorare meglio, dover lavorare in posizioni a dir poco scomode e rimontare una pompa internamente allo stesso non mi garbava x nulla!!
Decido quindi di sostituire solo il tubo in gomma e di proteggerlo e rimonto il tutto.
Montare una pompa esterna e il pescante per serbatoi supplementari di mamma Land poteva essere la soluzione.
Il pescante in Italia non lo trovavo, decisi quindi di farlo io utilizzando una vecchia pompa interna alla quale ho asportato il motorino-pompa e la parte elettrica esterna(cavo)
In un primo momento, avevo pensato di fare un tubo lungo con filtro
che si adagiasse sul fondo del serbatoio, poi in fase di esecuzione, ho pensato che quando mi sarei trovato con la macchina in forte inclinazione contraria rispetto al tubo, e con poca benzina nel serbatoio mi avrebbe creato problemi di pescaggio, maggiori di quanto non ne crei di per sé la situazione stessa.
Ho quindi misurato la profondità del serbatoio e ho tagliato il tubo di conseguenza facendo un semplice taglio in diagonale senza neanche installare il filtrino. (ho ritenuto gli altri due esistenti sufficienti, contando che nel caso si fosse intasato, pulirlo o sostituirlo avrebbe significato: smontare il serbatoio)
Montato è uguale a prima come aspetto,tranne che manca ovviamente il cavo elettrico, un giro di pasta rossa attorno per fugare dubbi di entrate e uscite indesiderate
Per la pompa ho optato per una classica Facet (che tra l’altro ha un suo filtro interno)e lo posizionata sul telaio lato destro, dietro al supporto superiore della molla. Mi è sembrato un posto abbastanza riparato, comodo da raggiungere. Bisogna anche tenere conto che la pompa deve lavorare in posizione verticale.
Ho protetto sia i tubi che il filo di alimentazione con della spirale plastica. Cosa che non mi garba molto è il giro dei tubi che sono un po’ sporgenti, ma purtroppo gli innesti tra i tubi e la pompa in dotazione, sono diritti, appena riesco a recuperarne fatti a 90 gradi li sostituirò.
Per l’alimentazione elettrica della pompa in un primo momento avevo usato i fili originali che passano dentro al telaio, ma misteriosamente da li non arrivava più corrente, dopo aver cercato un possibile fusibile o relè, ho tirato un filo nuovo mettendolo sotto chiave e avendo inserito un fusibile e interruttore sul cruscotto per escludere l’alimentazione el. quando vado a GPL.
Ora la benzina arriva serena ai carburatori, ma qui si apre un altro dolente capitolo.
I carburatori SU non hanno membrana che possa essere rovinata dall’uso del GPL ma i getti cmq ne risentono e dopo tanti anni devono essere sostituiti, inoltre hanno due coperchi nella parte inferiore (dove all’interno alloggiano i galleggianti) che hanno la tendenza a deformarsi.(foto a pag 2)
A parer mio dovuta alla vicinanza degli stessi al motore e al calore che ricevono.
Cosa successa anche ai miei la notte prima di partire per Palagano.
Ho quindi smontato di nuovo i carburatori e sigillato i coperchi con una pasta apposita ( Tonk prodotta dalla Life) e ora finalmente la benzina arriva nei cilindri, seppur malamente miscelata a causa dei getti rovinati.
Spero presto di poter sostituire i due SU con i due Weber DCOE40 che sono dal dottore in via di ripristino. La saga continua………..
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Abbiamo smontato puntoni, barra Phanard per sostituire le boccole,
A quel punto ci siamo resi conto che l’albero di trasmissione era letteralmente inchiodato a fine corsa a causa della completa mancanza di grasso negli anni precedenti. Probabilmente l’unica cosa che “permetteva” al Land di funzionare era/è che ci devo andare a lavorare.
Abbiamo dolcemente separato i due pezzi in questo modo:
E questo è quello che abbiamo trovato: il teflon che ricopre la calettatura arricciato e separato dal suo supporto.

Non avendo a disposizione un’ albero in sostituzione dopo aver tolto il teflon, visto che la calettatura non presentava particolari segni di usura abbiamo riassemblato il tutto e ingrassato abbondantemente. Le crociere erano stranamente salde.
Dopo aver installato le boccole nuove sui radium e barra Phanard e
ovviamente sono stati sostituiti anche i silent-block tra radius e telaio,
controlliamo il problema barre sterzo e accoppiamento, la prima già sostituita, con relative testine tempo prima dal sottoscritto è okkei,
quella di accoppiamento…niente da fare, piegata e mangiata deve essere sostituita.
È sabato ……qualche chiamata… e dal garage di Mirco (dei2mari) arrivano barra di accoppiamento e sterzo, rinforzate, nuove, con relative testine.
Sono 200 neurini in più sul conto ma abbiamo già fatto 32 e decidiamo di fare 33!!
Finalmente il ponte è pronto per essere riattaccato al 110 che era rimasto appeso,(seppur con sotto i cavalletti) placido in attesa.
Con il ponte ben saldo al corpo vettura sono stati completamente smontati i due omocinetici fino alla cassa ponte. in modo tale da poter sostituire anche le guarnizioni in carta e gomma delle bocce (del tipo cromato e ancora perfettamente sane)
Quindi a seguire, dopo accurata pulizia dei vari componenti da riutilizzare, sono stati sostituiti ex novo: sedi superiori dei perni , perni sup. e inferiore, cuscinetti conici e boccole,
Nonché cuscinetti dei mozzi e relativi paraolii e già che c’ero i dischi dei freni.
Purtroppo di queste fasi non ho molte foto, perché mentre Marcello faceva il lavori di fino, il sottoscritto puliva con cura e olio di gomito le varie parti dalle vecchie guarnizioni e diligentemente rimontava quanto le sue(mie) capacità gli(mi) permettevano.
La stanchezza comincia a farsi sentire, ( fuori è quasi buio) e dopo aver serrato con chiave dinamometria e tabella alla mano quanto dovevamo,
Si montano le barre nuove, causa stanchezza e somiglianza esterna dei dadi testine e ammo, sputtano leggermente il filetto di una testina. Niente di irrecuperabile, tutto va a posto.
In puro stile: “sono nel deserto e adesso come faccio” grazie all’intervento di Alex (GRAZIE anche per i consigli e la precisione a cui ci hai spronato durante la giornata) facciamo una elementare ma efficace convergenza alle ruote. Incredibile!!
Sono quasi le 23 e il 110 esce dall’officina!!! È decisamente una macchina nuova!
Ringraziare Marcello per quanto fatto e come, in quello che più che un lavoro di officina è stato un tour de force da Parigi Dakar e dir poco.
Grazie davvero di cuore per aver portato a felice conclusione questa follia nonostante tutti gli intoppi che sono arrivati nel corso di queste incredibili 14 ore!!!
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