le saldature verticali possono essere ascendenti (a salire) o discendenti ( a scendere)
sono possibili sia MIG che con elettrodo, sono facili tutte e due
la saldatura difficile è quella sovratesta (dal basso sul pezzo in alto)
MMA: con elettrodo si preferisce l'ascendente, da maggiore penetrazione e contiene meglio le colature dell'elettrodo, se il materiale è sottile (sotto i 2mm ) si esegue comunque andando per singoli punti perche la fusione continua potrebbe sfondare il materiale sottile.
MIG: col filo l'ascendente dà maggiore penetrazione ma esteticamente lascia un cordone meno regolare, la discendente invece da meno penetrazione ma cordone piu' omogeneo; su lamiere sottili come 2mm non si deve guardare la penetrazione che è garantita comunque sia ascendente che discendente (anzi nell'ultima se ci si ostina si rischia di sfondare) ma la qualità dei bordi del cordone e la sua omogeneità. Il cordone diventa strutturale e di sostegno quando è a vista e un cordone ampio e omogeneo garantisce una migliore tenuta per la maggior superficie coperta sulle due lamiere giuntate. Io , personalmente, in questo caso preferisco cordoni ampi ed omogenei aiutandosi, ove sia necessario, anche con movimenti di "tessitura" (spirale o triangoli sovrapposti) che aumentano la q.tà del materiale depositato.
I cordoni che ho visto nel messaggio mi risultano tutti verticali DISCENDENTI
non so' dirti se ha usato un movimento a tessitura o un pulsato, ma di certo sono ben fatti tranne qualche piccola inclusione ma per quello che debbono fare sono sopra le aspettative.
Sul cordone eseguito in alto "sovratesta frontale" da destra a sinistra c'è qualche incertezza al centro. Successivamente a questo dopo l'operatore ha eseguito un brevissimo cordone sempre "sovratesta frontale" ma di verso opposto partendo dalla partenza del precedente cordone fino all'angolo destro in alto della nuova lamiera.
Se il cordone non vi soddisfa munitevi di dischi per smerigliare e frese e ripetete l'operazione.
TORCIE MIG: di serie sulla macchina trovate la 15 (in genere su macchine economiche fino a max 180A) e talvolta la 25 nelle macchine moderne che superano i 200A o lavorano le leghe leggere, spesso queste torcie sono chiamate mb15/ak15 o mb25. Le torcie mig si distinguono tra quelle raffreddate a gas (le vostre) e quelle raffreddate a liquido (per usi industriali, o intensi o con alti amperaggi. Rimanendo su quelle a gas commerciali (altre sono brevetti proprietari della casa produttrice e non ci interessano) ne esistono nei mod. 15, 25, 24 , 26, 36 (elencate in base alla capacita di carico (Amp) dalla piu' debole alla piu' resistente.
ad esempio la 15 (piu' piccola) è garantita al 60% del ciclo di lavoro fino a 150A con miscela Arbon/Co2. Cambiando ciclo di lavoro o gas variano le caratteristiche.
Comunque è importante sapere la taglia della propria torcia cosi' che quando si ordinano i ricambi di consumo non si fanno errori. Tutte le torcie 15 hanno il medesimo ugello (quello in rame cromato o nichelato), punta guidafilo in rame da selezionare in base al Ø filo e al materiale (quelle x alluminio hanno una dicitura di riconoscimento altrimenti si confondono). Tenersi un paio di ugelli almeno di scorta è doveroso.
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