

... Come la si ferma all'interno del container se a quanto pare non la si può lasciare col freno a mano?
@ Silvio, guardando bene ce ne sono pezzetti interessanti su quella 110, perchè limitarsi ad uno
Andrea
Oppure quando il vento teso e freddo fa sventolare il tricolore.
Od anche abbandonarsi contornati da acqua al tramonto, mentre un volo di fenicotteri rosa ti sorprende e ti regala una emozione.
Il passare in zone aride ma dopo fitte e copiose piogge e vedere l'esplosione di margherite come neve, anche questo è 110!
Defender 110 per me è stato anche avere con me sempre una casa, uno spazio confortevole e sicuro, il gioco serale di rito anche difronte a tramonti conquistati secondo latitudini.
Spensieratezza di Raid vuol dire per me anche scherzare, per mimetizzarsi meglio nella natura.
E scherzando e viaggiando la Land Rover mi ha riportato alla fine del mondo, lei lì ormai è quasi di casa.
E perchè allora non aspettare la giornata giusta e propizia, come per le antiche imbarcazioni scopritrici di qelle terre e di quei canali e non organizzare una bella pasta carbonara sul Canale di Beagle ?
Darwin ed il comandante Fitzroy mi avrebbero invidiato !!!
Anche questa, per me, è liberta e D110.
Defender e spedizione è stato anche viaggiare per 4 ore verso Sud, in completa libertà sulle spiagge deserte, con partenza dal vecchio faro, dopo aver parlato con gli anziani negli ultimi avamposti di civiltà.
Da li in poi più nessuno.
E dopo 4 ore incontrare una colonia sperduta di pinguini, in una zona senza turisti, senza nessuno, vivere due giorni in un contesto biologico e fotografare anche la madre che nutre i piccoli, anche questo per me è stao vivere il mio 110.
Land Rover e avventura è stato anche prendere tracce e punti gps da amici Argentini per poter arrivare in punti promessi segreti, ed essere al cospetto di un film giornaliero che la natura ci regala, noi siamo inermi spettatori.
Certo per arrivare in posti unici, si deve sudare, osare, provare, e riprovare, stringere i denti, si deve rimanere bloccati dal fango, sotto la neve battente, o fermi in pozze d'acqua o in guadi, infangarsi e bagnarsi.
Ma il sentiero non ha fretta, e io nemmeno.
E poi aspettare il sole, anche dopo due o tre giorni di bufera di neve, vento e acqua, ma aspettare.
La notte al caldo dei piumini del sacco a pelo e dentro il 110, un pò meno comodo se non attrezzato, e fuori solo condizioni estreme.
Ma quando esce il sole, ed il vento da tregua, si dimetica tutto, tutte le ore chiusi dentro la Land Rover magari a scrivere memorie, si gode di uno spettacolo esclusivo, si gioisce per la possibilità data di poter partecipare al banchetto di bellezza terrestre, ed in cuore si ringrazia il fido 110 di avermi portato ancora una volta dove avrei voluto.
Eppoi c'è gente che si domanda anche in questo forum che cosa si può fare con una Land Rover....se serve per andare al bar o per scoprire il mondo e se stessi.
Per me, non bisogna andare per forza in Sudamerica per provare queste emozioni, sicuramnete lì sono concentrate belle e molto diverse, ma il guardare con diversi occhi anche zone splendide, uniche che abbiamo in Italia, ma magari defilate dalle masse, averle studiate su cartine e ricercate come obiettivo, di non facile raggiungimento gratificano una Land Rover e sopratutto il suo equipaggio.
Purtroppo però, un enorme limite è il divieto spesso di percorrenza di quanto vorremmo.
Ecco perchè poi ci si sposta dove questi vincoli non esistono, e dove si può apprezzare al 110 % un Defender.
Ora starà in manutenzione e modifica fino a tutto il 2007, poi vedremo.
Una vaga idea cé l'ho, ma è ancora in fase embrionale.
Pino

che spettacolo di posti e che invidia, ma e' un invidia sincera per quello che hai fatto, veramente complimenti :-)
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La Panda 4x4 e' un piccolo Defender... ma il Defender e' una grande Panda

Africaland Italian North-East Club, Ad Honorem Member
"IMPROVE YOUR RELATIONSHIP WITH YOUR LAND ROVER"

Africaland Italian North East Club
Gruppo Cinghiali dell'Est
Defender
Natural
Attitude
senza parole!!
roberto
www.saharaland.net
Defender 110 300Tdi '98 137kkm
"E sempre, sopra di noi, il grande cielo africano..." - N.Cirani

In ogni Arcade Game che si rispetti l'ultimo livello del gioco è quello più difficile da superare.
La stessa cosa è capitata nel Raid della Terra del Fuoco.
Il passo Garibaldi lungo la Ruta 3 è l'unica via possibile per raggiungere Ushuaia.
Esso si trova in una zona geografica molto particolare a cavallo tra l'oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico, dove i rispettivi venti convergono insieme a raffiche, in direzioni imprevedibili, a velocità di oltre 100kmh.
Poco più sotto, in linea d'aria, si trova il famigerato Capo Horn, vero incubo dei velisti, con i suoi "60 soffianti, 50 urlanti e 40 ruggenti", i numeri sono relativi ai nodi di velocità, i nomi esprimono la sensazione di una natura ostile all'estremo e la diversa direzione.
Il Passo Garibaldi lo possiamo definire il "Capo Horn" dei motociclisti.
Lungo tutta la Patagonia ci siamo trovati un vento fortissimo ma sempre nella stessa direzione e, cosa più importante, costante.
Soffiava da Sud-Ovest, quindi bastava portare in avanti il proprio peso ed inclinare la Vespa quanto basta per controbilanciare la forza del vento.
Questo comportava viaggiare in una perenne piega ed a fine viaggio il consumo dei pneumatici mostrava un vistoso scalino nella metà di destra.
Sul Passo Garibaldi ci siamo trovati i venti più forti di tutto il Raid, in tutte le direzioni, prima a destra, poi a sinistra, quindi a favore (prendi velocità) ed infine a sinistra tutto d'un colpo e forte come un cazzottone.
Mi viene in mente una sola parola: pericolo.
La dicono lunga i 10 operai delle strade che stavano tutti fermi immobili, stretti su un Guard Rail perchè probabilmente era difficile stare in piedi da quanto forte soffiava il vento.
Poco prima dell'arrivo al Passo eravamo in gruppo, 6 o 7 non ricordo, dal lato sinistro della montagna vedo muoversi fuoriosamente le cime degli alberi lungo una linea in direzione nostra, come un mostro che corre travolgendo tutto quello che incontra. Penso: "eccolo che arriva".
Davanti a noi si alza un polverone,la forza del vento era tale che era riuscita a sollevare dal suolo dei sassi di dimensione non inferiore a 1cm3 e a spararceli addosso. Veniamo investiti frontalmente da questa incredibile massa d'aria, sassi e polvere. La potenza dell'aria furiosa ci arresta la corsa, da 70kmh rallentiamo tutti insieme di colpo a non più di 30kmh. Una mitragliata di sassi ci raggiunge violentissima, come una grandinata. Mi becco un sasso nel labbro superiore che inizia subito a gonfiarsi.
Qualche centinaio di metri dopo ecco il passo Garibaldi. L'ultimo livello. Tutto ritorna calmo, di nuovo la pace.
Di colpo vediamo Ushuaia dall'alto.Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti