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Bolivia V parte ovvero Roma-Genova-Roma

Diari ed Appunti di Viaggio

Messaggioil 24/03/2007, 3:54

la mattina ci siamo incontrati all'areoporto di roma per andare a Genova, porcupine a momenti lisciava il volo...
dopo la mazzata dei biglietti c'era pure quella del tassista che ci ha dato giu' pesantemente
poi a genova gli hanno aperto il vaso di Pandora e porcupine ha ripreso colore...

per chi non conoscesse la storia puo' visionarla qui:
parte 1

parte 2

parte 3

parte 4
primum vivere deinde philosophari
roberto
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Messaggioil 24/03/2007, 4:02

....non avevo seguito il "VIAGGIO" di Pino....KE FOTO DA PAURA!!! me le sono viste tutte......NON RIESCO PIU' AD ANDARE A LETTO!!! Maledetto ROBERTO! Sbav...sbav.....
fidia
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Messaggioil 24/03/2007, 9:23

Ehehehe, un pezzetto di quel vaso di Pandora ora sta a casa mia ... Silvio
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Messaggioil 24/03/2007, 10:40

Bene, bentornata 110! Una curiosità, dato che sembra che non ci sia lo spazio per uscire se si "parcheggia" nel container e assodato il fatto che Pino non è rimasto nella 110 per tutto questo tempo... Come la si ferma all'interno del container se a quanto pare non la si può lasciare col freno a mano? @ Silvio, guardando bene ce ne sono pezzetti interessanti su quella 110, perchè limitarsi ad uno Andrea
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Messaggioil 24/03/2007, 10:52

ciao pino spero che lo sdoganamento sia andato tutto, e spero che il 110 a sopportato bene il viaggio nel container. ancora complimenti per il viaggio un saluto martino
Sandy2
 
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Messaggioil 24/03/2007, 11:47

bentornato anche al fedele 110 allora! adesso dove lo spedisci? ciao, mat
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Messaggioil 24/03/2007, 20:42

quote:
adesso dove lo spedisci?
E'la stessa domanda che mi facevo io! E meno male che Roberto ha postato la V parte del viaggio, finalmente sappiamo che il 110 è di nuovo a casa Ciao Francesco
bortolo
 
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Messaggioil 25/03/2007, 0:36

si ferma esattamente come sui ponti dei traghetti, 4 cinghie agli angoli del telaio e traversine di legno inchiodate sotto i 4 battistrada, il fondo del conteiner all'interno è tutto di legno
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roberto
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Messaggioil 25/03/2007, 4:29

E sì, è tornato a casa. Il 110 dopo 14 mesi di Sudamerica è di nuovo in Italia. (Tutto ok Martino Virus per i contatti di sdoganamento grazie). Mi ha fatto una certa impressione riaccendere il motore dentro quel container, ricordandomi perfettamente il momento analogo in quel di Buenos Aires quando lo spensi. La V parte è stata da Genova a Roma con Roberto con poca autostrada complice anche la giornata spettacolare e luminosa che ci ha spinto a fare l'Aurelia e il suo percorso costiero. In verità a Gennaio prima di ricaricare il 110 sono andato ancora una volta in Patagonia e Terra del Fuoco perchè lo dovevo. A chi ? ....a Me. Non potevo ripartire per l'italia senza provare ancora qualcosa di più ma di diverso, non più limiti verticali in quota ne terre aride di altipiani e deserti. Dovevo rivivere la spensieratezza di un Raid , ma con più esperienza alle spalle data dai 32mila km fatti in Sudamerica. Ma sopratutto volevo rivivere le emozioni che una Land Rover ti può dare in ogni situazione. Quando si sta in cima al silenzio e si riesce a a comprendere la vastità degli spazi. Oppure quando il vento teso e freddo fa sventolare il tricolore. Od anche abbandonarsi contornati da acqua al tramonto, mentre un volo di fenicotteri rosa ti sorprende e ti regala una emozione. Il passare in zone aride ma dopo fitte e copiose piogge e vedere l'esplosione di margherite come neve, anche questo è 110! Defender 110 per me è stato anche avere con me sempre una casa, uno spazio confortevole e sicuro, il gioco serale di rito anche difronte a tramonti conquistati secondo latitudini. Spensieratezza di Raid vuol dire per me anche scherzare, per mimetizzarsi meglio nella natura. E scherzando e viaggiando la Land Rover mi ha riportato alla fine del mondo, lei lì ormai è quasi di casa. E perchè allora non aspettare la giornata giusta e propizia, come per le antiche imbarcazioni scopritrici di qelle terre e di quei canali e non organizzare una bella pasta carbonara sul Canale di Beagle ? Darwin ed il comandante Fitzroy mi avrebbero invidiato !!! Anche questa, per me, è liberta e D110. Defender e spedizione è stato anche viaggiare per 4 ore verso Sud, in completa libertà sulle spiagge deserte, con partenza dal vecchio faro, dopo aver parlato con gli anziani negli ultimi avamposti di civiltà. Da li in poi più nessuno. E dopo 4 ore incontrare una colonia sperduta di pinguini, in una zona senza turisti, senza nessuno, vivere due giorni in un contesto biologico e fotografare anche la madre che nutre i piccoli, anche questo per me è stao vivere il mio 110. Land Rover e avventura è stato anche prendere tracce e punti gps da amici Argentini per poter arrivare in punti promessi segreti, ed essere al cospetto di un film giornaliero che la natura ci regala, noi siamo inermi spettatori. Certo per arrivare in posti unici, si deve sudare, osare, provare, e riprovare, stringere i denti, si deve rimanere bloccati dal fango, sotto la neve battente, o fermi in pozze d'acqua o in guadi, infangarsi e bagnarsi. Ma il sentiero non ha fretta, e io nemmeno. E poi aspettare il sole, anche dopo due o tre giorni di bufera di neve, vento e acqua, ma aspettare. La notte al caldo dei piumini del sacco a pelo e dentro il 110, un pò meno comodo se non attrezzato, e fuori solo condizioni estreme. Ma quando esce il sole, ed il vento da tregua, si dimetica tutto, tutte le ore chiusi dentro la Land Rover magari a scrivere memorie, si gode di uno spettacolo esclusivo, si gioisce per la possibilità data di poter partecipare al banchetto di bellezza terrestre, ed in cuore si ringrazia il fido 110 di avermi portato ancora una volta dove avrei voluto. Eppoi c'è gente che si domanda anche in questo forum che cosa si può fare con una Land Rover....se serve per andare al bar o per scoprire il mondo e se stessi. Per me, non bisogna andare per forza in Sudamerica per provare queste emozioni, sicuramnete lì sono concentrate belle e molto diverse, ma il guardare con diversi occhi anche zone splendide, uniche che abbiamo in Italia, ma magari defilate dalle masse, averle studiate su cartine e ricercate come obiettivo, di non facile raggiungimento gratificano una Land Rover e sopratutto il suo equipaggio. Purtroppo però, un enorme limite è il divieto spesso di percorrenza di quanto vorremmo. Ecco perchè poi ci si sposta dove questi vincoli non esistono, e dove si può apprezzare al 110 % un Defender. Ora starà in manutenzione e modifica fino a tutto il 2007, poi vedremo. Una vaga idea cé l'ho, ma è ancora in fase embrionale. Pino
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Messaggioil 25/03/2007, 6:44

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Messaggioil 25/03/2007, 8:29

...grande non aggiungo altro, basta la parola
...che la giornata vi sia lieve e come sempre ...in alto il cuore.... guidoni
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Messaggioil 25/03/2007, 15:05

Pino sei veramente un grande :-) a momenti piango leggendo quello che hai scritto che spettacolo di posti e che invidia, ma e' un invidia sincera per quello che hai fatto, veramente complimenti :-) ---------------------------- La Panda 4x4 e' un piccolo Defender... ma il Defender e' una grande Panda
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Messaggioil 25/03/2007, 15:27

...bentornato al 110!!! ...e GRAZIE Pino per le emozioni che ci regali... a presto!!! Africaland Italian North-East Club, Ad Honorem Member "IMPROVE YOUR RELATIONSHIP WITH YOUR LAND ROVER"
piccola pulce
 
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Messaggioil 26/03/2007, 0:39

Che spettacolo!!! Grazie per le belle immagini ed i fantastici racconti Davide "Ognuno di noi è una stella che brilla per qualcun altro"
Davide

L'é megio avei e braghe sguaræ 'nto cù che o cù sguaròu 'nte brâghe
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Messaggioil 26/03/2007, 13:05

grandisssimmmmmoooooooooooooo.........se ti servisse un cuoco nel prossimo viaggio............. Africaland Italian North East Club Gruppo Cinghiali dell'Est Defender Natural Attitude
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Messaggioil 26/03/2007, 15:02

senza parole!! roberto www.saharaland.net
ciao&cioa roberto
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Messaggioil 26/03/2007, 15:46

sempre più bello..... saluti.....ale def110
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Messaggioil 26/03/2007, 17:53

Quoto Amor56: sei un GRANDE! Ciao Roberto Defender 110 300Tdi '98 137kkm "E sempre, sopra di noi, il grande cielo africano..." - N.Cirani
Ipocrisìa – Simulazione di virtù e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole.
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Messaggioil 26/03/2007, 21:39

dite così perchè non avete visto le foto identiche con le 200 vespe che hanno fatto lo stesso tour, poi c'erano le bmw x5, e poi la settimana successiva pare sono arrivate le ducati monster...infine con la bicicletta qui c'è uno sfigatissimo con la Renault http://www.viajeros.freeservers.com/1990-02/90texto5.htm http://www.viajeros.freeservers.com/1990-02/90textoa.htm pure la Cueva de las Manos http://www.viajeros.freeservers.com/1990-02/90textoc.htm zona cilena http://www.viajeros.freeservers.com/1990-02/90texto8.htm http://www.viajeros.freeservers.com/1990-02/90texto9.htm http://www.vespaonline.com/index.php?name=MDForum&file=viewtopic&p=394370 http://www.bikeadventures.it/pata2001.htm In ogni Arcade Game che si rispetti l'ultimo livello del gioco è quello più difficile da superare. La stessa cosa è capitata nel Raid della Terra del Fuoco. Il passo Garibaldi lungo la Ruta 3 è l'unica via possibile per raggiungere Ushuaia. Esso si trova in una zona geografica molto particolare a cavallo tra l'oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico, dove i rispettivi venti convergono insieme a raffiche, in direzioni imprevedibili, a velocità di oltre 100kmh. Poco più sotto, in linea d'aria, si trova il famigerato Capo Horn, vero incubo dei velisti, con i suoi "60 soffianti, 50 urlanti e 40 ruggenti", i numeri sono relativi ai nodi di velocità, i nomi esprimono la sensazione di una natura ostile all'estremo e la diversa direzione. Il Passo Garibaldi lo possiamo definire il "Capo Horn" dei motociclisti. Lungo tutta la Patagonia ci siamo trovati un vento fortissimo ma sempre nella stessa direzione e, cosa più importante, costante. Soffiava da Sud-Ovest, quindi bastava portare in avanti il proprio peso ed inclinare la Vespa quanto basta per controbilanciare la forza del vento. Questo comportava viaggiare in una perenne piega ed a fine viaggio il consumo dei pneumatici mostrava un vistoso scalino nella metà di destra. Sul Passo Garibaldi ci siamo trovati i venti più forti di tutto il Raid, in tutte le direzioni, prima a destra, poi a sinistra, quindi a favore (prendi velocità) ed infine a sinistra tutto d'un colpo e forte come un cazzottone. Mi viene in mente una sola parola: pericolo. La dicono lunga i 10 operai delle strade che stavano tutti fermi immobili, stretti su un Guard Rail perchè probabilmente era difficile stare in piedi da quanto forte soffiava il vento. Poco prima dell'arrivo al Passo eravamo in gruppo, 6 o 7 non ricordo, dal lato sinistro della montagna vedo muoversi fuoriosamente le cime degli alberi lungo una linea in direzione nostra, come un mostro che corre travolgendo tutto quello che incontra. Penso: "eccolo che arriva". Davanti a noi si alza un polverone,la forza del vento era tale che era riuscita a sollevare dal suolo dei sassi di dimensione non inferiore a 1cm3 e a spararceli addosso. Veniamo investiti frontalmente da questa incredibile massa d'aria, sassi e polvere. La potenza dell'aria furiosa ci arresta la corsa, da 70kmh rallentiamo tutti insieme di colpo a non più di 30kmh. Una mitragliata di sassi ci raggiunge violentissima, come una grandinata. Mi becco un sasso nel labbro superiore che inizia subito a gonfiarsi. Qualche centinaio di metri dopo ecco il passo Garibaldi. L'ultimo livello. Tutto ritorna calmo, di nuovo la pace. Di colpo vediamo Ushuaia dall'alto.
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Messaggioil 26/03/2007, 22:35

tutto tace?!?
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